Amministrazione e ambiente. Intervista a Matteo Marnati

Amministrazione e ambiente. Intervista a Matteo Marnati

La que­stio­ne ambien­ta­le e le rela­ti­ve poli­ti­che, all’interno di una pro­ble­ma­ti­ca di riso­nan­za mon­dia­le, non pos­so­no pre­scin­de­re dall’attenzione ver­so i ter­ri­to­ri più vici­ni, con i qua­li la Lom­bar­dia con­di­vi­de fon­da­men­ta­li spa­zi in que­sto momen­to in dif­fi­col­tà (in par­ti­co­la­re il Lago Mag­gio­re e l’arco alpi­no). Diver­se sono le ini­zia­ti­ve e i pro­get­ti del­le Ammi­ni­stra­zio­ni aven­ti come fine la ridu­zio­ne dei dan­ni ambien­ta­li, anche attra­ver­so dispo­si­zio­ni comu­ni e rap­por­ti isti­tu­zio­na­li (l’Accor­do del­le Regio­ni del Baci­no Pada­no fir­ma­to nel 2017, la Com­mis­sio­ne Ambien­te del­la Con­fe­ren­za Sta­to-Regio­ni, il Tavo­lo Ter­ri­to­rio e Ambien­te del­la Regio Insubrica). 

Un’analisi dell’attuale situa­zio­ne ambien­ta­le, inol­tre, deve neces­sa­ria­men­te tener con­to del­le rela­zio­ni tra Gover­no e sin­go­le Ammi­ni­stra­zio­ni e Isti­tu­zio­ni, del loro coin­vol­gi­men­to e col­la­bo­ra­zio­ne, dei dif­fe­ren­ti tem­pi di attua­zio­ne del­le diret­ti­ve e del­le moda­li­tà di stan­zia­men­to dei fon­di sta­ta­li e del PNRR sul ter­ri­to­rio. Per que­sto moti­vo, abbia­mo avu­to modo di inter­vi­sta­re Mat­teo Mar­na­ti, Asses­so­re all’Ambiente, Ener­gia, Inno­va­zio­ne e Ricer­ca nel­la Giun­ta pie­mon­te­se pre­sie­du­ta da Alber­to Cirio. A segui­to del­le recen­ti emer­gen­ze sani­ta­rie e cli­ma­ti­che ha assun­to respon­sa­bi­li­tà isti­tu­zio­na­li in mate­ria di Covid-19 e siccità.

L’in­ter­vi­sta è sta­ta edi­ta­ta per moti­vi di bre­vi­tà e chiarezza.


La tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca è per­ce­pi­ta da mol­ti cit­ta­di­ni, a cau­sa del­la cre­scen­te infla­zio­ne, non­ché di alcu­ne restri­zio­ni comu­na­li e accor­di inter­re­gio­na­li, come un pro­ces­so neces­sa­rio e inde­ro­ga­bi­le, ma allo stes­so tem­po eli­ta­rio e acces­si­bi­le solo ai più abbien­ti. Qual è il suo pare­re in merito? 

La con­ver­sio­ne, il pas­sag­gio ver­so un siste­ma soste­ni­bi­le, è sicu­ra­men­te impre­scin­di­bi­le. Biso­gna, al con­tem­po, esse­re con­sa­pe­vo­li che in que­sto momen­to sto­ri­co col­pi­sce la fascia del­la popo­la­zio­ne meno bene­stan­te. Tut­to ciò che è inno­va­ti­vo, mag­gior­men­te tec­no­lo­gi­co e pri­vo di un’economia di sca­la costa neces­sa­ria­men­te di più. Com­pi­to e dove­re di chi gover­na e ammi­ni­stra è cer­ca­re di crea­re, attra­ver­so bonus e age­vo­la­zio­ni eco­no­mi­che, un pia­no strut­tu­ra­to che favo­ri­sca la tran­si­zio­ne, il tra­sfe­ri­men­to tec­no­lo­gi­co, e dimi­nui­sca, di con­se­guen­za, la dispa­ri­tà di acces­so. Sia per i sin­go­li cit­ta­di­ni, sia per le impre­se, le cui capa­ci­tà di inve­sti­men­to sono fondamentali.

