Intervista a Voto Dove Vivo, un diritto da garantire a tutti

Intervista a Voto Dove Vivo. Un diritto da garantire a tutti

Le ele­zio­ni poli­ti­che sono sem­pre più vici­ne, qual­cu­no sa già per chi vota­re, qual­cun altro è anco­ra inde­ci­so. Qual­cun altro anco­ra, però, sa già che non andrà a vota­re e non potrà eser­ci­ta­re il pro­prio dirit­to di voto; infat­ti, 5 milio­ni di stu­den­ti e lavo­ra­to­ri dovran­no met­te­re in con­to di acqui­sta­re un bigliet­to anda­ta e ritor­no per vota­re e per­de­re qual­che gior­no di stu­dio o lavo­ro. L’in­ter­ru­zio­ne del­le lezio­ni di lune­dì 26 set­tem­bre (deli­be­ra­ta anche nel nostro Ate­neo) e gli scon­ti per chi tor­na a casa per vota­re sono solo un pal­lia­ti­vo; il dibat­ti­to intor­no al dirit­to di voto ai fuo­ri­se­de deve esse­re affron­ta­to e risol­to il pri­ma pos­si­bi­le. Per par­la­re di ciò, Vul­ca­no ha inter­vi­sta­to Voto Dove Vivo, comi­ta­to atti­vo da qual­che anno e impe­gna­to nel­la reda­zio­ne di una Pro­po­sta di Leg­ge per il voto ai fuorisede.


Ciao e ben­ve­nu­ti su Vul­ca­no! Come pre­sen­te­re­ste il comi­ta­to Voto dove Vivo ai nostri lettori?

Ciao! Innan­zi­tut­to gra­zie per l’invito! Il Comi­ta­to “Voto Dove Vivo” nasce nel 2019 con l’intenzione di coin­vol­ge­re e aggre­ga­re il più gran­de nume­ro pos­si­bi­le di cit­ta­di­ni e di real­tà diver­se intor­no alla bat­ta­glia per il dirit­to di voto dei fuo­ri­se­de e a soste­gno del­la Pro­po­sta di Leg­ge n. 1714 depo­si­ta­ta alla Came­ra a pri­ma fir­ma Marian­na Madia. Sia­mo un Comi­ta­to aper­to, a dispo­si­zio­ne di tut­ti i sin­go­li cit­ta­di­ni e di tut­te le real­tà asso­cia­ti­ve, civi­che e poli­ti­che che inten­do­no soste­ne­re que­sta Pro­po­sta di Leg­ge. Può già con­ta­re sull’adesione di diver­se real­tà nazio­na­li e loca­li, ma chiun­que voglia può impe­gnar­si in que­sta bat­ta­glia, far pro­pria que­sta Pro­po­sta e con­tri­bui­re a pro­muo­ver­la anche come sin­go­lo cittadino.

Ini­zia­mo subi­to guar­dan­do alle pros­si­me ele­zio­ni, che si ter­ran­no il 25 set­tem­bre. Sui vostri cana­li social ave­te pub­bli­ca­to un’infografica dal­la qua­le risul­ta che solo PD, +Euro­pa, Azione/Italia Viva han­no inse­ri­to nel pro­gram­ma elet­to­ra­le il voto ai fuo­ri­se­de. Vi sie­te con­fron­ta­ti diret­ta­men­te con que­ste for­ze politiche?

Come acca­de sem­pre a ridos­so del­le ele­zio­ni, anche que­sta vol­ta il tema del voto dei fuo­ri­se­de è tor­na­to a esse­re un tor­men­to­ne sui media e tra i par­ti­ti. Tut­ti ne par­la­no, tut­ti gri­da­no allo scan­da­lo per la man­ca­ta appro­va­zio­ne nel­la scor­sa legi­sla­tu­ra ma, in real­tà, non solo in mol­ti face­va­no resi­sten­za a lavo­rar­ci negli anni pas­sa­ti, ma in più ora il tema è pre­sen­te solo nei pro­gram­mi elet­to­ra­li di PD, +E e Azio­ne. Con que­sti par­ti­ti sia­mo in con­tat­to da un po’, e con diver­si dei loro espo­nen­ti abbia­mo col­la­bo­ra­to per la ste­su­ra del­la pro­po­sta “Voto Dove Vivo”. In più si è crea­to un otti­mo rap­por­to anche con la lista Sinistra/Verdi, che ha ora mol­to a cuo­re il tema. In gene­ra­le, però, il nostro auspi­cio è che il tema ven­ga con­di­vi­so e fat­to pro­prio da tut­te le for­ze poli­ti­che essen­do que­sto un tema di buon sen­so e non di parte!

