Il nuovo regolamento di laurea in Giurisprudenza

Il nuovo regolamento di laurea in Giurisprudenza

Disclaimer: le informazioni contenute nel presente articolo riguardano solo le facoltà di Giurisprudenza della Statale e di altri Atenei di Milano e d’Italia.


Gra­zie alla pro­ro­ga dell’anno acca­de­mi­co, appro­va­ta di recen­te con il decre­to Mil­le­pro­ro­ghe 2023, gli stu­den­ti di Giu­ri­spru­den­za in Sta­ta­le avran­no a dispo­si­zio­ne un appel­lo in più per lau­rear­si secon­do le rego­le con­te­nu­te nel vec­chio rego­la­men­to di lau­rea, sosti­tui­to nel mag­gio 2021. 

Il nuovo regolamento di laurea infatti verrà applicato ufficialmente a partire da luglio 2023 e modificherà in peius la carriera degli studenti, anche retroattivamente.

Come con­fer­ma­to alla reda­zio­ne dal per­so­na­le ammi­ni­stra­ti­vo dell’Università, a par­ti­re dal luglio 2023 tut­ti i 30 e Lode con­se­gui­ti dagli stu­den­ti agli esa­mi duran­te l’intero cor­so del­la car­rie­ra acca­de­mi­ca, anche pri­ma dell’approvazione del nuo­vo rego­la­men­to di lau­rea, smet­te­ran­no di esse­re con­teg­gia­ti come 31 e saran­no con­si­de­ra­ti 30 ai fini del cal­co­lo del­la media pon­de­ra­ta e di con­se­guen­za del­la base di laurea. 

Que­sto ovvia­men­te non modi­fi­che­rà la media di chi non ha mai pre­so nes­su­na lode (né di chi ha pre­so solo 30 o 30 e Lode in tut­ti gli esa­mi soste­nu­ti), ma inci­de­rà for­te­men­te su que­gli stu­den­ti che han­no deci­so di accet­ta­re voti più bas­si sapen­do di poter con­ta­re sul­le Lodi per com­pen­sa­re il voto di un esa­me anda­to peg­gio del solito. 

Non solo: cam­bie­rà anche l’attribuzione dei pun­ti rela­ti­vi alle espe­rien­ze facol­ta­ti­ve rispet­to al cur­ri­cu­lum acca­de­mi­co, come tiro­ci­ni, Era­smus, Moot Com­pe­ti­tions, che fino a giu­gno 2023 per­met­te­ran­no ai lau­rean­di di aumen­ta­re di mas­si­mo due pun­ti la pro­pria base di laurea. 

Infat­ti, secon­do l’attuale rego­la­men­to, la base di lau­rea si cal­co­la par­ten­do dal­la pro­pria media, mol­ti­pli­ca­ta per 11 e divi­sa per 3, arro­ton­da­to il risul­ta­to per ecces­so, a cui si pos­so­no aggiun­ge­re un pun­to per la lau­rea in cor­so e un pun­to per l’eventuale sog­gior­no all’estero (ma solo se lo stu­den­te ha con­se­gui­to il 70% dei cfu pre­vi­sti dal suo pro­gram­ma di scambio).

Se entram­bi i pun­ti non doves­se­ro esse­re con­se­gui­ti dal lau­rean­do, potrà esse­re asse­gna­to un pun­to in più: per even­tua­le sta­ge o tiro­ci­nio svol­to dal­lo stu­den­te, pre­vio pare­re di una spe­ci­fi­ca Com­mis­sio­ne; per la par­te­ci­pa­zio­ne ad una com­pe­ti­zio­ne giu­ri­di­ca; per le altre espe­rien­ze extra­cur­ri­co­la­ri che abbia­no reso il per­cor­so del­lo stu­den­te par­ti­co­lar­men­te meritevole. 

A partire da luglio 2023 la situazione sarà radicalmente diversa, perché alla base di laurea potrà essere aggiunto soltanto un punto.

Que­sto potrà deri­va­re alter­na­ti­va­men­te dal fat­to di esser­si lau­rea­to in cor­so, oppu­re dall’aver effet­tua­to un sog­gior­no all’estero (se lo stu­den­te ha con­se­gui­to il 70% dei cfu pre­vi­sti dal suo pro­gram­ma di scambio). 

