Giornata Mondiale degli Oceani. Rivitalizzazione

Giornata Mondiale degli Oceani. Rivitalizziamo il Pianeta Blu

L’8 giu­gno, come ogni anno, si è cele­bra­ta la Gior­na­ta Mon­dia­le degli Ocea­ni (World Oceans Day). Pro­po­sta nel 1992 duran­te l’Earth Sum­mit, la Con­fe­ren­za Mon­dia­le di Ambien­te e Svi­lup­po, di Rio de Janei­ro e uffi­cial­men­te rico­no­sciu­ta dall’ONU nel 2008, que­sta Gior­na­ta è rite­nu­ta un’occasione dav­ve­ro pre­zio­sa per capi­re l’importanza dei nostri ocea­ni, i bene­fi­ci che por­ta­no al pia­ne­ta e quan­to dob­bia­mo anco­ra impa­ra­re a tute­lar­li, impe­gnan­do­ci ogni gior­no di più. 

Il tema scel­to dall’ONU per l’edi­zio­ne 2022 di que­sta Gior­na­ta è sta­to «Rivi­ta­liz­za­zio­ne: azio­ne col­let­ti­va per gli ocea­ni». L’obiettivo prin­ci­pa­le degli orga­niz­za­to­ri è quel­lo di denun­cia­re quan­to le azio­ni dell’uomo stia­no impat­tan­do sui nostri ocea­ni e in che modo si dovreb­be­ro inve­ce miglio­ra­re i pro­pri com­por­ta­men­ti, adot­tan­do anche uno sti­le di vita più soste­ni­bi­le e rispet­to­so dell’ambiente circostante.

Gli ocea­ni sono infat­ti il pol­mo­ne del­la Ter­ra: l’ONU ha sti­ma­to che per qua­si tre quar­ti la super­fi­cie ter­re­stre è coper­ta da ocea­ni che con­ten­go­no il 97% dell’acqua pre­sen­te sul­la Ter­ra e rap­pre­sen­ta­no il 99% di spa­zio occu­pa­to da orga­ni­smi viven­ti. Ospi­ta­no anche l’80% del­la bio­di­ver­si­tà mon­dia­le, da cui dipen­de il sosten­ta­men­to di più di tre miliar­di di per­so­ne, di cui le spe­cie iden­ti­fi­ca­te sono ben 200.000, anche se i nume­ri rea­li potreb­be­ro aggi­rar­si intor­no ai milioni. 

Pro­du­co­no il 50% dell’ossi­ge­no pre­sen­te nell’atmosfera e, al tem­po stes­so, assor­bo­no cir­ca il 30% dell’anidride car­bo­ni­ca da noi pro­dot­ta, ridu­cen­do così l’impatto del riscal­da­men­to glo­ba­le ma cau­san­do anche una mag­gio­re aci­di­fi­ca­zio­ne del­le acque.

Le conseguenze delle attività umane stanno diventando estremamente pericolose.

Gli habi­tat natu­ra­li e le riser­ve itti­che si stan­no pian pia­no esau­ren­do; l’innal­za­men­to del­le tem­pe­ra­tu­re sta por­tan­do a risul­ta­ti disa­stro­si, come l’innalzamento del livel­lo medio degli ocea­ni cau­sa­to prin­ci­pal­men­te dal­lo scio­gli­men­to dei ghiac­ciai e del­le calot­te polari. 

Inol­tre, come ricor­da in un arti­co­lo la rivi­sta Natio­nal Geo­gra­phic, l’inquinamento ormai da qual­che anno è arri­va­to a col­pi­re i nostri ocea­ni in mol­ti e diver­si modi che, col pas­sa­re del tem­po, stan­no distrug­gen­do e rovi­nan­do sem­pre di più l’intero eco­si­ste­ma mari­no: l’inqui­na­men­to lumi­no­so, che ha cau­sa­to l’alterazione dei cicli di ripro­du­zio­ne, migra­zio­ne e ali­men­ta­zio­ne degli ani­ma­li che popo­la­no i mari, quel­lo acu­sti­co, spes­so sot­to­va­lu­ta­to, ma ugual­men­te allar­man­te, giun­gen­do infi­ne al tema, mai trop­po ridon­dan­te, dell’inquinamento da pla­sti­ca. La World Bank ha sti­ma­to che entro il 2050 si pro­dur­rà il 70% di pla­sti­ca in più, gene­ran­do dun­que un nume­ro mag­gio­re di rifiu­ti che, pro­ba­bil­men­te, fini­ran­no pro­prio nei nostri mari . 

Un fat­to allar­man­te è sicu­ra­men­te quel­lo dell’inqui­na­men­to chi­mi­co, dato dal con­su­mo inten­si­vo di sostan­ze come pesti­ci­di, deter­si­vi, petro­lio o ben­zi­na e dal siste­ma del­le cosid­det­te navi “a per­de­re”, feno­me­no che inte­res­sa pro­prio il Mar Mediterraneo. 

Pochi sanno dell’esistenza di questo espediente, utilizzato in realtà nel Mediterraneo da oltre quarant’anni.

Sono navi appo­si­ta­men­te crea­te per simu­la­re dei nau­fra­gi e disper­de­re sui fon­da­li rifiu­ti tos­si­ci e chi­mi­ci, crean­do in que­sto modo del­le vere e pro­prie disca­ri­che mari­ne. Un traf­fi­co ovvia­men­te ille­ga­le sul qua­le si sta cer­can­do di inda­ga­re più a fon­do, gra­zie anche all’aiuto di Legam­bien­teWWF

Tan­ti, trop­pi pro­ble­mi stan­no col­pen­do gli ocea­ni e noi, abi­tan­ti del­la Ter­ra, dovrem­mo pre­oc­cu­par­ce­ne di più, dan­do il nostro con­tri­bu­to atti­vo. Cer­chia­mo di rag­giun­ge­re i tra­guar­di che l’ONU, nel pro­gram­ma d’azione dell’Agenda 2030 per lo Svi­lup­po Soste­ni­bi­le, si è fis­sa­ta nell’Obiet­ti­vo 14: ridur­re l’inquinamento mari­no entro il 2025, com­bat­ten­do l’acidificazione; tute­la­re l’ecosistema mari­no, rego­lan­do la pesca e pre­ser­van­do alme­no il 10% del­le aree costie­re e mari­ne; aumen­ta­re la cono­scen­za scien­ti­fi­ca, infor­man­do­si maggiormente. 

Non si può pre­ten­de­re di cam­bia­re di pun­to in bian­co il pro­prio sti­le di vita, ma si può cer­ta­men­te miglio­ra­re par­ten­do dal­le pic­co­le cose, soprat­tut­to ora con l’estate alle por­te. Si dovreb­be cer­ca­re di ridur­re gli spre­chi, rici­clan­do e rispet­tan­do la rac­col­ta dif­fe­ren­zia­ta, uti­liz­zan­do meno pla­sti­ca e più pro­dot­ti eco­so­ste­ni­bi­li, non lascian­do i rifiu­ti in spiag­gia per­ché tan­to poi fini­ran­no nel­le acque. 

Sem­bra un po’ un para­dos­so che piac­cia così tan­to anda­re al mare ma che, nel nostro mon­do, non lo si rispet­ti mini­ma­men­te. L’acqua e gli ocea­ni sono un bene pre­zio­so e, se si ama il Pia­ne­ta in cui si vive, biso­gna tute­lar­ne ogni pic­co­la risor­sa, non solo duran­te le cele­bra­zio­ni mon­dia­li, ma ogni gior­no.

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Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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