Piero Angela. Una vita dedicata all’apprendere

Piero Angela. una vita dedicata all'apprendere

La recen­te scom­par­sa di Pie­ro Ange­la, avve­nu­ta il 13 ago­sto, ha addo­lo­ra­to l’intera Ita­lia. Ange­la ha ama­to la nostra nazio­ne e ha com­bat­tu­to per poter­la miglio­ra­re, tan­to da scri­ve­re nel­la sua ulti­ma let­te­ra dedi­ca­ta ai tele­spet­ta­to­ri «Ho fat­to la mia par­te. Fate la vostra in que­sto dif­fi­ci­le Paese».

Ha com­bat­tu­to con intel­li­gen­za e cul­tu­ra, entran­do nel­le case di milio­ni di ita­lia­ni spie­gan­do con­cet­ti scien­ti­fi­ci com­ples­si nel­la manie­ra più sem­pli­ce e inte­res­san­te pos­si­bi­le, facen­do inte­res­sa­re mol­tis­si­me per­so­ne alla scien­za. La sua mis­sio­ne è sta­ta lar­ga­men­te apprez­za­ta anche dai gio­va­ni e ciò è sta­to dimo­stra­to dal­la gran­de pre­sen­za di ado­le­scen­ti e under 25 nel­la came­ra arden­te alle­sti­ta in suo ono­re nel­la sala del­la Pro­to­mo­te­ca in Campidoglio. 

L’aspetto inte­res­san­te del­la sua figu­ra è l’aver avu­to una car­rie­ra pro­fes­sio­na­le lun­ga e inten­sa, in que­sto modo ha potu­to far­si cono­sce­re e sti­ma­re da tut­te le fasce d’età del­la popo­la­zio­ne italiana.

Per questo motivo è interessante fare un viaggio all’interno della sua vita.

Pie­ro Ange­la nac­que il 22 dicem­bre 1928 a Tori­no da un padre che ha fat­to anch’esso la sto­ria: Car­lo Ange­la. Medi­co anti­fa­sci­sta (aper­ta­men­te dichia­ra­to, tan­to da accu­sa­re pub­bli­ca­men­te i fasci­sti per l’omicidio di Gia­co­mo Mat­teot­ti), die­de rifu­gio a ebrei e anti­fa­sci­sti tra­sfe­ren­do­li nell’ospedale psi­chia­tri­co dove lavo­ra­va, fal­si­fi­can­do le loro car­tel­le cli­ni­che. Que­sto impe­gno socia­le gli val­se il 29 ago­sto 2001 l’onorificenza di Giu­sto tra le Nazioni.

Car­lo Angela.

Duran­te l’infanzia Pie­ro Ange­la incon­trò del­le dif­fi­col­tà che si aggiun­se­ro al cre­sce­re duran­te la Secon­da guer­ra mon­dia­le (che com­por­tò il rifu­giar­si con la madre nell’ospedale in cui lavo­ra­va il padre). Sof­frì di salu­te cagio­ne­vo­le (rima­se vit­ti­ma di una pol­mo­ni­te, affron­tò un’operazione sen­za ane­ste­sia a una gam­ba frat­tu­ra­ta e subì del­le com­pli­can­ze ad un inter­ven­to d’appendicite) ed ebbe dif­fi­col­tà nel­lo stu­dio, si diplo­mò al liceo clas­si­co di Tori­no stu­dian­do in modo svogliato.

Nel suo libro La mac­chi­na per pen­sa­re scris­se: «Mi sono anno­ia­to mor­tal­men­te a scuo­la e sono sta­to un pes­si­mo stu­den­te. Tut­ti colo­ro che si occu­pa­no di inse­gna­men­to dovreb­be­ro ricor­da­re con­ti­nua­men­te l’antico mot­to lati­no luden­do doce­re, cioè inse­gna­re divertendo».

Per questo motivo non concluse mai un corso di laurea in maniera regolare (diede solo pochi esami alla facoltà di Ingegneria).

For­tu­na­ta­men­te duran­te i suoi pri­mi anni ci fu un lato mol­to posi­ti­vo: a set­te anni ini­ziò a stu­dia­re il pia­no­for­te, pas­sio­ne che lo accom­pa­gnò per tut­ta la vita, tan­to da diven­ta­re un musi­ci­sta dopo il diploma.

Si creò il nome d’arte di Peter Angel (l’uso di nomi ame­ri­ca­ni era mol­to in voga all’epoca) e ini­ziò a esi­bir­si nel 1948 nei jazz club tori­ne­si, for­man­do insie­me al bat­te­ri­sta Fran­co Mon­di­ni un grup­po a cui si uni­va­no spes­so altri musi­ci­sti. Dal 1952 ini­ziò la sua car­rie­ra gior­na­li­sti­ca in RAI abban­do­nan­do la car­rie­ra musi­ca­le, ma Ange­la rima­se sem­pre un cul­to­re del Jazz.

Il pri­mo impie­go come gior­na­li­sta lo ebbe come col­la­bo­ra­to­re del Gior­na­le Radio Rai, ma nel 1954 (con l’avvento del­la tele­vi­sio­ne) pas­sò al tele­gior­na­le, per il qua­le lavo­rò all’estero pri­ma da Pari­gi e poi da Bruxelles.