I tiro­ci­ni e le com­pe­ti­zio­ni giu­ri­di­che non ven­go­no più con­si­de­ra­te espe­rien­ze meri­te­vo­li di un rico­no­sci­men­to al momen­to del­la lau­rea. Si sot­to­li­nea che già dal 2021 sono con­si­de­ra­ti ai fini del pun­to per il tiro­ci­nio sol­tan­to i tiro­ci­ni atti­va­ti pri­ma dell’entrata in vigo­re del nuo­vo rego­la­men­to, men­tre smet­te­ran­no di esse­re con­si­de­ra­ti del tut­to a par­ti­re da luglio 2023. 

In altre paro­le, lo stu­den­te che si lau­rea in cor­so, aven­do svol­to un Era­smus e un tiro­ci­nio, non avrà alcun tipo di van­tag­gio rispet­to allo stu­den­te che si sia lau­rea­to in cor­so sen­za nes­su­na espe­rien­za extra­cur­ri­co­la­re, o che si sia lau­rea­to fuo­ri cor­so ma abbia svol­to l’Erasmus.

In que­sto modo, gli stu­den­ti sono sco­rag­gia­ti dal­lo svol­ge­re espe­rien­ze for­ma­ti­ve, soprat­tut­to di taglio pra­ti­co, che rischia­no di ritar­da­re lo svol­gi­men­to degli esa­mi e quin­di di met­te­re a rischio la pos­si­bi­li­tà di con­se­gui­re la lau­rea in cor­so: una real­tà con­cre­ta soprat­tut­to se si pen­sa che la via alter­na­ti­va per giun­ge­re a quel pun­to sul­la lau­rea è paga­re le tas­se da fuo­ri cor­so e svol­ge­re un perio­do di stu­di all’estero, cosa che non tut­ti pos­so­no permettersi. 

È chia­ro che uno stu­den­te inte­res­sa­to a quel che stu­dia non svol­ge Era­smus, com­pe­ti­zio­ni o tiro­ci­ni solo per veder­si aggiun­ge­re un pun­to o due sul voto di lau­rea: nes­su­no infat­ti met­te­reb­be in discus­sio­ne l’utilità e soprat­tut­to la sod­di­sfa­zio­ne che tut­te que­ste espe­rien­ze dan­no agli stu­den­ti, sicu­ra­men­te con­si­de­ra­te dai recui­ter al momen­to del­la ricer­ca del pri­mo impie­go dopo la laurea. 

Tut­ta­via, vie­ne da chie­der­si se il tem­po dedi­ca­to alle espe­rien­ze extra­cur­ri­co­la­ri val­ga effet­ti­va­men­te il rischio di paga­re le tas­se per gli even­tua­li ritar­di sul soste­ni­men­to degli esa­mi, o i sacri­fi­ci che uno stu­den­te-lavo­ra­to­re deve fare per coniu­ga­re tiro­ci­nio, stu­dio e vita pri­va­ta – soprat­tut­to se in quan­to tiro­ci­nan­te cur­ri­co­la­re non si gua­da­gna nulla. 

Inol­tre, se anche non rile­vas­se la que­stio­ne eco­no­mi­ca, si sa che il voto di lau­rea – pur­trop­po – a vol­te con­ta. Con­ta in alcu­ni con­cor­si pub­bli­ci, uno tra tut­ti quel­lo per l’accesso al dot­to­ra­to di ricer­ca, e con­ta soprat­tut­to nel mon­do legal, dove i mag­gio­ri stu­di lega­li, quel­li che retri­bui­sco­no i pro­pri pra­ti­can­ti, chie­do­no come soglia d’accesso per l’assunzione (in alcu­ni casi anche solo per il soste­ni­men­to del col­lo­quio) voti che van­no dal 100, al 105, al 107, fino ai più esclu­si­vi che non si abbas­sa­no sot­to al 110. 

Detto ciò, ci si aspetterebbe almeno che le nuove disposizioni siano in linea con quelle dei regolamenti di laurea delle altre facoltà di Giurisprudenza di Milano e d’Italia. La risposta è però chiaramente negativa. 

