Elezioni 2022, quali progetti per scuole e università?

letta e meloni

È ormai da un paio di mesi che la cam­pa­gna elet­to­ra­le ani­ma la poli­ti­ca inter­na ita­lia­na. In que­sto con­te­sto, tra le paro­le più usa­te – e abu­sa­te – sicu­ra­men­te «gio­va­ni» è in pri­ma linea. Eppu­re, c’è la per­ce­zio­ne sot­te­sa che vi sia una gran­de assen­te: la paro­la « scuo­la», accom­pa­gna­ta da «uni­ver­si­tà», anco­ra una vol­ta non ha tro­va­to spa­zio all’interno del­la discus­sio­ne quo­ti­dia­na. Qual è il desti­no del­la scuo­la? Come inten­do­no i par­ti­ti inve­sti­re nel futu­ro dell’università e del­la ricer­ca? Vedia­mo insie­me i pun­ti salien­ti dai pro­gram­mi di par­ti­ti e coa­li­zio­ni che cor­ro­no per le ele­zio­ni del 25 settembre.

L’alleanza di cen­tro­de­stra, com­po­sta da Fra­tel­li d’Italia, For­za Ita­lia, Lega e dal­la coa­li­zio­ne « Noi Mode­ra­ti» dei par­ti­ti di Gio­van­ni Toti, Lui­gi Bru­gna­ro e Mau­ri­zio Lupi, pre­sen­ta con quin­di­ci sli­des il pro­prio qua­dro di pro­gram­ma dal tito­lo «Per l’Italia». La quat­tor­di­ce­si­ma è dedi­ca­ta a scuo­la, uni­ver­si­tà e ricer­ca. Si trat­ta di una sin­te­si dei pro­gram­mi di Fra­tel­li d’Italia, Lega e For­za Ita­lia. Per rias­su­me­re, tut­ta­via, la pre­sen­ta­zio­ne non può che rinun­cia­re ad una cer­ta specificità. 

Gli obiettivi sono vaghi, senza una linea guida da seguire nel momento del probabile ed eventuale governo.

L’obiettivo di «rive­de­re in sen­so meri­to­cra­ti­co e pro­fes­sio­na­liz­zan­te il per­cor­so sco­la­sti­co» non ha alcun appro­fon­di­men­to, seb­be­ne sia ripe­tu­to in tut­ti i pro­gram­mi dei tre mag­gio­ri par­ti­ti. Il secon­do pun­to reci­ta: «pia­no per l’e­li­mi­na­zio­ne del pre­ca­ria­to del per­so­na­le docen­te e inve­sti­men­to nel­la for­ma­zio­ne e aggior­na­men­to dei docen­ti» – ma solo il pro­gram­ma del­la Lega, a pagi­na 110, appro­fon­di­sce la que­stio­ne. «La qua­li­tà dell’insegnamento par­te da un’adeguata cono­scen­za di carat­te­ri­sti­che e sen­si­bi­li­tà di ogni sin­go­lo stu­den­te – si leg­ge nel pro­gram­ma del par­ti­to capi­ta­na­to da Mat­teo Sal­vi­ni – obiet­ti­vo impra­ti­ca­bi­le affi­dan­do­si a un eser­ci­to di sup­plen­ti, come pun­tual­men­te avvie­ne in segui­to a una poli­ti­ca che da tem­po ha rinun­cia­to a inve­sti­re sugli inse­gnan­ti.»

«Se con l’intervento euro­peo – con­ti­nua – arri­ve­ran­no fon­di impor­tan­ti per le strut­tu­re sco­la­sti­che sen­za che paral­le­la­men­te lo Sta­to fac­cia la sua par­te sul fron­te del per­so­na­le (insuf­fi­cien­te e con sti­pen­di lon­ta­ni dagli stan­dard euro­pei), l’istruzione resta al palo. È vero che nel 2026 potreb­be­ro ser­vi­re 30 mila docen­ti in meno a segui­to del calo demo­gra­fi­co, per cui dovrem­mo addi­rit­tu­ra rin­gra­zia­re se si finan­zie­rà lo stes­so nume­ro di lavo­ra­to­ri del­la scuo­la. Ma si dimen­ti­ca che gli uffi­ci sco­la­sti­ci sono costret­ti ogni anno a cer­ca­re 150/200 mila sup­plen­ti. Per non par­la­re del­le caren­ze che coin­vol­go­no il per­so­na­le ammi­ni­stra­ti­vo, tec­ni­co e ausi­lia­rio (ATA) sen­za il qua­le le scuo­le nean­che apro­no. Le pro­po­ste nor­ma­ti­ve del­la Lega van­no nel­la dire­zio­ne di supe­ra­re tale situazione.»

