Intervista a Luciano Linzi, direttore artistico di JazzMi

Intervista Luciano Linzi, direttore artistico di JazzMi

“Ener­gia e spe­ran­za. Nei tea­tri e nei club, nel­le stra­de e nei quar­tie­ri, è sem­pre tem­po di JazzMi.”

È que­sto lo slo­gan di Jaz­z­Mi, il festi­val mila­ne­se dedi­ca­to al jazz, che por­te­rà in giro per Mila­no più di 200 even­ti, dal 29 set­tem­bre al 9 otto­bre. In occa­sio­ne del­la set­ti­ma edi­zio­ne del festi­val, sia­mo riu­sci­ti ad inter­vi­sta­re Lucia­no Lin­zi, diret­to­re arti­sti­co di Jaz­z­Mi, con il qua­le abbia­mo fat­to una bel­la chiac­chie­ra­ta, per saper­ne di più ed ave­re un insight, diret­ta­men­te dal­la men­te che sta die­tro a que­sto enor­me progetto. 


Ini­zia­mo! Da dove nasce l’i­dea di Jaz­z­Mi, quan­do, e cosa ha fat­to scat­ta­re l’i­dea vin­cen­te? Con qua­le obiet­ti­vo nasce il progetto?

L’idea mia e di Tit­ti San­ti­ni nasce nel 2015, con l’obiettivo di orga­niz­za­re a Mila­no un gran­de festi­val Jazz di livel­lo inter­na­zio­na­le, per­ché una real­tà del gene­re man­ca­va inspie­ga­bil­men­te alla cit­tà da trop­pi anni. Il model­lo per noi è sem­pre sta­to il Lon­don Jazz Festi­val, festi­val jazz con­tem­po­ra­neo idea­le: inclu­si­vo, tra­sver­sa­le, dif­fu­so in modo ampio sul ter­ri­to­rio. Que­ste sono alcu­ne del­le carat­te­ri­sti­che di Jaz­z­Mi che han­no decre­ta­to il suo suc­ces­so sin dal­la pri­ma edizione. 

Se doves­se descri­ve­re il jazz a chi non lo cono­sce, come lo definirebbe?

Direi sem­pli­ce­men­te: la musi­ca più bel­la del mon­do: libe­ra, mul­ti­cul­tu­ra­le, inno­va­ti­va. Una for­ma arti­sti­ca aper­ta al dia­lo­go con tut­te le altre musi­che, con tut­te le altre arti, ric­ca di valo­ri socia­li e culturali.

È sicu­ra­men­te una rispo­sta che pro­va il suo amo­re per il jazz, e gli idea­li die­tro al pro­get­to. Qual è il con­cer­to che aspet­ta con più ansia?

Con ansia nes­su­no. Con tre­pi­da­zio­ne, quel­lo degli Ill Con­si­de­red, gio­va­ne for­mi­da­bi­le band bri­tan­ni­ca o il duo Uri Caine/Theo Bleck­mann. Inol­tre, sicu­ra­men­te il con­cer­to di Enri­co Intra al Tea­tro Pun­to­ze­ro all’Istituto pena­le Beccaria.

Sem­bra­no deci­sa­men­te even­ti che vale la pena non per­de­re! Qua­le ospi­te vor­reb­be al Jaz­z­Mi nei suoi sogni?

Pat Methe­ny con un pro­get­to spe­cia­le, o maga­ri Sting con una rivi­si­ta­zio­ne del suo pri­mo album soli­sta con Bran­ford Mar­sa­lis & c.

Ha mai pen­sa­to di espan­de­re il pro­get­to e di crea­re ad esem­pio HipHo­p­Mi, Fun­ky­Mi, insom­ma crea­re vari festi­val per vari generi?

No, Jaz­z­Mi già rap­pre­sen­ta al suo inter­no il dia­lo­go con que­ste musiche.

E per quan­to riguar­da le loca­tion? Ci spie­ga meglio qua­le sia il nes­so tra il festi­val e la scel­ta dei palchi?

