Dubbi e perplessità sulla dotazione del taser

Dubbi e perplessità sulla dotazione del taser

«Più for­ti e sen­si­bi­li devo­no esse­re le impres­sio­ni di un popo­lo appe­na usci­to dal­lo sta­to sel­vag­gio […] ma a misu­ra che gli uomi­ni si ammol­li­sco­no nel­lo sta­to di socie­tà, cre­sce la sen­si­bi­li­tà, e, cre­scen­do essa, deve sce­mar­si la for­za del­la pena». Così Cesa­re Bec­ca­ria chiu­de il capi­to­lo sul­la dol­cez­za del­le pene nel suo clas­si­co Dei delit­ti e del­le pene. Il discor­so di Bec­ca­ria si può tran­quil­la­men­te allar­ga­re dal­le pene ai meto­di uti­liz­za­ti per garan­ti­re l’ordine.

Più si pro­gre­di­sce nel­la socie­tà civi­le, più i meto­di dovreb­be­ro diven­ta­re uma­ni. Inve­ce stia­mo assi­sten­do a tut­to il con­tra­rio. Infat­ti le nostre for­ze dell’ordine ora, a fian­co a pisto­la e man­ga­nel­lo, saran­no dota­te di un altro stru­men­to per garan­ti­re l’ordine: il taser. 

Visto come un sostitutivo della pistola, in realtà il taser sembrerebbe poter essere applicato in casi in cui la pistola non sarebbe mai stata usata.

Il taser ha avu­to un lun­go pro­ce­di­men­to pri­ma di arri­va­re in Ita­lia, dall’approvazione di Ange­li­no Alfa­no di un emen­da­men­to che ne auto­riz­za­va la spe­ri­men­ta­zio­ne negli sta­di nel 2014. Fino ad arri­va­re all’inizio effet­ti­vo del­la spe­ri­men­ta­zio­ne quat­tro anni dopo gra­zie all’allora Mini­stro degli Inter­ni Mat­teo Sal­vi­ni. Per pas­sa­re dal fal­li­men­to del­le pro­ve bali­sti­che degli stru­men­ti in que­stio­ne, fino alla pres­sio­ne del­la Axon, l’azienda for­ni­tri­ce dei taser, affin­ché venis­se­ro ripe­tu­te le pro­ve. Pro­ve che que­sta vol­ta ven­ne­ro supe­ra­te. Così, nel luglio 2021 ven­ne­ro acqui­sta­ti 4.482 taser dal gover­no italiano.

Innan­zi­tut­to, vedia­mo la cosa dice l’arti­co­lo 53 del codi­ce pena­le in meri­to all’utilizzo del­le armi. Il pub­bli­co uffi­cia­le può usa­re la vio­len­za quan­do «vi è costret­to dal­la neces­si­tà di respin­ge­re una vio­len­za o di vin­ce­re una resi­sten­za». Resi­sten­za nel codi­ce pena­le signi­fi­ca «chiun­que usa vio­len­za o minac­cia per oppor­si a un pub­bli­co ufficiale». 

Il video del 22enne che, in evi­den­te sta­to di alte­ra­zio­ne, il 12 ago­sto 2022 è sta­to col­pi­to bru­tal­men­te dal­la scos­sa del taser, tra gli applau­si dei presenti.

Come si evin­ce da que­sto video, il taser può diven­ta­re un ulte­rio­re stru­men­to di repres­sio­ne. Tut­ta­via, per via del­la sua pre­sun­ta non leta­li­tà, può esse­re usa­to per sbro­glia­re situa­zio­ni come que­sta in manie­ra mol­to più sem­pli­ce che pro­van­do a ragio­na­re col tra­sgres­so­re o for­zan­do­lo uti­liz­zan­do la for­za fisi­ca. Ma è dav­ve­ro non leta­le il taser? 

La risposta è negativa. I casi di morte ci sono eccome, e non tutte le vittime erano necessariamente cardiopatiche.

È cosa dimo­stra­ta, potrem­mo dire empi­ri­ca­men­te, che il taser pos­sa indur­re arit­mie car­dia­che anche in sog­get­ti sani.

Wiki­pe­dia, in que­sto caso, ci ripor­ta un como­do elen­co, non inte­gra­le, con tan­to di fon­ti nel­le note pre­se dagli arti­co­li ori­gi­na­li, di alcu­ne vit­ti­me del taser. In par­ti­co­la­re segna­lia­mo il caso di Derek Jones, ragaz­zi­no di 17 anni in per­fet­ta salu­te, mor­to per arit­mia car­dia­ca. Il ragaz­zo non assu­me­va né dro­ghe né far­ma­ci, i medi­ci han­no esclu­so qual­sia­si cau­sa che non fos­se il taser per la sua morte. 

Il taser, infat­ti, rila­scia una sca­ri­ca ad alta ten­sio­ne e a bas­so ampe­rag­gio. Gli impul­si dati da que­sta sca­ri­ca sono quel­li che poi pos­so­no por­ta­re il sog­get­to in arit­mia car­dia­ca. Il taser può quin­di esse­re un’arma poten­zial­men­te leta­le, e se non ucci­de può comun­que pro­vo­ca­re dan­ni tan­gi­bi­li. Uno stu­dio dell’uni­ver­si­tà di Dre­xel, svol­to nel 2016, ha rile­va­to come lo shock dato dal taser può intac­ca­re in manie­ra pesan­te le nostre capa­ci­tà cogni­ti­ve. Il taser è quin­di uno stru­men­to dav­ve­ro dan­no­so, che andreb­be usa­to con mol­ta par­si­mo­nia e atten­zio­ne. E un pri­mo pas­so per­ché ciò avven­ga è chia­ri­re que­sto: il taser è un’arma peri­co­lo­sa e poten­zial­men­te letale.

Mau­ro Pal­ma, Pre­si­den­te del Garan­te nazio­na­le dei dirit­ti del­le per­so­ne pri­va­te del­la liber­tà per­so­na­le, ha det­to che l’utilizzo del taser può «esse­re giu­sti­fi­ca­to solo in un ambi­to limi­ta­tis­si­mo di casi». Dai mol­ti casi fin ora avve­nu­ti in pae­si dove il taser era in dota­zio­ne, e dal­la pri­ma testi­mo­nian­za ita­lia­na, que­ste fra­si sem­bra­no non aver avu­to mol­to effet­to. Que­sto desta sicu­ra­men­te non poca preoccupazione. 

È chiaro che il taser sia uno strumento più sicuro della pistola. Non è altrettanto chiaro però l’utilizzo che le forze dell’ordine possano farne.

Sem­bra però alquan­to espli­ci­to che il taser non sia un sosti­tu­ti­vo del­la pisto­la. Il taser è un’arma aggiun­ti­va che va affian­ca­ta all’arsenale del­le nostre for­ze di poli­zia. L’applicazione del taser può sicu­ra­men­te faci­li­ta­re il com­pi­to del­le for­ze dell’ordine, ma è quel­la la dire­zio­ne? Il com­pi­to del­le for­ze dell’ordine va sem­pli­fi­ca­to o reso sem­pre più uma­no?

Una cosa è cer­ta, il taser apre uno spa­zio di pos­si­bi­li abu­si di pote­re sco­no­sciu­ti fino a pri­ma, e per evi­tar­lo va il più pos­si­bi­le defi­ni­ta la sua applicazione.

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.

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