L’Italia è sta­ta, nel 2022, uno dei pochi Pae­si all’interno dell’Unione Euro­pea in cui la quo­ta di mer­ca­to dei vei­co­li elet­tri­ci ha subi­to un calo, pre­ci­sa­men­te del­lo 0,9% rispet­to all’anno pre­ce­den­te. Qua­li sono le ini­zia­ti­ve del suo asses­so­ra­to per incre­men­ta­re le imma­tri­co­la­zio­ni di mez­zi di tra­spor­to meno inquinanti?

Stia­mo col­la­bo­ran­do, di con­cer­to con le altre Regio­ni dell’Accordo del Baci­no Pada­no [Lom­bar­dia, Vene­to ed Emi­lia-Roma­gna, N.d.R.], per uni­fi­ca­re misu­re e obiet­ti­vi. Regio­ne Pie­mon­te, nel­lo spe­ci­fi­co, ha indet­to un ban­do, anco­ra aper­to, per la sosti­tu­zio­ne dei vei­co­li inte­sta­ti alle impre­se. Le age­vo­la­zio­ni eco­no­mi­che sono cor­ri­spo­ste in base alla moto­riz­za­zio­ne scel­ta e quin­di alle mino­ri emis­sio­ni nell’ambiente: colo­ro i qua­li, ad esem­pio, opte­ran­no per un’automobile o fur­go­ne da lavo­ro com­ple­ta­men­te elet­tri­ci rice­ve­ran­no un con­tri­bu­to maggiore.

I fon­di per que­sto pro­get­to sono regio­na­li o sono sta­ti stan­zia­ti dal Governo?

Il Gover­no, al fine di per­se­gui­re gli obiet­ti­vi dell’Accordo del Baci­no Pada­no, ha stan­zia­to dei fon­di, come in que­sto caso, per una miglio­re effi­cien­za e minor livel­lo di inqui­na­men­to dei mez­zi in cir­co­la­zio­ne. Sono in real­tà cifre esi­gue rispet­to alle vere neces­si­tà. Da un cal­co­lo effet­tua­to nell’ambito del PNRR dal­le Regio­ni dell’Accordo con l’ex Mini­stro Cin­go­la­ni, è emer­so che ser­vi­reb­be­ro oltre due miliar­di per un pia­no strut­tu­ra­to. Sola­men­te la sosti­tu­zio­ne del par­co auto pri­va­to in Pie­mon­te, data­to, coste­reb­be in que­sto momen­to un miliardo.

Quan­ti­fi­can­do in dena­ro: qual è il con­tri­bu­to eco­no­mi­co che arri­va diret­ta­men­te da Roma?

Cir­ca 32 milio­ni, nell’arco di cin­que anni. Cer­chia­mo di sfrut­tar­li nel miglio­re dei modi ma sono, ripe­to, vera­men­te pochi complessivamente.

La per­ce­zio­ne gene­ra­le, soprat­tut­to al Nord, è che ogni sin­go­la Ammi­ni­stra­zio­ne (Comu­ne, Pro­vin­cia, Cit­tà Metro­po­li­ta­na e Regio­ne) pos­sa limi­ta­re con rego­le e ordi­nan­ze diver­se, tal­vol­ta con­trad­di­to­rie, la cir­co­la­zio­ne dei vei­co­li, crean­do anche pro­ble­mi e con­fu­sio­ne tra resi­den­ti a pochi chi­lo­me­tri di distan­za. È neces­sa­rio un pia­no più condiviso?

