Il corpo dell’arte alla Pinacoteca di Brera

Il corpo dell’arte alla Pinacoteca di Brera

Il cor­po dell’arte è il tito­lo dato a un ciclo di lezio­ni gra­tui­te che voglio­no pro­por­re un’assimilazione dell’opera pit­to­ri­ca attra­ver­so il gesto. L’idea nasce dal­la col­la­bo­ra­zio­ne tra Vir­gi­lio Sie­ni, dan­za­to­re e coreo­gra­fo atti­vo e rico­no­sciu­to a livel­lo euro­peo, e la Pina­co­te­ca di Bre­ra, che met­te par­te del suo spa­zio espo­si­ti­vo a dispo­si­zio­ne dell’iniziativa. 

A par­ti­re da quat­tro ope­re ospi­ta­te nel museo, in modo tale che sia pos­si­bi­le osser­var­le e stu­diar­ne la fisio­no­mia pri­ma di tra­dur­le in movi­men­to, Sie­ni gui­da i par­te­ci­pan­ti ver­so lo sti­mo­lo di rifles­sio­ni che soli­ta­men­te risul­ta­no poco con­ven­zio­na­li quan­do ci si tro­va di fron­te a un qua­dro. Spes­so si pre­sta atten­zio­ne al sog­get­to, ai colo­ri, alla luce, allo sti­le, mol­to meno alla sua gestua­li­tà

La domanda di partenza è quindi cosa farebbero le figure nella Pietà di Bellini, nel San Girolamo penitente di Tiziano, nella Cena in Emmaus di Caravaggio e nel Ritrovamento del corpo di San Marco di Tintoretto (questi i quattro dipinti selezionati) se potessero muoversi? 

La rispo­sta è da ricer­ca­re nel­la pra­ti­ci­tà dei movi­men­ti del cor­po uma­no, mai bana­li e inna­tu­ra­li, che Sie­ni tra­sfor­ma e rein­ter­pre­ta sapien­te­men­te in coreo­gra­fie acces­si­bi­li a tut­ti. L’obiettivo infat­ti è quel­lo di coin­vol­ge­re chiun­que sia dispo­sto a pre­sta­re un’ora e mez­za del pro­prio pome­rig­gio per immer­ger­si, let­te­ral­men­te, nell’arte e nel­la dan­za sen­za biso­gno di esse­re neces­sa­ria­men­te un dan­za­to­re professionista. 

Il risul­ta­to è che l’opera vie­ne inte­rio­riz­za­ta in una manie­ra com­ple­ta­men­te inno­va­ti­va: anzi­ché tra­mi­te una foto scat­ta­ta con il cel­lu­la­re, che si può tor­na­re a guar­da­re a distan­za di tem­po, la ricor­dia­mo per­ché il nostro cor­po l’ha assi­mi­la­ta

L’attenzione ai det­ta­gli è sen­za dub­bio fon­da­men­ta­le, così come lo è anche la fan­ta­sia, dato che ce ne vuo­le una buo­na dose affin­ché si rie­sca vera­men­te a imma­gi­na­re il San Giro­la­mo di Tizia­no che, anzi­ché pog­gia­re sul­la roc­cia con una mano e reg­ge­re una pie­tra con l’altra, si vol­ta dal­la par­te oppo­sta per affer­ra­re il teschio o i libri posi­zio­na­ti alla sua sinistra. 

L’intento, così come si legge sullo stesso volantino pubblicitario, è quello di ripercorrere «le posture cadendo gentilmente nella ricerca del senso» all’origine dei movimenti, «inoltrandosi nelle declinazioni dei dettagli fisici e pittorici». 

Lo sco­po può dir­si rag­giun­to quan­do si entra vera­men­te nel «mood» del­la lezio­ne, il che può risul­ta­re non faci­le, alme­no ini­zial­men­te. Sie­ni si muo­ve chia­ra­men­te secon­do un micro­co­smo tut­to suo. Ma una vol­ta che si ini­zia a pren­de­re con­sa­pe­vo­lez­za dei movi­men­ti e del con­trol­lo eser­ci­ta­ti sul pro­prio cor­po ognu­no, pur nel suo, può sen­tir­si anche solo per un atti­mo un pic­co­lo per­for­mer.  

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Erica Turturro
Clas­se 98, alle pre­se con la magi­stra­le di lin­gue. Abi­tu­di­na­ria ma curio­sa, un po’ nerd, sogna­tri­ce di not­te e razio­na­le di gior­no, col­le­zio­no ricordi.

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