Viaggio nel cinema che racconta Milano

Viaggio nel cinema che racconta Milano

La cit­tà mene­ghi­na è da sem­pre dimo­ra di arti e spet­ta­co­lo, non per nien­te è la cit­tà sede del tea­tro più impor­tan­te d’Italia e di uno dei tea­tri più impor­tan­ti d’Europa, il Tea­tro alla Sca­la

Anche nel cine­ma, Mila­no è ampia­men­te pre­sen­te: è sta­ta la sede cine­ma­to­gra­fi­ca di mol­tis­si­mi film, è sta­ta la cit­tà che ha ispi­ra­to mol­ti regi­sti duran­te le ripre­se, che ha ospi­ta­to gran­dis­si­mi atto­ri e attri­ci ita­lia­ni e inter­na­zio­na­li, impe­gna­ti con le ripre­se per le stra­de del­la cit­tà. La cit­tà, infat­ti, non neces­si­ta di strut­tu­re arti­fi­cio­se per diven­ta­re un per­fet­to sce­na­rio cine­ma­to­gra­fi­co, gra­zie alle bel­lez­ze pae­sag­gi­sti­che ma soprat­tut­to archi­tet­to­ni­che e urba­ni­sti­che che Mila­no offre: la piaz­za con la vista del Duo­mo, i via­li albe­ra­ti di Par­co Sem­pio­ne, i vico­li del quar­tie­re di Brera. 

A partire dal 1905, l’industria cinematografica ha subito un’enorme crescita in Italia: ha visto nascere registi, attori e attrici che hanno contribuito alla storia del cinema, creando capolavori cinematografici che sono rimasti nella storia della filmografia mondiale e hanno avuto un grande riconoscimento a livello internazionale.

Alcu­ni di que­sti even­ti più impor­tan­ti sono la nasci­ta del Neo­rea­li­smo ita­lia­no, movi­men­to che ha cam­bia­to il modo di fare cine­ma e che ha inde­le­bil­men­te influen­za­to il cine­ma futu­ro; fino alla vit­to­ria del film Sciu­scià del regi­sta Vit­to­rio De Sica che diven­tò il pri­mo film stra­nie­ro a vin­ce­re un Oscar nel 1947 (tro­va­te qui un appro­fon­di­men­to sul­la sto­ria degli Aca­de­my Awards).

Mila­no fin da subi­to diven­ta sce­na­rio di alcu­ne pel­li­co­le mol­to famo­se, che ripor­tia­mo qui:

Miracolo a Milano (1951)

Film trat­to da un roman­zo di Cesa­re Zavat­ti­ni e diret­to da Vit­to­rio De Sica: la tra­ma trat­ta del­la vita di un ragaz­zo orfa­no che sogna un mon­do miglio­re di quel­lo in cui vive ed intrec­cia fat­ti di vita quo­ti­dia­na a momen­ti che ricor­da­no più il gene­re fan­ta­sti­co. Alcu­ne sce­ne di que­sto film vedo­no come sul­lo sfon­do alcu­ni dei luo­ghi più impor­tan­ti di Mila­no: nel­le sce­ne ini­zia­li dove il pro­ta­go­ni­sta è anco­ra un bam­bi­no fin­ché non diven­ta un gio­va­ne adul­to pos­sia­mo ammi­ra­re una Mila­no che oggi non esi­ste più, stra­de ampie avvol­te dal­la neb­bia, palaz­zi­ne e con­do­mi­ni meno ampi di quel­li attua­li, abban­do­na­ti al dete­rio­ra­men­to del­lo scor­re­re del tem­po, stra­de semi­vuo­te o attra­ver­sa­re da poche auto e anco­ra qual­che car­roz­za trai­na­ta dai cavalli. 