Le facol­tà di Giu­ri­spru­den­za di Mila­no Bicoc­ca, Boc­co­ni e Cat­to­li­ca con­si­de­ra­no tut­te i 30 e Lode come 31, ai fini del­la media. Lo stes­so fa l’Università di Tren­to, che van­ta da anni la miglio­re facol­tà di Giu­ri­spru­den­za in Ita­lia. L’Università di Geno­va con­si­de­ra i 30 e Lode come 30, ma aggiun­ge alla media pon­de­ra­ta uno 0,5 per ogni Lode con­se­gui­ta dagli stu­den­ti. Anche l’Università di Bolo­gna non con­si­de­ra le Lodi nel con­teg­gio del­la media pon­de­ra­ta, ma, cal­co­la­ta la base di lau­rea in modo tra­di­zio­na­le (media x 11:3), aggiun­ge uno 0,25 per ogni Lode con­se­gui­ta, fino al mas­si­mo di 1 pun­to in più. 

La Sta­ta­le di Mila­no non tie­ne in nes­sun modo le Lodi in con­si­de­ra­zio­ne (se non affer­man­do che per otte­ne­re il voto di 110 e Lode è neces­sa­rio aver con­se­gui­to alme­no una o più Lodi negli esa­mi del pia­no di studi). 

Per quan­to riguar­da i pun­ti in più da aggiun­ge­re alla base di lau­rea, la Sta­ta­le ne asse­gna al mas­si­mo 1, a cui si aggiun­go­no da 0 a 5 pun­ti per la tesi o fino a 6 pun­ti per le tesi par­ti­co­lar­men­te meritevoli. 

L’Università Cat­to­li­ca asse­gna da 0 a 3 pun­ti per le tesi con­si­de­ra­te ‘’sot­to la media’’, da 0 a 5 pun­ti per le tesi con­si­de­ra­te nel­la media e fino a 8 pun­ti per le tesi par­ti­co­lar­men­te meri­te­vo­li. L’Università Boc­co­ni asse­gna da 0 a 6 pun­ti in più al voto deri­va­to dal cal­co­lo del­la base di lau­rea, ma l’attribuzione di tali pun­ti non si basa solo sul con­te­nu­to del­la tesi e del­la sua espo­si­zio­ne, ben­sì sul­la valu­ta­zio­ne del cur­ri­cu­lum com­ples­si­vo e del­la tesi. L’Università Bicoc­ca asse­gna da 0 a 7 pun­ti per le tesi di lau­rea magi­stra­le, ma si spin­ge fino a 10 pun­ti in più per le tesi par­ti­co­lar­men­te meri­te­vo­li. Sem­bra il caso di sot­to­li­nea­re che gli stu­den­ti con tesi par­ti­co­lar­men­te meri­te­vo­li alla Sta­ta­le si fer­ma­no ad un mas­si­mo di 6 pun­ti, meno del­le tesi con­si­de­ra­te nel­la media dal­la Bicocca. 

Per i pun­ti sul­le atti­vi­tà extra­cur­ri­co­la­ri, pren­dia­mo in con­si­de­ra­zio­ne come esem­pio il rego­la­men­to dell’Università di Bolo­gna, che come la Sta­ta­le ha appro­va­to del­le modi­fi­che nel 2021.

Come già spe­ci­fi­ca­to, il can­di­da­to aggiun­ge alla base di lau­rea (media x 11:3) al mas­si­mo 1 pun­to se ha con­se­gui­to alme­no 4 Lodi (0,25 per ogni Lode). Alla base di lau­rea così otte­nu­ta si aggiun­go­no inol­tre e cumu­la­ti­va­men­te (non alter­na­ti­va­men­te come in Sta­ta­le): 1 pun­to se ha svol­to alme­no un esa­me duran­te l’eventuale seme­stre all’estero o alme­no due esa­mi duran­te l’eventuale anno all’estero (in Sta­ta­le, per otte­ne­re que­sto pun­to è neces­sa­rio aver con­se­gui­to il 70% dei cfu con­cor­da­ti nel pro­gram­ma di stu­dio all’estero); 1 pun­to per la lau­rea in cor­so; 1 pun­to per il tiro­ci­nio curricolare.

Ma il voto di laurea conta quindi davvero qualcosa? 