In quan­to Regio­ne facen­te par­te dell’Accordo ci con­fron­tia­mo spes­so con le altre Ammi­ni­stra­zio­ni fir­ma­ta­rie per alli­nea­re le misu­re da adot­ta­re in manie­ra più con­cor­de pos­si­bi­le. L’autorità mas­si­ma sul ter­ri­to­rio in mate­ria resta comun­que, da Costi­tu­zio­ne, sem­pre il Comu­ne. Le Regio­ni svol­go­no cer­ta­men­te un ruo­lo, ma da coor­di­na­tri­ci. Le ordi­nan­ze dei sin­da­ci devo­no esse­re quin­di in linea e rispet­to­se del­le diret­ti­ve regio­na­li e sta­ta­li. Pos­so­no però impor­re divie­ti e limi­ta­zio­ni più strin­gen­ti rispet­to alla nor­ma­ti­va generale.

È il caso del­le limi­ta­zio­ni del Comu­ne di Mila­no, già in atto da otto­bre, riguar­dan­ti le moto­riz­za­zio­ni die­sel Euro 5?

Esat­to. A Mila­no, nel­lo spe­ci­fi­co, sono sta­te anti­ci­pa­te del­le rego­le già pre­vi­ste dall’Accordo. Le altre cit­tà inclu­se nel pia­no dovran­no, nel pros­si­mo perio­do, appli­ca­re le restri­zio­ni nei tem­pi con­cor­da­ti. Anche il Comu­ne di Tori­no, nel­la pre­ce­den­te Giun­ta gui­da­ta da Appen­di­no, ha appro­va­to limi­ta­zio­ni più rigi­de rispet­to a quel­le regio­na­li. Un ruo­lo fon­da­men­ta­le dei sin­go­li Comu­ni è inol­tre quel­lo del moni­to­rag­gio, inclu­sa la rea­le veri­fi­ca e il con­trol­lo dei mez­zi cir­co­lan­ti sul ter­ri­to­rio rispet­to alle nor­ma­ti­ve ambien­ta­li. Riguar­do a que­sto com­pi­to, i Comu­ni devo­no sicu­ra­men­te migliorare.

A segui­to del­la deli­be­ra del Con­si­glio dei Mini­stri, il Pie­mon­te, insie­me alla Lom­bar­dia, il Friu­li-Vene­zia-Giu­lia, il Vene­to e all’Emilia-Romagna, è sta­to dichia­ra­to in sta­to di emer­gen­za cau­sa cri­si idri­ca sino alla fine del 2022. Qua­li sono le aree più colpite?

I ter­ri­to­ri che han­no subi­to le con­se­guen­ze peg­gio­ri in Pie­mon­te sono le pro­vin­ce di Cuneo e del Ver­ba­no-Cusio-Osso­la, prin­ci­pal­men­te le zone mon­ta­ne. Ed è qui che sia­mo inter­ve­nu­ti con mag­gior urgen­za, anche con un pri­mis­si­mo con­tri­bu­to stan­zia­to dal Gover­no pari a cir­ca 7 milio­ni, ad esem­pio attra­ver­so la socie­tà Acqua Novara.VCO. I pro­ble­mi pro­vo­ca­ti dal­la sic­ci­tà, già di per sé ingen­ti, sono sta­ti estre­miz­za­ti da un’assenza tota­le nel tem­po di inve­sti­men­ti in ope­re essenziali. 

Si rife­ri­sce a qual­che ope­ra in particolare?

Per impor­tan­za, anche sto­ri­ca, al Cana­le Cavour. Per oltre quarant’anni, con­si­de­ra­ta l’abbondanza di acqua dispo­ni­bi­le, non sono sta­ti pro­gram­ma­ti inter­ven­ti di miglio­ra­men­to e di ridu­zio­ne del­le per­di­te idri­che. Con l’attuale situa­zio­ne di gra­ve sic­ci­tà, ne paghia­mo ora le con­se­guen­ze. Un pro­get­to inte­res­san­te, nato dal­la col­la­bo­ra­zio­ne con il Poli­tec­ni­co di Mila­no, è in via di valutazione. 

