Benessere psicologico degli studenti. Università milanesi

Sem­bra bana­le dir­lo, ma le paro­le di cor­do­glio e i minu­ti di silen­zio non ser­vi­ran­no a dare soste­gno a tut­ti gli stu­den­ti e le stu­den­tes­se del­la nuo­va e vec­chia gene­ra­zio­ne che, quo­ti­dia­na­men­te immer­si nel­la socie­tà del­la per­for­man­ce, si ritro­va­no a com­bat­te­re con­tro un siste­ma dove è abi­tu­di­ne sopraf­fa­re gli altri, per la con­qui­sta del pri­ma­to. Spes­so annul­lan­do­si e diven­tan­do suc­cu­bi di un disa­gio det­ta­to dal­la man­ca­ta pro­dut­ti­vi­tà richie­sta (anche indi­ret­ta­men­te). Dai risul­ta­ti che spes­so non coin­ci­do­no con l’impegno posto negli stu­di o dal sup­po­sto ritar­do com­piu­to per ter­mi­na­re l’università.

Il sui­ci­dio del­lo scor­so 1° feb­bra­io com­piu­to da una ragaz­za dician­no­ven­ne, nei pres­si di un bagno dell’università IULM di Mila­no non è il pri­mo caso di quel­li che ven­go­no defi­ni­ti “sui­ci­di accademici”. 

Il rettore dell’università IULM ha così espresso la propria vicinanza ai propri studenti e alle proprie studentesse 

«Sia­mo con­sa­pe­vo­li del dif­fi­ci­le momen­to epo­ca­le. Sap­pia­mo come l’e­spe­rien­za del­la pan­de­mia e del loc­k­do­wn han­no fat­to cre­sce­re in modo espo­nen­zia­le le fra­gi­li­tà di un’in­te­ra gene­ra­zio­ne. Sap­pia­mo che le richie­ste di aiu­to ai nostri spor­tel­li di coun­se­ling psi­co­lo­gi­co sono negli ulti­mi mesi più che rad­dop­pia­te. Le abbia­mo affron­ta­te e le stia­mo affron­tan­do. Con­ti­nue­re­mo ad ascol­ta­re la voce di chiun­que mani­fe­sti disa­gio, anche in sedi e momen­ti diver­si da quel­li con­sue­ti. Pro­prio per que­sto, come pro­fes­so­re ed edu­ca­to­re, mi sen­to di riba­di­re che l’U­ni­ver­si­tà non può rinun­cia­re alla sua mis­sio­ne pri­ma­ria, che è quel­la di svi­lup­pa­re in tut­ti l’a­mo­re per la cono­scen­za e per lo stu­dio. Con l’im­pe­gno di for­ma­re ogni stu­den­tes­sa e ogni stu­den­te a esse­re un cit­ta­di­no respon­sa­bi­le e un pro­fes­sio­ni­sta preparato. »

Ma cosa fanno le università milanesi per aiutare concretamente i loro studenti? 

L’Uni­ver­si­tà Sta­ta­le di Mila­no offre una dupli­ce con­su­len­za. Una per il meto­do di stu­dio, foca­liz­za­ta sul­le dif­fi­col­tà di tipo stret­ta­men­te acca­de­mi­co (pro­ble­mi di gestio­ne del tem­po, orga­niz­za­zio­ne del­lo stu­dio, neces­si­tà di adot­ta­re i meto­di di appren­di­men­to allo stu­dio uni­ver­si­ta­rio e dif­fi­col­tà di comu­ni­ca­zio­ne effi­ca­ce nel con­te­sto d’esame. Una per pro­ble­mi emo­ti­vi (dif­fi­col­tà ad ambien­tar­si, incer­tez­za e insod­di­sfa­zio­ne rispet­to alle pro­prie scel­te, dif­fi­col­tà rela­zio­na­li con i coe­ta­nei e con i docen­ti, bas­sa auto­sti­ma, ansia da esa­me e pro­ble­mi di gestio­ne del­le emo­zio­ni). Nel pri­mo caso, le con­su­len­ze pre­ve­do­no un mas­si­mo di 5 col­lo­qui indi­vi­dua­li. Nel secon­do caso il ser­vi­zio di coun­se­ling pro­fes­sio­na­le di bre­ve dura­ta. Tut­to a tito­lo gratuito.

