Il sabotaggio del Nord Stream 2 (secondo S. Hersh)

Il sabotaggio del Nord Stream 2 (secondo S. Hersh)

Sey­mour Hersh è un gior­na­li­sta inve­sti­ga­ti­vo e scrit­to­re sta­tu­ni­ten­se spe­cia­liz­za­to in report ine­ren­ti a sicu­rez­za, intel­li­gen­ce, que­stio­ni geo­po­li­ti­che mili­ta­ri. Nel cor­so del­la sua car­rie­ra è sta­to insi­gni­to del Pre­mio Puli­tzer, una gran­de ono­ri­fi­cen­za che ren­de da anni, al net­to di ogni con­si­de­ra­zio­ne, le sue pro­du­zio­ni degne di nota e gran­de atten­zio­ne. Alcu­ne del­le sue inda­gi­ni più recen­ti però han­no desta­to par­ti­co­la­re cla­mo­re e spes­so sono sta­te cri­ti­ca­te poi­ché pri­ve di fon­ti e docu­men­ta­zio­ni atten­di­bi­li e, come nel caso del docu­men­to che andia­mo a trat­ta­re, basa­te sull’esclusiva affi­da­bi­li­tà di fon­ti ano­ni­me e infor­ma­te dei fatti. 

Que­sta scar­sa atten­di­bi­li­tà ha fat­to sì che due del­le testa­te per le qua­li abi­tual­men­te egli scri­ve rifiu­tas­se­ro ogni tipo di pub­bli­ca­zio­ne ine­ren­te a que­ste infor­ma­zio­ni da lui pos­se­du­te e che quin­di il gior­na­li­sta ripie­gas­se su una pub­bli­ca­zio­ne tra­mi­te mai­ling list di Sub­stack. Indi­pen­den­te­men­te da que­ste con­si­de­ra­zio­ni dove­ro­se è però impor­tan­te, vista la cara­tu­ra del per­so­nag­gio, dedi­ca­re del­le rifles­sio­ni sugli spun­ti offer­ti da Hersh man­te­nen­do sem­pre la con­sa­pe­vo­lez­za che si trat­ta di insi­nua­zio­ni docu­men­ta­te in manie­ra par­zia­le e secon­do alcu­ni anche piut­to­sto debole. 

Il docu­men­to recen­te­men­te pub­bli­ca­to si sof­fer­ma su una que­stio­ne che è sta­ta al cen­tro del­le cro­na­che per diver­si gior­ni ver­so la fine di set­tem­bre e che sem­bra, a distan­za di mesi, esse­re sta­ta declas­sa­ta dal­la sca­la del­le prio­ri­tà del­la stam­pa inter­na­zio­na­le nono­stan­te abbia una mani­fe­sta e diret­ta con­nes­sio­ne con la guer­ra in cor­so in Ucraina. 

Si tratta del sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2, avvenuto il 26 settembre dello scorso anno, che ha reso inutilizzabile il collegamento di fornitura energetica che dalla Russia sarebbe dovuto arrivare in Germania per poi raggiungere svariati Paesi europei e che avrebbe sancito un legame energetico ancora più forte fra Russia e Repubblica Federale Tedesca. 

La rive­la­zio­ne piut­to­sto impor­tan­te però sta nel fat­to che Hersh nel suo arti­co­lo, attra­ver­so la testi­mo­nian­za di una fon­te ano­ni­ma diret­ta­men­te coin­vol­ta nel pia­no di sabo­tag­gio e quin­di pie­na­men­te a cono­scen­za dei det­ta­gli tec­ni­ci con cui esso è sta­to por­ta­to a com­pi­men­to, attri­bui­sca una diret­ta respon­sa­bi­li­tà all’amministrazione sta­tu­ni­ten­se e ai suoi ser­vi­zi segre­ti (in par­ti­co­la­re la CIA) per le azio­ni che han­no con­dot­to alla distru­zio­ne par­zia­le del gasdot­to e che saran­no al cen­tro del pros­si­mo con­si­glio ONU su for­te pres­sio­ne russa. 

Pri­ma di entra­re nel meri­to di come secon­do la tesi si sia svol­to il pia­no è impor­tan­te riba­di­re, come fat­to dal­lo stes­so Hersh, una serie di pre­mes­se sull’impor­tan­za stra­te­gi­ca che que­sto gasdot­to ha rap­pre­sen­ta­to per la situa­zio­ne geo­po­li­ti­ca attua­le in Europa. 

