I fondi comuni di investimento

Per i pic­co­li inve­sti­to­ri è diven­ta­to ormai dav­ve­ro sem­pli­ce inve­sti­re in tito­li azio­na­ri e obbli­ga­zio­na­ri. Che sia con un’applicazione o su una pagi­na web, le piat­ta­for­me che per­met­to­no di acqui­sta­re in bor­sa sono tan­te e acce­der­vi richie­de pochi requi­si­ti: esse­re mag­gio­ren­ni, pre­sen­ta­re un docu­men­to d’identità e col­le­gar­vi un con­to ban­ca­rio. Quel­lo che con­ti­nua ad esse­re com­pli­ca­to, però, è capi­re in che modo posi­zio­na­re il pro­prio inve­sti­men­to. Qual è il momen­to più oppor­tu­no? Qua­li azien­de garan­ti­sco­no un ritor­no? Cosa sce­glie­re tra obbli­ga­zio­ni e azioni? 

Per soddisfare le necessità di chi vorrebbe investire i propri risparmi, diversificando il rischio e sfruttando le competenze di professionisti del settore, sono nati i fondi comuni di investimento. 

Si trat­ta di uno stru­men­to finan­zia­rio gesti­to da inve­sti­to­ri pro­fes­sio­ni­sti nel mer­ca­to di riferimento.Ma come fun­zio­na? Ogni clien­te affi­da i pro­pri rispar­mi ad uno esper­to, che si occu­pa del­la loro gestio­ne. In que­sto caso, si par­la di asset mana­ge­ment, o rispar­mio gesti­to, e le azien­de che se ne occu­pa­no sono defi­ni­te Sgr (Socie­tà di gestio­ne del rispar­mio). Il loro obiet­ti­vo è la crea­zio­ne di un por­ta­fo­glio effi­cien­te per i pro­pri clien­ti, che per­met­ta loro di con­se­gui­re il miglior risul­ta­to dal tra­de-off­tra rischio­si­tà e red­di­ti­vi­tà dell’investimento.

Al momen­to del­la sot­to­scri­zio­ne del con­trat­to, al rispar­mia­to­re vie­ne pro­po­sto un pro­spet­to infor­ma­ti­vo, nel qua­le ven­go­no descrit­ti i tipi di inve­sti­men­to in pro­gram­ma, la loro peri­co­lo­si­tà e la pre­vi­sio­ne di gua­da­gno. Il clien­te può in que­sto modo deci­de­re se pro­ce­de­re nell’aderire al fon­do o meno. 

Il prospetto è fondamentale per comprendere che genere di investimento verrà eseguito e non deve mai essere trascurato.

Al suo inter­no sono con­te­nu­te alcu­ne infor­ma­zio­ni essen­zia­li e obbli­ga­to­rie per leg­ge. Tra que­ste, gli one­ri e le com­mis­sio­ni che devo­no esse­re paga­ti alla socie­tà. Le Sgr infat­ti trat­ten­go­no una per­cen­tua­le sul capi­ta­le inve­sti­to per svol­ge­re il ser­vi­zio di inter­me­dia­zio­ne tra il rispar­mia­to­re e il mer­ca­to. Le com­mis­sio­ni pos­so­no esse­re uni­che, nel caso per esem­pio del­le com­mis­sio­ni di entra­ta o di usci­ta dal fon­do, o perio­di­che, se con­si­de­ria­mo le com­mis­sio­ni di gestio­ne e di per­for­man­ce. E’ a que­ste ulti­me che va pre­sta­ta estre­ma atten­zio­ne, per­ché rap­pre­sen­ta­no la vera quo­ta di gua­da­gno del­le socie­tà di investimento. 

Bisogna tenere presente che i fondi di questo tipo non si assumono il profilo di rischio degli investimenti eseguiti.

