Che cosa sono stati i Modest Mouse e Jeremiah Green

Che cosa sono stati i Modest Mouse e Jeremiah Green

Quan­do l’indie era anco­ra una cosa seria, un tipo di rock con un’identità for­te e alter­na­ti­va rispet­to al mer­ca­to musi­ca­le sta­tu­ni­ten­se, i Mode­st Mou­se era­no tra gli head­li­ner del movi­men­to. Una band nata ad Issa­quah nel­lo sta­to di Washing­ton, che dopo alcu­ni lavo­ri di asse­sta­men­to ini­zia­li segne­rà per sem­pre il pano­ra­ma musi­ca­le mon­dia­le con tre pie­tre milia­ri del rock alter­na­ti­vo: il malin­co­ni­co e deca­den­te This is a long dri­ve for someo­ne with nothing to think about, il nevro­ti­co con­cept album anti-urba­niz­za­zio­ne sta­tu­ni­ten­se The lone­so­me cro­w­ded West e il più matu­ro The Moon and the Antarc­ti­ca.

Il 31 dicembre 2022 è morto Jeremiah Green di cancro a 45 anni.

Può esse­re un nome che non dice mol­to a tan­ti, ma Jere­miah Green ha rap­pre­sen­ta­to la spi­na dor­sa­le di una del­le più gran­di indie rock band degli anni ’90 ovve­ro i Mode­st Mou­se, di cui lui era bat­te­ri­sta. Solo pochi gior­ni pri­ma il grup­po ave­va annun­cia­to sem­pre su Insta­gram che gli era sta­to dia­gno­sti­ca­to un can­cro, e che in quel momen­to si tro­va­va in cura.

Jere­miah Green è sta­to co-fon­da­to­re dei Mode­st Mou­se insie­me al can­tan­te e chi­tar­ri­sta Isaac Brock e al bas­si­sta Eric Judy. Green era rima­sto con la band dall’inizio alla fine, eccet­to per una pic­co­la bat­tu­ta d’arresto tra il 2003 e il 2004 per via di un esau­ri­men­to nervoso.

Jere­miah Green è sta­to un bat­te­ri­sta ecce­zio­na­le, ha sem­pre accom­pa­gna­to in manie­ra for­mi­da­bi­le sia i pez­zi più malin­co­ni­ci che mira­va­no a dipin­ge­re gli sce­na­ri soli­ta­ri e iso­la­ti del­le pra­te­rie ame­ri­ca­ne, sia le trac­ce più ansio­se dai rit­mi schi­zo­fre­ni­ci. Era un bat­te­ri­sta ver­sa­ti­le, che ave­va come più gros­sa ispi­ra­zio­ne i Fuga­zi (altra band che di bat­te­ri­sta ne ave­va uno ecce­zio­na­le) e i Cure. Pez­zi come Truc­ker AtlasLoun­ge sono del­le pro­ve bat­te­ri­sti­che masto­don­ti­che, con­te­nu­ti in due dei più gran­di capo­la­vo­ri musi­ca­li usci­ti nel­la sto­ria del rock. 

I Modest Mouse purtroppo dopo l’uscita di The Moon and the Antarctica cercheranno di abbracciare il grande pubblico, soffocando il loro altissimo talento e non riuscendo più a replicare quello che hanno rappresentato nella seconda metà degli anni ’90. 

Ma per chiun­que sia affa­sci­na­to dal rock indi­pen­den­te sta­tu­ni­ten­se con la mor­te di Jere­miah Green muo­re una cer­ta par­te di sé come ascoltatore.

Anco­ra ricor­dia­mo quan­do abbia­mo sco­per­to i Mode­st Mou­se da ado­le­scen­ti. A quei tem­pi ascol­ta­va­mo prin­ci­pal­men­te Pave­ment, Slint e l’emo del mid­we­st, cer­ca­va­mo qual­co­sa con quel­la sen­si­bi­li­tà, ma un po’ più duro e grez­zo. I Mode­st Mou­se sono sta­ti una rivelazione. 

Oggi muore anche una parte di noi come ascoltatori, muore in noi quell’adolescente che si approcciava all’indie rock seguendo liste trovate su internet e che fu folgorato dalla voce e dalla chitarra di Brock, dal basso di Judy e dalla batteria di Green, 

da quel­la emo­ti­vi­tà stra­bor­dan­te, da quel­la appa­ren­te sgua­ia­tez­za che l’estetica grez­za dei bra­ni dava a vede­re ma che rive­la­va sot­to sot­to una crea­ti­vi­tà e una ricer­ca fuo­ri dal comu­ne, da quei suo­ni così roz­zi che per qual­che ragio­ne suo­na­va­no e suo­na­no meglio di quel­li di qual­sia­si band dal suo­no patinato. 

For­se non sarà un nome che pas­se­rà alla sto­ria come quel­lo di altri bat­te­ri­sti, per sem­pli­ci ragio­ni di fama, ma Jere­miah Green ha lascia­to uno dei segni più gros­si del­la musi­ca con­tem­po­ra­nea con i Mode­st Mou­se suoi e di Isaac Brook. Uno dei più gros­si tri­bu­ti che pos­sia­mo far­gli, a nostro avvi­so, è quel­lo di cer­ca­re di con­si­gliar­vi alcu­ni dei suoi lavo­ri per pro­va­re a far­lo rivi­ve­re con quel­la che era la sua arte.

Con­di­vi­di:
Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.
About Gabriele Benizio Scotti 34 Articoli
Studente di filosofia, appassionato di musica, cinema, videogiochi e letteratura. Mi piace scrivere di queste tematiche e approfondirle il più possibile.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.