Artigiano in fiera 2022, un mondo da scoprire

Artigiano in fiera 2022, un mondo da scoprire

È ini­zia­to il mese di dicem­bre, a Mila­no è arri­va­to il fred­do e si comin­cia a respi­ra­re aria nata­li­zia, con dol­ci tra­di­zio­na­li, maglio­ni a tema, albe­ri deco­ra­ti e illu­mi­na­zio­ni per le stra­de, ma sicu­ra­men­te un sim­bo­lo del­la cit­tà mene­ghi­na è la Fie­ra dell’Artigianato, det­ta anche Arti­gia­no in Fiera.

Duran­te il perio­do tra saba­to 3 e dome­ni­ca 11 dicem­bre 2022, dal­le 10:00 alle 22:30, gli spa­zi di Rho Fie­ra Mila­no saran­no divi­si in set­te padi­glio­ni in cui ver­ran­no ospi­ta­ti gli stand rap­pre­sen­tan­ti i pae­si del mon­do con le pro­prie tipi­ci­tà gastro­no­mi­che, sou­ve­nir tra­di­zio­na­li e pecu­lia­ri­tà locali.

Una carat­te­ri­sti­ca fon­da­men­ta­le di que­sta fie­ra è la sua gra­tui­tà: ele­men­to essen­zia­le in quan­to l’evento nata­li­zio nasce pro­prio con la volon­tà di rega­la­re ad ogni cit­ta­di­no mila­ne­se un’esperienza inter­na­zio­na­le.
Per rag­giun­ge­re que­sti sco­pi, Arti­gia­no in Fie­ra dispo­ne di due stru­men­ti di pro­mo­zio­ne: l’e­spo­si­zio­ne fie­ri­sti­ca e una piat­ta­for­ma digi­ta­le. Si trat­ta infat­ti di un even­to phy­gi­tal che può con­ta­re ormai su una com­mu­ni­ty di 1 milio­ne di mem­bri che man­ten­go­no una rela­zio­ne costan­te con gli artigiani. 

Dal 1996 la Fie­ra pro­muo­ve gli arti­gia­ni come crea­to­ri di bel­lez­za, bon­tà e pro­dot­ti uni­ci: è il più gran­de even­to al mon­do del suo gene­re, rico­no­sciu­to come l’Expo Inter­na­zio­na­le dell’Artigianato, dei Popo­li e del­le Nazio­ni. Il suo obiet­ti­vo è ricer­ca­re, sele­zio­na­re e soste­ne­re azien­de che pro­muo­vo­no pro­dot­ti del ter­ri­to­rio dal qua­le pro­ven­go­no, costi­tuen­do un mer­ca­to atten­to ad alcu­ni valo­ri qua­li l’au­ten­ti­ci­tà, l’o­ri­gi­na­li­tà e la qualità.

Quin­di, cosa si può vede­re all’Ar­ti­gia­no in Fie­ra 2022? La ven­ti­seie­si­ma edi­zio­ne è dedi­ca­ta ai gio­va­ni arti­gia­ni e al loro corag­gio: cam­mi­nan­do per gli stand è pos­si­bi­le ascol­ta­re le loro sto­rie e com­pren­de­re come imma­gi­na­no il futu­ro del mondo. 

Gli espo­si­to­ri per­met­te­ran­no di ammi­ra­re e acqui­sta­re manu­fat­ti pro­ve­nien­ti da diver­si Pae­si, mol­ti dei qua­li intro­va­bi­li altro­ve. Gli stand offro­no diver­si tipi di espe­rien­ze: eno­ga­stro­no­mia, abbi­glia­men­to, gio­iel­le­ria, ogget­ti­sti­ca, home living, cosme­si natu­ra­le, ma anche even­ti musi­ca­li, per­for­man­ce di dan­za e risto­ra­zio­ne internazionale. 

Gran­de pro­ta­go­ni­sta dell’evento è il Made in Ita­ly, che rap­pre­sen­ta l’Ita­lia da Nord a Sud: un vasto pano­ra­ma nel qua­le si pos­so­no incon­tra­re, per esem­pio, le inno­va­zio­ni ali­men­ta­ri pro­po­ste dal­le regio­ni Cam­pa­nia (per quan­to riguar­da la pastic­ce­ria) e Cala­bria (con­cen­tra­ta pre­va­len­te­men­te sul ber­ga­mot­to), la tra­di­zio­ne tren­ti­na del legno, e i sapo­ri emi­lia­ni e roma­gno­li – ace­to bal­sa­mi­co, tor­tel­li­ni, tigel­le e gnoc­co frit­to. Ma anche la tra­di­zio­ne culi­na­ria lazia­le (cacio e pepe, car­bo­na­ra, ama­tri­cia­na, por­chet­ta e for­mag­gi del­la tra­di­zio­ne) e i gran­di vini del Vene­to, che pre­sen­ta anche linee di abbi­glia­men­to ed esclu­si­vi acces­so­ri di pel­le, pel­lic­cia e affi­ni. Si pos­so­no tro­va­re anche alcu­ni pro­dot­ti del­la Val­le d’Aosta qua­li la fon­ti­na arti­gia­na­le, i sala­mi­ni di cer­vo e il gene­pì, oppu­re si può visi­ta­re la Sici­lia, sco­pren­do le cera­mi­che di Cal­ta­gi­ro­ne, il pistac­chio di Bron­te, i liquo­ri tipi­ci, gli aran­ci­ni, le panel­le, i can­no­li e le cassate.

