Musiracconti. Musica per superare il rientro dopo le feste

Musiracconti. Musica per superare il rientro dopo le feste

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi quattro consigli per superare il rientro dopo le feste.


“L’Epifania tut­te le feste por­ta via”, così reci­ta il det­to… ma come si fa a tro­va­re la for­za di rico­min­cia­re con la soli­ta rou­ti­ne dopo le festi­vi­tà nata­li­zie? Ecco alcu­ni dischi che con la loro ener­gia vi aiu­te­ran­no a ritro­va­re la voglia di ripar­ti­re e comin­cia­re il nuo­vo anno con il pie­de giu­sto.


The Soft Boys, Underwater Moonlight

Gene­ri: jan­gle pop, post-punk

L’energia e la vita­li­tà di un bel disco pop anni ’80 sono ciò che ser­ve per affron­ta­re una mat­ti­na­ta di ini­zio gen­na­io in cui i postu­mi da Capo­dan­no si fan­no anco­ra sen­ti­re, nono­stan­te sia ormai pas­sa­ta una set­ti­ma­na. Quel­lo di cui si ha biso­gno in que­ste mat­ti­ne è di un’al­ter­na­ti­va al caf­fè (per­ché, si sa, trop­pa caf­fei­na fa male). All’ora di usci­re di casa, nell’ennesimo gior­no in cui il cie­lo è fosco, la voglia di affron­ta­re la gior­na­ta è sot­to le scar­pe; ascol­ta­re il disco giu­sto può però apri­re le nuvo­le e far fil­tra­re rag­gi di sole in gra­do di asciu­ga­re il ter­re­no bagna­to su cui stai cam­mi­nan­do. Pec­ca­to però che l’a­sfal­to non fos­se real­men­te asciut­to: spe­ra di non pren­de­re un raf­fred­do­re. Con­si­glia­to a chi non rie­sce a vede­re il sole e vuo­le aver­lo dun­que nel­le orecchie.


Lee Morgan, The Sidewinder

Gene­re: hard bop

È giu­sto comin­cia­re la gior­na­ta con rit­mo, tra­spor­ta­ti dal­la voglia di vive­re una gior­na­ta del tut­to nuo­va a rit­mo di jazz. Usci­re di casa con un nuo­vo vesti­to, con un nuo­vo cap­pel­lo, un nuo­vo io rin­no­va­to attra­ver­so i buo­ni pro­po­si­ti dell’anno nuo­vo che già sem­bre­reb­be ave­re bat­tu­to ogni record, per­ché sei riu­sci­to a rispet­ta­re que­sti nuo­vi pro­po­si­ti per ben otto gior­ni dopo aver­li for­mu­la­ti. For­se è per­ché sei rima­sto un po’ più umi­le quest’anno. Muo­ver­si tra le stra­de vuo­te di una metro­po­li che non dor­me mai come Mila­no fa pro­prio da pen­dant con la musi­ca che pas­sa tra le orec­chie del­le tue nuo­vis­si­me cuf­fie, rega­la­te a Nata­le da quel­lo zio che di soli­to fa solo rega­li brut­ti, ma que­sta vol­ta… beh, que­sta vol­ta ci ha pre­so, per cui ti sen­ti invin­ci­bi­le per le stra­de, ti sen­ti al set­ti­mo cie­lo, stai bene, sei in for­mis­si­ma. Solo che poi ti accor­gi che, in veri­tà, le cuf­fie rega­la­te dal­lo zio sono una copia a bas­so costo, il moti­vo? Smet­to­no di fun­zio­na­re pro­prio men­tre pas­si davan­ti al mini­mar­ket da cui le ha pre­se a ben 7 euro e 50 cen­te­si­mi, le vedi espo­ste vici­no alle cas­se. Che fre­ga­tu­ra. Con­si­glia­to a chi vuo­le rico­min­cia­re con un cer­to stile. 


Refused, The Shape Of The Punk To Come

Gene­re: post-hardcore

Potreb­be esse­re la mat­ti­na giu­sta per sfrec­cia­re con la bici tra le stra­de del­la tua cit­ta­di­na, ma sei stan­co, odi il tuo lavo­ro, non ce la fai più – e pen­sa­re che devi anco­ra comin­cia­re. Ma for­se potreb­be dar­ti una spin­ta la musi­ca, sì, musi­ca ribel­le, for­te, che spac­ca i tim­pa­ni. Musi­ca che ti dà la for­za di sfrec­cia­re con la tua bici nel sot­to­pas­sag­gio del­la sta­zio­ne, che ti dà l’energia per sfi­da­re le cor­rie­re in velo­ci­tà, in un con­ti­nuo sor­pas­so reci­pro­co tra una pen­si­li­na e l’altra, alla fine però vin­ce­rai tu, non per­ché tu sia più velo­ce ma per­ché cam­bie­rai stra­da. Ed ecco­ti arri­va­to al lavo­ro, cari­ca­to da que­sta espe­rien­za estre­ma­men­te dina­mi­ca. Ora di met­te­re la bici­let­ta nel­la rastrel­lie­ra… oh, ma guar­da, hai buca­to la came­ra d’aria! Per chi vuo­le rico­min­cia­re con il brivido.


Tuning Circuits, 30 Minutes of My Life, a Trip Through the Audio Spectrum

Gene­ri: ebm, acid techno

Se hai anco­ra il par­ty in testa da Capo­dan­no, potreb­be non esse­re faci­le ri-abi­tuar­si all’atmosfera aset­ti­ca e mono­to­na del tuo uffi­cio. Allo­ra per­ché non usci­re di casa por­tan­do­ti il par­ty nel­la testa? Meglio tener­si il rit­mo nel san­gue men­tre si va al lavo­ro, e così, men­tre cam­mi­ni, ti accor­gi che il tuo cor­po ha con­ser­va­to la memo­ria di come si è mos­so ben otto gior­ni fa. Devi abi­tuar­ti pian pia­no, in uffi­cio tie­ni la musi­ca un po’ più bas­sa per sen­ti­re quan­do arri­va il tuo capo; quan­do ti ripren­de, ti togli le cuf­fie imme­dia­ta­men­te e ti giu­sti­fi­chi dicen­do che le sta­vi usan­do per sen­ti­re un cor­so di aggior­na­men­to su You­tu­be. Maga­ri è meglio cer­car­lo sul serio e tener­lo sot­to in muto nel caso te lo chie­des­se, non si sa mai. Il tuo cel­lu­la­re ad un cer­to pun­to però si sca­ri­ca, e così hai un’e­pi­fa­nia e capi­sci che for­se sareb­be meglio usci­re dal mood di Capo­dan­no e tor­na­re a vive­re come una per­so­na nor­ma­le. Con­si­glia­to a chi ha dif­fi­col­tà a “smal­ti­re” le feste. 

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.
About Gabriele Benizio Scotti 34 Articoli
Studente di filosofia, appassionato di musica, cinema, videogiochi e letteratura. Mi piace scrivere di queste tematiche e approfondirle il più possibile.

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