Qua­li pos­so­no esse­re le resi­sten­ze da par­te dei par­ti­ti che non han­no mes­so in pro­gram­ma que­sto punto? 

Bel­la doman­da! Biso­gne­reb­be chie­der­lo a loro… in pas­sa­to le mag­gio­ri resi­sten­ze a una leg­ge per il voto dei fuo­ri­se­de sono arri­va­te più che altro dal Mini­ste­ro degli Inter­ni (da sem­pre mol­to restio a “inno­va­zio­ni” sul tema del voto), ma di cer­to un inte­res­sa­men­to costan­te di tut­ti i par­ti­ti avreb­be aiu­ta­to. Ora ne par­la­no tut­ti, ma è sin­go­la­re che per­si­no alcu­ni par­ti­ti che sul fini­re del­la scor­sa legi­sla­tu­ra han­no pre­sen­ta­to del­le pro­po­ste sul tema (il Movi­men­to 5 Stel­le e For­za Ita­lia) ora si sia­no dimen­ti­ca­ti di inse­rir­lo nel pro­gram­ma. Vie­ne da pen­sa­re che in real­tà a man­ca­re sia pro­prio la volon­tà poli­ti­ca: per mol­ti par­ti­ti, il voto di 5 milio­ni di ita­lia­ni fuo­ri­se­de – in gran par­te gio­va­ni – evi­den­te­men­te non è così impor­tan­te. Per que­sto nasce il nostro Comi­ta­to: biso­gna par­la­re sem­pre di que­sto para­dos­so tut­to ita­lia­no, non solo a ridos­so del voto, e biso­gna ren­der­lo un tema di dibat­ti­to nazio­na­le affin­ché si supe­ri final­men­te que­sta situa­zio­ne folle.

Tor­nan­do indie­tro, inve­ce, ci si potreb­be chie­de­re per­ché ad oggi, a mag­gior ragio­ne vista la ripre­sa del­le lezio­ni in pre­sen­za, non si sia anco­ra riu­sci­to a legi­fe­ra­re in mate­ria. La set­ti­ma­na del 25 luglio di quest’anno la Came­ra dei Depu­ta­ti avreb­be dovu­to discu­te­re di que­sto tema ma, a cau­sa del­la cri­si di gover­no, la discus­sio­ne si è inter­rot­ta. Come si è arri­va­ti alla (mai rea­liz­za­ta) discus­sio­ne in Parlamento?

La sto­ria del­le pro­po­ste di leg­ge sul tema è mol­to lun­ga, e in real­tà nasce nel­la XVII Legi­sla­tu­ra, quan­do gli On. Lodo­li­ni e Pini depo­si­ta­ro­no un testo mai appro­va­to. All’inizio del­la legi­sla­tu­ra appe­na con­clu­sa abbia­mo depo­si­ta­to la pro­po­sta Voto Dove Vivo con la On. Madia e con le fir­me di più di qua­ran­ta par­la­men­ta­ri appar­te­nen­ti a par­ti­ti diver­si. È sta­ta asse­gna­ta alla Com­mis­sio­ne Affa­ri Costi­tu­zio­na­li, dove per mesi – for­se a cau­sa del fat­to che i pro­po­nen­ti era­no all’opposizione rispet­to al Gover­no all’ora in cari­ca – è rima­sta fer­ma. Cir­ca un anno fa le cose han­no ini­zia­to a muo­ver­si, anche per via dell’improvviso, ma senz’altro posi­ti­vo, inte­res­sa­men­to al tema da par­te del Mini­stro D’Incà. Da allo­ra si è ria­per­to il dibat­ti­to in Com­mis­sio­ne, por­tan­do, come spes­so acca­de, alla pre­sen­ta­zio­ne anche di altre pro­po­ste sul tema (le pro­po­ste Bre­scia, Unga­ro, e altri). Dopo mesi di discus­sio­ni, si era final­men­te giun­ti a una media­zio­ne tra tut­te le for­ze poli­ti­che e il Mini­ste­ro, con la ste­su­ra di un testo che, par­ten­do dal­la pro­po­sta Madia, sareb­be dovu­to esse­re appro­va­to alla Came­ra a luglio. Pec­ca­to che la cadu­ta del gover­no abbia fat­to sal­ta­re tut­to anche que­sta vol­ta, per­ché era­va­mo a un pas­so dal risultato! 