C’è un lavo­ro impor­tan­te e accu­ra­to nel­la sele­zio­ne dei luo­ghi fat­to dal­la pro­du­zio­ne di Pon­de­ro­sa di con­cer­to con il Comu­ne di Mila­no, con i nostri spon­sor e le isti­tu­zio­ni nostre part­ner. Jaz­z­Mi è nato anche per sot­to­li­nea­re come la cit­tà metro­po­li­ta­na cre­sca, si rin­no­vi, si evol­va anno dopo anno, por­tan­do i nostri con­cer­ti in luo­ghi da far cono­sce­re al pub­bli­co o nuo­ve realtà.

Come imma­gi­na­te il festi­val nel futu­ro? Ave­te pro­get­ti in men­te? Vor­re­ste far­lo evol­ve­re o ave­te un’ot­ti­ca più tradizionalista?

Asso­lu­ta­men­te, sen­tia­mo l’esigenza di far­lo cre­sce­re. Uscia­mo da 2 anni assai dif­fi­ci­li, ora affron­tia­mo un momen­to mol­to com­pli­ca­to, data la situa­zio­ne che stia­mo viven­do sul fron­te Rus­sia-Ucrai­na, e con­si­de­ran­do l’incertezza eco­no­mi­ca. Cre­dia­mo però che Jaz­z­Mi sia diven­ta­to un pun­to fer­mo per la vita cul­tu­ra­le di Mila­no. Cre­dia­mo che abbia sapu­to crea­re un popo­lo di Jaz­z­Mi che ci segue con entu­sia­smo e fidu­cia. Voglia­mo dar loro sem­pre qual­co­sa di nuo­vo, ogni anno. Ad esem­pio quest’anno abbia­mo idea­to l’attività “Jaz­z­Mi Green” nel­le casci­ne, o quel­la pres­so “Magne­te”. Il nostro obiet­ti­vo più sin­ce­ro è far sì che sap­pia sem­pre sor­pren­de­re, come con­ti­nua a fare la musi­ca Jazz che ne è il suo cuore.

Infi­ne, qua­le con­si­glio dareb­be agli stu­den­ti appas­sio­na­ti del mon­do degli even­ti, del­lo spet­ta­co­lo o del­la musi­ca? Qua­li sono le carat­te­ri­sti­che fon­da­men­ta­li che deve ave­re un organizzatore?

Col­ti­va­re la curio­si­tà, orec­chie ed occhi sem­pre aper­ti, mostrar­si dispo­ni­bi­li al nuo­vo. Fre­quen­ta­re even­ti inter­na­zio­na­li. Anda­re a veri­fi­ca­re cosa acca­de nei luo­ghi più crea­ti­vi all’estero.


Musi­ca, con­di­vi­sio­ne, armo­nia, crea­ti­vi­tà, dive­ni­re sono quin­di solo alcu­ni dei valo­ri che stan­no die­tro a Jaz­z­Mi, e di fron­te ad un’iniziativa così sti­mo­lan­te, noi gio­va­ni uni­ver­si­ta­ri non vedia­mo l’ora di pren­der­ne par­te, sot­to­li­nean­do la magia e l’importanza del­la dif­fu­sio­ne del­la cul­tu­ra nel­la nostra città. 

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Rachele Latina
Musi­ci­sta, can­tan­te, o alme­no ci si pro­va. Vivo di play­li­st, stu­dio comu­ni­ca­zio­ne e mi pia­ce foto­gra­fa­re ciò che mi sem­bra arte, pro­ba­bil­men­te per­ché amo roman­tiz­za­re la vita. Tra le tan­te robe che ado­ro fare, mi pia­ce scri­ve­re di musi­ca e inter­vi­sta­re la gen­te che vor­reb­be vive­re di que­sto. Mi pia­ce dif­fon­de­re arte per un mon­do più sincero.
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Musicista, cantante, o almeno ci si prova. Vivo di playlist, studio comunicazione e mi piace fotografare ciò che mi sembra arte, probabilmente perché amo romantizzare la vita. Tra le tante robe che adoro fare, mi piace scrivere di musica e intervistare la gente che vorrebbe vivere di questo. Mi piace diffondere arte per un mondo più sincero.

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