L’esigenza di per­so­na­le pre­pa­ra­to, rego­lar­men­te assun­to, riguar­da anche l’ambito del soste­gno, a cui si fa cen­no al set­ti­mo pun­to del pro­gram­ma: «mag­gio­re soste­gno agli stu­den­ti meri­te­vo­li e inca­pien­ti». Seb­be­ne tut­te le for­ze poli­ti­che in coa­li­zio­ne espri­ma­no la neces­si­tà di met­te­re a dispo­si­zio­ne degli alun­ni una mag­gio­re quan­ti­tà di inse­gnan­ti, soprat­tut­to per gli stu­den­ti con biso­gni edu­ca­ti­vi spe­cia­li, que­sto argo­men­to non vede altre paro­le dedi­ca­te nei programmi

Il ter­zo pun­to è comu­ne a tut­ti i pro­gram­mi: ammo­der­na­men­to, mes­sa in sicu­rez­za, nuo­ve rea­liz­za­zio­ni di edi­li­zia sco­la­sti­ca e resi­den­ze uni­ver­si­ta­rie, in cui si par­la di una svol­ta tec­no­lo­gi­ca e di attrez­za­re ade­gua­ta­men­te le aule di scuo­le e uni­ver­si­tà, anche all’insegna dell’inclusione degli stu­den­ti diver­sa­men­te abili. 

Al quarto punto si legge: «Valorizzazione e promozione delle scuole tecniche professionali volte all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro». 

Con que­sto obiet­ti­vo Fra­tel­li d’Italia pro­po­ne diver­si pro­get­ti, ma, di nuo­vo, sen­za mai spe­ci­fi­car­ne i modi attua­zio­ne: si par­la di un «liceo del Made in Ita­ly», di ridur­re il ciclo sco­la­sti­co così da immet­te­re gli stu­den­ti nel mon­do del lavo­ro il pri­ma pos­si­bi­le – anche attra­ver­so una non meglio spe­ci­fi­ca­ta rifor­ma del siste­ma 3+2 del­le uni­ver­si­tà. Non man­ca­no i pro­po­si­ti di avvi­ci­na­re le scuo­le alle impre­se e di instau­ra­re dia­lo­ghi tra gli impren­di­to­ri pri­va­ti e uni­ver­si­ta­ri, appro­fon­den­do i per­cor­si di orien­ta­men­to in uscita. 

La Lega, inve­ce, pro­po­ne più ore di labo­ra­to­rio per gli isti­tu­ti tec­ni­ci: «Rior­ga­niz­za­re il cur­ri­co­lo di stu­di dell’istruzione tec­ni­ca e pro­fes­sio­na­le poten­zian­do labo­ra­to­ri e pre­ve­den­do un’area ter­ri­to­ria­le, che con­sen­ta di adat­ta­re il per­cor­so di stu­di alle esi­gen­ze del con­te­sto ter­ri­to­ria­le e del­le filie­re pro­dut­ti­ve che lo carat­te­riz­za­no. Favo­ri­re l’inter­na­zio­na­liz­za­zio­ne del siste­ma, pro­muo­ven­do pro­get­ti di par­te­na­ria­to, gemel­lag­gi, atti­vi­tà di scam­bio, visi­te e sog­gior­ni di stu­dio, sta­ge for­ma­ti­vi, espe­rien­ze di stu­dio e di for­ma­zio­ne all’estero, per acqui­si­re com­pe­ten­ze e qua­li­fi­che spen­di­bi­li nel mer­ca­to del lavo­ro glo­ba­le. Inse­ri­re l’educazione finan­zia­ria in tut­to il siste­ma di istru­zio­ne e formazione».