Qua­li potreb­be­ro esse­re le moda­li­tà per vota­re da fuo­ri­se­de, qua­lo­ra doves­se pas­sa­re una leg­ge a riguardo?

Sul­le moda­li­tà di voto noi sia­mo mol­to aper­ti a tut­te le solu­zio­ni. Il nostro obiet­ti­vo come Comi­ta­to è fare in modo che diven­ti un tema di dibat­ti­to nazio­na­le e che i 5 milio­ni di fuo­ri­se­de per moti­vi di stu­dio, lavo­ro e cura pos­sa­no vota­re sen­za dover “tor­na­re a casa”; sul come sia­mo asso­lu­ta­men­te aper­ti a par­lar­ne con tut­ti. Il testo di Voto dove Vivo, scrit­to nel 2018 e depo­si­ta­to nel 2019, ovve­ro nell’era pre-Covid, pre­ve­de­va il voto per cor­ri­spon­den­za. Il per­ché è mol­to sem­pli­ce: era, ed è, il siste­ma usa­to all’estero, e quin­di si pro­po­ne­va di appli­car­lo anche ai fuo­ri­se­de che, pre­via regi­stra­zio­ne all’Albo dei Fuo­ri­se­de median­te SPID, pre­sen­ta­va­no richie­sta. Già ai tem­pi pro­po­nem­mo il voto elet­tro­ni­co (per il qua­le il testo pre­ve­de una spe­ri­men­ta­zio­ne da par­te del Gover­no), ma i tec­ni­ci del­la Came­ra ci dis­se­ro che era qual­co­sa di “irrea­liz­za­bi­le e uto­pi­co” in Ita­lia. Ora, tre anni dopo, abbia­mo un pae­se com­ple­ta­men­te diver­so: la digi­ta­liz­za­zio­ne è in ogni uffi­cio del­la PA; i più gran­di ate­nei d’Italia han­no vota­to digi­tal­men­te sen­za pro­ble­mi; e esi­sto­no anche altre ipo­te­si, come il voto anti­ci­pa­to nel­le pre­fet­tu­re, che sem­bra­no rac­co­glie­re la mag­gio­ran­za dei con­sen­si tra le for­ze poli­ti­che e il Mini­ste­ro. È per que­sto che oggi non chie­dia­mo che ven­ga neces­sa­ria­men­te scel­ta la moda­li­tà di voto che pro­po­nem­mo nel 2019, ma che anzi si sfrut­ti­no al mas­si­mo i nuo­vi con­te­sti socia­li e digi­ta­li per tro­va­re i modi più sicu­ri ed effi­ca­ci per far vota­re i fuo­ri­se­de dove vivono.

Basan­do­si sul­le pas­sa­te ele­zio­ni, è pos­si­bi­le sti­ma­re indi­ca­ti­va­men­te quan­to pesi il man­ca­to ritor­no dei fuo­ri­se­de sul dato dell’affluenza e sui risul­ta­ti del­le elezioni?

Dati pre­ci­si sull’impatto rea­le nel voto non ce ne sono, anche per­ché l’attenzione dif­fu­sa sul tema è pur­trop­po mol­to recen­te. Si han­no però i dati Istat ripor­ta­ti nel Libro Bian­co sull’Affluenza pre­sen­ta­to dal Mini­stro D’Incà: in Ita­lia abbia­mo 5 milio­ni di cit­ta­di­ni e cit­ta­di­ne fuo­ri­se­de per moti­vi di stu­dio, lavo­ro o cura, ovve­ro cir­ca un cit­ta­di­no su dodi­ci – un dato che peral­tro pre­sen­ta un for­te aumen­to negli ulti­mi anni. Se si con­si­de­ra solo la pla­tea elet­to­ra­le, vale a dire cir­ca 45 milio­ni di ita­lia­ni, il dato dei cit­ta­di­ni che non han­no acces­so libe­ro al voto – ovve­ro che devo­no spen­de­re sol­di e per­de­re tem­po (in mol­ti casi chie­den­do anche ferie o per­den­do lezio­ni) – supe­ra il 10%. È un nume­ro enor­me, come è pos­si­bi­le che non sia anco­ra una prio­ri­tà politica?