Può un voto asse­gna­to arbi­tra­ria­men­te, secon­do rego­le diso­mo­ge­nee tra facol­tà di Giu­ri­spru­den­za del­lo stes­so Pae­se e addi­rit­tu­ra del­la stes­sa cit­tà, indi­ca­re il valo­re di un neo­lau­rea­to? La rispo­sta a que­sto pun­to sem­bra evi­den­te­men­te negativa. 

Gli stu­den­ti non sono tut­ti ugua­li: le dispo­ni­bi­li­tà eco­no­mi­che e socia­li per­met­to­no ad alcu­ni di cam­bia­re cit­tà per stu­dia­re, ad altri no; que­ste ulti­me per­met­to­no ad alcu­ni di poter stu­dia­re con cal­ma, sen­za pau­ra dei costi di un anno di uni­ver­si­tà in più, ad altri no, con con­se­guen­ze evi­den­ti sul pia­no psi­co­lo­gi­co; alcu­ni fan­no più sacri­fi­ci di altri; alcu­ni incon­tra­no nel per­cor­so degli osta­co­li che non pos­so­no esse­re supe­ra­ti nean­che con tut­ta la for­za di volon­tà del mon­do, non ulti­ma un’in­so­spet­ta­bi­le pan­de­mia glo­ba­le che ha stra­vol­to le vite di ognu­no in poche settimane. 

Il voto di lau­rea e i tem­pi per con­se­guir­la non rap­pre­sen­ta­no l’interesse che uno stu­den­te può nutri­re per la mate­ria, non rap­pre­sen­ta­no la sua pre­pa­ra­zio­ne, valu­ta­ta in manie­ra com­ple­ta­men­te arbi­tra­ria e il più del­le vol­te total­men­te incom­pren­si­bi­le, non rap­pre­sen­ta­no le sue capa­ci­tà e la sua voglia di met­ter­si in gio­co, né dan­no dirit­to a defi­nir­lo pigro, disil­lu­so, lento.

Tan­to meno può vale­re un voto di lau­rea se a pochi pas­si dal nostro Ate­neo ne tro­via­mo altri tre con rego­le di valu­ta­zio­ne ben diver­se e più favo­re­vo­li di quel­le che ci sono sta­te impo­ste, per giun­ta retroat­ti­va­men­te, nono­stan­te tut­to il lavo­ro che i rap­pre­sen­tan­ti han­no cer­ca­to di por­ta­re avan­ti per evi­ta­re l’approvazione del nuo­vo rego­la­men­to e nono­stan­te la retroat­ti­vi­tà in peius sia pres­so­ché incon­ce­pi­bi­le nel siste­ma giu­ri­di­co occidentale.

Il voto di lau­rea non defi­ni­sce nul­la. Pro­ba­bil­men­te il voto di lau­rea non chiu­de por­te che vale­va la pena apri­re. Il voto di lau­rea non defi­ni­sce chi sia­mo, né la pre­pa­ra­zio­ne o la pas­sio­ne per la mate­ria. Un rico­no­sci­men­to, d’altronde, sareb­be apprezzato.

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1 Commento su Il nuovo regolamento di laurea in Giurisprudenza

  1. Alla bicoc­ca la media di voto di lau­rea è 104, anche se la media dei voti è iden­ti­ca a quel­la del­la sta­ta­le. In entram­be le Uni si par­te da 100 come base media di lau­rea, alla sta­ta­le la media del voto di lau­rea è di 105, quin­di signi­fi­ca che di media biso­gna aspet­tar­si cir­ca 5 pun­ti in più alla base di lau­rea, alla bicoc­ca 4. Que­ste medie ten­go­no con­to di cen­ti­na­ia e cen­ti­na­ia di lau­rea­ti del­l’ul­ti­mo anno, quin­di signi­fi­ca che sono indi­ca­to­ri mol­to soli­di e atten­di­bi­li su qua­le sia l’u­ni­ver­si­tà più fles­si­bi­le sul voto fina­le di lau­rea, che in que­sto caso risul­ta esse­re la sta­ta­le. Che poi alla bicoc­ca è pos­si­bi­le otte­ne­re fino a 10 pun­ti è irri­le­van­te, se su 300 lau­rea­ti la media è di 4 pun­ti otte­nu­to, il max otte­ni­bi­le può esse­re anche 30 ma quel­lo che con­ta è quan­to sia­no seve­re le com­mis­sio­ni ed è evi­den­te che alla bicoc­ca lo sono più del­la statale

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