Innan­zi­tut­to le linee di for­ni­tu­ra di gas natu­ra­le deno­mi­na­te Nord Stream che col­le­ga­no Rus­sia e Unio­ne Euro­pa sul suo­lo tede­sco sareb­be­ro dovu­te esse­re in real­tà due. La pri­ma, il Nord Stream 1, già atti­vo da anni e la secon­da, per l’appunto il Nord Stream 2, com­ple­ta­ta a fine 2021 ma mai entra­ta defi­ni­ti­va­men­te in fun­zio­ne. L’azienda prin­ci­pa­le che ha gesti­to la costru­zio­ne è il colos­so di sta­to rus­so Gaz­prom, che con i suoi enor­mi rica­vi è una di quel­le azien­de che ren­de la Rus­sia un petrol­sta­to in gra­do di soste­ne­re anche enor­mi spe­se mili­ta­ri con cui sta con­du­cen­do di fat­to oggi la cam­pa­gna di aggres­sio­ne sul suo­lo ucraino. 

L’eventuale apertura del gasdotto Nord Stream 2 avrebbe quindi ampliato ulteriormente le rendite provenienti da materie prime per la Russia di Putin: 

moti­vo per cui que­sto pro­get­to è sta­to da sem­pre osteg­gia­to dagli USA in quan­to per­ce­pi­to come minac­cia di una ecces­si­va indi­pen­den­za ener­ge­ti­ca euro­pea, e in par­ti­co­la­re tede­sca, rispet­to agli USA, e di un lega­me sul pia­no poli­ti­co e del­la coo­pe­ra­zio­ne trop­po stret­to e raf­for­za­to con Mosca che nel frat­tem­po avreb­be potu­to mol­ti­pli­ca­re le sue entra­te finanziarie. 

La deci­sio­ne di impor­re una fine dra­sti­ca e fina­le alla rea­liz­za­zio­ne di que­sta pos­si­bi­li­tà, rico­strui­sce Hersh, è giun­ta in ambien­ti sta­tu­ni­ten­si quan­do l’inva­sio­ne rus­sa dell’Ucraina era ormai ele­men­to alquan­to pro­ba­bi­le che avreb­be con­trad­di­stin­to la poli­ti­ca inter­na­zio­na­le da lì ai mesi a veni­re. In que­sto sen­so la dichia­ra­zio­ne improv­vi­sa di Biden, pre­ce­den­te all’invasione rus­sa, in una con­fe­ren­za con il can­cel­lie­re tede­sco sem­bre­reb­be non lascia­re mol­ti dub­bi sul fat­to che l’intelligence USA stes­se già da tem­po medi­tan­do su come inter­ve­ni­re per distrug­ge­re defi­ni­ti­va­men­te il Nord Stream 2. 

Tra l’altro, come si appren­de dal­la fon­te di Hersh, sem­bra che que­ste dichia­ra­zio­ni abbia­no crea­to mol­to scal­po­re inter­no ai ser­vi­zi segre­ti ame­ri­ca­ni, poi­ché rite­nu­te peri­co­lo­se e in diret­to con­flit­to con l’obiettivo di man­te­ne­re la segre­tez­za dell’operazione vista la sua intrin­se­ca peri­co­lo­si­tà. Infat­ti, è cosa ben nota che qua­lo­ra ci fos­se una pro­va effet­ti­va e docu­men­ta­ta del coin­vol­gi­men­to diret­to degli USA si potreb­be anche trat­ta­re sul pia­no giu­ri­di­co di un vero e pro­prio atto di guer­ra nei con­fron­ti del­la Ger­ma­nia alla qua­le giu­ri­di­ca­men­te appar­tie­ne il gasdotto. 

Nel corso di pochi mesi si è poi successivamente passati all’elaborazione effettiva del piano strategico di sabotaggio ordinato e richiesto dalla Casa Bianca. 

A pren­de­re in mano la que­stio­ne è sta­ta fin da subi­to la CIA con il sup­por­to diret­to di J.Sullivan, con­si­glie­re in cari­ca per la sicu­rez­za nazio­na­le. Dopo una serie di rifles­sio­ni con­giun­te si è arri­va­ti alla for­mu­la­zio­ne di una diret­ti­va fina­le e l’operazione, che si sareb­be dovu­ta svol­ge­re sot­to coper­tu­ra, avreb­be coin­vol­to la CIA nel piaz­za­men­to sot­to­ma­ri­no di esplo­si­vi C4 sup­por­ta­ta dal­la Nor­ve­gia e dall’azione spe­cia­liz­za­ta del­la Naval Diving. La pos­si­bi­li­tà di far deto­na­re gli esplo­si­vi non nell’immediato ma a mesi di distan­za è sta­to un ele­men­to di cru­cia­le impor­tan­za e di acce­sa discus­sio­ne, ma la con­clu­sio­ne fina­le ha sta­bi­li­to un’organizzazione tale per cui que­sta ope­ra­zio­ne fos­se possibile. 

