“Uccidetela”. Perché Milano non è più Bella da Dio

"Uccidetela". Perché Milano non è più Bella da Dio

Nel 2019 veni­va crea­ta la pagi­na Insta­gram Mila­no Bel­la da Dio, che oggi ha qua­si 180.000 fol­lo­wer ma che supe­ra i 370.000 se si som­ma­no anche quel­li di Face­book, You­Tu­be, Tik­Tok e Tele­gram (comun­que costi­tui­ti plau­si­bil­men­te dal­le stes­se per­so­ne), come affer­ma­no loro stes­si sul pro­prio sito web.

Per quan­to sia oggi cre­sciu­ta al pun­to da ave­re un’agenzia e orga­niz­za­re even­ti in disco­te­ca, la pagi­na deve la sua fama alla natu­ra simi­le a quel­la di uno spot­ted, un tipo di account che con­di­vi­de segna­la­zio­ni da par­te dei segua­ci. Nel­lo spe­ci­fi­co segna­la­zio­ni a tema Mila­no che, pur spa­zian­do dagli scio­pe­ri al meteo, si sono pre­sto con­cen­tra­te sull’elemento del disa­gio cit­ta­di­no, alla stre­gua del­la più nota Wel­co­me to Fave­las: ris­se, inci­den­ti, rapi­ne e aggres­sio­ni.

Se anco­ra nel bien­nio 2020–21 la face­va­no da padro­ne noti­zie di epi­so­di micro­cri­mi­na­li ad ope­ra del­le cosid­det­te baby gang (ter­mi­ne spes­so abu­sa­to), dall’anno scor­so il focus si è spo­sta­to su un grup­po di scip­pa­tri­ci atti­ve prin­ci­pal­men­te in metro­po­li­ta­na e bat­tez­za­te come “le bor­seg­gia­tri­ci”: da tem­po pre­sen­ti nel­le segna­la­zio­ni, costi­tui­sco­no però ora l’elemento mag­gio­ri­ta­rio e più ico­ni­co di Mila­no Bel­la da Dio, che la scor­sa pri­ma­ve­ra ha aper­to un account appo­si­to per i borseggi.

Una pri­ma cosa che negli anni è pas­sa­ta sot­to­trac­cia è il dif­fu­so raz­zi­smo con cui mol­ti fol­lo­wer rea­gi­va­no nel­la sezio­ne com­men­ti («Fiam­me nel cam­po rom» è un com­men­to di poche set­ti­ma­ne fa).

Ancora più presente è però la violenza, razzista o meno, intrinseca alla quasi totalità dei commenti sotto i post di Milano Bella da Dio: 

«Quel­lo deve mori­re», «Non han­no anco­ra tro­va­to quel­lo […] che gli rom­pe i den­ti», «Io […] le avrei ammaz­za­te di bot­te», «L’avrei pesta­ta a san­gue», e così via.

Il pano­ra­ma peg­gio­ra quan­do, da mere invo­ca­zio­ni, que­ste diven­go­no pro­po­ste in pri­ma per­so­na: «[…] mai nes­su­no che le ammaz­zi di bot­te? Ini­zie­rò a pren­de­re la metro», «Quan­to spe­ro di capi­ta­re io in una situa­zio­ne simi­le». Un leit­mo­tiv è poi quel­lo di alcu­ne del­le bor­seg­gia­tri­ci, appa­ren­te­men­te incin­te: c’è chi pro­po­ne «Una sber­la così for­te da far­le abor­ti­re il fin­to figlio», chi un cal­cio nel ven­tre «così non si ripro­du­co­no più».

In alcu­ni casi si pro­pon­go­no del­le vere e pro­prie spe­di­zio­ni puni­ti­ve: nel 2021 scri­ve­va­no «Quan­do orga­niz­zia­mo una sim­pa­ti­ca cro­cia­ta con­tro i maran­zel­li?» e «Non ave­te gen­te che le mas­sa­cra di bot­te […] che se ne fre­ga del­le tele­ca­me­re?», nel 2022 inve­ce «Pesta­te­la per favo­re se no ven­go io», «Orga­niz­zia­mo un raid puni­ti­vo?», «Ho pro­prio voglia di anda­re a Por­ta Vit­to­ria con una spranga».