Insom­ma, la Fie­ra dell’Artigianato è un’esperienza che coin­vol­ge tut­te e 20 le regio­ni del nostro pae­se, nes­su­na esclu­sa, ma che non si fer­ma ai con­fi­ni nazio­na­li: nel­lo spa­zio dedi­ca­to all’Africa sono pre­sen­ti stand che rap­pre­sen­ta­no l’Algeria – che pro­po­ne spe­cia­li­tà come l’o­lio d’o­li­va e i pepe­ro­ni, e abi­ti di tra­di­zio­ne ber­be­ra – il Bur­ki­na Faso – con pro­dot­ti per la cura del cor­po come oli di coc­co e bur­ro di man­go – e l’Egitto, carat­te­riz­za­to da dol­ci con frut­ta sec­ca cara­mel­la­ta, bevan­de ai semi di basi­li­co e com­ple­men­ti d’arredi che evo­ca­no la gran­de tra­di­zio­ne egiziana.

Si con­ti­nua poi nel­la par­te del padi­glio­ne ame­ri­ca­no dedi­ca­ta all’Australia, che pre­sen­ta piat­ti a base di car­ne di struz­zo e di can­gu­ro, e si affian­ca a stand di Pae­si del con­ti­nen­te ame­ri­ca­no qua­li la Boli­via, che espo­ne pro­dot­ti di abbi­glia­men­to rea­liz­za­ti con lana di alpa­ca, il Bra­si­le, ter­ra del chur­ra­sco e del­la pica­n­ha, e gli Sta­ti Uni­ti d’A­me­ri­ca, in cui le car­ni alla gri­glia si accom­pa­gna­no all’antica cul­tu­ra dei nati­vi americani.

Nel­lo spa­zio che rap­pre­sen­ta l’Asia, poi, ci si immer­ge nel­le atmo­sfe­re orien­ta­li dell’Afghanistan (pae­se del­le pie­tre pre­zio­se, dei gio­iel­li e dei tap­pe­ti) dell’Arabia Sau­di­ta, nei cui stand si sco­pro­no dan­ze e ritua­li, e del­la Cina, con ogget­ti di gia­da, lac­ca, pie­tre dure e rare. 
L’esposizione vira quin­di ver­so l’Euro­pa, dove si pos­so­no visi­ta­re gli spa­zi del Bel­gio, che pre­sen­ta­no chic­che eno­ga­stro­no­mi­che qua­li i coc­co­ret­ti (tipi­ci dol­cet­ti al coc­co) e la bir­ra arti­gia­na­le del­la Polo­nia, nei qua­li si tro­va­no scul­tu­re a tema reli­gio­so, ico­ne, pre­se­pi di legno e gio­iel­li pre­zio­si in ambra e in argen­to, e del­la Spa­gna, per­va­si dall’area di festa e pie­ni di acces­so­ri di pic­co­la pel­let­te­ria e spe­cia­li­tà qua­li vini, for­mag­gi e prosciutti. 

Que­ste sono solo alcu­ne del­le pro­po­ste che si tro­ve­ran­no nei padi­glio­ni: con un piz­zi­co di curio­si­tà se ne potran­no sco­pri­re mol­te altre. L’ideale sareb­be recar­si alla Fie­ra per più gior­ni, in modo tale da visi­ta­re con cal­ma ogni luo­go e non ridur­re il tut­to a una cor­sa tra gli stand.

Ormai, la Fie­ra dell’Artigianato è per i cit­ta­di­ni mene­ghi­ni un even­to ritua­le, gra­zie al qua­le sco­pri­re tut­to il mon­do, restan­do sot­to il ten­do­ne di Rho Fie­ra Milano. 

Con­di­vi­di:
Michela De Marchi
Stu­den­tes­sa di Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne che aspi­ra a diven­ta­re una gior­na­li­sta. Sono mol­to ambi­zio­sa e ten­do a dare il meglio di me in ogni situa­zio­ne. Dan­za, libri e viag­gi sono solo alcu­ne del­le cose che mi caratterizzano.

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