Musiracconti. Musica per quando fa freddo

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi, quattro consigli per quando fa freddo, e per chi lo apprezza.

Quan­do fa fred­do si sta a casa, davan­ti al cami­no cal­do, in pol­tro­na, con le luci inter­mit­ten­ti pro­ve­nien­ti dagli albe­rel­li di nata­le e dal­le deco­ra­zio­ni casa­lin­ghe che si alter­na­no e scan­di­sco­no il tem­po che pas­sa len­to. Tra poco arri­ve­rà la pri­ma neve, la neb­bia divo­ra l’orizzonte e tu stai pro­tet­to nel tuo guscio a gode­re di que­sto cli­ma. Il tuo, quel­lo che c’è in casa. Ma que­sto è un modo pigro per goder­si il fred­do: il fred­do si gode fuo­ri, pro­van­do­lo sul­la pel­le e facen­do­si veni­re un bel raf­fred­do­re. Ecco per te degli album che ti accom­pa­gne­ran­no in que­sta espe­rien­za fuo­ri dal comune.

Substrata, Biosphere

Gene­re: ambient

Per comin­cia­re ini­zia­mo dall’Antartide, dai ghiac­ci più puri. Da un gelo pene­tran­te. Da diste­se di ghiac­cio in cui la visi­bi­li­tà è mini­ma, i tuoi occhi sono imper­la­ti di ghiac­cio e la vista è offu­sca­ta dal­la neve che si scon­tra con la tua fac­cia. Sei solo in que­sto deser­to di ghiac­cio, e cer­chi ripa­ro dal gelo, ma che ripa­ro c’è in Antar­ti­de? Sai di esse­re spac­cia­to, ma que­sto è un lun­go viag­gio, dure­rà ore, i bra­ni scor­ro­no e den­tro di te e fuo­ri di te ci sono il gelo più tota­le. I pez­zi van­no e stai assi­de­ran­do. Il tuo cor­po non rispon­de e tra poco sarai un ghiac­cio­lo. For­se era meglio met­te­re un album dei Bea­tles.
Con­si­glia­to a chi apprez­za il fred­do, il vero freddo.

Codeine, Frigid Stars

Gene­re: slowcore 

Il suo­no geli­do del­le stra­de del­la vostra cit­tà a dicem­bre, in un pome­rig­gio uggio­so di pro­vin­cia, con la neb­bia che dona un sen­so di occlu­sio­ne, tut­to que­sto potre­te ritro­va­re in que­sto fan­ta­sti­co disco. La malin­co­nia susci­ta­ta da un pae­sag­gio simi­le è rac­chiu­sa in suo­ni di chi­tar­ra cupi e geli­di. E men­tre ti affan­ni nei tuoi pen­sie­ri, ti strin­gi il giub­bot­to per ave­re meno fred­do, ma ecco che il gelo ti entra diret­ta­men­te dal­le orec­chie, que­sto è il vero fred­do. Quel­lo che ti entra den­tro e ti para­liz­za gli arti. E men­tre i comi­gno­li del­le case vomi­ta­no il loro fumo gri­gio e i resi­den­ti anne­ga­no nel­la con­sa­pe­vo­lez­za di non esse­re al fred­do, tu al fred­do ci sei, su un mar­cia­pie­de di cemen­to che non è di cer­to un buon posto dove sosta­re, e quin­di è meglio rimet­ter­si in cam­mi­no. Assor­to nei tuoi pen­sie­ri, men­tre i ricor­di bru­cia­no con­trap­po­nen­do­si al gelo dell’ambiente, scen­de il pri­mo fioc­co di neve dell’inverno, una visio­ne cele­stia­le. Pur­trop­po ti ricor­di di non esse­re in un film nata­li­zio, e rea­liz­zi che non ci sarà alcun mira­co­lo di nata­le. Meglio con­ti­nua­re la pro­pria mar­cia.
Con­si­glia­to a chi vive il fred­do in cit­tà.

