Musiracconti. Musica per quando si è in viaggio

Musiracconti. Musica per quando si è in viaggio

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi, quattro consigli per quando si è in viaggio.


For­se sia­mo un po’ in ritar­do per que­sto vero? Però per­ché no, potrà esse­re esser­vi uti­le per l’anno pros­si­mo. Alla fine arri­ve­rà quel momen­to dell’anno in cui dovre­te sta­re in mac­chi­na o in tre­no per ore ed ore, con affian­co i vostri ami­ci o i vostri geni­to­ri che par­la­no di cose noio­se facen­do sem­bra­re il viag­gio ver­so la vostra desti­na­zio­ne inter­mi­na­bi­le. Ecco dun­que la colon­na sono­ra per­fet­ta per ogni tipo di viag­gio, per tra­scor­re­re la dura­ta del tra­git­to in un battibaleno.


John Fahey, Days Have Gone By

Gene­ri: ame­ri­can primitivism 


Sei in mac­chi­na anno­ia­to e in più quel­le tor­tuo­se stra­di­ne di mon­ta­gna ti stan­no rivol­tan­do lo sto­ma­co come un cal­zi­no. Beh, a dire il vero que­sto non sor­pren­de affat­to, stai sen­ten­do quel pop gene­ri­co che pas­sa­no su RTL che tan­to pia­ce a tua madre, è natu­ra­le! Ogni luo­go ha la sua musi­ca e la mon­ta­gna non fa ecce­zio­ne. Lascia­ti tra­spor­ta­re tra il dol­ce suo­no dei cam­pi e dei pasco­li che descri­ve la chi­tar­ra acu­sti­ca del buon John Fahey. La mon­ta­gna tutt’a un trat­to non è più quel luo­go tri­ste in cui sie­te obbli­ga­ti ad anda­re men­tre i vostri ami­ci sono a diver­tir­si al mare, ma diven­ta un luo­go di pace e sere­ni­tà rige­ne­ran­te. Il pae­sag­gio che scor­re fuo­ri dal fine­stri­no coin­ci­de al 100% a ciò che scor­re nel­le vostre orec­chie, una mon­ta­gna si sta­glia nel cie­lo, ed è quel­la su cui anda­va­te a scia­re quan­do eri bam­bi­no, una dol­ce nostal­gia avvol­ge il viag­gio che è già fini­to da 10 minu­ti e nem­me­no ti sei accor­to, tan­to eri pre­so con que­sto fan­ta­sti­co album. Con­si­glia­to per i viag­gi in mon­ta­gna.


Pavement, Slanted and Enchanted

Gene­ri: indie rock 


Ma un viag­gio non è solo noia, un viag­gio è anche spe­ran­za, ami­ci­zia, diver­ti­men­to, malin­co­nia e tan­te altre emo­zio­ni. Come ci sono tan­ti pae­sag­gi diver­si che si sus­se­guo­no in un viag­gio, ci sono anche tan­te emo­zio­ni che fan­no la stes­sa cosa. Ed ecco un disco che rac­chiu­de tut­te que­ste cose. Sie­te in viag­gio che ride­te e poi vi ricor­da­te quel­la cosa, vi man­ca quel­la cosa, chi era­va­te quan­do ave­te fat­to quel­la cosa, sospi­ra­te, ma ecco che un car­tel­lo buf­fo atti­ra la vostra atten­zio­ne e ride­te, ma subi­to dopo un tra­mon­to vi riget­ta in quel­la fine malin­co­nia pro­va­ta prima. 

Le diste­se pia­neg­gian­ti all’orizzonte ad un cer­to pun­to cam­bia­no colo­re, diven­ta­no blu, solo che poi vi ricor­da­te che la vostra coscien­za non si atti­va con le reti­ne e rea­liz­za­te che quel­lo è il mare. Sie­te arri­va­ti. Dopo un tor­tuo­so viag­gio, sfac­cet­ta­to e col­mo di sta­ti d’animo diver­si che si sus­se­guo­no con quel­la for­za che solo la gio­ven­tù cono­sce. La stes­sa gio­ven­tù che ha lascia­to a casa le vali­gie…
Con­si­glia­to per i viag­gi al mare con gli ami­ci.


Solid space, Space Museum

Gene­ri: minimal-synth


Ora di viag­gia­re in aereo, l’ansia sale. Quel­la mac­chi­na infer­na­le che por­ta il nome d’aeroporto di cer­to non aiu­ta. Un bel modo per non aver pau­ra dell’aereo e viag­gia­re con la men­te anco­ra oltre, nel­lo spa­zio. Allo­ra è il momen­to giu­sto per cata­pul­tar­si al di là dell’esosfera. Nel­lo spa­zio non puoi cade­re, come fai ad aver pau­ra? Il tuo volo di linea sta volan­do oltre le nuvo­le, vedi pas­sar­ti a fian­co aste­roi­di, pia­ne­ti, stel­le, nebu­lo­se e tan­te altre bel­le cose. Il pote­re del­la musi­ca fa que­sto ed altro. Ma il tuo viag­gio inter­ga­lat­ti­co sta per con­clu­der­si, ecco che stai attrac­can­do la tua navi­cel­la spa­zia­le al por­to inter­ga­lat­ti­co di un pia­ne­ta situa­to su una del­le spi­ra­li di Andro­me­da. Esci e vedi che il por­to è pie­no di gen­te. Com­pli­men­ti! Hai sco­per­to l’esistenza di vita extra­ter­re­stre. Con­si­glia­to per i viag­gi in aereo.


Hüsker dü, New Day Rising

Gene­ri: har­d­co­re punk; post-hardcore


Ma i viag­gi sono qual­co­sa che non deve neces­sa­ria­men­te ave­re una meta o una fine. I viag­gi sono anche un per­cor­so alla cie­ca sen­za alcu­na desti­na­zio­ne. Dove viag­gi, sco­pri, cono­sci non solo ciò che è attor­no a te, ma nuo­vi par­ti di te stes­so. Un viag­gio che è un tur­bi­nio di avven­tu­re, sen­sa­zio­ni e sta­ti d’animo. Un viag­gio che è in real­tà al cen­tro di te stes­so, per cono­scer­ti, per capir­ti meglio. E den­tro di te è tut­to un caos infor­me di sen­sa­zio­ni, di par­ti che si inca­stra­no così come nel­le val­li cui stai pas­san­do a fian­co si inca­stra­no tra i mon­ti. E men­tre pas­si mari, col­li­ne, laghi, fiu­mi, fai il tuo giro del mon­do, la musi­ca sot­to cam­bia col cam­bia­re del pae­sag­gio e tut­to un sus­se­guir­si di nuo­vi sce­na­ri da ovun­que tu lo guar­di. E quan­do la not­te vi fer­ma­te è giun­to il momen­to di ripo­sar­vi. Doma­ni si andrà non so dove ma il viag­gio con­ti­nua e si ripe­te, come in un sogno ricor­ren­te. Con­si­glia­to per i viag­gi sen­za meta.

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.

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