A Pari­gi nac­que­ro i figli di Ange­la, Chri­sti­ne e Alber­to, avu­ti con la moglie Mar­ghe­ri­ta Pasto­re, un’ex bal­le­ri­na del­la sca­la nei con­fron­ti del­la qua­le Pie­ro Ange­la ebbe sem­pre un rim­pian­to: la moglie, per poter­gli sta­re accan­to, ha dovu­to rinun­cia­re a una car­rie­ra pro­met­ten­te. Mar­ghe­ri­ta Pasto­re è sem­pre sta­ta al fian­co del mari­to, con­si­glian­do­lo con ogget­ti­vi­tà, e quest’ultimo ha sem­pre par­la­to del­le figu­re fem­mi­ni­li pre­sen­ti nel­la sua vita, moglie e figlia, con gran­de rispetto.

Nel 1968 ebbe un avan­za­men­to di car­rie­ra, con­du­cen­do la pri­ma edi­zio­ne del Tele­gior­na­le Nazio­na­le del­le ore 13:30. Fu anche un invia­to di guer­ra in parec­chi pae­si come Iraq, Israe­le e Viet­nam. In quest’ultimo pae­se inter­vi­stò i con­ta­di­ni loca­li e i sol­da­ti americani.

Pie­ro Ange­la nel suo lavo­ro da telegiornalista.

Un even­to sto­ri­co lo col­pì al pun­to di abban­do­na­re il gior­na­li­smo per dedi­car­si alla divul­ga­zio­ne: la mis­sio­ne Apol­lo 11 nel 1969. In occa­sio­ne di que­sto avve­ni­men­to rea­liz­zò Il futu­ro nel­lo spa­zio, una serie in sti­le docu­men­ta­ri­sti­co incen­tra­ta sul pro­gram­ma NASA dell’Apollo.

Da qui capì l’importanza del­la divul­ga­zio­ne, spie­gan­do una mis­sio­ne com­ples­sa del­la NASA in modo sem­pli­ce, facen­do inte­res­sa­re anche bam­bi­ni e per­so­ne che all’epoca non ave­va­no potu­to studiare.

Dopo aver realizzato vari programmi culturali nacque Quark, nel 1981.

Nel­la pri­ma pun­ta­ta del pro­gram­ma Pie­ro Ange­la spie­gò il per­ché del­la scel­ta del­la paro­la Quark: «Il tito­lo Quark è un po’ curio­so e lo abbia­mo pre­so a pre­sti­to dal­la fisi­ca, dove mol­ti stu­di sono in cor­so su cer­te ipo­te­ti­che par­ti­cel­le sub­nu­clea­ri chia­ma­te appun­to quark, che sareb­be­ro i più pic­co­li mat­to­ni del­la mate­ria fino­ra cono­sciu­ti. È quin­di un po’ un anda­re den­tro le cose.»

Quark fu un vero e pro­prio suc­ces­so, solo la pri­ma pun­ta­ta ven­ne vista da ben oltre nove milio­ni di per­so­ne. L’obiettivo di Ange­la era sem­pli­ce, ma com­ples­so allo stes­so tem­po: inse­gna­re diver­ten­do. Per fare ciò si avva­le­va di inter­ven­ti di esper­ti, spie­ga­zio­ni sem­pli­ci e car­to­ni ani­ma­ti. Ci furo­no anche Quark in pil­lo­le, bre­vis­si­mi docu­men­ta­ri man­da­ti in onda duran­te la gior­na­ta, come se fos­se­ro del­le pub­bli­ci­tà, ma più istrut­ti­ve per il pubblico.

Gli anni Ottan­ta furo­no un perio­do di gran­de suc­ces­so per Pie­ro Ange­la, ma quan­do ven­ne a sape­re dell’ingiusta accu­sa ai dan­ni di Enzo Tor­to­ra, per asso­cia­zio­ne camor­ri­sti­ca e spac­cio, fu uno dei pochi a soste­ner­lo, entran­do in con­tra­sto con mafio­si e magistrati.

In segui­to dis­se: «Pro­prio per­ché lo cono­sce­vo e sape­vo che tipo di uomo per bene fos­se, ho avu­to pau­ra che acca­des­se lo stes­so a me. Da quel gior­no ho ini­zia­to a tene­re un dia­rio det­ta­glia­to di tut­to quel­lo che face­vo duran­te il gior­no, ora per ora, minu­to per minu­to. Così, se mi aves­se­ro arre­sta­to, sarei sta­to in gra­do di dimo­stra­re, nero su bian­co, la mia giornata».

Dopo set­te sta­gio­ni Quark chiu­se i bat­ten­ti, ma la RAI (per con­tra­sta­re Media­set) gli com­mis­sio­nò un Quark più lun­go: Super­Quark.

La formula del programma non cambiò rispetto alla precedente e risultò ancora vincente.