Si vedo­no dei lavo­ra­to­ri inten­ti a gira­re per la cit­tà con dei car­tel­li pub­bli­ci­ta­ri, qual­che tram di pas­sag­gio che viag­gia sul­le poche rota­ie pre­sen­ti per le stra­de. In una sce­na in par­ti­co­la­re si scor­ge l’ingresso del­la Tea­tro alla Sca­la nel momen­to in cui gli spet­ta­to­ri esco­no dal tea­tro dopo la fine del­lo spet­ta­co­lo, don­ne avvol­te da son­tuo­se pel­lic­ce, in lun­ghi ele­gan­ti abi­ti, uomi­ni con lun­ghi cap­pot­ti e cilin­dri neri sui loro capi. In for­te con­tra­sto con que­sto ambien­te di ric­chez­za e benes­se­re, c’è la barac­co­po­li mes­sa in pie­di dove vivo­no Alfre­do, ami­co del pro­ta­go­ni­sta e altri lavo­ra­to­ri, le loro sono case di for­tu­na, fati­scen­ti e mes­se in pie­di con ciò che si tro­va per stra­da; intan­to sul­lo sfon­do in lon­ta­nan­za si ergo­no le palaz­zi­ne del­la cit­tà milanese. 

Nel­le sce­ne fina­li vie­ne inqua­dra­to il Duo­mo cir­con­da­to da stra­de anco­ra fre­quen­ta­te dal traf­fi­co cit­ta­di­no quo­ti­dia­no: per­so­ne, auto­mo­bi­li dell’epoca e car­roz­ze trai­na­te da caval­li. L’ultima cele­bre sce­na è quel­la che vede i net­tur­bi­ni inten­ti a puli­re piaz­za Duo­mo, nel men­tre i pro­ta­go­ni­sti e i loro ami­ci ruba­no le sco­pe dei net­tur­bi­ni e spic­ca­no il volo in cie­lo cir­con­da­ti dal­le mera­vi­glio­se vedu­te archi­tet­to­ni­che del Duo­mo, del­la Gal­le­ria Vit­to­rio Ema­nue­le II e degli edi­fi­ci che cir­con­da­no Piaz­za Duomo. 

Ieri, oggi, domani (1963)

Film vin­ci­to­re di un pre­mio Oscar nel 1965, diret­to da Vit­to­rio De Sica, com­po­sto da tre epi­so­di rispet­ti­va­men­te ambien­ta­ti in tre cit­tà diver­se: Napo­li, Roma e Mila­no. Mila­no diven­ta lo sfon­do del secon­do epi­so­dio del film, che vede due gran­di pro­ta­go­ni­sti del cine­ma ita­lia­no, Mar­cel­lo Mastro­ian­niSophia Loren

Nel­la sce­na ini­zia­le è già ben visi­bi­le il Duo­mo, visto attra­ver­so il vetro di una mac­chi­na che va pas­sa per le stra­de del­la cit­tà, attra­ver­san­do i posti più famo­si del­la cit­ta­di­na, tra que­sti si rico­no­sco­no il Tea­tro alla Sca­la, piaz­za Duo­mo, la Sta­zio­ne Cen­tra­le, i Navi­gli attra­ver­sa­ti da un grup­po di canot­tie­ri e altre stra­de prin­ci­pa­li. Le stra­de sono affol­la­te dal­le cop­pie, dal­le fami­glie, da uomi­ni e don­ne che pas­seg­gia­no sui mar­cia­pie­di, per le stra­de traf­fi­ca­te da auto­mo­bi­li e dai vec­chi tram, ai lati sono ben visi­bi­li le atti­vi­tà com­mer­cia­li tipi­che di una qual­sia­si cit­ta­di­na, caf­fet­te­rie, una car­to­li­bre­ria, un’edicola e altri negozi. 

Il posto (1961)

Scrit­to e diret­to da Erman­no Olmi, vin­se il Pre­mio del­la cri­ti­ca al Festi­val del Cine­ma di Vene­zia, David di Dona­tel­lo 1962, tre pre­mi a Vene­zia 1961 e BFI Suther­land Tro­phy 1961. Nei tito­li di testa all’inizio del film figu­ra que­sta fra­se: «Per la gen­te che vive nel­le cit­ta­di­ne e nei pae­si del­la Lom­bar­dia, intor­no alla gran­de cit­tà, Mila­no signi­fi­ca soprat­tut­to il posto di lavoro». 

