Bookadvisor, consigli di lettura di aprile

Bookadvisor, consigli di lettura di aprile

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Il biki­ni di Syl­via Plath, Gia­da Biag­gi (Not­te­tem­po) – recen­sio­ne di Giu­lia Scolari

Eva è una bril­lan­te dot­to­ran­da in filo­so­fia, che vive in un mono­lo­ca­le a Mila­no e fre­quen­ta le com­pa­gnie radi­cal chic di intel­let­tua­li pri­vi­le­gia­ti e sen­za con­tat­to col mon­do rea­le che si destreg­gia­no tra la Mila­no di City­li­fe e quel­la di Fon­da­zio­ne Pra­da. Per­de la testa per Ludo­vi­co, un cura­to­re che col­la­bo­ra solo con arti­ste fem­mi­ni­li e le man­da nudes su Insta­gram, pur essen­do fidan­za­to, e crea intor­no a lui una nar­ra­zio­ne filo­so­fi­ca­men­te oni­ri­ca ben più inte­res­san­te del­la sua per­so­na: il libro vede l’inizio, lo svol­gi­men­to e la fine di que­sta para-rela­zio­ne, che fun­ge per Eva da spin­ta per la sua rea­liz­za­zio­ne e formazione. 

Gia­da Biag­gi crea per­so­nag­gi così fin­ti da esse­re veri, che discu­to­no solo di argo­men­ti seri, eppu­re fan­no ride­re da mori­re. Spes­so ad Eva appa­io­no i fan­ta­smi di pen­sa­to­ri (ma anche quel­lo di Mick Jag­ger, for­se la più ico­ni­ca) dopo aver fat­to uso di sostan­ze, con cui por­ta avan­ti con­ver­sa­zio­ni a vol­te pro­fon­de e a vol­te piut­to­sto cao­ti­che. I rife­ri­men­ti all’interno del testo sono tan­tis­si­mi e varia­no da cita­zio­ni di altis­si­mo livel­lo a fram­men­ti di pop cul­tu­re: for­se per alcu­ni que­sta scrit­tu­ra può risul­ta­re pesan­te, ma che riflet­te inve­ce bril­lan­te­men­te la comu­ni­ca­zio­ne di una nuo­va gene­ra­zio­ne di pro­fes­sio­ni­sti, meno riser­va­ti dei per­so­nag­gi di Sal­ly Roo­ney e più intel­let­tua­li del­le pro­ta­go­ni­ste di Mean Girls. Una sor­ta di tra­scri­zio­ne let­te­ra­le di pagi­ne come Sapo­re di MaleSupe­ruo­vo.

Da aman­te di Biag­gi come stand-up come­dian, con­tent crea­tor e com­plex fema­le cha­rac­ter, è impos­si­bi­le non con­si­glia­re il suo esor­dio let­te­ra­rio a tut­te le stu­den­tes­se bel­le e bril­lan­ti che, come Eva, fati­ca­no a fare pace con la loro iden­ti­tà e con quel biso­gno di esse­re leg­ge­re sen­za esse­re super­fi­cia­li. Biag­gi sta anche lavo­ran­do alla sce­no­gra­fia per la serie tv ispi­ra­ta al roman­zo: noi non ce la per­de­re­mo di sicuro! 


Le vite nasco­ste dei colo­ri, Lau­ra Imai Mes­si­na (Einau­di) – recen­sio­ne di Giu­lia Maineri

La coper­ti­na bian­ca crea un per­fet­to con­tra­sto con l’esplo­sio­ne di colo­ri che ven­go­no pro­po­sti al let­to­re tra le pagi­ne del libro, attra­ver­so gli occhi di Mio. Non è un pun­to di vista qual­sia­si: Mio vive in una real­tà aumen­ta­ta, in cui il ven­ta­glio dei colo­ri si è espan­so. “Blu” è una paro­la che per Mio non ha alcun signi­fi­ca­to: ci sono il blu del­le set­te di sera, l’azzurro vec­chio sei anni, il cele­ste vela­to, il blu mez­za­not­te, l’indaco sbrodolato. 