Nell’intero pro­gram­ma «Per l’Italia», vi è solo un pun­to dedi­ca­to alla ricer­ca, in cui si leg­ge: «Alli­nea­men­to ai para­me­tri euro­pei degli inve­sti­men­ti nel­la ricer­ca». Non ci sono ulte­rio­ri appro­fon­di­men­ti nei pro­gram­mi: si par­la solo di mag­gio­ri inve­sti­men­ti, di «sbu­ro­cra­tiz­za­zio­ne dei finan­zia­men­ti pri­va­ti» (a pagi­na 199 del pro­gram­ma Lega) e di valo­riz­za­zio­ne del tito­lo di ricercatore. 

Seb­be­ne sia nei pro­gram­mi di Lega, sia nei pro­gram­mi di Fra­tel­li d’Italia, si par­li di un «rilan­cio degli stu­di uma­ni­sti­ci», non ci sono pun­ti dedi­ca­ti a que­sto obiet­ti­vo. Inve­ce, non pos­so­no man­ca­re gli incen­ti­vi ai cor­si uni­ver­si­ta­ri per le pro­fes­sio­ni STEM — Scien­ce, Tech­no­lo­gy, Engi­nee­ring and Mathe­ma­tics. Nel pro­gram­ma di Fra­tel­li d’Italia riap­pa­re que­sta mede­si­ma dici­tu­ra, segui­ta dall’obiettivo di incre­men­ta­re i pro­gram­mi in dop­pia lin­gua. La Lega par­la addi­rit­tu­ra di uno sti­pen­dio del­lo stu­den­te: «Intro­dur­re lo sti­pen­dio del­lo stu­den­te per chi è in cor­so, con una media di eccel­len­za, in lau­ree STEM».

«Rico­no­sce­re la liber­tà di scel­ta edu­ca­ti­va del­le fami­glie attra­ver­so il buo­no scuo­la». Il buo­no scuo­la è uno stru­men­to già in vigo­re, insie­me alla dote scuo­la, e ben dif­fu­so nel­le regio­ni del nord. Si trat­ta di un com­pen­so in dena­ro con­ces­so alle fami­glie in dif­fi­col­tà ma con figli meri­te­vo­li, in favo­re del­la liber­tà di scel­ta edu­ca­ti­va. Una mos­sa da tem­po richie­sta dal­le scuo­le pari­ta­rie che lamen­ta­no il peso del­la discri­mi­na­zio­ne da par­te del­lo Stato. 

L’ultimo punto – «favorire il rientro degli italiani altamente specializzati attualmente all’estero» – è dedicato alla fuga dei cervelli. 

Nel pro­gram­ma del­la Lega, si pro­po­ne di «inver­ti­re tale emor­ra­gia di men­ti in fuga», raf­for­zan­do “il finan­zia­men­to del­la «Ter­za mis­sio­ne» dell’Università, cioè quel­la di tra­sfe­ri­men­to dei risul­ta­ti del­la ricer­ca e del know how scien­ti­fi­co rispet­to all’economia dei ter­ri­to­ri con incen­ti­vi spe­ci­fi­ci per il poten­zia­men­to del­le disci­pli­ne scientifico–tecnologiche e assun­zio­ne di pro­fi­li alta­men­te qua­li­fi­ca­ti nel­le impre­se e valo­riz­za­zio­ne del­la spen­di­bi­li­tà del tito­lo di dot­to­re di ricer­ca nel­la pub­bli­ca amministrazione». 

