Carri armati da Udine all’Ucraina. Cosa sta succedendo?

Carri armati da Udine all'Ucraina. Cosa sta succedendo?

Dall’inizio del­la guer­ra in Ucrai­na, l’Italia ha par­te­ci­pa­to al soste­gno uma­ni­ta­rio, eco­no­mi­co e mili­ta­re for­ni­to all’Ucraina dall’Alleanza Atlan­ti­ca e dall’Unione Euro­pea. Col­la­bo­ran­do con i part­ner euro­pei, Roma ha invia­to armi e muni­zio­ni a Kiev, soste­nen­do paral­le­la­men­te il gover­no ucrai­no finan­zia­ria­men­te sia in ambi­to bila­te­ra­le che mul­ti­la­te­ra­le. In que­sti gior­ni abbia­mo sen­ti­to par­la­re di stu­po­re e inquie­tu­di­ne dei pas­seg­ge­ri che si sono tro­va­ti davan­ti un tran­si­to di car­ri arma­ti in par­ten­za da Udi­ne e diret­ti ver­so l’U­crai­na. Di cosa si tratta? 

Come ha pre­ci­sa­to il mini­stro dei Rap­por­ti con il Par­la­men­to, Luca Ciria­ni Rai­news, si trat­te­reb­be di «semo­ven­ti di arti­glie­ria su cin­go­li» diret­ti in Ucrai­na. I mez­zi fareb­be­ro par­te di un pac­chet­to di aiu­ti mili­ta­ri deli­be­ra­to dal gover­no Dra­ghi e che ven­go­no con­se­gna­ti que­sta set­ti­ma­na, una vol­ta giun­ti in Ucrai­na dovran­no esse­re revi­sio­na­ti e rimes­si in esercizio. 

Gli aiuti: finanziamenti e armi

Ricor­dia­mo che l’Italia sostie­ne pie­na­men­te il per­cor­so euro­peo dell’Ucraina e ha con­tri­bui­to atti­va­men­te alla con­ces­sio­ne del­lo sta­tus di can­di­da­to all’UE a Kyiv. Infat­ti, è pron­ta ad ope­ra­re con i suoi part­ner per raf­for­za­re la resi­lien­za del­le infra­strut­tu­re ucrai­ne, come dichia­ra­to alla Con­fe­ren­za di Pari­gi del 13 dicem­bre 2022, dove l’Italia si è impe­gna­ta con 10 milio­ni di euro. Dal 24 feb­bra­io scor­so, l’Italia ha par­te­ci­pa­to imme­dia­ta­men­te al soste­gno NATO ed euro­peo alla dife­sa dell’Ucraina, varan­do il pri­mo “pac­chet­to di aiu­ti” già il 28 febbraio. 

Secon­do quan­to dichia­ra­to da Chri­sto­ph Tre­be­sch, il capo del team che com­pi­la l’U­crai­ne Sup­port Trac­ker «a luglio, i Pae­si dona­to­ri non han­no avvia­to qua­si nuo­vi aiu­ti, ma han­no for­ni­to par­te del sup­por­to già impe­gna­to come i siste­mi militari». 

Suc­ces­si­va­men­te, nel novem­bre 2022, l’Italia ha deci­so di for­ni­re un con­tri­bu­to finan­zia­rio di 500.000 euro all’Ufficio dell’Alto Com­mis­sa­rio per i dirit­ti uma­ni (OHCHR) per soste­ne­re l’opera del­la Mis­sio­ne di moni­to­rag­gio dei dirit­ti uma­ni in Ucrai­na. Il pri­mo impor­to (375.000 euro) è già sta­to tra­sfe­ri­to nel dicem­bre 2022. 

L’Italia ha finora approvato 6 consistenti pacchetti di sostegno militare alla difesa dell’Ucraina.

In vir­tù del­la situa­zio­ne asso­lu­ta­men­te emer­gen­zia­le, il pri­mo pac­chet­to di aiu­ti si com­po­ne­va sia di arma­men­ti che di mez­zi e stru­men­ti fun­zio­na­li all’assistenza uma­ni­ta­ria, come ten­de da cam­po, kit medi­ci, pasti e tut­ta la stru­men­ta­zio­ne neces­sa­ria per gesti­re i milio­ni di pro­fu­ghi che fin dal­le pri­me ore dell’invasione si river­sa­va­no nell’Ucraina occi­den­ta­le dal­le regio­ni orientali.