Uno spet­tro cro­ma­ti­co avvol­to in una splen­di­da cor­ni­ce bian­ca, che si con­cre­tiz­za nel carat­te­re dei per­so­nag­gi e nell’ambientazione del­la sto­ria. Il bian­co è infat­ti un colo­re che in Giap­po­ne ha un signi­fi­ca­to spe­cia­le: è il colo­re del­la puri­fi­ca­zio­ne spi­ri­tua­le e fisi­ca che sim­bo­leg­gia l’inizio di una nuo­va fase del­la vita di un uomo. E in effet­ti Lau­ra Imai Mes­si­na rac­con­ta con deli­ca­tez­za la tran­si­zio­ne ver­so un nuo­vo sta­dio del per­cor­so di Mio e Aoi, per­so­nag­gi costrui­ti con estre­ma cura e sensibilità. 

Ci sono i mil­le colo­ri di Mio, c’è il bian­co giap­po­ne­se, e c’è il buio del­la mor­te, con cui Aoi ha sem­pre a che fare. Un filo nar­ra­ti­vo tran­quil­lo, che si sno­da con agi­li­tà tra i veri pila­stri del rac­con­to: i colo­ri, il Giap­po­ne e l’anima. Una sto­ria che por­ta pace e poe­sia allo stes­so tem­po, oltre al desi­de­rio di tro­va­re il pro­prio colore. 


Tut­ti nel­la mia fami­glia han­no ucci­so qual­cu­no, Ben­ja­min Ste­ven­son (Fel­tri­nel­li) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Ernie Cun­nin­gham non ha mai ama­to le riu­nio­ni di fami­glia. Non c’è dun­que da stu­pir­si se non è affat­to entu­sia­sta di ritro­var­si cir­con­da­to da tut­ti i suoi paren­ti in uno cha­let sper­du­to in mon­ta­gna, con­sa­pe­vo­le del fat­to di non esse­re ben volu­to dopo aver denun­cia­to il fra­tel­lo Michael a segui­to di un omi­ci­dio da lui compiuto. 

Il pro­ble­ma prin­ci­pa­le però è tutt’altro, per­ché tut­ti, nel­la fami­glia Cun­nin­gham, han­no ucci­so qualcuno. 

Par­ten­do dal Deca­lo­go del gial­lo per­fet­to di Richard Knox, pro­prio Ernie tra­sci­na il let­to­re nel­le vicen­de in cui la sua fami­glia è coin­vol­ta, in manie­ra tan­to diver­ten­te quan­to assur­da: alcu­ni fat­ti ven­go­no anti­ci­pa­ti, sve­lan­do ai let­to­ri i capi­to­li esat­ti in cui ver­ran­no svol­ti; più e più vol­te Ernie si lasce­rà anda­re a com­men­ti e osser­va­zio­ni, come se stes­se par­lan­do a quattr’occhi con il suo interlocutore.

L’autore ha crea­to un gial­lo asso­lu­ta­men­te ine­di­to e par­ti­co­la­re, una let­tu­ra deci­sa­men­te diver­sa dall’ordinario, in cui il let­to­re vie­ne com­ple­ta­men­te som­mer­so dai fat­ti. Impos­si­bi­le posar­lo una vol­ta ini­zia­to! Il roman­zo ha avu­to tal­men­te tan­to suc­ces­so che diven­te­rà una serie TV pro­dot­ta da HBO. 


Poli­ti­ca Net­flix. Chi det­ta l’agenda nell’era dei social, Will con Loren­zo Pre­glia­sco e Gio­van­ni Dia­man­ti (Will Media) – recen­sio­ne di Nina Fresia

Che cos’è la “poli­ti­ca Net­flix”? E qual è il suo impat­to sul­la nostra socie­tà? A que­ste doman­de, ten­ta­no di rispon­de­re autri­ci e auto­ri di Will Media, crea­to­re di con­te­nu­ti infor­ma­ti­vi su diver­se piat­ta­for­me, con la col­la­bo­ra­zio­ne di Loren­zo Pre­glia­sco e Gio­van­ni Dia­man­ti, fon­da­to­ri di Quorum/Youtrend.