Se il cen­tro­de­stra ha ste­so una sin­te­si dei pun­ti prin­ci­pa­li dei diver­si pro­gram­mi, lo stes­so non si può dire per il cen­tro­si­ni­stra, che lascia all’elettore la let­tu­ra dei diver­si pro­gram­mi. Si trat­ta dell’alleanza tra il Par­ti­to Demo­cra­ti­co, la coa­li­zio­ne Verdi–Sinistra Ita­lia­na , +Euro­pa e Impe­gno Civi­co. L’obiettivo dell’allineamento degli sti­pen­di degli inse­gnan­ti alla media euro­pea acco­mu­na cen­tro­de­stra e cen­tro­si­ni­stra, men­tre sia la coa­li­zio­ne Sinistra–Verdi che il Par­ti­to Demo­cra­ti­co pro­get­ta­no di ren­de­re gra­tui­ta l’istruzione dal nido all’università e di esten­de­re l’obbli­ga­to­rie­tà sco­la­sti­ca fino ai 18 anni. Un obiet­ti­vo, quest’ultimo, con­di­vi­so anche da +Euro­pa.

Un altro pun­to comu­ne ai par­ti­ti di cen­tro­si­ni­stra è l’istituzione di un nume­ro mas­si­mo dei com­po­nen­ti del­le clas­si (20 per PD, 15 per Sinistra–Verdi): «Ridu­zio­ne ad un mas­si­mo di 15 alun­ni – reci­ta il pun­to dedi­ca­to da Sinistra–Verdi – per clas­se e il recu­pe­ro di spa­zi pub­bli­ci per le nuo­ve aule per con­sen­ti­re una didat­ti­ca real­men­te inclu­si­va, mag­gior­men­te atten­ta ai pro­ces­si di cre­sci­ta indi­vi­dua­le, ulte­rior­men­te qua­li­fi­ca­ta […] oltre che per atti­va­re serie ed effi­ca­ci misu­re di con­tra­sto all’abbandono sco­la­sti­co; per rag­giun­ge­re que­sto obiet­ti­vo, è anche neces­sa­rio che ven­ga abro­ga­to quan­to pre­vi­sto dal Decre­to Leg­ge 25 giu­gno 2008 n. 112, art. 64, com­ma 6, a fir­ma Tre­mon­ti, con­ver­ti­to, con modi­fi­ca­zio­ni, dal­la leg­ge 6 ago­sto 2008, n. 13. Nor­me che han­no incre­men­ta­to di un pun­to il rap­por­to alunni/docente per clas­se e deter­mi­na­to l’effetto imme­dia­to del­la per­di­ta di ben 86.931 posti da inse­gnan­ti con un aumen­to ine­vi­ta­bi­le del nume­ro degli stu­den­ti per classe.»

Que­sto ci ripor­ta al tema del­la pre­ca­rie­tà sco­la­sti­ca, che anche il cen­tro­si­ni­stra inten­de con­tra­sta­re ma anco­ra una vol­ta, sen­za ripor­ta­re pos­si­bi­li solu­zio­ni. Solo +Euro­pa chia­ri­sce qual­che par­ti­co­la­re in più cir­ca la rifor­ma dell’insegnamento, affer­man­do di voler «ridur­re il pre­ca­ria­to del cor­po inse­gnan­ti con la rifor­ma del per­cor­so di abi­li­ta­zio­ne all’insegnamento: dopo aver supe­ra­to con­cor­si per­so­na­liz­za­ti ban­di­ti ogni anno in base ai fab­bi­so­gni, pre­ve­den­do un anno di assun­zio­ne a tem­po deter­mi­na­to segui­to da abi­li­ta­zio­ne dan­do così cer­tez­za ai tem­pi e alle moda­li­tà del per­cor­so.» Il con­tra­sto alla disper­sio­ne sco­la­sti­ca, pre­sen­te in tut­ti i pro­gram­mi, è un altro pun­to su cui i par­ti­ti di cen­tro­si­ni­stra si tro­va­no d’accordo, pro­po­nen­do più tem­po a scuo­la e aule aper­te anche oltre l’orario sco­la­sti­co per atti­vi­tà cul­tu­ra­li e grup­pi di studio. 

Se si doves­se descri­ve­re il pro­gram­ma del Par­ti­to Demo­cra­ti­co con una paro­la, essa sareb­be gra­tui­tà: «Pie­na gra­tui­tà del tra­spor­to pub­bli­co loca­le per le fami­glie a red­di­to medio e bas­so in base all’I­see, per le stu­den­tes­se e gli stu­den­ti del­le scuo­le medie e supe­rio­ri la gra­tui­tà dei libri di testo, sem­pre in base all’Isee, e il pie­no acces­so ai ser­vi­zi psico–pedagogici in manie­ra uni­ver­sa­le. Garan­ti­re­mo l’ac­ces­so uni­ver­sa­le e gra­tui­to di bam­bi­ne e bam­bi­ni alle men­se scolastiche.»

