Musiracconti. Musica per quando si è tristi

Musiracconti. Musica per quando si è tristi

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi, quattro consigli per quando si è tristi. 

La tri­stez­za, quel­la che per Ippo­cra­te era un ecces­so di bile nera, la melan­co­nia, è una cosa che pur­trop­po pri­ma o poi toc­ca tut­ti noi. E la musi­ca sap­pia­mo tut­ti quan­to pos­sa aiu­ta­re a sor­pas­sa­re que­sti momen­ti. C’è chi per alle­via­re le sue pene deci­de di anda­re in con­tro­ten­den­za rispet­to al suo sen­ti­men­to, men­tre c’è chi cer­ca la catar­si attra­ver­so musi­ca che si con­fà ai suoi sen­ti­men­ti, qua­si con­vin­to che solo il simi­le pos­sa cura­re dal simi­le, un po’ come la cura omeo­pa­ti­ca. Andia­mo quin­di qui a sug­ge­rir­vi quat­tro album che pos­so­no aiu­tar­vi alla lot­ta con­tro la tristezza.

Low, I could live in hope

Gene­re: Slowcore

È una not­ta­ta come le altre, l’ansia non ti mol­la. Quel­la soli­ta malin­co­nia ha ini­zia­to a impos­ses­sar­si del tuo esse­re. Fuo­ri si gela, ripen­si a fat­ti, cose che avre­sti potu­to fare o dire. E dif­fi­ci­le vede­re qual­co­sa davan­ti a te che non sia nero. La tua colon­na sono­ra si deve ade­gua­re a que­sto tuo sta­to d’animo, così ecco il moti­vo per cui i low suo­na­no in cuf­fia. Quel­le chi­tar­re fred­de, que­sto è quel­lo che sen­ti, un nero pro­fon­do, una malin­co­nia di quel­le pro­fon­de. In tut­ta la seque­la di emo­zio­ni nega­ti­ve qual­che vol­ta rie­sci a vede­re la super­fi­cie, la luce, è la luna che illu­mi­na la tua figu­ra che sta­not­te risplen­de come mai ave­va fat­to pri­ma d’ora. La not­te pas­sa len­ta, non guar­di l’orologio ma scan­di­sci il tem­po in base ai capi­to­li del nuo­vo roman­zo che stai leg­gen­do e dei pez­zi del disco. Ma alla fine di que­sta not­te come tut­te le altre una sen­sa­zio­ne dol­cea­ma­ra comin­cia a far­si vede­re tra i tuoi sen­ti­men­ti neri come la pece, che sia un nuo­vo ini­zio? Intan­to è mat­ti­na ed è ora di anda­re a let­to. Bel­la la vita da uni­ver­si­ta­rio. Con­si­glia­to per chi è un malin­co­ni­co notturno

Carissa’s Wierd, Songs About Leaving

Gene­re: Slo­w­co­re, Cham­ber Pop

Non è mai faci­le non pen­sa­re alla per­so­na che ti man­ca. Anche per­ché se ti man­ca è per­ché non puoi fare nul­la più che pen­sar­la. Cosa sta­rà facen­do? Con chi sarà? Cosa pote­vi fare per evi­ta­re tut­to que­sti? Casca­te di ricor­di scor­ro­no nel­la tua men­te, momen­ti che non tor­ne­ran­no, una tri­stez­za dol­cea­ma­ra che si alter­na alla dispe­ra­zio­ne più tota­le rego­la le tue gior­na­te e i tuoi momen­ti dove sei da solo con te stes­so, e sei costret­to a pen­sa­re. Que­sta tri­stez­za, que­sta malin­co­nia è una malin­co­nia sot­ti­le, deli­ca­ta qua­si ele­gan­te, come ogni malin­co­nia det­ta­ta dall’amore, è osses­si­va, ritor­na sem­pre sugli stes­si pun­ti, sugli stes­si nodi pro­van­do a scio­glier­li. È anche con­fu­sa, pas­sa da sta­ti d’odio a sta­ti dove biso­gna guar­da­re in fac­cia la real­tà. Tu ami anco­ra. Chiunque(o qual­sia­si cosa, chi lo sa io non giu­di­co nes­su­no eh) sia l’oggetto del tuo amo­re è il momen­to di anda­re avan­ti. La tri­stez­za d’amore può distrug­ge­re, ma se lo fa anche que­sto disco i casi sono due: o vie­ni distrut­to defi­ni­ti­va­men­te o que­ste due for­ze distrut­tri­ci si distrug­go­no com­ple­ta­men­te e come per magia sei di nuo­vo libe­ro. Che ne dici, te la sen­ti di rischia­re affi­dan­do­ti a un nostro con­si­glio? Fos­si in te (non) lo farei. Con­si­glia­to a chi è tri­ste per amore