Sen­za disco­star­ci dall’acqua e dal­le sue poten­zia­li­tà in mate­ria di ener­gia: qual è l’attuale situa­zio­ne del set­to­re idroe­let­tri­co in una Regio­ne con una for­te pre­sen­za di cor­si e montagne?

In Pie­mon­te l’idroelettrico è per distac­co la pri­ma fon­te di ener­gia rin­no­va­bi­le: per quan­to con­cer­ne il con­su­mo di elet­tri­ci­tà copre oltre il 60%. Da poco Regio­ne Pie­mon­te è entra­ta in pos­ses­so degli impian­ti e può diret­ta­men­te asse­gna­re le con­ces­sio­ni. In que­sto momen­to stia­mo lavo­ran­do per rin­no­va­re le dodi­ci con­ces­sio­ni sca­du­te. Attra­ver­so que­sto siste­ma si avran­no del­le rica­du­te impor­tan­ti sugli inve­sti­men­ti dei con­ces­sio­na­ri, che saran­no più pro­pen­si a inno­va­re e, come effet­to, si assi­ste­rà a un aumen­to del ren­di­men­to dell’impianto e a una dimi­nu­zio­ne dal fab­bi­so­gno di acqua neces­sa­ria per la produzione. 

A dicem­bre ha incon­tra­to, a Roma, il Mini­stro dell’Ambiente e del­la Sicu­rez­za Ener­ge­ti­ca Pichet­to Fra­tin. Qua­li sono sta­te le prin­ci­pa­li tema­ti­che dell’incontro?

Il moti­vo pri­ma­rio dell’incontro è sta­ta la volon­tà del­le Regio­ni di miglio­ra­re il rap­por­to isti­tu­zio­na­le e il con­fron­to pro­prio con il Mini­ste­ro dell’Ambiente: sia con Costa che con Cin­go­la­ni abbia­mo nota­to la ten­den­za del Gover­no a impor­re poli­ti­ca­men­te e tec­ni­ca­men­te del­le deci­sio­ni sen­za coin­vol­ge­re le Regio­ni. La Com­mis­sio­ne Ambien­te ed Ener­gia del­la Con­fe­ren­za Sta­to-Regio­ni, all’unanimità, ha boc­cia­to più vol­te le ini­zia­ti­ve del Gover­no, in quan­to non con­di­vi­se. Dob­bia­mo evi­ta­re rela­zio­ni con­flit­tua­li e rema­re tut­ti nel­la stes­sa dire­zio­ne: la col­la­bo­ra­zio­ne con le Regio­ni, ma anche con gli altri Enti loca­li, è ine­vi­ta­bi­le e neces­sa­ria. Si sta già veden­do nel­la gestio­ne sul ter­ri­to­rio del­le risor­se del PNRR.

Il segre­ta­rio fede­ra­le del suo par­ti­to si è schie­ra­to, soprat­tut­to nel perio­do pre­ce­den­te alle ulti­me ele­zio­ni poli­ti­che, a favo­re del nuclea­re, pro­po­nen­do anche una cen­tra­le nel quar­tie­re Bag­gio di Mila­no. Qual è la posi­zio­ne di Regio­ne Pie­mon­te? Sot­to­scri­ve­reb­be le paro­le di Mat­teo Sal­vi­ni per una cen­tra­le a Torino?