Oltre ai tra­di­zio­na­li e già visti temi cir­ca il poten­zia­men­to degli isti­tu­ti tec­ni­ci e pro­fes­sio­na­li (su cui pun­ta mol­to il par­ti­to di Emma Boni­no), per­cor­si di edu­ca­zio­ne finan­zia­ria e alla cit­ta­di­nan­za e orien­ta­men­to strut­tu­ra­to e con­sa­pe­vo­le, non può man­ca­re la soli­ta pro­mes­sa dei mag­gio­ri inve­sti­men­ti nel­le uni­ver­si­tà, nei pro­gram­mi di dot­to­ra­to e ricer­ca. Sen­za, anco­ra una vol­ta, for­ni­re mag­gio­ri infor­ma­zio­ni in merito. 

Insomma, grandi investimenti, promesse di fondi, gratuità di diversi servizi; eppure, tra i programmi dei partiti citati, solo quello di Sinistra–Verdi cita la necessità di dedicare in modo diverso i fondi del PNRR destinati alla scuola. 

«Cam­bia­re radi­cal­men­te fina­li­tà – si leg­ge – e meto­do­lo­gie degli stru­men­ti INVALSI, rimet­ten­do al cen­tro le scuo­le, i loro orga­ni col­le­gia­li, per il recu­pe­ro di limi­ti e ritar­di; occor­re ribal­ta­re l’impostazione di un PNRR che riem­pi­reb­be di sol­di le scuo­le «meri­te­vo­li» e di inu­ti­le tuto­ring le scuo­le in mag­gio­re dif­fi­col­tà, inve­ce di garan­ti­re orga­ni­ci e finan­zia­men­ti.» Il Pia­no Nazio­na­le di Resi­sten­za e Resi­lien­za appa­re in più pun­ti soprat­tut­to nel­la trat­ta­zio­ne del tema dell’università: esse dovreb­be­ro esse­re coin­vol­te nel pia­no per la desti­na­zio­ne dei fon­di affin­ché ven­ga­no defi­ni­ti pro­get­ti e risor­se per gli ate­nei, ma anche nel­la rifor­ma del­le «clas­si di lau­rea» pre­sen­ta­ta all’interno del­lo stes­so piano. 

Sem­pre all’interno del pro­gram­ma di Sini­stra Ita­lia­na e Ver­di vi sono rife­ri­men­ti a temi che risul­ta­no del tut­to assen­ti in altri pro­gram­mi: dal­la modi­fi­ca del siste­ma di valu­ta­zio­ne fino all’edu­ca­zio­ne alla ses­sua­li­tà, pas­san­do per la rifor­ma radi­ca­le dell’alternanza–scuola lavo­ro, non­ché di quel­la che vie­ne defi­ni­ta la «cor­sa ad osta­co­li» per l’accesso al ruo­lo di docenti.

Molte promesse già viste, molti obbiettivi che appaiono inattuabili o confusi; sicuramente anche nuovi temi che vengono troppo poco affrontati perché il loro raggiungimento appaia concretamente realizzabile.

I pro­gram­mi di tut­ti i par­ti­ti poli­ti­ci, con poche ecce­zio­ni, appa­io­no vaghi, tal­vol­ta descrit­ti per slo­gan che ren­do­no poco cre­di­bi­le la pos­si­bi­li­tà di una rifor­ma vera agli occhi di gene­ra­zio­ni che han­no assi­sti­to ad una pro­gres­si­va ridu­zio­ne degli inve­sti­men­ti dedi­ca­ti all’istruzione.

Con­di­vi­di:
Giulia Ariti
Stu­den­tes­sa di Filo­so­fia che inse­gue il sogno del gior­na­li­smo. Sem­pre con gli occhi sul­la real­tà di oggi e la men­te ver­so il domani.

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