Coil, The Ape of Naples

Gene­re: Elec­tro­nic, Post Industrial

Maga­ri la tri­stez­za vie­ne per qual­cu­no che non c’è più, ma non per­ché non vuo­le più sta­re con voi ma per­ché pro­prio non c’è più. È dif­fi­ci­le pas­sa­re oltre la mor­te di una per­so­na alla qua­le si è volu­to bene. È una tri­stez­za pesan­te, che ti tra­sci­ni con quel mar­chio dell’eternità die­tro di te di cui è impos­si­bi­le disfar­ti. Un dolo­re dif­fi­ci­le da pas­sa­re e sei lì che pen­si, fuo­ri il cie­lo è fosco ed è un’altra gior­na­ta che pas­se­rai nell’ozio. La tri­stez­za è in te e ti segue come un segu­gio, cer­chi qual­co­sa da fare ma il tem­po scor­re len­to, il mon­do fuo­ri sem­bra in letar­go dal tuo appar­ta­men­to e sono solo le 4 del pome­rig­gio. Cosa ti può accom­pa­gna­re fuo­ri da que­sto incu­bo se non la musi­ca, e che musi­ca. For­se ti depri­me­rai anco­ra di più men­tre pas­se­rai un pome­rig­gio sedu­to al bal­co­ne fis­san­do quell’albero davan­ti a casa tua sul qua­le ti eri appog­gia­to quel­la vol­ta par­lan­do con quel­la per­so­na, for­se sof­fo­che­rai tra i ricor­di per un’al­tra lun­ga gior­na­ta. Ma la musi­ca anche que­sta vol­ta ti ha fat­to sen­ti­re un po’ vivo, alme­no tu. Con­si­glia­to per chi è in lutto

Oliver Messiaen, Quatuor pour la fin du temps

Gene­re: Modern Classical

E se ci fos­se quel­la tri­stez­za tale da non cre­de­re più a nien­te, da cre­de­re che sia tut­to sull’orlo del­la fine, quel­la tri­stez­za esi­sten­zia­le, quel­la atmo­sfe­ra apo­ca­lit­ti­ca avver­ti­ta dal tuo io, ecco che arri­via­mo alla fine. Alla fine di tut­to, alla fine di ogni tem­po, di ogni pos­si­bi­le esi­sten­za, di ogni pos­si­bi­le pro­spet­ti­va, di ogni pos­si­bi­le pos­si­bi­li­tà di feli­ci­tà, di ogni pos­si­bi­le pro­get­to, di ogni pos­si­bi­le cre­do o valo­re, di ogni pos­si­bi­le eti­ca, di ogni pos­si­bi­le leg­ge; ma, soprat­tut­to, alla fine anche di que­sta pun­ta­ta di Musi­rac­con­ti. Dedi­ca­to a chi è tri­ste e nichi­li­sta

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.
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Studente di filosofia, appassionato di musica, cinema, videogiochi e letteratura. Mi piace scrivere di queste tematiche e approfondirle il più possibile.

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