Agenda 2030, il piano ONU per un mondo più sostenibile

Agenda 2030, il piano ONU per un mondo più sostenibile

Sot­to­scrit­ta nel set­tem­bre 2015, ormai set­te anni fa, da ben 193 Pae­si mem­bri dell’ONU, l’Agen­da 2030 per lo svi­lup­po soste­ni­bi­le è un pro­gram­ma di azio­ne non solo per le per­so­ne, ma anche per il pia­ne­ta e la pro­spe­ri­tà. Inglo­ba 169 tra­guar­di che si sostan­zia­no in 17 obiet­ti­vi for­te­men­te inter­con­nes­si tra di loro. Si trat­ta di inten­ti che seguo­no i pre­ce­den­ti Mil­len­nium Deve­lo­p­ment Goals, gli 8 obiet­ti­vi che gli Sta­ti si sono impe­gna­ti a rag­giun­ge­re entro il 2015.

I nuo­vi SDGs (Susta­nai­ble Deve­lo­p­ment Goals) sono sta­ti defi­ni­ti da Ban Ki-Moon, ex segre­ta­rio gene­ra­le del­le Nazio­ni Uni­te (2007–2016), come «una lista di cose da fare per le per­so­ne e per il pia­ne­ta ed un pro­get­to per il successo».

I traguardi interessano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: quella ambientale, quella economica e sociale. 

L’idea è quel­la di tra­smet­te­re le diver­se con­ce­zio­ni del ter­mi­ne stes­so di “soste­ni­bi­li­tà”, spes­so col­le­ga­to solo alla dimen­sio­ne ambien­ta­le. L’avvio dei lavo­ri ha avu­to ini­zio nel 2016, anno in cui è sta­to trac­cia­to il per­cor­so che gui­de­rà le azio­ni dei vari Pae­si per i pros­si­mi 10 anni. Infat­ti, l’impegno che le nazio­ni ade­ren­ti han­no pre­so, è quel­lo di com­ple­ta­re i 17 obiet­ti­vi entro il 2030; da qui il nome “Agen­da 2030”.

La nuo­va agen­da fa teso­ro ed è fon­da­ta sui trat­ta­ti inter­na­zio­na­li, sui dirit­ti uma­ni, sul­la Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le Dei Dirit­ti Umani e sul­la car­ta del­le Nazio­ni Uni­te, oltre che sul rispet­to tota­le del dirit­to inter­na­zio­na­le. L’intento alla base è deci­sa­men­te ambi­zio­so, infat­ti l’impegno pre­so è glo­ba­le. Non con­cer­ne sola­men­te i nume­ro­si Pae­si ade­ren­ti, ma ogni sin­go­lo indi­vi­duo e ogni impre­sa (che sia pub­bli­ca o pri­va­ta) deve impe­gnar­si a con­tri­bui­re alla rea­liz­za­zio­ne di ciò che è con­te­nu­to nell’Agenda 2030. 

Per com­pren­de­re con­cre­ta­men­te ciò di cui stia­mo par­lan­do, alcu­ni dei Susta­nai­ble Deve­lo­p­ment Goals sono la pari­tà di gene­re, l’eliminazione del­la fame nel mon­do, la ridu­zio­ne del­la pover­tà, l’acces­si­bi­li­tà all’acqua puli­ta e ai ser­vi­zi igie­ni­co-sani­ta­ri; e anco­ra, il rag­giun­gi­men­to di un siste­ma di con­su­mi e pro­du­zio­ni respon­sa­bi­li, un ser­vi­zio di istru­zio­ne di qua­li­tà, la lot­ta con­tro il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. Per ave­re una visio­ne più com­ple­ta, su que­sto sito è pos­si­bi­le tro­va­re la lista com­ple­ta dei Goals con le loro spiegazioni. 

Per monitorare la reale attuazione degli obiettivi sono stati elaborati degli indicatori statistici operativi a livello regionale, nazionale e globale. 

