Inedia anarchica e giustizia anomica. Il caso Cospito

Il lega­me fra isti­tu­zio­ni e ideo­lo­gia si è sem­pre basa­to su un rap­por­to di reci­pro­ca dipen­den­za. Se pro­via­mo a indi­vi­dua­re un com­pro­mes­so fra l’i­dea key­ne­sia­na per cui le idee gover­na­no il mon­do e pro­du­co­no mate­ria­li­tà, e l’ap­proc­cio pret­ta­men­te mate­ria­li­sti­co per cui sareb­be inve­ce que­st’ul­ti­ma a pro­dur­re idee e con­cet­ti, ci accor­gia­mo di come le isti­tu­zio­ni non sia­no solo la con­cre­tiz­za­zio­ne poli­ti­ca e giu­ri­di­ca dei dif­fe­ren­ti orien­ta­men­ti filo­so­fi­ci in seno ai governi. 

Esse infat­ti sono capa­ci di trac­cia­re nuo­vi sol­chi ideo­lo­gi­ci, atti a pre­ser­va­re valo­ri socia­li da per­pe­tua­re, entro le cui coor­di­na­te si può mano­vra­re la mac­chi­na del­l’auto­ri­tà sta­tua­le. Le isti­tu­zio­ni non sono esclu­si­va­men­te il pro­dot­to del­la tiran­ni­de con­cet­tua­le del pote­re di Sta­to, ma sono anche pro­pul­so­ri di orien­ta­men­ti eti­ci ed ideo­lo­gi­ci vec­chi e nuo­vi. Esse pos­so­no in par­te riflet­te­re le posi­zio­ni di colo­ro da cui sono sor­te ed esten­de­re il loro pote­re oltre il loro limite.

È proprio in questo quadro che si colloca la vicenda di Alfredo Cospito.

Mem­bro del­la Fede­ra­zio­ne Anar­chi­ca Infor­ma­le (F.A.I), dal 20 otto­bre ha dato il via ad uno scio­pe­ro del­la fame dal­la sua cel­la nel car­ce­re di Ban­ca­li a Sas­sa­ri, dove con­ti­nua a scon­ta­re la pro­pria pena, dopo oltre die­ci anni di reclu­sio­ne. Il moti­vo del­lo scio­pe­ro sareb­be un atto di pro­te­sta in segui­to alla modi­fi­ca del­la pena a cui era sog­get­to in pre­ce­den­za median­te l’as­se­gna­zio­ne al dete­nu­to del 41bis.

Cospi­to fu con­dan­na­to nel 2014 a die­ci anni e otto mesi per aver gam­biz­za­to Rober­to Adi­nol­fi, ammi­ni­stra­to­re dele­ga­to del­l’a­zien­da ita­lia­na “Ansal­do Nuclea­re”, atti­va nel­la pro­get­ta­zio­ne di cen­tra­li nuclea­ri raf­fred­da­te ad acqua. Da quel momen­to la pro­cu­ra di Tori­no deci­se di ini­zia­re un’ inda­gi­ne che sor­ti­rà per effet­to il maxi-pro­ce­di­men­to Scrip­ta Manent.

Si trat­ta di un pro­ce­di­men­to con­dot­to nei con­fron­ti dei mili­tan­ti nel­le file del­la Fede­ra­zio­ne Anar­chi­ca Infor­ma­le per una serie di rea­ti com­mes­si tra il 2003 e il 2016, che vedrà Cospi­to col­pe­vo­le, assie­me ad Anna Benia­mi­no, del­l’esplo­sio­ne di due ordi­gni a bas­so poten­zia­le. Il rea­to, com­mes­so con l’ obiet­ti­vo di col­pi­re una scuo­la di Cara­bi­nie­ri del­la cit­tà di Fos­sa­no, in pro­vin­cia di Cuneo, lo ren­de­rà giu­ri­di­ca­men­te defi­ni­bi­le “capo e orga­niz­za­to­re di un’as­so­cia­zio­ne con fina­li­tà di terrorismo”.

Fino a pochi mesi fa l’anarchico pescarese ha avuto modo di comunicare con l’esterno. 