Le rac­col­te fir­me e le cam­pa­gne per garan­ti­re il voto ai fuo­ri­se­de sono nume­ro­se. Come vi sie­te rela­zio­na­ti con gli altri comi­ta­ti? Lavo­ra­te anche con le liste uni­ver­si­ta­rie e il CNSU?

Sì, il nostro Comi­ta­to ha rac­col­to l’adesione di mol­tis­si­me liste uni­ver­si­ta­rie dei sin­go­li ate­nei e di reti di asso­cia­zio­ni a livel­lo nazio­na­le. Con esse, e con i loro rap­pre­sen­tan­ti al CNSU abbia­mo ad esem­pio lavo­ra­to affin­ché si chie­des­se quan­to­me­no alle uni­ver­si­tà di sospen­de­re lezio­ni ed esa­mi nei gior­ni vici­ni alle ele­zio­ni per per­met­te­re agli stu­den­ti fuo­ri­se­de di tor­na­re a casa per vota­re. In tan­ti ate­nei, per for­tu­na, sarà così.

Per quel che riguar­da le altre real­tà atti­ve sul tema, ci sia­mo con­fron­ta­ti più vol­te e sia­mo mol­to con­ten­ti che final­men­te l’importanza del voto dei fuo­ri­se­de stia diven­tan­do qual­co­sa di sem­pre più dif­fu­so, soprat­tut­to tra le gio­va­ni gene­ra­zio­ni. La dif­fe­ren­za sostan­zia­le è che il nostro Comi­ta­to nasce non da una rac­col­ta fir­me onli­ne, ben­sì da una leg­ge, un testo depo­si­ta­to alla Came­ra che abbia­mo con­tri­bui­to signi­fi­ca­ti­va­men­te a scri­ve­re. Era il 2018, era­no i mesi ante­ce­den­ti alla cam­pa­gna elet­to­ra­le del­le ele­zio­ni poli­ti­che, e dicem­mo che era arri­va­ta l’ora di fare qual­co­sa per i fuo­ri­se­de che fino ad allo­ra veni­va­no inclu­si nel dibat­ti­to pub­bli­co sola­men­te quan­do si dove­va­no attac­ca­re a cau­sa del­la cosid­det­ta “movi­da” o per il caro affit­ti. Nac­que la pro­po­sta di leg­ge “Voto Dove Vivo”, un testo sem­pli­ce ma pre­ci­so, gra­zie all’aiuto dei tan­ti stu­den­ti di giu­ri­spru­den­za, che dice una cosa sola: fate­ci vota­re, voglia­mo eser­ci­ta­re un nostro dirit­to fon­da­men­ta­le sen­za dover “tor­na­re a casa” spen­den­do sol­di e per­den­do tem­po in viag­gi infi­ni­ti. In real­tà è una richie­sta qua­si bana­le, ma che evi­den­zia quan­to il nostro pae­se sia rima­sto indie­tro su que­sti temi rispet­to agli altri sta­ti euro­pei dove i fuo­ri­se­de già vota­no dove vivo­no da tan­ti anni. Poco dopo incon­tram­mo l’On. Marian­na Madia, can­di­da­ta nel nostro col­le­gio, che subi­to deci­se di spo­sa­re la nostra cau­sa, pro­met­ten­do di por­tar­la in Par­la­men­to. Per dif­fon­de­re al meglio la cau­sa lan­ciam­mo il Comi­ta­to, apar­ti­ti­co e aper­to, che in poco tem­po ha rice­vu­to l’adesione non solo di tan­te for­ze poli­ti­che, ma anche di asso­cia­zio­ni, real­tà del mon­do uni­ver­si­ta­rio e stu­den­te­sco, sin­da­ca­ti, e tan­ti cit­ta­di­ni individuali. 

È così che è nato il testo di leg­ge, con un’istanza di un grup­po di cit­ta­di­ni di un ter­ri­to­rio, con degli atti­vi­sti che deci­do­no di bat­ter­si per essa, e con una par­la­men­ta­re che rap­pre­sen­ta un Col­le­gio dove il tema è par­ti­co­lar­men­te sen­ti­to che deci­de di far­se­ne cari­co. Se uno ci pen­sa, è così che dovreb­be fun­zio­na­re nor­mal­men­te la demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­ti­va, no?

Con­di­vi­di:
Costanza Mazzucchelli
Clas­se 2000, stu­den­tes­sa di Let­te­re. Guar­do il mon­do attra­ver­so i miei occhia­li spes­si, ascol­to e leg­go, poi scri­vo di ciò che ho imparato.

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