L’Uni­ver­si­tà Cat­to­li­ca offre agli stu­den­ti del­le sedi di Mila­no, Bre­scia, Pia­cen­za e Roma un ser­vi­zio di con­su­len­za psi­co­lo­gi­ca per affron­ta­re pro­ble­mi per­so­na­li, fami­lia­ri e uni­ver­si­ta­ri. Il ser­vi­zio pre­ve­de un ciclo di 10 incon­tri. Il pri­mo col­lo­quio ha un costo di 30 euro, i suc­ces­si­vi un costo di 50 euro o 30 (in base all’ atte­sta­zio­ne ISEE).

Il Poli­tec­ni­co di Mila­no offre il ser­vi­zio gra­tui­to Poli­psi di soste­gno psi­co­lo­gi­co e psi­co­te­ra­peu­ti­co. Lo sco­po è sem­pre quel­lo di affron­ta­re situa­zio­ni di dif­fi­col­tà nell’inserimento nel­la vita acca­de­mi­ca. Di miglio­ra­re il ren­di­men­to acca­de­mi­co, indi­vi­duan­do le stra­te­gie per­so­na­li e coo­pe­ra­ti­ve più effi­ca­ci per il rag­giun­gi­men­to dei risul­ta­ti desi­de­ra­ti. Ma anche per cono­sce­re se stes­si e i con­te­sti che si fre­quen­ta­no, in vista del futu­ro e affron­ta­re meglio pri­me espe­rien­ze di inse­ri­men­to lavo­ra­ti­vo. Il per­cor­so di con­su­len­za psi­co­lo­gi­ca in ambi­to didat­ti­co è com­po­sto da un nume­ro di sedu­te indi­vi­dua­li (da 1 a 4) e da un semi­na­rio su meto­di di stu­dio e appren­di­men­to. Per il soste­gno psi­co­lo­gi­co psi­co­te­ra­peu­ti­co per pro­ble­mi per­so­na­li, l’ateneo offre un ciclo di sedu­te indi­vi­dua­li. Frui­bi­li dopo aver fre­quen­ta­to il cor­so espe­rien­zia­le di soste­gno psi­co­te­ra­peu­ti­co o di psi­co­te­ra­pia su temi specifici.

L’Uni­ver­si­tà degli stu­di Mila­no-Bicoc­ca per­met­te di usu­frui­re del coun­sel­ling psi­co­lo­gi­co a tut­ti colo­ro che sen­to­no neces­si­tà di uno spa­zio di appro­fon­di­men­to e chia­ri­fi­ca­zio­ne per­so­na­le. Que­sto tra­mi­te un bre­ve ciclo di col­lo­qui indi­vi­dua­li e perio­di­ci momen­ti di rifles­sio­ne condivisa.

Il ser­vi­zio offer­to dall’università IULM ai pro­pri stu­den­ti, ha una dura­ta tem­po­ra­le limi­ta­ta. Pro­po­ne il con­se­gui­men­to di obbiet­ti­vi ben più spe­ci­fi­ci, come da loro cita­ti. Ogni per­cor­so è gra­tui­to e uti­le a tut­ti colo­ro che pre­sen­ta­no una dif­fi­col­tà per­so­na­le. Alcu­ni obiet­ti­vi: la gestio­ne effi­ca­ce dei pro­pri pen­sie­ri, miglio­ra­men­ti in una rela­zio­ne in cam­po acca­de­mi­co, ami­ca­le o affet­ti­vo, neces­si­tà di pren­de­re una deci­sio­ne ufficiale.