Il luo­go pre­scel­to per l’operazione sareb­be sta­to quin­di il mare di appar­te­nen­za nor­ve­ge­se, di cer­to non scel­to casual­men­te. La Nor­ve­gia infat­ti, oltre ad esse­re uno sto­ri­co mem­bro del­la NATO, può con­ta­re su una vasta pre­sen­za mili­ta­re sta­tu­ni­ten­se e su otti­mi ed avan­za­ti rap­por­ti di coo­pe­ra­zio­ne mili­ta­re e poli­ti­ca con gli Sta­ti Uni­ti e inol­tre, in base ad un recen­te accor­do, alcu­ne aree mili­ta­ri del pae­se sono sta­te poste diret­ta­men­te sot­to giu­ri­sdi­zio­ne sta­tu­ni­ten­se. L’operazione tra l’altro avreb­be potu­to por­ta­re van­tag­gi da un pun­to di vista eco­no­mi­co anche alla stes­sa Nor­ve­gia, inte­res­sa­ta ad amplia­re le quo­te di gas natu­ra­le espor­ta­te pro­prio nel mer­ca­to euro­peo: e come infat­ti è sta­to atte­sta­to nel set­tem­bre del 2022 la Nor­ve­gia ha aumen­ta­to del 300% i rica­vi otte­nu­ti dal­la ven­di­ta di gas all’Unione euro­pea fino a toc­ca­re quo­ta 60 miliar­di e diven­tan­do defi­ni­ti­va­men­te pri­mo for­ni­to­re in ter­mi­ni quan­ti­ta­ti­vi per tut­ta l’UE. 

La rea­liz­za­zio­ne defi­ni­ti­va del pia­no stra­te­gi­co secon­do Hersh sareb­be avve­nu­ta esat­ta­men­te duran­te un’esercitazione del­la NATO svol­ta­si in Nor­ve­gia nel giu­gno del 2022 deno­mi­na­ta Bal­tops 22, crean­do in que­sto modo la per­fet­ta coper­tu­ra per una buo­na riu­sci­ta del pia­no in tota­le segretezza. 

Si ricorda inoltre che, all’indomani dell’avvenuto sabotaggio, la responsabilità della Russia dietro all’azione è stata spesso ricalcata da più voci senza però fornire delle motivazioni strategiche credibili e attendibili. 

L’unica moti­va­zio­ne razio­na­le per cui la Rus­sia potreb­be aver agi­to in tal sen­so sareb­be l’obiettivo di svin­co­lar­si dagli obbli­ghi con­trat­tua­li di man­ca­ta for­ni­tu­ra di gas a cau­sa del­la ridu­zio­ne del­le quo­te avve­nu­ta in rispo­sta alle san­zio­ni appli­ca­te alla Fede­ra­zio­ne dopo l’invasione dell’Ucraina nel feb­bra­io 2022. I costi di ripa­ra­zio­ne infat­ti sono esor­bi­tan­ti e rima­ne dif­fi­ci­le pen­sa­re a qua­le van­tag­gio avreb­be potu­to trar­re la Rus­sia nel sabo­ta­re di fat­to una pro­pria strut­tu­ra stra­te­gi­ca come il Nord Stream 2. 

A fron­te del­le dichia­ra­zio­ne suc­ces­si­ve alle esplo­sio­ni del segre­ta­rio di sta­to Blin­ken, il qua­le ha par­la­to di «gros­sa oppor­tu­ni­tà» deri­va­ta dal­la mes­sa fuo­ri gio­co del Nord Stream 2, non resta che doman­dar­si qua­li pos­sa­no esse­re gli innu­me­re­vo­li inte­res­si dell’apparato mili­ta­re e indu­stria­le sta­tu­ni­ten­se rela­ti­va­men­te al flo­ri­do e vasto mer­ca­to dell’energia euro­peo, il qua­le si è già spo­sta­to ver­so l’acqui­sto di GNL di pro­ve­nien­za ame­ri­ca­na garan­ten­do­ne alme­no fino al 2030 un aumen­to di doman­da pari a 50 miliar­di di metri cubi in più rispet­to a pri­ma dell’invasione, il tut­to però con costi note­vol­men­te mag­gio­ra­ti per i gover­ni e i cit­ta­di­ni europei. 

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Thomas Brambilla
Sono stu­den­te in scien­ze poli­ti­che e filo­so­fi­che alla Sta­ta­le di Mila­no. Mi pia­ce riflet­te­re e poi scri­ve­re, e for­tu­na­ta­men­te anche riflet­te­re dopo aver scrit­to. Di poli­ti­ca prin­ci­pal­men­te, ma sen­za por­si nes­sun limite.

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