Cospi­to ha potu­to col­la­bo­ra­re alla pub­bli­ca­zio­ne di arti­co­li su rivi­ste appar­te­nen­ti all’a­rea anar­chi­ca. Inol­tre gli era con­ces­so rice­ve­re visi­teusu­frui­re del­la biblio­te­ca del­l’i­sti­tu­to peni­ten­zia­rio e del­la socia­li­tà in esso con­si­de­ra­ta ammis­si­bi­le. La Cor­te di Cas­sa­zio­ne ha modi­fi­ca­to la sud­det­ta con­di­zio­ne, tra­mi­te la ride­fi­ni­zio­ne del rea­to da “stra­ge con­tro la pub­bli­ca inco­lu­mi­tà” a “stra­ge con­tro la sicu­rez­za del­lo stato”. 

La nuo­va con­cet­tua­liz­za­zio­ne giu­ri­di­ca degli atti com­mes­si da Cospi­to lo ha por­ta­to alla per­di­ta di tut­ti i bene­fi­ci di cui era prov­vi­sto il suo pre­ce­den­te sta­tus. Ciò lo ha costret­to ad un duris­si­mo regi­me rie­du­ca­ti­vo, carat­te­riz­za­to da due sole ore d’aria al gior­no e un’ora di socia­li­tà, insie­me ad altri tre dete­nu­ti, come fan­no nota­re i lega­li Fla­vio Ros­si Alber­ti­ni e Maria Gra­zia Pintus. 

Secondo i difensori, Cospito non può essere ritenuto leader o organizzatore della Federazione e non merita l’ergastolo ostativo e l’interruzione dei contatti con l’esterno. 

Que­sto per­ché la mili­tan­za anar­chi­ca non è sog­get­ta a gerar­chiz­za­zio­ne. Inol­tre, sot­to­li­nea­no i lega­li, l’ap­pli­ca­zio­ne del 41bis non fu con­tem­pla­ta per i col­pe­vo­li di vere ed effet­ti­ve stra­gi avve­nu­te in pas­sa­to, come quel­la di Piaz­za Fon­ta­na o la stra­ge di Capaci. 

L’ac­cu­sa rispon­de a tono affer­man­do che per quan­to la Fede­ra­zio­ne pos­sa esse­re un movi­men­to pri­vo di strut­tu­re gerar­chi­che, in essa Cospi­to rima­ne un per­so­nag­gio di spic­co e par­ti­co­lar­men­te incli­ne ad atti di vio­len­za, ed è pro­prio per que­sto che la giu­sti­zia di Sta­to ha rite­nu­to di dover inter­rom­pe­re i lega­mi del­l’a­nar­chi­co con l’e­ster­no. In più, secon­do gli oppo­si­to­ri dei lega­li di Cospi­to, i due ordi­gni anar­chi­ci esplo­si a Fos­sa­no furo­no fat­ti deto­na­re a distan­za l’u­no dal­l’al­tro con il pre­ci­so inten­to di feri­re pri­ma i Cara­bi­nie­ri e suc­ces­si­va­men­te i soccorsi.

Da quando Cospito ha dato il via al suo sciopero della fame il 20 ottobre ha già perso 27 chili.

In tut­ta Ita­lia pren­de sem­pre più pie­de la pro­te­sta del popo­lo in favo­re del reclu­so pesca­re­se. I pri­mi mani­fe­sti ini­zia­no ad appa­ri­re anche nel­le sedi del­l’U­ni­ver­si­tà di Mila­no. Al di fuo­ri del Tri­bu­na­le, imper­ver­sa la bufe­ra del dis­sen­so. Così l’u­dien­za è sta­ta rin­via­ta al 19 dicem­bre. In que­sta data la con­sul­ta esa­mi­ne­rà gli atti e sarà chia­ma­ta a deli­be­ra­re sul­la con­ces­sio­ne di even­tua­li attenuanti.

Non resta che con­ti­nua­re a rima­ne­re aggior­na­ti su que­sta vicen­da giu­di­zia­ria che, come fa nota­re il lega­le Fla­vio Alber­ti­ni, rap­pre­sen­ta il pri­mo caso di mili­tan­te anar­chi­co con­dan­na­to al 41bis. Che la leg­ge pos­sa esse­re appli­ca­ta allo stes­so modo per tut­ti, indi­pen­den­te­men­te dal­le incli­na­zio­ni poli­ti­che e ideo­lo­gi­che dei detenuti.

Arti­co­lo di Ric­car­do Tor­ne­sel­lo.

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