Anche l’Uni­ver­si­tà Boc­co­ni offre la pos­si­bi­li­tà di con­fron­tar­si con un pro­fes­sio­ni­sta in manie­ra gra­tui­ta, sia intra­pren­den­do un per­cor­so indi­vi­dua­le che di grup­po. Nel pri­mo caso, ven­go­no trat­ta­ti pro­ble­mi lega­ti agli stu­di, all’adattamento alla vita uni­ver­si­ta­ria a Mila­no o di natu­ra inter­per­so­na­le. E’ gene­ral­men­te pre­vi­sto un col­lo­quio al mese. In caso di biso­gno di un mag­gio­re aiu­to, sarà lo stes­so coun­se­lor a coor­di­na­re un rife­ri­men­to appro­pria­to anche attra­ver­so un col­lo­quio di secon­do livel­lo. Ciò per­met­te agli stu­den­ti che han­no già indi­vi­dua­to situa­zio­ni di disa­gio signi­fi­ca­ti­vo, di iden­ti­fi­ca­re la pro­ble­ma­ti­ca prin­ci­pa­le ed esse­re orien­ta­ti rispet­to alle pos­si­bi­li risor­se dispo­ni­bi­li all’esterno. Nel secon­do caso, le ses­sio­ni di grup­po sono incen­tra­te su uno spe­ci­fi­co argo­men­to. Sono vol­te ad aiu­ta­re ad affron­ta­re pro­ble­ma­ti­che spe­ci­fi­che e sono soli­ta­men­te com­po­ste da tre appuntamenti.

L’interesse per la salute mentale ha subito negli ultimi anni un incremento. Ma ancora oggi, la possibilità di intraprendere un percorso di terapia rappresenta un privilegio di classe.

Ulti­ma­men­te sono aumen­ta­te le oppor­tu­ni­tà di otte­ne­re soste­gno in base alle pro­prie esi­gen­ze eco­no­mi­che. In gene­ra­le però le varie rispo­ste del­le uni­ver­si­tà mila­ne­si in meri­to, sono anco­ra piut­to­sto imper­cet­ti­bi­li. Que­sti ten­ta­ti­vi di avvi­ci­na­men­to allo stu­den­te, sep­pu­re apprez­za­bi­li, non sono suf­fi­cien­ti ad abbat­te­re un siste­ma in cui il fal­li­men­to non è più una espe­rien­za for­ma­ti­va ma disfun­zio­na­le. Secon­do una visio­ne del­la vita come un’ uni­ca linea ret­ta in cui è impos­si­bi­le com­pie­re pas­si fal­si e nel caso in cui essi si com­pia­no, è imme­dia­ta la con­se­guen­te mar­gi­na­liz­za­zio­ne.

La gioia dell’emancipazione è intrecciata all’orrore della sconfitta. 

Il para­go­ne del pro­prio per­cor­so con quel­lo degli altri e il rico­no­sci­men­to del valo­re di una per­so­na in rela­zio­ne ai nume­ri e ai tem­pi con cui que­sta rag­giun­ge degli obbiet­ti­vi mostra­no come le due impli­ca­zio­ni non pos­sa­no esse­re sepa­ra­te. Se pri­ma i con­cet­ti di respon­sa­bi­li­tà e di scel­ta respon­sa­bi­le rien­tra­va­no nel cam­po del dove­re eti­co e del­la pre­oc­cu­pa­zio­ne per l’altro, ora sono tra­sfe­ri­ti all’ambito del­la rea­liz­za­zio­ne di sé. L’inadeguatezza si uni­sce alla col­pa di non esse­re con­for­me agli altri. Lo stes­so appren­di­men­to è suc­cu­be del­la tiran­nia del momen­to, favo­ri­ta da un con­ti­nuo sta­to di emer­gen­za det­ta­ta dal tem­po per­so in rela­zio­ne ad una suc­ces­sio­ne di nuo­vi inizi.

Con­di­vi­di:
Maria Pia Loiacono
Stu­den­tes­sa di beni cul­tu­ra­li, scri­vo con lo sco­po di impa­ra­re più cose del mon­do che mi cir­con­da, cer­can­do di far­mi e far­vi incuriosire.

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