Pillole di Economia. Il premio Nobel 2022

Pillole di Economia. Il premio Nobel 2022

Le tematiche di carattere economico rientrano senza dubbio nel ventaglio di argomenti spesso difficili da comprendere a fondo per chi non ne ha mai approfondito lo studio. Abbiamo deciso di dare vita a questa rubrica nella quale cercheremo di sviscerare, con il linguaggio più semplice e accessibile possibile, vari temi economici legati all’attualità. A questo link trovate le scorse puntate.


Le ban­che e le cri­si finan­zia­rie, ecco le ricer­che che han­no garan­ti­to il pre­mio Nobel 2022 per l’e­co­no­mia a Ben S. Ber­nan­ke, Dou­glas W. Dia­mondPhi­lip H. Dybvig. 

Ma come e per­ché nac­que il pre­mio Nobel? Fu nel 1968 che la Ban­ca Cen­tra­le Sve­de­se deci­se di intro­dur­re il pre­mio per stu­di in ambi­to eco­no­mi­co, in memo­ria di Alfred Nobel. Nobel fu l’inventore del­la dina­mi­te, una sco­per­ta frut­to di anni di espe­rien­za come mer­can­te d’armi in Sve­zia a fine ‘800. I suoi espe­ri­men­ti sugli esplo­si­vi e le 355 inven­zio­ni bre­vet­ta­te gli fece­ro gua­da­gna­re un’ingente quan­ti­tà di dena­ro, oltre ad un’incredibile fama in tut­ta Euro­pa. Il caso vol­le che, dopo la mor­te del fra­tel­lo Lud­vig, avve­nu­ta duran­te un espe­ri­men­to con esplo­si­vi, alcu­ni gior­na­li ripor­tas­se­ro erro­nea­men­te il deces­so di Alfred. In par­ti­co­la­re fu un gior­na­le fran­ce­se a pro­por­re un necro­lo­gio alquan­to infelice: 

Il mer­can­te di mor­te è mor­to! Il dot­tor Alfred Nobel, che fece for­tu­na tro­van­do il modo di ucci­de­re più per­so­ne pos­si­bi­li, più rapi­da­men­te di quan­to non si sia mai fat­to pri­ma, è mor­to ieri.

Alfred, col­pi­to dall’apprendere che sareb­be pas­sa­to alla sto­ria come uno spie­ta­to mer­can­te d’armi, nel 1902 deci­se di svi­lup­pa­re la sua figu­ra di filan­tro­po, donan­do qua­si tut­to il capi­ta­le accu­mu­la­to. La dona­zio­ne ser­vì ad isti­tui­re dei pre­mi per colo­ro che sareb­be­ro riu­sci­ti ad appor­ta­re impor­tan­ti inno­va­zio­ni per l’umanità. Ini­zial­men­te i pre­mi in que­stio­ne era­no desti­na­ti a stu­dio­si come chi­mi­ci, fisi­ci, let­te­ra­ti, medi­ci e a colo­ro che ope­ra­va­no per favo­ri­re rela­zio­ni paci­fi­che tra i popo­li del­la Ter­ra. Il pre­mio per le Scien­ze Eco­no­mi­che, in memo­ria del fon­da­to­re, ven­ne intro­dot­to solo in seguito.

Chi è, invece, Ben Shalom Bernanke, uno dei vincitori del premio Nobel 2022 per l’economia?

Dal 2006 al 2014  è sta­to il quat­tor­di­ce­si­mo pre­si­den­te del­la Fede­ral Reser­ve System e attual­men­te è alla Broo­kings Insti­tu­tion di Washing­ton DC. Si trat­ta dell’uomo che ha dovu­to gesti­re la più rile­van­te cri­si finan­zia­ria del nostro seco­lo: ma come? Fron­teg­giò il crol­lo del 2007 negli Sta­ti Uni­ti, pri­ma azze­ran­do i tas­si d’interesse, poi varan­do una poli­ti­ca mone­ta­ria espan­si­va che per­mi­se di immet­te­re in cir­co­la­zio­ne gros­se quan­ti­tà di liqui­di­tà (quan­ti­ta­ti­ve easing). L’obiettivo era quel­lo di sti­mo­la­re l’economia rea­le e il con­su­mo di lar­ga scala.

Nono­stan­te le nume­ro­se cri­ti­che rice­vu­te per non aver pre­vi­sto l’esplosione del­la cri­si, le misu­re sag­gia­men­te mes­se in atto por­ta­ro­no i pro­pri risul­ta­ti. La figu­ra di Ber­nan­ke ven­ne riva­lu­ta­ta in tut­to il Pae­se e le accu­se per la man­can­za di pron­tez­za al momen­to dell’esplosione cad­de­ro nell’oblio. Dopo Geor­ge W. Bush, fu lo stes­so Oba­ma a richie­der­lo per un secon­do man­da­to nel­la dire­zio­ne del­la Fed.

