Volontariato in Polonia tra comunità e sostenibilità

L’asso­cia­zio­ne Kora nasce in Umbria nel 2015 e da anni ormai si occu­pa di mobi­li­tà inter­na­zio­na­le e inclu­sio­ne di diver­se per­so­na­li­tà gio­va­ni­li, man­te­nen­do sem­pre un fine ulti­mo di supe­rio­re impor­tan­za: quel­lo di ricer­ca­re e pro­por­re siste­mi e per­cor­si edu­ca­ti­vi per la costru­zio­ne di una socie­tà più soste­ni­bi­le e inclusiva. 

Abbia­mo incon­tra­to Tom­ma­so, che è par­ti­to alla vol­ta del­la Polo­nia gra­zie ad un pro­get­to orga­niz­za­to dal­la stes­sa asso­cia­zio­ne e, a distan­za di qual­che mese, ci ha fat­to un bre­ve reso­con­to di quel­lo che ha signi­fi­ca­to per lui que­sta esperienza. 

Di segui­to ripor­tia­mo un estrat­to del­la nostra chiacchierata.


Puoi far­ci una bre­ve intro­du­zio­ne di que­sto pro­get­to a cui hai avu­to modo di pren­de­re parte? 

Il sog­gior­no in Polo­nia si è svol­to pres­so la fat­to­ria Zywa Zie­ma nei pres­si di Lębork, una pic­co­la cit­ta­di­na situa­ta nel nord del pae­se non distan­te da Dan­zi­ca e dal mar Bal­ti­co, nell’arco di 11 gior­ni (pre­ci­sa­men­te dal 15 al 26 otto­bre). Il pro­get­to è sta­to finan­zia­to nell’ambito euro­peo dei fon­di Era­smus Plus, venen­do quin­di rico­no­sciu­to come in linea rispet­to agli obiet­ti­vi di inclu­sio­ne e soste­ni­bi­li­tà pre­vi­sti per rice­ve­re il finan­zia­men­to. I par­te­ci­pan­ti sono sta­ti in tota­le 24, tre per­so­ne per nazio­na­li­tà più le figu­re di tre “trai­ners” ester­ni con ruo­li di gui­da e mag­gio­re respon­sa­bi­li­tà nel­lo svol­gi­men­to degli obiet­ti­vi previsti.

Qual è sta­to il focus prin­ci­pa­le che ha ani­ma­to le vostre gior­na­te pres­so que­sta fattoria?

Tut­to il pro­get­to ha avu­to il con­cet­to di soste­ni­bi­li­tà come pila­stro fon­da­men­ta­le. La par­ti­co­la­ri­tà però è sta­ta quel­la di aver affron­ta­to que­sto tema non solo da un sin­go­lo e late­ra­le pun­to di osser­va­zio­ne (come può esse­re ad esem­pio la soste­ni­bi­li­tà in sen­so mera­men­te ambien­ta­le), ma decli­na­to in manie­ra il più pos­si­bil­men­te com­ple­ta e tota­liz­zan­te, tenen­do con­to dei seguen­ti aspet­ti con­nes­si alla soste­ni­bi­li­tà: ambi­to per­so­na­le, ambi­to col­let­ti­vo, ambi­to finan­zia­rio e ambi­to ambien­ta­le. Su ognu­no di que­sti macro­te­mi si è svol­to un lavo­ro spe­ci­fi­co, sen­za però mai per­de­re l’obiettivo ulti­mo non­ché quel­lo del­la soste­ni­bi­li­tà come ragio­ne fon­dan­te inte­sa in sen­so oli­sti­co e comunitario. 

Qua­le degli ambi­ti che hai men­zio­na­to di ha sor­pre­so mag­gior­men­te e su cosa si incen­tra­va­no i lavo­ri per i sin­go­li aspetti?

Sono sta­to pia­ce­vol­men­te col­pi­to da tut­ti gli spun­ti del pro­get­to. L’aspetto di soste­ni­bi­li­tà per­so­na­le si è con­cen­tra­to mol­to sul­la ricer­ca di moda­li­tà di svi­lup­po indi­vi­dua­le, andan­do a fare leva, tra­mi­te del­le sedu­te di ricer­ca spe­ci­fi­che, su alcu­ni aspet­ti ine­ren­ti a valo­ri, pun­ti di for­za e cam­bia­men­ti che han­no carat­te­riz­za­to cia­scu­no di noi per­met­ten­do­ci di inter­ro­gar­ci in pri­ma per­so­na in manie­ra piut­to­sto inusuale. 

Tut­to que­sto pro­ces­so è sta­to basa­to sul prin­ci­pio dell’ascolto atti­vo (anche tal­vol­ta coin­vol­gen­do il cor­po), ovve­ro un ascol­to che non pre­ten­de di gui­da­re e offri­re solu­zio­ni, ma piut­to­sto di limi­tar­si ad ascol­ta­re e sen­ti­re le ragio­ni dell’altro per aumen­tar­ne e strut­tu­rar­ne la con­sa­pe­vo­lez­za. La pra­ti­ca del gio­co liki­gai ad esem­pio è sta­to un momen­to par­ti­co­lar­men­te emble­ma­ti­co da que­sto pun­to di vista e ha coin­vol­to tut­ti in manie­ra atti­va. Esso si pone l’obiettivo di ricer­ca­re la pro­pria ragio­ne di vita, il sen­so e lo sco­po ulti­mo tra­mi­te una serie di doman­de poste in manie­ra alquan­to diret­ta (cosa ami fare, in cosa sei bra­vo, di cosa ha biso­gno il mon­do, per cosa ti fare­sti paga­re) per­met­ten­do di met­te­re in luce quel­li che quin­di sono gli aspet­ti car­di­ne ed essen­zia­li del­la per­so­na­li­tà e dell’identità di un individuo. 

