Del: 5 Maggio 2022 Di: Rebecca Nicastri Commenti: 0

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Metamorfosi, Emanuele Coccia (Einaudi)

“Siamo un’unica, sola vita”. Illuminante saggio di un noto filosofo della nostra contemporaneità, questo libro permette alle nostre menti sempre di corsa ed affaticate di concedersi un momento di tranquillità per riflettere sull’idea di cambiamento, di metamorfosi, di transizione. Emanuele Coccia propone una visione di estrema interconnessione tra l’uomo e ciò che lo circonda, tra l’essere umano di ora e l’essere umano di un tempo, tra specie e specie, tra atomo e atomo. L’autore invita a riflettere ad esempio sulla banale trasformazione di un bruco in farfalla: nonostante le differenze cosmologiche, anatomiche, ecologiche, alla fine si ha uno stesso sé, uno stesso essere; in fondo, una vita non è mai riconducibile a un’identità. Le pagine scorrevoli e brillanti del filosofo italiano ci trasportano insomma, in un universo di pensiero in cui comprendiamo come do fatto, nel corso della storia, sia stata molto più importante la cooperazione tra diversità a far progredire il pianeta piuttosto che non lo scontro e la lotta.


Crying in H-Mart, Michelle Zauner (Diversified Publishing) – Recensione di Giulia Scolari

Davanti alla morte di una madre per quel morbo impronunciabile non esistono le parole giuste: Zauner non ha l’ambizione di trovare quelle perfette per tutti, ma la sensazione è che abbia trovato le migliori per sé. In questo memoir commovente, l’autrice comincia col raccontare di come ha scoperto della malattia della madre per poi ripercorrere le fasi più importanti della loro vita insieme. Il rapporto madre-figlia è complesso: sono unite dalla comune appartenenza alla colorata e profumata Corea, ma essa stessa le divide con barriere linguistiche ed aspettative che le due donne non riescono a soddisfare. La ricerca della perfezione che la madre incarna in ogni momento viene fieramente rifiutata dalla figlia e questo le porta a dividersi; sarà nel momento del bisogno che si ritroveranno e metteranno da parte ogni discussione. Questo libro lascia con la serena consapevolezza che la morte, soprattutto quella di una persona tanto importante, non sia un punto di fine, bensì il punto in cui si smette di condividere uno spazio e si comincia a condividere l’essere. I luoghi e i sapori sono descritti con così tanta attenzione da lasciar intravedere i colori e far sentire l’odore. Per chi ha amato Elena Ferrante e Joan Didion questo è sicuramente un volume meno impegnativo, ma che lascia al lettore la stessa disordinata commozione, scomoda serenità.


L’arte di legare le persone, Paolo Milone (Einaudi) – Recensione di Matilde Elisa Sala

Scegliere di diventare medico è un atto di coraggio e di grande altruismo. Significa mettersi costantemente a servizio delle persone, per curarle e aiutarle con tutte le proprie forze ogni volta che ce ne sia il bisogno. Ma scegliere di diventare psichiatra richiede anche qualcosa in più: avere il giusto tatto per entrare in empatia con i pazienti, scavare a fondo nella loro mente caduta nel buio, per indirizzarli nuovamente verso la luce. In quest’autobiografia, a metà tra il diario e il saggio, lo psichiatra Paolo Milone, ci racconta la sua esperienza lavorativa tra le corsie e le stanze del Reparto 77, dove vengono curati i pazienti affetti da malattie psichiche. Attraverso un andamento quasi poetico e confidenziale, l’autore ci accompagna in punta di piedi in un mondo difficile e all’apparenza impenetrabile, invitandoci a maturare una maggiore apertura e una delicata sensibilità verso chi abbiamo di fronte, dimostrandoci disponibili a conoscerlo anche quando è immerso nell’oscurità.


L’enigma della camera 622, Joël Dicker (La Nave di Teseo) – Recensione di Matilde Elisa Sala

Al prestigioso Palace de Verbier di Ginevra tutto è pronto per il Grand Weekend annuale per nominare il nuovo presidente della banca Ebezner. Ma, a sconvolgere tutti i presenti, un omicidio accade durante la serata nella stanza 622. Il delitto irrisolto rimarrà a lungo taciuto e, soltanto quindici anni dopo, un giovane scrittore se ne lascerà incuriosire iniziando a indagare sul mistero. Sottili segreti e identità nascoste lo porteranno alla risoluzione dell’enigma e a formulare una considerazione che si rivelerà decisiva. Con una scrittura scorrevole e molto accattivante, l’autore ci propone, capitolo per capitolo, un giallo davvero molto profondo e introspettivo, che ci porta a capire come la vita sia uno spettacolo teatrale oppure, sarebbe meglio dire in questo caso, un romanzo. Ognuno di noi inconsapevolmente interpreta giorno dopo giorno un personaggio, nascondendo la sua vera essenza dietro una maschera, destinata prima o poi a cadere. Allora, forse, sarebbe meglio mostrarsi come si è realmente perché “La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo ne riempiamo le pagine. Perché la vita, come un romanzo deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita”.


Niente di vero, Veronica Raimo (Einaudi) – Recensione di Costanza Mazzucchelli

Candidato allo Strega 2022, Niente di vero è l’ultimo romanzo di Veronica Raimo, un’opera di autofiction breve, ma intensa, che si legge tutto d’un fiato. Niente di vero presenta tanti tasselli di vita dal sapore dolceamaro, alcuni comici e altri malinconici; piccoli racconti che permettono di immedesimarsi nella quotidianità di ciò che viene raccontato: genitori complessi e famiglie difficili, primi amori e amicizie più o meno durature, crescite incidentate e incerte, sogni e velleità assenti o in continua trasformazione… Sono illuminati alcuni episodi senza un ordine preciso, logico e mai approfondirti totalmente. Ma in fondo è così che funziona la memoria: un accumularsi di storie, eventi, sentimenti e personaggi, sempre variato e rimescolato. Per quanto il libro non ci restituisca niente di vero (e niente di Vero) è intimo, autentico e genuino.

Rebecca Nicastri
Classe 2000. Studio lettere, sono innamorata del mondo e vorrei sapere tutto di lui. Per me le giornate sono sempre troppo corte.

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