L’Italia risul­ta tra i pri­mi die­ci pae­si per il soste­gno all’Ucraina. In par­ti­co­la­re, l’Italia ha for­ni­to cre­di­ti all’Ucraina per cir­ca 310 milio­ni di euro su base bila­te­ra­le, men­tre gli aiu­ti uma­ni­ta­ri sono sta­ti quan­ti­fi­ca­ti per un tota­le di 40 milio­ni di euro, cui è neces­sa­rio aggiun­ge­re cir­ca 390 milio­ni allo­ca­ti agli aiu­ti mili­ta­ri. Que­sti ulti­mi sono sta­ti finan­zia­ti alme­no par­zial­men­te dal­lo Euro­pean Pea­ce Faci­li­ty, lo stru­men­to pre­di­spo­sto dall’UE per sti­mo­la­re un mag­gio­re coor­di­na­men­to tra le indu­strie del­la dife­sa nazio­na­li e pro­muo­ve­re pro­get­ti di svi­lup­po con­giun­ti tra i diver­si atto­ri euro­pei, ora ulte­rior­men­te con­so­li­da­to per soste­ne­re le spe­se in arma­men­ti deri­van­ti dall’invio di armi in ucraina. 

Quali armi stiamo mandando in Ucraina? 

Il con­tri­bu­to prin­ci­pa­le è in fun­zio­ne di uno stru­men­to mili­ta­re ucrai­no con una for­te com­po­nen­te di “arma base” ossia la fan­te­ria. Equi­pag­gia­men­ti e armi indi­vi­dua­li e di repar­to, siste­mi con­tro­car­ro, vei­co­li da tra­spor­to trup­pa e com­bat­ti­men­to, arti­glie­ria di sup­por­to al com­bat­ti­men­to e dife­sa aerea. 

Gran par­te dell’equipaggiamento ita­lia­no invia­to in Ucrai­na è com­po­sto da stru­men­ti vec­chi, non più uti­liz­za­ti dall’Esercito e di con­ce­zio­ne arre­tra­ta rispet­to alle esi­gen­ze dei cam­pi di bat­ta­glia ucrai­ni, ma pur sem­pre effi­ca­ci con­si­de­ran­do la penu­ria di mez­zi e risor­se di cui l’esercito ucrai­no sof­fri­va all’inizio del conflitto.

Sicu­ra­men­te il con­tri­bu­to ita­lia­no è sta­to rile­van­te soprat­tut­to se con­si­de­ra­te le risor­se com­ples­si­va­men­te limi­ta­te a dispo­si­zio­ne del­le For­ze Arma­te ita­lia­ne, che, come è emer­so negli ulti­mi mesi, man­ca­no, come tut­ti i pae­si euro­pei, di riser­ve con­si­sten­ti per far fron­te a sce­na­ri ad alta intensità. 

Quan­to più aumen­ta il con­tri­bu­to sta­tu­ni­ten­se, tan­to più rile­van­ti sono le richie­ste (e le pres­sio­ni) ai Pae­si dell’Unione euro­pea. Si potreb­be in defi­ni­ti­va, valu­ta­re il con­tri­bu­to ita­lia­no in una cifra appros­si­ma­ti­va di 800 milio­ni di euro, di cui 400 milio­ni di aiu­ti militari. 

Con­si­de­ran­do il con­tri­bu­to sta­tu­ni­ten­se da un lato e i Pae­si dell’Unione euro­pea pre­si sin­go­lar­men­te dall’altro, Washing­ton ha stan­zia­to oltre 45 miliar­di di dol­la­ri in aiu­ti mili­ta­ri, com­pre­si equi­pag­gia­men­ti di pre­gio come i siste­mi mis­si­li­sti­ci a medio rag­gio, siste­mi radar, siste­mi di dife­sa con­trae­rea, oltre a miglia­ia di vei­co­li di dif­fe­ren­te tipo­lo­gia. Poi han­no pro­mes­so l’invio di car­ri arma­ti pesan­ti, gli Abrams. Men­tre i sin­go­li pae­si euro­pei han­no inve­ce dato un con­tri­bu­to ete­ro­ge­neo, in alcu­ni set­to­ri poco più che for­ma­le, ma nel com­ples­so è un aiu­to con­cre­to e uti­le. Si può valu­ta­re in cir­ca 30 miliar­di di euro l’aiuto euro­peo dato a Kiev, dun­que in linea con quel­lo statunitense.

Quanto è significativo il nostro apporto rispetto a quello degli altri paesi europei? 

A fron­te del­le sem­pre più limi­ta­te risor­se desti­na­te alla Dife­sa nel cor­so degli ulti­mi 20 anni, il con­tri­bu­to è sta­to cer­ta­men­te rile­van­te con­si­de­ra­ta la penu­ria di armi ed equi­pag­gia­men­ti. Il nostro sfor­zo e con­tri­bu­to è così, sì impor­tan­te, ma non deci­si­vo. Cer­to, è coe­ren­te con quel­lo del­la mag­gior par­te degli allea­ti, ad esclu­sio­ne dei prin­ci­pa­li soste­ni­to­ri – Sta­ti Uni­ti e Regno Uni­to – ma infe­rio­re a quel­lo del­la Ger­ma­nia che, da sola avreb­be for­ni­to aiu­ti com­ples­si­vi (dun­que uma­ni­ta­ri, finan­zia­ri e mili­ta­ri) di oltre 5 miliar­di di euro, con­tro gli 800 milio­ni dell’Italia.

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Candida Battaglia

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