Breve guida ai contratti di locazione

Il pri­mo osta­co­lo che ogni “fuo­ri­se­de” incon­tra nel suo viag­gio ver­so la capi­ta­le lom­bar­da è sicu­ra­men­te la ricer­ca di una casa. Per evi­ta­re di incor­re­re in truf­fe o di soc­com­be­re a pro­prie­ta­ri mole­sti, è di fon­da­men­ta­le impor­tan­za cono­sce­re i pro­pri dirit­ti e il con­trat­to che si andrà a firmare. 

Con­si­de­ran­do una serie di fat­to­ri, come l’ac­ces­si­bi­li­tà eco­no­mi­ca, le oppor­tu­ni­tà e le opi­nio­ni degli stu­den­ti attua­li, Mila­no è la cit­tà ita­lia­na più ama­ta dagli uni­ver­si­ta­ri. A con­fer­mar­lo è l’ultimo QS Best Stu­dent Cities, che la posi­zio­na al pri­mo posto su sca­la nazio­na­le e al qua­ran­ta­seie­si­mo a livel­lo glo­ba­le, ma non solo: negli ulti­mi anni gli stu­den­ti in arri­vo da fuo­ri regio­ne e dall’estero sono aumen­tati in tut­te le sue uni­ver­si­tà, pub­bli­che e private.

Se un tempo le grandi metropoli come Milano erano un polo di attrazione, luogo di occasioni e opportunità, ad oggi lo rappresentano ancora, ma ad un prezzo molto più elevato. Questo perché i salari sono ormai bloccati sulle stesse cifre da anni, mentre il costo della vita aumenta. 

Caso ecla­tan­te è rap­pre­sen­ta­to pro­prio dal­la capi­ta­le lom­bar­da, con­si­de­ra­ta la cit­tà più cara d’Italia, in cui, ad oggi, per gli affit­ti si spen­de in media 20 euro al metro qua­dro (più del 2,6% da gen­na­io 2022 e del 13% rispet­to a un anno fa). Se le spe­se cre­sco­no, i sala­ri non ten­go­no il pas­so: nel­la dichia­ra­zio­ne dei red­di­ti 2021, il red­di­to medio lor­do mila­ne­se era di qua­si 32 mila euro pro capi­te. Di con­se­guen­za, ipo­tiz­zan­do di ave­re un bilo­ca­le a Mila­no da 50 metri qua­dri da 20 euro al metro qua­dro, l’affitto si aggi­ra sui mil­le euro men­si­li. Se lo sti­pen­dio men­si­le, però, è sui 2.444 euro (divi­so per le 13 men­si­li­tà), que­sto signi­fi­ca che ben il 41% del red­di­to sarà spe­so per paga­re l’affitto. Si par­la di qua­si la metà dell’intero sti­pen­dio di un indi­vi­duo, una spe­sa estre­ma­men­te gra­vo­sa che si andrà a som­ma­re agli ulte­rio­ri costi di vita. Sen­za poi con­ta­re il rischio di truf­fe, una pia­ga che col­pi­sce da anni il mer­ca­to immo­bi­lia­re milanese.

A fron­te di ciò, in un’ottica di tute­la e rispar­mio, risul­ta fon­da­men­ta­le pos­se­de­re una som­ma­ria cono­scen­za di alcu­ne par­ti­co­la­ri­tà del con­trat­to di loca­zio­ne ad uso abi­ta­ti­vo, del­le sue varian­ti e di alcu­ne ten­den­ze del mer­ca­to immo­bi­lia­re di Mila­no. Il Codi­ce civi­le, all’art. 1571, enun­cia “La loca­zio­ne è il con­trat­to con il qua­le una par­te si impe­gna a far gode­re all’altra una cosa … immo­bi­le per un dato tem­po, e ver­so un deter­mi­na­to cor­ri­spet­ti­vo”. Nel 2021 il nume­ro di nuo­vi con­trat­ti di loca­zio­ne, tra­smes­si tele­ma­ti­ca­men­te o pre­sen­ta­ti allo spor­tel­lo per la regi­stra­zio­ne, è sta­to di poco supe­rio­re a 1,7 milio­ni: il 10,4% in più rispet­to all’anno pre­ce­den­te – dei qua­li solo le uni­tà loca­te ad uso abi­ta­ti­vo sono sta­te 1.365.646, oltre l’80%. 

Il contratto di locazione – per la cui validità è necessaria la forma scritta – consta di più tipologie: può essere a canone libero, concordato, ordinario transitorio e agevolato per studenti. 

