Intervista a Ehndry, cantante e studente in Statale

Intervista a Ehndry, cantante e studente in Statale

Qual­che tem­po fa abbia­mo avu­to il pia­ce­re di fare due chiac­chie­re con Andrea, in arte Ehn­dry, stu­den­te di filo­so­fia alla Sta­ta­le clas­se 2002 che ha da tem­po intra­pre­so un pro­prio pro­get­to musi­ca­le, suo­nan­do anche al Feel Club di Ber­na­reg­gio e al noto Bar­rio’s mila­ne­se. Ripor­tia­mo qui di segui­to l’intervista in cui Andrea ha vesti­to i pan­ni dell’uni­ver­si­ta­rio e del can­tan­te in uno.

L’intervista è sta­ta edi­ta­ta per moti­vi di bre­vi­tà e chia­rez­za. 


Ciao Andrea, ben­ve­nu­to a Vul­ca­no. Ini­zia­mo con la nostra doman­da di rito: come descri­ve­re­sti in poche paro­le il tuo pro­get­to musicale? 

Il pro­get­to par­la di me, quin­di direi auto­bio­gra­fi­co. Potrem­mo anche defi­nir­lo intro­spet­ti­vo e dina­mi­co. Mi pia­ce par­la­re del­le mie espe­rien­ze in pri­mis, intro­spet­ti­vo per­ché ana­liz­zo poi effet­ti­va­men­te que­ste espe­rien­ze o comun­que come le vivo, e poi dina­mi­co per­ché soprat­tut­to nel­la musi­ca mi pia­ce varia­re o comun­que spe­ri­men­ta­re, quin­di c’è il pez­zo più pop oppu­re il pez­zo più rap vec­chia scuo­la, o pez­zi dove col­la­bo­ro anche con del­le can­tan­ti. Come pro­get­to è mol­to vario. 

Qual­che tuo riferimento?

La mia ispi­ra­zio­ne arri­va dal rap old school di Bas­si Mae­stro, e inci­de la mia for­ma­zio­ne di chi­tar­ri­sta, mi piac­cio­no mol­to alcu­ni bra­ni che ho pub­bli­ca­to come Astro­na­veRos­so Fuo­co in cui c’è una par­te più acu­sti­ca. Anche se mi pia­ce appun­to spa­zia­re anche sul rap, come per esem­pio con Voi­tu­re. Per quan­to riguar­da le influen­ze più con­tem­po­ra­nee mi pia­ce tan­tis­si­mo Vegas Jones, c’è anche un po’ di Tedua, che non voglio con­si­de­ra­re trap­per, per­ché c’è una ricer­ca net­ta­men­te supe­rio­re ad altri come DrefGold.

Hai cita­to alcu­ni dei tuoi bra­ni, puoi dir­ci di più?

I sin­go­li pri­ma di Astro­na­ve sono un’introduzione al bra­no in que­stio­ne. Nell’ultimo video pub­bli­ca­to su You­Tu­be c’era pro­prio lo spoi­ler di Astro­na­ve, l’ho pen­sa­ta come una sto­ria. In Astro­na­ve si par­la di una rela­zio­ne fini­ta, ma in manie­ra mol­to vela­ta, non sono io che mi depri­mo per­ché non sto più con la mia lei, c’è rie­la­bo­ra­zio­ne. L’ho scrit­ta ver­so la fine del­la pri­ma qua­ran­te­na, quin­di c’era la que­stio­ne dell’isolamento e del­le pro­spet­ti­ve per il futu­ro che sono sta­te disat­te­se con la pandemia.

A sua vol­ta Astro­na­ve fa par­te di un pro­get­to più gran­de, un EP di cin­que trac­ce che usci­rà tra poco, a luglio. Fino­ra sono usci­te Nuvo­leLa mia Lady, ho pub­bli­ca­to costan­te­men­te in modo da arri­va­re a luglio a por­ta­re il progetto. 

Come lavo­ri per arri­va­re al pro­dot­to finale?