Il peri­co­lo di man­ca­to gua­da­gno rica­de inte­ra­men­te sui clien­ti. Ciò signi­fi­ca che le Sgr, anche se il loro por­ta­fo­glio non è effi­cien­te come pro­mes­so, ven­go­no comun­que remu­ne­ra­te per il loro ser­vi­zio; spes­so que­sto fun­zio­na­men­to non è chia­ro al pic­co­lo rispar­mia­to­re, che non per­ce­pi­sce il rischio rea­le che sta cor­ren­do: una poten­zia­le per­di­ta data non solo dall’oscillazione dei valo­ri di mer­ca­to, ma anche dal paga­men­to del­la par­te­ci­pa­zio­ne al fondo.

I fon­di di inve­sti­men­to sono fun­zio­na­li per quei rispar­mia­to­ri che, con poca espe­rien­za in ambi­to finan­zia­rio, voglio­no comun­que otte­ne­re una pro­fes­sio­na­le diver­si­fi­ca­zio­ne dei pro­pri inve­sti­men­ti. Si badi bene, però, che par­te­ci­pan­do al fon­do di inve­sti­men­to il rispar­mia­to­re non acqui­sta diret­ta­men­te i tito­li pro­po­sti. Il suo con­fe­ri­men­to gli garan­ti­rà una quo­ta di par­te­ci­pa­zio­ne al fon­do, pro­por­zio­na­le all’ammontare ver­sa­to al momen­to del­la sot­to­scri­zio­ne. Il valo­re del fon­do, a sua vol­ta, cor­ri­spon­de al valo­re degli inve­sti­men­ti ese­gui­ti dal­la socie­tà, e varia in base alle oscil­la­zio­ni dei mer­ca­ti. Il valo­re del­la quo­ta di ogni clien­te, quin­di, è pari al valo­re com­ples­si­vo net­to del fon­do (NAV, Net Asset Value), divi­so per il nume­ro di quo­te in circolazione. 

Esistono diversi tipi di fondi, e ognuno ha caratteristiche che si adattano a differenti necessità espresse dai risparmiatori. Eccone alcuni

  • Fon­di azio­na­ri: gli inve­sti­men­ti riguar­da­no pre­va­len­te­men­te il mer­ca­to azio­na­rio e l’acquisto di azioni.
  • Fon­di obbli­ga­zio­na­ri: il capi­ta­le comu­ne vie­ne inve­sti­to nel mer­ca­to obbligazionario.
  • Fon­di bilan­cia­ti: gli inve­sti­to­ri ope­ra­no sia con azio­ni che con obbli­ga­zio­ni, in per­cen­tua­li dif­fe­ren­ti per ogni fondo.
  • Fon­di mone­ta­ri: le socie­tà ese­guo­no inve­sti­men­ti nel mer­ca­to del­la moneta.

I fon­di, infi­ne, pos­so­no esse­re aper­tichiu­si.

I pri­mi per­met­to­no sia ad inve­sti­to­ri retail che ad inve­sti­to­ri isti­tu­zio­na­li di par­te­ci­par­vi, e la sot­to­scri­zio­ne del­le quo­te è pos­si­bi­le in qual­sia­si momen­to. Quin­di, Il patri­mo­nio del fon­do è varia­bi­le e dipen­de dall’ingresso di nuo­vi sot­to­scrit­to­ri o dal reces­so dei vecchi.

I fon­di chiu­si, inve­ce ven­go­no gesti­ti diver­sa­men­te. Le socie­tà defi­ni­sco­no un nume­ro fis­so di quo­te, che non ven­go­no aumen­ta­te o dimi­nui­te fino alla sca­den­za del fon­do stes­so. L’ammontare tota­le del fon­do da sot­to­scri­ve­re è pre­fis­sa­to al momen­to del­la pro­mo­zio­ne del fon­do e i clien­ti pos­so­no otte­ne­re il rim­bor­so solo a sca­den­ze predeterminate.

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Giorgia Fontana
Ciao! Sono Gior­gia, ho 19 anni e fre­quen­to il cor­so di Eco­no­mia e Mana­ge­ment all’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di di Mila­no. Nel­la vita, mi pia­ce esse­re green e far sape­re agli altri che la soste­ni­bi­li­tà non deve esse­re per for­za noio­sa! Qui su Vul­ca­no, mi tro­ve­re­te come refe­ren­te del­la rubri­ca di Economia :)

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