Nel pri­mo caso i con­traen­ti sono libe­ri di deter­mi­na­re l’ammontare del cano­ne, le moda­li­tà di paga­men­to e gli altri ele­men­ti del con­trat­to. Sono inve­ce sta­bi­li­te dal­la leg­ge la deter­mi­na­zio­ne del­la dura­ta mini­ma (che è 4+4) e le moda­li­tà di rin­no­vo. Nel secon­do caso, il cor­ri­spet­ti­vo da ver­sa­re perio­di­ca­men­te è fis­sa­to tra un mini­mo e un mas­si­mo in vir­tù di cri­te­ri sta­bi­li­ti in appo­si­ti accor­di sti­pu­la­ti tra le asso­cia­zio­ni dei pro­prie­ta­ri di immo­bi­li e dei con­dut­to­ri. Le par­ti pos­so­no defi­ni­re il valo­re del cano­ne, la dura­ta (che non può esse­re infe­rio­re a 3+2) e altre con­di­zio­ni con­trat­tua­li sul­la base di quan­to sta­bi­li­to dai sud­det­ti accor­di. Mol­to spes­so nell’ambito del “con­cor­da­to” si sen­te par­la­re del­la cosid­det­ta cedo­la­re sec­ca, non è altro che un regi­me di tas­sa­zio­ne age­vo­la­to al 10% pre­vi­sto per immo­bi­li che si tro­va­no in comu­ni ad alta ten­sio­ne abi­ta­ti­va – la cedo­la­re sec­ca può esse­re appli­ca­ta anche nei con­trat­ti a cano­ne libe­ro, nei qua­li però inci­de per più del dop­pio (21%).

Le altre tipo­lo­gie di con­trat­ti ad uso abi­ta­ti­vo sono quel­lo “ordi­na­rio tran­si­to­rio” e “age­vo­la­to per stu­denti”. Il con­trat­to per esi­gen­ze abi­ta­ti­ve tran­si­to­rie vie­ne sti­pu­la­to allor­ché una del­le par­ti abbia un biso­gno solo tem­po­ra­neo di pren­de­re in loca­zio­ne un bene, sen­za impe­gnar­si per un lun­go las­so di tem­po (si pen­si alla mobi­li­tà lavo­ra­ti­va, l’apprendistato e la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le). Anche il con­trat­to a stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri rien­tra nel genus del­la loca­zio­ne tran­si­to­ria, esso è riser­va­to a stu­den­ti iscrit­ti ad un cor­so di lau­rea, di per­fe­zio­na­men­to o di for­ma­zio­ne post-lau­rea, come master, dot­to­ra­ti, spe­cia­liz­za­zio­ni, in un comu­ne diver­so da quel­lo di residenza. 

L’interesse del conduttore al pacifico godimento dell’immobile richiede tutela non solo nei confronti di atteggiamenti vessatori del locatore, ma anche contro eventuali molestie di terzi (come ad esempio i condomini). 

In tal caso la leg­ge con­sen­te al con­dut­to­re – che è nel­la deten­zio­ne del­la cosa (cioè se è già entra­to nel “pos­ses­so” dell’immobile), in caso con­tra­rio potrà solo rivol­ge­re al loca­to­re un’azione di ina­dem­pi­men­to – di agi­re per­so­nal­men­te con­tro chi arre­ca la mole­stia per otte­ner­ne la ces­sa­zio­ne oltre al risar­ci­men­to del danno.

Al momen­to del­la con­clu­sio­ne del con­trat­to, soli­ta­men­te, vie­ne ver­sa­to anche il depo­si­to cau­zio­na­le, si trat­ta di una som­ma posta a garan­zia dell’adempimento del­le obbli­ga­zio­ni con­trat­tua­li e degli even­tua­li dan­ni posti in esse­re duran­te il godi­men­to dell’immobile. La cau­zio­ne non può supe­ra­re le 3 men­si­li­tà ed è pro­dut­ti­va di inte­res­si, per­tan­to, al momen­to del­la sca­den­za del con­trat­to, il loca­to­re dovrà resti­tuir­la mag­gio­ra­ta degli inte­res­si matu­ra­ti. Natu­ral­men­te, la cau­zio­ne ver­rà resti­tui­ta al con­dut­to­re qua­lo­ra ricon­se­gni l’immobile nel­le stes­se con­di­zio­ni in cui lo ha rice­vu­to. In casi come que­sti, per evi­ta­re inde­bi­ti appro­fit­ta­men­ti, con­ver­reb­be sem­pre accom­pa­gna­re alla resti­tu­zio­ne del­le chia­vi la reda­zio­ne del ver­ba­le di con­se­gna.