Il libro rap­pre­sen­ta una vera e pro­pria gui­da per orien­tar­si in un mon­do dei social net­work sem­pre più com­ples­so (basti nota­re la quan­ti­tà di ter­mi­ni tec­ni­ci impie­ga­ti all’interno del sag­gio), intrec­cia­to a dop­pio filo con la strut­tu­ra eco­no­mi­ca e l’atti­vi­tà poli­ti­ca. Con “poli­ti­ca Net­flix” si vuo­le inten­de­re una ten­den­za a con­cen­tra­re il dibat­ti­to pub­bli­co su temi fram­men­ta­ti, por­ta­ti in pri­mo pia­no da sog­get­ti non poli­ti­ci tra­mi­te mez­zi di comu­ni­ca­zio­ne diver­si da quel­li con­ven­zio­na­li e rapi­da­men­te dimenticati. 

La rifles­sio­ne non è inca­na­la­ta in un uni­co flus­so, ma è col­let­ti­va: più voci inter­ven­go­no met­ten­do in luce i diver­si modi con cui la poli­ti­ca Net­flix si espri­me. Ven­go­no riper­cor­se le ori­gi­ni del feno­me­no, così come sono pre­si in con­si­de­ra­zio­ne tut­ti i sog­get­ti attual­men­te capa­ci di influen­za­re le mas­se: cele­bri­tà, influen­cer e azien­de han­no come mai pri­ma d’ora la pos­si­bi­li­tà di con­cen­tra­re l’attenzione del­la pro­pria com­mu­ni­ty su un tema o su un valo­re, infor­man­do sog­get­ti che altri­men­ti non sareb­be­ro mai venu­ti a con­tat­to con tali contenuti.

Alla luce di una sem­pre più ampia disaf­fe­zio­ne nei con­fron­ti di isti­tu­zio­ni e par­ti­ti, diven­ta neces­sa­rio inter­ro­gar­si sul signi­fi­ca­to che assu­me oggi l’atti­vi­smo e dei rischi in cui si può incor­re­re a cau­sa di un’eccessiva sem­pli­fi­ca­zio­ne di tema­ti­che poli­ti­che intri­ca­te. Allo stes­so tem­po, ven­go­no illu­stra­ti alcu­ni casi (come il movi­men­to #MeToo e il ddl Zan) in cui si è riu­sci­ti a pas­sa­re da Net­flix alla poli­ti­ca vera e pro­pria: il dibat­ti­to sui social net­work, ali­men­ta­to dall’intervento di figu­re popo­la­ri, è sta­to così dirom­pen­te da con­di­zio­na­re l’agenda politica.


Il consiglio della casa editrice Le Lucerne

Bestie delin­quen­ti, Car­lo D’Addosio (Edi­zio­ni Le Lucer­ne) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Gli ani­ma­li sono sem­pre sta­ti par­te inte­gran­te del­le nostre vite, pro­ta­go­ni­sti a par­ti­re dal­le pit­tu­re rupe­stri, fino ai dipin­ti e alle ope­re let­te­ra­rie più note.

Nel 1892, Car­lo D’Addosio scris­se un volu­me com­ple­ta­men­te incen­tra­to sugli ani­ma­li, o meglio, sugli ani­ma­li impli­ca­ti in pro­ces­si e impe­gna­ti nei tri­bu­na­li. Ciò che è sta­to crea­to è un libro dav­ve­ro uni­co nel suo gene­re: par­ten­do da pro­ces­si a cari­co di ani­ma­li, sia civi­li che pena­li, la let­tu­ra di que­sto libro offre mol­to di più. Come vie­ne fat­to nota­re fin dal­la Pre­fa­zio­ne, risul­ta evi­den­te il con­fron­to, e la pole­mi­ca, che l’autore vole­va instau­ra­re con­tro L’uomo delin­quen­te di Cesa­re Lom­bro­so e le teo­rie del­la Scuo­la Pena­le Positiva. 

Il risul­ta­to è, nel suo insie­me, qual­co­sa di mol­to inno­va­ti­vo, un bel viag­gio cul­tu­ra­le, in gra­do di atti­ra­re let­to­ri mol­to diver­si tra di loro, per la gran­de curio­si­tà dell’argomento pro­po­sto.

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Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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