Nell’ambito inve­ce del­la soste­ni­bi­li­tà col­let­ti­va ci sia­mo con­cen­tra­ti su una serie di pra­ti­che di grup­po che potes­se­ro sti­mo­la­re la sin­to­nia fra indi­vi­dui inte­si come ele­men­ti appar­te­nen­ti ad un siste­ma di coo­pe­ra­zio­ne e con­di­vi­sio­ne dei fini. Que­ste sono sta­te ad esem­pio la respi­ra­zio­ne con­giun­ta e una for­ma di dan­za spon­ta­nea, ma non sono man­ca­te del­le rifles­sio­ni ampie su con­cet­ti di carat­te­re socia­le e poli­ti­co, par­ten­do dal sen­so di demo­cra­zia e ragio­nan­do su anar­chia, pro­ces­si di deci­sio­ne infor­ma­li e socio­cra­zia, ovve­ro una for­ma di vita orga­niz­za­ta basa­ta sul pote­re di pic­co­li, vari e distin­ti grup­pi decisionali. 

Nell’ambito inve­ce del­la soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le su qua­li aspet­ti inve­ce vi sie­te concentrati? 

La rifles­sio­ne sul­la cri­si cli­ma­ti­ca non è sta­ta cen­tra­le ma non è affat­to man­ca­ta. Que­sto non per­ché non sia sta­ta rite­nu­ta di pri­ma­ria impor­tan­za, ma anzi per­ché alla base vi è la con­vin­zio­ne che essa pos­sa esse­re inte­sa più come un effet­to col­la­te­ra­le di una imma­tu­ra e trop­po indi­vi­dua­li­sta orga­niz­za­zio­ne socia­le e comu­ni­ta­ria poco atten­ta al benes­se­re comu­ne, da cui tut­to deri­ve­reb­be. Si è comun­que discus­so mol­to di eco­no­mia cir­co­la­re e sul lato pra­ti­co sono sta­te por­ta­te avan­ti atti­vi­tà impor­tan­ti come il rici­clo di car­ta, la cuci­na col fuo­co e pra­ti­che con il legna­me inte­so come fon­te pri­ma­ria di ener­gia fino a idea­re del­le siste­ma­zio­ni più eco­lo­gi­che e in linea coi nostri tempi. 

Puoi spie­gar­ci più nel pro­fon­do que­sta idea di soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le come mero risul­ta­to dell’organizzazione comunitaria? 

Que­sto con­cet­to è sta­to il pun­to chia­ve di tut­to il pro­get­to. L’idea alla base può sem­bra­re ini­zial­men­te vaga ma alla fine appa­re piut­to­sto con­vin­cen­te. Essa par­te dal pre­sup­po­sto che la soste­ni­bi­li­tà par­ta non da scel­te, azio­ni e poli­ti­che ambien­ta­li indi­vi­dua­li o di qual­cu­no, sep­pur mol­to ammi­re­vo­li, ma piut­to­sto da come una comu­ni­tà vive, si orga­niz­za e qua­li sono i suoi fini con­di­vi­si. Il meto­do più con­so­no per affron­ta­re la cri­si eco­lo­gi­ca che minac­cia la nostra esi­sten­za è quel­lo di lavo­ra­re seguen­do un approc­cio oli­sti­co comu­ni­ta­rio, con­cen­tran­do­si quin­di sul­la soli­da­rie­tà e la coe­sio­ne degli indi­vi­dui che appar­ten­go­no ad un grup­po rispet­to ai fini supe­rio­ri che que­sto grup­po si presuppone.

Vuoi aggiun­ge­re qual­che com­men­to o con­si­glio a chi pen­sa di voler intra­pren­de­re la tua stes­sa esperienza? 

Con­si­glio viva­men­te di immer­ger­si in pro­get­ti di que­sto gene­re. Senz’altro aiu­ta­no a spo­sta­re i con­fi­ni di pen­sie­ro rispet­to alla cru­da real­tà di degra­do e deva­sta­zio­ne ambien­ta­le a cui sia­mo sot­to­po­sti nel­la nostra vita quo­ti­dia­na, apren­do spa­zi di rifles­sio­ne che si basa­no su spe­ran­za e model­li alter­na­ti­vi. Su un pia­no inve­ce più per­so­na­le mi sen­to di dire che ho tro­va­to mol­to sti­mo­lan­te l’esperienza che mi ha per­mes­so di met­ter­mi in gio­co e usci­re dal­la mia zona di com­fort quo­ti­dia­no per tor­na­re con una mag­gio­re ric­chez­za in cui cre­do den­tro di me. 

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Thomas Brambilla
Sono stu­den­te in scien­ze poli­ti­che e filo­so­fi­che alla Sta­ta­le di Mila­no. Mi pia­ce riflet­te­re e poi scri­ve­re, e for­tu­na­ta­men­te anche riflet­te­re dopo aver scrit­to. Di poli­ti­ca prin­ci­pal­men­te, ma sen­za por­si nes­sun limite.

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