Gossip, Music For Men

Gene­re: pop/rock

Con il fred­do è dav­ve­ro insop­por­ta­bi­le but­tar­si in stra­da alle 07:00 di mat­ti­na per rag­giun­ge­re la sta­zio­ne. Ma, tro­va­te le cuf­fiet­te, par­te un disco dei Gos­sip del 2009 che par­la di don­ne, liber­tà e ribel­lio­ne. È deci­sa­men­te ciò di cui c’è biso­gno per ini­zia­re la gior­na­ta. Il rit­mo cul­lan­te di Dime­sto­re Dia­mond ripor­ta al calo­re del let­to, per­met­ten­do­mi un risve­glio len­to che arri­va sul fina­le, quan­do il rit­mo si fa più con­ci­ta­to. Nel mez­zo del tra­git­to, si fa stra­da una digres­sio­ne più sen­ti­men­ta­le: ascol­ta­re Hea­vy Cross è dav­ve­ro un tuf­fo nei ricor­di, quan­do nel­le radio risuo­na­va la voce poten­te di Beth Dit­to. Per­so nel­le trac­ce, rischio qua­si di arri­va­re in ritar­do, ma par­te 8th won­der, i pas­si si alli­nea­no alla bat­te­ria – il (pop-)punk fa da pro­pul­so­re – ed è fat­ta, rie­sco a sali­re al volo. Mi sie­do e mi godo appie­no Love Long Distan­ce con i suoi synth e le sue con­ta­mi­na­zio­ni disco men­tre mi godo il cal­di­no del mez­zo pub­bli­co. Ma il tem­po di poche trac­ce, e il tre­no si bloc­ca. Per for­tu­na c’è Men in love, con la sua spen­sie­ra­tez­za, ad alleg­ge­ri­re la situa­zio­ne.
Ormai sia­mo all’ul­ti­ma trac­cia, e me la gusto: è mat­ti­na inol­tra­ta, sia­mo anco­ra bloc­ca­ti, ma io sono in com­pa­gnia del­le chi­tar­re. Le chi­tar­re punk di Spa­re me from the Mold mi per­met­to­no di sfo­ga­re tut­ta la fru­stra­zio­ne. A vol­te la sfor­tu­na va solo accet­ta­ta…
Con­si­glia­to ai pen­do­la­ri che sof­fro­no il freddo.

Natural Snow Building, The dance of the moon and the sun

Gene­ri: psy­che­de­lic folk, dro­ne

Uscen­do dai con­te­sti urba­ni il fred­do può esse­re anco­ra più oppri­men­te. Imma­gi­nia­mo il fred­do di un bosco, il gelo tra i pini e la neve che ti schiac­cia. Tra pae­sag­gi mor­ti, momen­ti di ango­scia a spraz­zi, con una tran­quil­li­tà e una malin­co­nia buco­li­ca, qual­co­sa che sem­bra sim­bo­leg­gia­re dei tem­pi ormai anda­ti. Ma lo scric­chio­lio del­la neve sot­to le scar­pe ti ripor­ta alla real­tà. Luci in lon­ta­nan­za segna­la­no del­le case, civil­tà, che che cer­chi di rag­giun­ge­re per evi­ta­re di con­ge­la­re. Ma ecco che ti sale l’ansia, ti par di udi­re can­ti tri­ba­li alle tue spal­le. È un imbo­sca­ta, è il momen­to di cor­re­re. Quel­la dol­cez­za che ave­va il pae­sag­gio boschi­vo tut­to inne­va­to è anda­ta a sosti­tuir­si con una spet­tra­li­tà e un sen­so di occlu­sio­ne del tut­to nuo­vi. I dro­ni ini­zia­no a rim­bom­ba­re nel­le orec­chie, le chi­tar­re sono un ricor­do lon­ta­no. Sei ormai al limi­te del­la sop­por­ta­zio­ne, il fred­do sta per ren­der­ti immo­bi­le ma ecco che sbat­ti con­tro un muro. Davan­ti a te una casa. Il comi­gno­lo sbuf­fa e la legna è acca­ta­sta­ta in un gab­biot­to sca­va­to nel muro con­tro cui ti sei scon­tra­to. La rico­no­sci, ed è casa tua. L’esperienza sur­rea­le è fini­ta, il fred­do è scon­fit­to, entri e vai nel let­to, con la con­sa­pe­vo­lez­za che, con tut­to il fred­do che hai pre­so, a let­to ci rimar­rai un po’.
Con­si­glia­to a chi apprez­za il fred­do vero, quel­lo dei boschi.

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.
Laura Colombi
Mi pon­go doman­de e dif­fon­do le mie idee attra­ver­so la scrit­tu­ra e la musi­ca, che sono le mie passioni.

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