Sia­mo nel pie­no boom eco­no­mi­co, negli anni ’60, Dome­ni­co, il pro­ta­go­ni­sta, è un ragaz­zo che dal­la Brian­za si tra­sfe­ri­sce a Mila­no per lavo­ra­re pres­so una gran­de azien­da mila­ne­se che l’ha assun­to ini­zial­men­te come aiu­to-uscie­re, non è il posto di lavo­ro a cui aspi­ra­va ma accet­ta ugual­men­te. Qui incon­tra Anto­niet­ta, una ragaz­za di cui si inva­ghi­sce, sua col­le­ga. Dome­ni­co pro­va in tut­ti i modi ad incon­trar­la per­ché lavo­ra­no in set­to­ri dif­fe­ren­ti del­la stes­sa azien­da. Il pro­ta­go­ni­sta ben pre­sto rie­sce ad otte­ne­re una scri­va­nia tut­ta sua in segui­to alla mor­te di un suo col­le­ga, e tro­va l’occasione di incon­tra­re Anto­niet­ta alla festa azien­da­le di Capo­dan­no. Quel­la sera lei non si pre­sen­ta e Dome­ni­co con­ti­nua a spe­ri­men­ta­re la soli­tu­di­ne metro­po­li­ta­na di tut­ti i gior­ni che la cit­tà gli causa.

Mila­no è una cit­tà indu­stria­le, nel pie­no del boom eco­no­mi­co, è dina­mi­ca e dedi­ta al lavo­ro. La vita di cit­tà con le dif­fe­ren­ze di clas­se e le gerar­chie sul posto di lavo­ro è in net­to con­tra­sto con la sem­pli­ce vita di cam­pa­gna, scan­di­ta da rit­mi len­ti. Sem­pre più auto­mo­bi­li traf­fi­ca­no le stra­de mila­ne­si, i mez­zi pub­bli­ci cir­co­la­no a rit­mi costan­ti tra­spor­tan­do i dipen­den­ti del­le neo-azien­de mila­ne­si sem­pre più in cre­sci­ta; aumen­ta l’inurbamento del­la cit­tà con una con­si­sten­te migra­zio­ne dal­le cam­pa­gne alle cit­tà, anche la cit­tà cam­bia adat­tan­do­si alle nuo­ve esi­gen­ze dell’industria e dei cittadini.

House of Gucci (2021)

Ulti­mo ma non meno impor­tan­te è il film recen­te che nar­ra le vicen­de del­la fami­glia Guc­ci e l’assassinio di Mau­ri­zio Guc­ci; un film diret­to da Rid­ley Scott che vede un cast inter­na­zio­na­le ecce­zio­na­le com­po­sta da alcu­ne per­so­na­li­tà del­lo spet­ta­co­lo e del cine­ma ame­ri­ca­no come Lady Gaga nei pan­ni di Patri­zia Reg­gia­ni, moglie di Mau­ri­zio Guc­ci; e anche Al Paci­no, Sal­ma Hayek, Adam Dri­ver e tan­ti altri. E’ la sto­ria di uno dei mar­chi di moda del lus­so più famo­si al mon­do, sim­bo­lo del Made in Ita­ly nell’industria del­la moda inter­na­zio­na­le, nato in Tosca­na ma diven­ta­to un’icona nel­la moda di Mila­no. Alcu­ne del­le sce­ne più impor­tan­ti sono sta­te gira­te nel­la cit­tà di Mila­no, tra cui la sce­na che tro­va ambien­ta­zio­ne di fron­te all’Uni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no in Via Festa del Perdono. 

Altri luo­ghi mene­ghi­ni ripre­si sono: Vil­la Nec­chi Cam­pi­glio, nel cen­tro del­la cit­tà; Via Pale­stro 20, Casa Guc­ci e luo­go dove avven­ne l’omicidio di Mau­ri­zio Guc­ci nel 1995, anche se nel film vie­ne col­lo­ca­to in un palaz­zo nel­la zona di Piaz­za San Babila.

Elisa Letizia
Sono Eli­sa, stu­dio lin­gue, appas­sio­na­ta d’ar­te, musi­ca e cine­ma. Nel tem­po libe­ro scri­vo del pre­sen­te e lavo­ro per costrui­re il mio futuro.
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Sono Elisa, studio lingue, appassionata d'arte, musica e cinema. Nel tempo libero scrivo del presente e lavoro per costruire il mio futuro.

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