Il Pie­mon­te è in que­sto momen­to, sul ter­ri­to­rio nazio­na­le, la Regio­ne che cono­sce di più il nuclea­re, dete­nen­do la mag­gior par­te dei rifiu­ti radioat­ti­vi. Come asses­so­ra­to sia­mo favo­re­vo­li al nuclea­re di quar­ta gene­ra­zio­ne. Un pia­no di sosti­tu­zio­ne del­le fon­ti fos­si­li non può non com­pren­de­re il nuclea­re: le fon­ti di ener­gia rin­no­va­bi­li attual­men­te non copro­no la pro­du­zio­ne e il fab­bi­so­gno neces­sa­rio. La sen­si­bi­li­tà rispet­to alla Lom­bar­dia è diver­sa: qui varie cen­tra­li sono anco­ra in via di dismis­sio­ne, come quel­la di Tri­no, e sono pre­sen­ti nume­ro­si depo­si­ti di sco­rie, in pri­mo luo­go a Salug­gia. È un fat­to­re da tene­re in considerazione. 

Nel ruo­lo di Asses­so­re e mem­bro del­la Regio Insu­bri­ca è a con­tat­to con diver­se asso­cia­zio­ni, enti e impre­se pri­va­te e pub­bli­che. Ci vuo­le segna­la­re un pro­get­to o un’iniziativa degni di nota nel set­to­re ambientale?

Tra le tan­te che stan­no nascen­do e inno­van­do nel set­to­re, rile­van­te è l’A.D. Com­pound di Gal­lia­te, vici­no a Nova­ra. Cer­ti­fi­ca­ta tra le pri­me azien­de per soste­ni­bi­li­tà in Ita­lia, si occu­pa di pro­du­zio­ne, rici­clo e quin­di riu­ti­liz­zo di mate­ria­le di scar­to indu­stria­le. Con que­sta azien­da è in pro­cin­to una spe­ri­men­ta­zio­ne, con il fine di dif­fon­de­re sul ter­ri­to­rio un’innovazione impren­di­to­ria­le e di ricer­ca uti­le per la soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le e l’economia circolare.

Si è pre­fis­sa­to un obiet­ti­vo da rag­giun­ge­re entro la fine del mandato?

Mi pia­ce­reb­be che il Pie­mon­te diven­tas­se ancor più cen­tra­le e pun­to di rife­ri­men­to a livel­lo nazio­na­le nel­la pro­du­zio­ne di idro­ge­no. È sta­to indet­to da pochi gior­ni un ban­do, rivol­to alle impre­se, per la pro­du­zio­ne di idro­ge­no ver­de in aree indu­stria­li dismes­se. Finan­zia­to anche dal PNRR, è gesti­to dal­la Regio­ne, che cree­rà la filie­ra per le aziende.

L’ultima doman­da è più poli­ti­ca. All’interno del Con­si­glio Regio­na­le del­la Lom­bar­dia si è assi­sti­to, da alcu­ne set­ti­ma­ne, a una pic­co­la scis­sio­ne del Comi­ta­to Nord, ala bos­sia­na e mag­gior­men­te fede­ra­li­sta del par­ti­to. Pre­ve­de un asse­sta­men­to o un allar­ga­men­to in que­sta dire­zio­ne anche in Pie­mon­te e nell’elezione dei segretari?

Sia­mo mol­to com­pat­ti. La Lega pie­mon­te­se, al suo inter­no, non è ugua­le a quel­la lom­bar­da. Se ci sono del­le pro­ble­ma­ti­che ne discu­tia­mo e tro­via­mo un equi­li­brio. In que­sto momen­to esclu­do scis­sio­ni o divi­sio­ni come in Lom­bar­dia. Riguar­do ai segre­ta­ri, l’elezione di Mas­si­mo Gior­da­no è sta­ta sup­por­ta­ta in pro­vin­cia di Nova­ra in manie­ra ampia e coe­sa. Rima­ne for­te il soste­gno, reci­pro­co, al segre­ta­rio pie­mon­te­se Ric­car­do Molinari.

Con­di­vi­di:
Alessandro Genta
Stu­den­te di Sto­ria pres­so l’Università degli Stu­di di Mila­no. Vivo tra le due spon­de del Tici­no, mi inte­res­so di dina­mi­che isti­tu­zio­na­li e cam­bia­men­ti sociali.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.