Rite­net­te sem­pre fon­da­men­ta­le una divul­ga­zio­ne ogget­ti­va e per que­sto nel 1989 fu uno dei fon­da­to­ri del­la CICAP, acro­ni­mo di Comi­ta­to ita­lia­no per il con­trol­lo del­le affer­ma­zio­ni sul­le pseu­do­scien­ze. La fon­da­zio­ne inda­gò anche sul­la effet­ti­va esi­sten­za dei feno­me­ni para­nor­ma­li. Uno slo­gan del­l’as­so­cia­zio­ne è «Biso­gna ave­re sem­pre una men­te aper­ta, ma non così aper­ta che il cer­vel­lo caschi per terra».

Nel 1993 ini­ziò la col­la­bo­ra­zio­ne con il figlio Alber­to Ange­la, che ave­va con­dot­to anni di stu­di pre­sti­gio­si e sca­vi archeo­lo­gi­ci. Alber­to Ange­la ini­ziò con Il pia­ne­ta dei dino­sau­ri e con altre serie che si occu­pa­va­no di vari ambi­ti, spa­zio e cor­po uma­no. Que­ste serie ebbe­ro un suc­ces­so inter­na­zio­na­le, ven­ne­ro tra­dot­te in ingle­se e ven­du­te in oltre qua­ran­ta pae­si, tra cui la Cina.

Pie­ro Ange­la con il figlio Alber­to, men­tre lavo­ra­va­no a Il pia­ne­ta dei dinosauri.

All’inizio del nuo­vo mil­len­nio ven­ne que­re­la­to da due asso­cia­zio­ni omeo­pa­ti­che che lo accu­sa­ro­no di dif­fa­ma­zio­ne, poi­ché in una pun­ta­ta di Super­Quark defi­nì la medi­ci­na omeo­pa­ti­ca pri­va di fon­da­men­to scien­ti­fi­co. Duran­te due pro­ces­si ven­ne assol­to e il giu­di­ce rico­nob­be la non scien­ti­fi­ci­tà del­la disciplina.

Come scrit­to pri­ma, Pie­ro Ange­la nel­la sua vita non con­clu­se mai un per­cor­so di lau­rea in modo rego­la­re ma in segui­to otten­ne dodi­ci lau­ree hono­ris cau­sa. Oltre ad esse otten­ne il pre­mio inter­na­zio­na­le Kalin­ga per la divul­ga­zio­ne scien­ti­fi­ca, nel 2004 fuin­si­gni­to del tito­lo di Gran­de Uffi­cia­le del­l’Or­di­ne al meri­to del­la Repub­bli­ca Ita­lia­na e nel 2021 del tito­lo di Cava­lie­re di Gran Cro­ce del­l’Or­di­ne al Meri­to del­la Repub­bli­ca Ita­lia­na, e i pre­mi non si fer­ma­no qui.

Duran­te tut­ta la sua vita non smi­se mai di esse­re curio­so, carat­te­ri­sti­ca che ha in comu­ne col figlio Alber­to, e que­sto lo por­tò a una fame cul­tu­ra­le che lo ten­ne vivo fino alla fine, nono­stan­te sof­fris­se di una malat­tia, che sep­pe descri­ve­re con gran­de digni­tà e sem­pli­ci­tà: «Sono con un pie­de nel­la fos­sa e uno sul­la sapo­net­ta. Quan­do sono in pie­di ho più di 90 anni, sof­fro di disco­pa­tia. Ma quan­do sono sedu­to ne ho 45».

Il figlio, durante il discorso alla camera ardente in onore del padre, ha detto che il padre vivrà sempre nei ragazzi che cercano l’eccellenza.

Il modo in cui noi gio­va­ni lo pos­sia­mo rin­gra­zia­re, sic­co­me ha sem­pre cre­du­to nel­le nostre poten­zia­li­tà, è cer­ca­re di esse­re la ver­sio­ne miglio­re di noi stes­si essen­do sem­pre affa­ma­ti di cono­scen­za e sen­za dar­ci per vin­ti, nono­stan­te vivia­mo in uno Sta­to in cui la clas­se poli­ti­ca mol­te vol­te ci igno­ra, costrin­gen­do mol­te eccel­len­ze ita­lia­ne a tro­va­re occu­pa­zio­ne all’estero.

Pie­ro Ange­la ci ha lascia­to in ere­di­tà mol­ti libri scrit­ti da lui, sia dal­la cul­tu­ra più clas­si­ca sia quel­la più “alter­na­ti­va”, come ad esem­pio il libro Ti ame­rò per sem­pre che spie­ga in modo razio­na­le l’amore, per poter vive­re que­sto sen­ti­men­to in modo più sereno.

Un libro che può esse­re mol­to uti­le agli stu­den­ti uni­ver­si­ta­ri, per affron­ta­re con più sere­ni­tà il per­cor­so di stu­di, ma non solo, è Viag­gio den­tro la men­te che, oltre a spie­ga­re come fun­zio­na il cer­vel­lo, con­si­glia come man­te­ner­lo al meglio.

Viola Vismara
Clas­se 2000. Stu­den­tes­sa di Let­te­re Moderne.
About Viola Vismara 36 Articoli
Classe 2000. Studentessa di Lettere Moderne.

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