Per ora non ho accet­ta­to le pro­po­ste che mi sono arri­va­te da alcu­ne eti­chet­te per­ché non mi sod­di­sfa­va­no. Lavo­ro da solo e con ami­ci, ho scel­to di rima­ne­re indi­pen­den­te. Per quan­to riguar­da la pro­du­zio­ne ad esem­pio ho un beat­ma­ker fis­so che è un ragaz­zo di Roma che si chia­ma Pain. Sia­mo ami­ci d’in­fan­zia e lui come me ha intra­pre­so la stra­da del­la musi­ca, quin­di anche se a distan­za sia­mo cre­sciu­ti assie­me sot­to que­sto pun­to di vista e ci sen­tia­mo continuamente.

Per quan­to riguar­da gli stu­di di regi­stra­zio­ne, inve­ce, ne ho gira­ti vari del­la zona Mon­za e Brian­za e Mila­no. Ho volu­to gira­re un po’ di stu­di sia per far­mi cono­sce­re nell’ambiente, e poi per ini­zia­re a capi­re dove il mio lavo­ro esce meglio. Sono mol­to inte­res­sa­to a tut­to l’a­spet­to del mix, del master, le casse.

Social, qr code vari per stra­da… la pub­bli­ci­tà me la fac­cio da solo. Tan­to pas­sa­pa­ro­la… e Vul­ca­no Statale!

Come mai hai scel­to la facol­tà di Filo­so­fia e come si coniu­ga­no le car­rie­re di stu­den­te e di cantante?

Direi che c’entra sem­pre con il mio approc­cio intro­spet­ti­vo, la filo­so­fia mi per­met­te di ave­re uno sguar­do più cri­ti­co sul rea­le e di poter­lo poi met­te­re anche nel­le can­zo­ni: mi sto già ren­den­do con­to che il con­nu­bio è servito. 

Cosa pen­si dell’attuale pro­po­sta musi­ca­le in università?

Mi sono inte­res­sa­to da subi­to più che altro alle varie real­tà musi­cal­men­te atti­ve in uni­ver­si­tà, e mi sen­to di dire che man­ca uno spa­zio per la musi­ca leg­ge­ra. Ci sono atti­vi­tà impor­tan­ti lega­te alla musi­ca sin­fo­ni­ca, come l’Orchestra e il Coro, che però sen­to un po’ lon­ta­ne da me. Per que­sto mi pia­ce­reb­be dare vita a un col­let­ti­vo di arti­sti inte­res­sa­ti come me alle ten­den­ze più urban, ma anche rock, aper­to ovvia­men­te a tut­ti gli stu­den­ti inte­res­sa­ti. Vor­reb­be dire crea­re uno spa­zio di scam­bio reci­pro­co per gli arti­sti, sia per le idee che per la pro­mo­zio­ne e la comu­ni­ca­zio­ne, e un grup­po atti­vo nel­la pro­gram­ma­zio­ne di even­ti musi­ca­li. Il sogno sareb­be poi quel­lo di ave­re a dispo­si­zio­ne uno spa­zio tut­to nostro per rea­liz­za­re uno stu­dio di regi­stra­zio­ne all’interno dell’università, dove dare vera­men­te a tut­ti la pos­si­bi­li­tà di spe­ri­men­ta­re e maga­ri arri­va­re anche a qual­che risul­ta­to sen­za spen­de­re cifre esorbitanti. 

Cosa pen­si di ave­re di nuo­vo da dire alla sce­na musicale?

In que­sta pro­spet­ti­va di mer­ca­to si deve sem­pre pro­por­re qual­co­sa di nuo­vo, ma io la vedo prin­ci­pal­men­te come un modo di espri­me­re quel­lo che pen­so, quin­di va bene il dover arri­va­re con qual­co­sa di nuo­vo, ma non è quel che cer­co. La par­te prin­ci­pa­le è che que­sta cosa di novi­tà e di diver­si­tà rispet­to agli altri, da chi mi ascol­ta me lo dico­no, quan­do ti ascol­to sei pro­prio te, non c’è nes­su­no che ascol­to così. Quin­di qual­co­sa c’è, ma non so ben spie­ga­re cosa.

Sia­mo alla fine. Obiet­ti­vi per il futuro?

Il mio obiet­ti­vo per ora è arri­va­re a più gen­te pos­si­bi­le. Fac­cio musi­ca per­ché mi pia­ce, poi come si evol­ve­ran­no le cose si vedrà. Sto cer­can­do di tener­mi tan­te stra­de aper­te che mi per­met­ta­no di ave­re una visio­ne più ampia, sen­za mai chiu­der­mi ad un solo ambito.

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Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.

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