Da rivedere per la prima volta. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

tDa rivedere per la prima volta. Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

La situa­zio­ne poli­ti­ca dell’Italia nel­la pri­ma metà degli anni ’70 è deci­sa­men­te cal­da e vibran­te: si è dopo il ’68 e i par­ti­ti poli­ti­ci di sini­stra e destra si scon­tra­no fati­can­do nel crea­re gover­ni sta­bi­li, gli atti di ter­ro­ri­smo poli­ti­co sono in aumen­to, sia nel­le fran­ge di destra che di sinistra.

Tut­to ciò è sta­to col­to pron­ta­men­te e mol­to effi­ca­ce­men­te nel cine­ma con gran­di capo­la­vo­ri come Inda­gi­ne su un cit­ta­di­no al di sopra di ogni sospet­to e La clas­se ope­ra­ia va in para­di­so, che risal­go­no agli anni 1970 e 1971; sem­pre di que­sti anni sono Sac­co e Van­zet­ti di Giu­lia­no Mon­tal­do, Il delit­to Mat­teot­ti di Van­ci­ni, Mimì metal­lur­gi­co feri­to nell’onore, Tut­to a posto nien­te in ordi­ne di Lina Wert­mül­ler e mol­ti altri. 

Pro­prio un film di quest’ultima regi­sta è par­ti­co­lar­men­te inte­res­san­te, sia per la gran­de qua­li­tà dell’opera, sia per l’originalità del­le moda­li­tà con cui la sto­ria avvie­ne. Usci­to nel 1974, Tra­vol­ti da un inso­li­to desti­no nell’azzurro mare di ago­sto è uno dei film più famo­si del­la regi­sta e uno dei suoi capo­la­vo­ri, un suc­ces­so alla sua usci­ta, un cult come pochi, con­tor­to e scan­da­lo­so per i tem­pi, sicu­ra­men­te genia­le e coraggioso.

Il film è ambien­ta­to in una cal­da esta­te in cui un grup­po di ric­chi e vizia­ti bor­ghe­si pas­sa le gior­na­te su uno yacht nel Medi­ter­ra­neo, e tra loro la più sapu­tel­la, logor­roi­ca e sac­cen­te è Raf­fael­la Pavo­ne Lan­zet­ti. Que­sta ric­ca don­na dai capel­li sem­pre in pie­ga pas­sa i pome­rig­gi tra lamen­te­le, com­men­ti sul­la situa­zio­ne poli­ti­ca, frec­cia­ti­ne più o meno vela­te e modi per evi­den­zia­re il pro­prio ran­go socia­le. Sul­lo stes­so yacht lavo­ra Gen­na­ri­no Carun­chio, grez­zo mari­na­io sici­lia­no, fer­ven­te comu­ni­sta che disprez­za i bor­ghe­si, ma che è costret­to a ser­vir­li per poter rice­ve­re uno sti­pen­dio. A segui­to di un gua­sto al moto­re di un gom­mo­ne su cui que­sti due navi­ga­va­no, la cop­pia si ritro­ve­rà iso­la­ta da tut­ti e da tut­to, finen­do su un’isola sco­no­sciu­ta da qual­che par­te del Mediterraneo. 

Qui i ruoli sociali verranno invertiti: capace solo di lamentarsi, Raffaella sarà costretta ad elemosinare cibo e riparo da Gennarino che, in grado di cavarsela in tale situazione di sopravvivenza senza problemi, si vendicherà di tutte le angherie subite, maltrattandola, sfruttandola, violentandola, seducendola. 

Tra i due però scat­ta una for­tis­si­ma sto­ria d’amore, che con­sen­te loro di apprez­za­re la situa­zio­ne par­ti­co­la­re in cui si tro­va­no, pre­fe­ren­do­la al mon­do fuo­ri dall’isola. Tut­ta­via, Gen­na­ri­no vuo­le veri­fi­ca­re l’amore di lei, quin­di deci­de di far­si vede­re dai soc­cor­si per tor­na­re alla civil­tà per vede­re se anche lì lei lo vor­rà. Ma arri­va­ti al por­to, nono­stan­te l’amore di lei sia for­te e inten­so, que­st’ul­ti­ma deci­de di rimet­ter­si con il mari­to ric­co bor­ghe­se e tor­na­re al suo ran­go.