Il reces­so – lo stru­men­to (o più cor­ret­ta­men­te, il dirit­to pote­sta­ti­vo) posto dall’ordinamento a tute­la del­le par­ti – è l’at­to con cui una par­te si scio­glie dal vin­co­lo di un con­trat­to. Si trat­ta di una facol­tà che per esse­re eser­ci­ta­ta deve esse­re con­cor­da­ta dai con­traen­ti o pre­vi­sta dal­la leg­ge: si par­la quin­di di reces­so lega­le e di reces­so con­ven­zio­na­le. Il reces­so lega­le è senz’altro leci­to qua­lo­ra ricor­ra­no gra­vi moti­vi (si inten­do­no fat­ti estra­nei alla volon­tà del con­dut­to­re, come ad esem­pio un tra­sfe­ri­men­to lavo­ra­ti­vo), oppu­re se comu­ni­ca­to con un pre­av­vi­so di 6 mesi (si ricor­di che il cano­ne di loca­zio­ne dev’esser ver­sa­to pun­tual­men­te anche in que­sto perio­do). Il reces­so con­ven­zio­na­le è quel­lo sti­pu­la­to dal­le par­ti inse­ren­do nel con­trat­to un’apposita clau­so­la, esso è con­sen­ti­to a pre­scin­de­re dai gra­vi moti­vi (neces­sa­ri nel reces­so lega­le). Il suo eser­ci­zio è pos­si­bi­le in qual­sia­si momen­to, men­tre gli effet­ti saran­no pro­dot­ti dopo 6 mesi dal­la sua noti­fi­ca­zio­ne all’altra par­te del rap­por­to (i qua­li pos­so­no esser facil­men­te ridot­ti a 3 in sede di trat­ta­ti­va, cosa asso­lu­ta­men­te consigliata). 

Fin qui abbia­mo fat­to pre­va­len­te­men­te rife­ri­men­to al reces­so del con­dut­to­re, ma anche al loca­to­re è data facol­tà di reces­so in alcu­ni casi pre­vi­sti dal­la leg­ge (ad esem­pio l’art. 1612 c.c. pre­ve­de che il loca­to­re pos­sa rece­de­re anti­ci­pa­ta­men­te dal con­trat­to di loca­zio­ne – con un pre­av­vi­so di 6 mesi – per abi­ta­re egli stes­so nel­la casa affit­ta­ta). Ai fini del reces­so, che è sem­pre gra­tui­to – sal­vo sia sta­ta con­trat­tual­men­te pre­vi­sta una mul­ta peni­ten­zia­le da ver­sa­re per eser­ci­ta­re tale dirit­to – la leg­ge richie­de espres­sa­men­te la comu­ni­ca­zio­ne per mez­zo di rac­co­man­da­ta A/R (for­ni­ta da qual­sia­si uffi­cio posta­le) o PEC, si ricor­di che in caso di man­ca­to pre­av­vi­so il con­dut­to­re sarà tenu­to a risar­ci­re il danno. 

Quanto alla documentazione ulteriore al contratto, ogni immobile concesso in locazione deve essere dotato del certificato di agibilità. 

Tale docu­men­to atte­sta la sus­si­sten­za del­le con­di­zio­ni di sicu­rez­za, igie­ne, salu­bri­tà, rispar­mio ener­ge­ti­co degli edi­fi­ci e degli impian­ti negli stes­si instal­la­ti. Il loca­to­re deve poi con­se­gna­re al con­dut­to­re l’Atte­sta­to di pre­sta­zio­ne ener­ge­ti­ca (APE), ossia il docu­men­to che atte­sta le carat­te­ri­sti­che ener­ge­ti­che di un edificio. 

Quan­to ai costi, da una rapi­da inda­gi­ne svol­ta sul report di idea­li­sta, il perio­do miglio­re per cer­ca­re casa è sicu­ra­men­te quel­lo pri­ma­ve­ri­le o autun­na­le (inol­tra­to). Un’altra voce che sicu­ra­men­te inci­de sul costo com­ples­si­vo è la prov­vi­gio­ne dell’agenzia – che di soli­to si atte­sta intor­no al 15% del cano­ne annuo – : il con­si­glio è quel­lo di vol­ge­re la pro­pria ricer­ca agli affit­ti tra pri­va­ti (a Mila­no è mol­to sem­pli­ce tro­var­li in grup­pi sui social). Que­sti sono spes­so evi­ta­ti per pau­ra di pos­si­bi­li ingan­ni o più sem­pli­ce­men­te per la poca fidu­cia, tut­ta­via è oppor­tu­no ricor­da­re che, qua­lo­ra si fac­cia­no le dovu­te ricer­che e si rispet­ti­no le sud­det­te accor­tez­ze, non dovreb­be sor­ge­re alcun pro­ble­ma (o per­lo­me­no nes­sun pro­ble­ma che un’agenzia pos­sa risolvere).

Quel­li fin qui men­zio­na­ti sono i car­di­na­li ele­men­ti – non­ché fon­da­men­ta­li stru­men­ti di pro­te­zio­ne – posti a pre­si­dio del rap­por­to di loca­zio­ne: la loro som­ma­ria cono­scen­za per­met­te non solo di evi­ta­re coscien­zio­sa­men­te pro­po­ste truf­fal­di­ne, ma soprat­tut­to di pre­co­sti­tuir­si auto­no­ma­men­te una via d’uscita a tute­la di pos­si­bi­li futu­ri appro­fit­ta­men­ti di ter­zi o del proprietario.

Arti­co­lo di Arman­do Cencini

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