Si trat­ta di oltre 200 indi­ca­to­ri sta­ti­sti­ci tra­spa­ren­ti (Inter-Agen­cy and Expert Group on SDG Indi­ca­tors, IAEG-SDGs), idea­ti dal­la com­mis­sio­ne sta­ti­sti­ca del­le Nazio­ni Uni­te per tene­re trac­cia in manie­ra con­ti­nua­ti­va del lavo­ro svol­to e per favo­ri­re l’elaborazione di pra­ti­che glo­ba­li che sia­no il più effi­cien­ti pos­si­bi­le attra­ver­so il con­fron­to tra i Pae­si. Cia­scun Pae­se impe­gna­to a por­ta­re a ter­mi­ne gli obiet­ti­vi dell’agenda è tenu­to a for­ni­re dati per que­sto set di indicatori. 

In Ita­lia, a livel­lo nazio­na­le, L’ISTAT e il Sistan sono inca­ri­ca­ti di pro­dur­re gli indi­ca­to­ri sta­ti­sti­ci per moni­to­ra­re gli svi­lup­pi effet­tua­ti nel tem­po ver­so i 17 Susta­nai­ble Deve­lo­p­ment Goals. Dal dicem­bre 2016, l’Istat ha anche reso dispo­ni­bi­le una piat­ta­for­ma, che vie­ne aggior­na­ta seme­stral­men­te, infor­ma­ti­va dei vari indi­ca­to­ri SDGs, i qua­li ven­go­no rego­lar­men­te amplia­ti e aggior­na­ti. Quest’anno, come ogni anno, è sta­to pro­dot­to il quin­to rap­por­to con­cer­nen­te i vari Goals, con una minu­zio­sa descri­zio­ne del­le varie misu­re sta­ti­sti­che scel­te per misu­ra­re i progressi. 

Pare che il raggiungimento degli obiettivi abbia subito un forte rallentamento a causa della situazione causata dal conflitto in Ucraina. 

La cri­si ener­ge­ti­ca che ne è sca­tu­ri­ta ha cer­ta­men­te ral­len­ta­to gli inter­ven­ti neces­sa­ri per il con­tra­sto al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co. I recen­ti dati che arri­va­no dal nostro pae­se non sono deci­sa­men­te posi­ti­vi. Il 23% del­le misu­re sono in una situa­zio­ne di stal­lo, men­tre il 27% ha mostra­to un anda­men­to negativo. 

Nel rap­por­to inol­tre, sono pre­sen­ta­ti, per cia­scun obiet­ti­vo, degli appro­fon­di­men­ti ela­bo­ra­ti da stu­dio­si riguar­do i temi di mag­gio­re inte­res­se. Que­sti appro­fon­di­men­ti risul­ta­no cru­cia­li per la misu­ra­zio­ne del­lo svi­lup­po sostenibile. 

La quin­ta edi­zio­ne del rap­por­to ha inclu­so anche 371 misu­re sta­ti­sti­che che cor­ri­spon­do­no a 138 indi­ca­to­ri tra quel­li pro­po­sti per il moni­to­rag­gio degli avan­za­men­ti dell’agenda 2030 a livel­lo mon­dia­le. Rispet­to a feb­bra­io 2022, quan­do è sta­to dif­fu­so il report, sono sta­te aggior­na­te 188 misu­re sta­ti­sti­che e 4 nuo­ve sono sta­te intro­dot­te. I dati pos­so­no esse­re con­sul­ta­ti costan­te­men­te gra­zie a gra­fi­ci inte­rat­ti­vi pre­sen­ti sul­la piat­ta­for­ma Tableau Public.

Martina Vercoli
Stu­den­tes­sa di Cor­po­ra­te Com­mu­ni­ca­tion pres­so l’Università degli Stu­di di 
Mila­no. Amo viag­gia­re, scri­ve­re, bere cap­puc­ci­ni e par­la­re di pro­get­ti di mobi­li­tà Europea.
About Martina Vercoli 13 Articoli
Studentessa di Corporate Communication presso l’Università degli Studi di Milano. Amo viaggiare, scrivere, bere cappuccini e parlare di progetti di mobilità Europea.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.