C’è chi suggerisce proprio il modus operandi per cavarsela impuniti: 

un uten­te, pre­sup­po­nen­do che le bor­seg­gia­tri­ci non aves­se­ro i docu­men­ti in rego­la, spie­ga­va che «Se fate rea­to con­tro di loro, lo Sta­to non può fare nul­la con­tro di voi», men­tre un altro fol­lo­wer illu­stra­va anche come agi­re in caso di inter­ven­to del­la polizia.

In alcu­ni casi il sapo­re è quel­lo del vec­chio squa­dri­smo e i rife­ri­men­ti ideo­lo­gi­ci tra­spa­io­no da com­men­ti più o meno seri sot­to que­sti video: mol­ti invo­ca­no Hitler, Mus­so­li­ni e i for­ni cre­ma­to­ri, si pro­po­ne di col­pir­ne uno per edu­car­ne cen­to, o di appen­der­ne uno in ogni piaz­za descri­ven­do il rea­to commesso.

Sareb­be tut­ta­via un erro­re ricon­dur­re que­sto inte­ro micro­co­smo a pul­sio­ni fasci­ste alla law and order: in altri casi l’ispirazione è più l’anomia indi­vi­dua­li­sta da Far West, come testi­mo­nia un uten­te che fa espli­ci­to rife­ri­men­to alla serie TV western Yel­lo­w­sto­ne.

Il vero denominatore comune è l’idea di una giustizia fatta da soli, dell’autodifesa, in sostanza dei vigilantes (si trovano menzionati esplicitamente i personaggi dei fumetti Batman e Punisher).

A que­sto pun­to è bene spe­ci­fi­ca­re che no, non è tut­to quan­to impu­ta­bi­le ai gesto­ri di Mila­no Bel­la da Dio, che sosten­go­no asso­cia­zio­ni bene­fi­che e si sono più vol­te spe­si con­tro vari tipi di discri­mi­na­zio­ni. Per quan­to una pagi­na con que­sti nume­ri abbia una respon­sa­bi­li­tà sul sot­to­bo­sco che pro­li­fe­ra sot­to i pro­pri con­te­nu­ti, nes­su­na di que­ste fra­si è sta­ta pro­nun­cia­ta o soste­nu­ta dagli amministratori.

E loro stes­si denun­cia­no que­sta giu­sti­zia fai-da-te come con­se­guen­te all’indif­fe­ren­za del­lo Sta­to e del­la giun­ta Sala: «Non è una socie­tà sana» ammet­te­va uno degli invia­ti la scor­sa set­ti­ma­na, men­tre una pas­seg­ge­ra del tram li con­te­sta­va invano. 

A dirla tutta, però, descrivere queste azioni come l’estremo rimedio a mali estremi suona molto come una legittimazione.

Mila­no Bel­la da Dio ha cer­to il nobi­le inten­to di infor­ma­re e aiu­ta­re i con­cit­ta­di­ni, con par­ti­co­la­re rife­ri­men­to alla sicu­rez­za del­le don­ne, ma diver­si aspet­ti paio­no esse­re sfug­gi­ti di mano. Men­tre la loro bat­ta­glia cre­sce­va in noto­rie­tà (arri­van­do all’attenzione di Fuo­ri dal Coro, del Gior­na­le, di Stri­scia la Noti­zia e del TG4), si face­va sem­pre più sta­gna la bol­la dei fol­lo­wer che con­di­vi­de­va­no la stes­sa vio­len­ta radi­ca­li­tà.