Nonostante l’esperienza diretta con la crisi del 2007, Bernanke è stato premiato per i suoi studi su un altro grosso crollo, quello nato dal Martedì Nero. 

Si trat­ta del­la cri­si del­le bor­se del­l’ot­to­bre 1929, cono­sciu­ta anche come Gran­de Depres­sio­ne. I tre eco­no­mi­sti all’i­ni­zio degli anni ’80 han­no con­dot­to impor­tan­ti stu­di sul­la vul­ne­ra­bi­li­tà del­le ban­che in situa­zio­ne di cri­si finan­zia­ria, come quel­la dell’ ’29. Secon­do l’Accademia di Sve­zia l’analisi con­dot­ta da Ber­nan­ke ha evi­den­zia­to come “le cor­se agli spor­tel­li sia­no sta­te un fat­to­re deter­mi­nan­te per il dive­ni­re così pro­fon­do e pro­lun­ga­to del­la cri­si”. Gra­zie alle inda­gi­ni con­dot­te da Ber­nan­ke ad oggi sap­pia­mo come ren­de­re le ban­che meno vul­ne­ra­bi­li in situa­zio­ni di cri­si dei mer­ca­ti finan­zia­ri, e come esse influi­sca­no sul­la cri­si stes­sa se por­ta­te al collasso.

Da sem­pre, le ban­che for­ni­sco­no due ser­vi­zi prin­ci­pa­li: da un lato, per­met­to­no ai rispar­mia­to­ri di riti­ra­re il dena­ro custo­di­to in qual­sia­si momen­to, dal­l’al­tro ren­do­no pos­si­bi­li inve­sti­men­ti e pre­sti­ti nel lun­go perio­do. Qua­lo­ra però tut­ti i rispar­mia­to­ri deci­des­se­ro di riti­ra­re il pro­prio capi­ta­le simul­ta­nea­men­te per­ché pre­oc­cu­pa­ti da un’im­mi­nen­te cri­si finan­zia­ria, le ban­che non sareb­be­ro più in gra­do di soste­ne­re le pro­prie atti­vi­tà di pre­sti­to a lun­go ter­mi­ne, e sareb­be­ro por­ta­te ine­vi­ta­bil­men­te al col­las­so.

Gli studiosi Diamond e Dybvig, il primo docente all’Università di Chicago e il secondo alla Washington University di St. Louis, hanno sviluppato in tal senso diversi modelli teorici che permettono di individuare una soluzione alla vulnerabilità delle banche. 

Qua­lo­ra infat­ti i Gover­ni si faces­se­ro da garan­ti dei depo­si­ti ban­ca­ri, diven­tan­do “cre­di­to­ri di emer­gen­za” del­le ban­che, non si arri­ve­reb­be mai al col­las­so degli isti­tu­ti ban­ca­ri e si evi­te­reb­be il crol­lo finan­zia­rio dei mer­ca­ti. Infat­ti, chiun­que aves­se un depo­si­to in ban­ca non si sen­ti­reb­be in dove­re di riti­rar­lo una vol­ta appre­so che è lo Sta­to a garan­ti­re la sicu­rez­za del capi­ta­le, nem­me­no in caso di una pos­si­bi­le cri­si bancaria.

Gra­zie agli stu­di dei tre eco­no­mi­sti, quin­di, è sta­to pos­si­bi­le isti­tui­re le basi per il moder­no siste­ma di rego­la­men­ta­zio­ne degli isti­tu­ti finan­zia­ri. Ad ogni modo, per quan­to i pro­gres­si sia­no note­vo­li, non garan­ti­sco­no il suc­ces­so del siste­ma ban­ca­rio: la pro­ba­bi­li­tà di fal­li­men­to degli isti­tu­ti ban­ca­ri non è sta­ta azze­ra­ta, moti­vo per cui le ricer­che in que­sto ambi­to devo­no esse­re per­pe­tua­te e migliorate.

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Giorgia Fontana
Ciao! Sono Gior­gia, ho 19 anni e fre­quen­to il cor­so di Eco­no­mia e Mana­ge­ment all’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no. Nel­la vita, mi pia­ce esse­re green e far sape­re agli altri che la soste­ni­bi­li­tà non deve esse­re per for­za noio­sa! Qui su Vul­ca­no, mi tro­ve­re­te come refe­ren­te del­la rubri­ca di Economia :)

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