Del: 13 Aprile 2022 Di: Giulia Maineri Commenti: 0
Perchè celebrare la Giornata Internazionale del Bacio?

Ogni giorno è la giornata internazionale di qualcosa, anzi più di una. Forse è legittimo chiedersi se sia proprio necessaria una data per celebrare il backup, una per i cani in ufficio e un’altra ancora per gli UFO. Ci sono invece ricorrenze sicuramente importanti: la gioventù, l’abolizione della tratta degli schiavi, la solidarietà, la risata, le malattie rare, l’autismo.

Che sia una data importante o un festeggiamento futile, il 13 aprile tocca alla Giornata Internazionale del Bacio.

Di baci è pieno il mondo e ce n’è di tantissimi tipi diversi, ancora più del numero delle facoltà di ingegneria, dei giorni che mancano alle prossime vacanze, del numero di puntate di Doctor Who. Ci sono i baci rubati, dati di nascosto, di fretta ma intensamente. I baci muti ma pieni di passione, Amore e Psiche scolpiti da Canova che si baciano senza sfiorarsi le labbra. I primi baci, quelli che non sai come si fa, umidi e imbarazzanti, ma che rimarranno un ricordo indelebile. I baci da cartolina, su un ponte di Firenze, davanti alla Torre Eiffel, sul lungotevere di Roma. I baci timidi, che durano un attimo ma restano per sempre, e quelli all’improvviso, il marinaio e l’infermiera immortalati da Eisenstaedt a Times Square dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Quei baci contagiosi, che uno tira l’altro, “la bocca tremante” di Paolo aizzata dal bacio di Ginevra e Lancillotto.

Ci sono i baci destinati a rimanere in sospeso, gli amanti di Magritte apparentemente vicini ma divisi da un telo che si fa muro. I baci impossibili, irraggiungibili, che si darebbero ai gomiti se solo… I baci in punta di piedi di chi non ci arriva, quelli con la schiena piegata di chi è troppo alto. I baci sotto la pioggia, ma senza percepire le gocce che scendono. Ci sono i baci delle nonne sulle fronti dei bambini. I baci consegnati al vento, accompagnati con le dita, come a volerli proteggere prima di lasciarli volare via. I baci che abbiamo imparato a dare con gli occhi, quelli che riescono a superare anche la barriera delle mascherine.

Emozioni a parte, i baci hanno un’importante funzione biologica.

Il bacio è un meccanismo di scambio di informazioni, e non solo olfattive e tattili. Ci si scambia milioni di batteri e questo serve a costruire un microbioma simile all’interno della coppia. Il bacio è anche uno sforzo di coordinazione: richiede il movimento e l’attivazione di trentaquattro muscoli facciali e centododici muscoli posturali. Anche gli animali si baciano, ma pochissimi per amore, come invece si dedurrebbe fin da piccoli guardando Lilly e il Vagabondo mentre mangiano gli spaghetti con le polpette.

Il bacio romantico esiste quasi esclusivamente nella società umana, ad eccezione di scimpanzé e bonobo, con cui però condividiamo il 98,7% del DNA.

Per tutti gli altri, il bacio ha una funzione sociale diversa. Helostoma temminckii è un pesciolino grigio e verde che vive nell’Asia Tropicale; per lui il bacio è un gesto che sancisce la formazione di gerarchie all’interno del gruppo. Per i pinguini, un modo per condividere calore e aumentare le probabilità di sopravvivenza. Per le marmotte è invece un metodo di riconoscimento. Un po’ come per Giuda, che sfruttò il bacio come metodo per consentire alle guardie di riconoscere Gesù. Ma questa è un’altra storia.

Di baci è pieno il mondo e meno male. Anzi forse non sono neanche abbastanza. Ce ne vorrebbero migliaia, ventiquattromila baci, per far correre felici le ore!

Giulia Maineri
Instancabile curiosona, ho sempre una domanda sulla punta della lingua. Leggo di tutto e di tutti per capire chi sono. Coltivo la passione per la storia dell'arte per capire chi siamo. Studio fisica per rispondere ai come. Esploro il mondo in un’esasperata, ma entusiasmante, ricerca dei perché.

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