Raffaella e Gennarino, protagonisti di un film di Wertmuller

Un pri­mo fat­to­re inte­res­san­te sono i due per­so­nag­gi pro­ta­go­ni­sti, per la stra­gran­de mag­gio­ran­za del tem­po gli uni­ci due pre­sen­ti. Raf­fael­la è inter­pre­ta­ta magi­stral­men­te da Marian­ge­la Mela­to e Gen­na­ri­no da Gian­car­lo Gian­ni­ni; la cop­pia Gian­ni­ni-Mela­to non era nuo­va, era­no già sta­ti insie­me con suc­ces­so in due pre­ce­den­ti film (Mimì metal­lur­gi­co feri­to nell’onoreFilm d’amore e d’anarchia), tut­ta­via mai come in que­sta pel­li­co­la i due sono sta­ti così lega­ti, iso­la­ti, così inti­mi e ero­ti­ci. Il loro rap­por­to è pri­ma di odio e disde­gno reci­pro­co, riem­pien­do­si più vol­te di insul­ti e bot­te, ma con l’arrivo del sen­ti­men­to d’amore i due diver­ran­no pas­sio­na­li, dol­ci e sin­ce­ra­men­te inna­mo­ra­ti. Non biso­gna però pen­sa­re che la loro sto­ria d’amore sia il clas­si­co cro­gio­lo di dol­cez­za e sen­ti­men­to, ben­sì è più intri­ca­to di così: ini­zial­men­te Gen­na­ri­no fa sem­pre pre­va­le­re la sua for­za, pic­chia e mal­trat­ta Raf­fael­la con­ti­nua­men­te, con moda­li­tà pura­men­te maschiliste. 

Per comprendere meglio basta guardare questa sequenza in cui i ruoli sociali si invertono.

È sicu­ra­men­te una sce­na for­te, soprat­tut­to per i tem­pi, la vio­len­za ed un uso così ampio di paro­lac­ce stra­ni­sce anco­ra oggi, il rap­por­to con­tor­to dei due con­fon­de lo spet­ta­to­re. Infat­ti, mol­to varie­ga­to è lo spet­tro del­le sen­sa­zio­ni che si pro­va­no con Tra­vol­ti da un inso­li­to desti­no: il fasti­dio per il con­ti­nuo par­la­re di lei, lo sde­gno per la vio­len­za maschi­li­sta di lui, ma anche un cer­to gusto comi­co che la pel­li­co­la più vol­te met­te in sce­na insie­me ad un volu­to ero­ti­smo. I due sono in costu­me per pra­ti­ca­men­te sem­pre, Gian­ni­ni e la Mela­to sono mol­to bel­li e sexy, ma anche in que­sto lato volu­ta­men­te pro­vo­ca­to­rio vi è un sub­stra­to ambi­guo pro­vo­ca­to dai loro ruo­li socia­li; pia­no pia­no però, con il venir meno di que­sti ruo­li, anche tale ambi­gui­tà dimi­nui­sce lascian­do spa­zio ad un amo­re sin­ce­ro e puro. 

In un’intervista su repubblica Lina Wertmüller disse: «Il film è un incontro di due persone che si ritrovano al di fuori della società, dei loro ruoli sociali, e come tali si possono amare; ma appena ritornano le strutture sociali l’amore fa difficoltà ad esserci.» 

Dif­fi­cil­men­te si può rias­su­me­re meglio un’opera come que­sta, una corag­gio­sa paro­dia del­la destra e del­la sini­stra ambien­ta­ta in alcu­ne del­le bel­lis­si­me iso­le sar­de, bril­lan­te cri­ti­ca socia­le che scon­cer­ta e fa sor­ri­de­re in un film incre­di­bi­le sot­to ogni pun­to di vista. Con que­sta pel­li­co­la, Lina Wert­mül­ler, già una gran­de del cine­ma ita­lia­no, rag­giun­se il suc­ces­so inter­na­zio­na­le – cele­bra­to l’anno suc­ces­si­vo con Pasqua­li­no Set­te­bel­lez­ze che, nomi­na­to a ben quat­tro Oscar, la rese la pri­ma don­na ad esse­re can­di­da­ta al pre­mio come miglior regista.

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Luca Pacchiarini
Sono appas­sio­na­to di cine­ma e video­gio­chi, sem­pre di più anche di tea­tro e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce sco­pri­re musi­ca nuo­va e in par­ti­co­la­re ado­ro il post rock, ma esplo­ro tan­ti gene­ri. Cer­co sem­pre di tro­va­re il lato inte­res­san­te in ogni cosa e bevo suc­co all’ace.

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