Sono nati dei topoi ricor­ren­ti nel loro les­si­co, tal­vol­ta fun­zio­nan­ti come dog-whi­stle (lin­guag­gi allu­si­vi com­pren­si­bi­li solo ad un cer­to udi­to­rio, che agli altri pas­sa­no inos­ser­va­ti come un fischiet­to a ultra­suo­ni): l’uso di “topi” o “sor­ci” per rife­rir­si ai loro ber­sa­gli, anche in for­ma di emo­ji; l’uso di “nor­ve­ge­se” o “scan­di­na­vo” per desi­gna­re anti­fra­sti­ca­men­te l’etnia del­le per­so­ne, aggi­ran­do il ban.

La pro­va è che, non appe­na i loro con­te­nu­ti inve­ce fuo­rie­sco­no dal­la bol­la, è ine­vi­ta­bi­le lo scon­tro con chi richia­ma alla mode­ra­zio­ne: è il caso di un video del­le bor­seg­gia­tri­ci appro­da­to su una pagi­na Insta­gram da 800.000 seguaci.

Sotto gli occhi di molti le cose hanno cominciato a passare dal teorico al pratico.

L’estate scor­sa sono com­par­se le “sen­ti­nel­le”, poi la “squa­dra anti­bor­seg­gio” del­la pagi­na (nel­la più ampia galas­sia degli account a tema che vie­ta­no ai mem­bri di con­di­vi­de­re ciò che fan­no). Ad ago­sto han­no ini­zia­to ad affig­ge­re volan­ti­ni segna­le­ti­ci con le foto­gra­fie del­le bor­seg­gia­tri­ci, cosa rica­pi­ta­ta a novembre.

A dicem­bre un pas­seg­ge­ro del­la M3 ha spin­to a ter­ra una di loro; lo scor­so gen­na­io un altro sul­la M1 ne ha bloc­ca­ta una per il col­lo; a feb­bra­io un’altra don­na è sta­ta man­da­ta all’ospedale in Cen­tra­le, e un’altra aggres­sio­ne è avve­nu­ta di recente.

Un altro epi­so­dio è di feb­bra­io: l’inviato spie­ga di aver pedi­na­to un sup­po­sto mole­sta­to­re sul­la cir­co­la­re (sul­la base di segna­la­zio­ni Tele­gram) e di aver chia­ma­to la poli­zia asse­ren­do che ci fos­se­ro già mol­te denun­ce a suo cari­co, por­tan­do al suo arre­sto – nei com­men­ti, però, si chie­de alle per­so­ne di denun­ciar­lo per con­so­li­dar­ne l’arresto ex post (e un uten­te pro­po­ne la «fal­sa testi­mo­nian­za […] pic­co­la bugia»).

Pre­ve­nen­do la rispo­sta pola­riz­za­ta (evi­den­te nell’inte­ra­zio­ne con una ragaz­za che li ha recen­te­men­te con­te­sta­ti, ma anche affio­ran­te in un arti­co­lo de La Ragio­ne), no: dire tut­to que­sto non signi­fi­ca sta­re con le bor­seg­gia­tri­ci, che com­met­to­no dei rea­ti e aggre­di­sco­no a loro vol­ta, né tan­to meno con i mole­sta­to­ri. Come spie­ga­no inol­tre Gian­ni San­tuc­ci ed Emi­lio Mola, le scip­pa­tri­ci appro­fit­ta­no di alcu­ni cavil­li lega­li riguar­dan­ti le don­ne incinte.

Non le si difende in quanto criminali, non si vogliono fermare le “sentinelle” al posto delle borseggiatrici, bensì entrambi. 

Que­sto modo di fare non è solo uti­li­ta­ri­sti­ca­men­te inef­fi­ca­ce, ma pro­prio sba­glia­to, e fa anche un po’ pau­ra. Quel­lo che non si capi­sce è come, se scip­pi e rapi­ne ci spa­ven­ta­no, la pro­spet­ti­va del­le ron­de arma­te dovreb­be far­ci sen­ti­re più sicuri.

Con­di­vi­di:
Michele Cacciapuoti
Lau­rea­to in Let­te­re e Sto­ria. Quan­do non sto osser­van­do cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie o even­ti poli­ti­ci, scri­vo di cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie ed even­ti politici.

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