Che aria tira a Milano?

Che aria tira a Milano

Quan­te vol­te è capi­ta­to, andan­do in uni­ver­si­tà, di avvi­ci­nar­si all’hinterland mila­ne­se e vede­re, in lon­ta­nan­za, i grat­ta­cie­li di piaz­za Gae Aulen­ti con­tor­na­ti da una fit­ta foschia, che neb­bia non è? Nel­la sola gior­na­ta del 20 mar­zo le cen­tra­li­ne dell’Arpa (Agen­zia Regio­na­le per la Pro­te­zio­ne dell’Ambiente) han­no regi­stra­to con­cen­tra­zio­ni di pol­ve­ri sot­ti­li al limi­te del con­sen­ti­to: 47.75 µg/m³ su 50 nel­l’a­ria di Milano.

Secondo la classifica di IQAir sulla qualità dell’aria e sull’inquinamento nelle diverse città del mondo, Milano si posiziona al secondo posto, preceduta da Teheran e seguita da Pechino.

Inol­tre, secon­do il nuo­vo report “Mal Aria di cit­tà. Cam­bio di pas­so cer­ca­si”, lega­to alla Clean Cities Cam­pai­gn, una coa­li­zio­ne di ONG e asso­cia­zio­ni ambien­ta­li­ste che ha come obiet­ti­vo una mobi­li­tà urba­na a zero emis­sio­ni entro il 2030, gli attua­li livel­li di inqui­na­men­to atmo­sfe­ri­co nel nord Ita­lia, ma non solo, risul­ta­no deci­sa­men­te trop­po alti, rispet­to ai limi­ti fis­sa­ti per il 2030. 

Nel 2022, 29 cit­tà su 95 han­no supe­ra­to i limi­ti gior­na­lie­ri di PM10 (Mate­ria Par­ti­co­la­ta; indi­ca quel­le pol­ve­ri sot­ti­li che han­no dia­me­tro ugua­le o infe­rio­re a 10 µm), ma la situa­zio­ne resta cri­ti­ca anche per i livel­li di bios­si­do di azo­to (NO2); le die­ci cit­tà ita­lia­ne più inqui­na­te da PM10 nel 2022 sono: Mila­no, Mon­za, Lodi, Cre­mo­na, Vero­na, Mode­na, Andria, Ales­san­dria, Tori­no, Asti, con una media annua­le di 33–35 PM10 µg/mc.

Attual­men­te, la qua­li­tà dell’aria nel­la Pia­nu­ra Pada­na è eti­chet­ta­ta come “insa­lu­bre”. Seb­be­ne non sia sta­ta anco­ra atti­va­ta alcu­na misu­ra con­tro lo smog, si rac­co­man­da di ridur­re le atti­vi­tà all’aperto e di evi­tar­le se si è sog­get­ti poten­zial­men­te a rischio (bam­bi­ni, anzia­ni, don­ne in sta­to inte­res­san­te). Uti­liz­za­re masche­ri­ne Ffp2, evi­ta­re di apri­re le fine­stre e sfrut­ta­re depu­ra­to­ri e puri­fi­ca­to­ri dell’aria ad uso domestico.

L’inquinamento di mac­chi­ne, fumo di siga­ret­ta, i riscal­da­men­ti dome­sti­ci e i par­ti­co­la­ti pro­dot­ti dal­le indu­strie, ovvia­men­te, influi­sce nega­ti­va­men­te sia sul­la qua­li­tà dell’aria respi­ra­ta, sia sul­la salu­te dei cit­ta­di­ni, sem­pre più a rischio di tumo­ri, malat­tie e deces­si a cau­sa del­le pol­ve­ri sot­ti­li, non solo in Ita­lia e in Euro­pa, ma in tut­to il mondo.

Ad aggravare la situazione si aggiunge il riscaldamento globale, la mancanza di piogge e neve e la conseguente siccità, che sta seccando i terreni e le colture, riducendo drasticamente la quantità d’acqua a disposizione per l’uso domestico, per l’agricoltura e l’allevamento.

Non dimen­ti­chia­mo che, seb­be­ne l’acqua flui­sca abbon­dan­te­men­te dal rubi­net­to quan­do lo si apre, essa non è infi­ni­ta. Lascia­re a casa la mac­chi­na e pren­de­re i mez­zi pub­bli­ci (anche se spes­so ral­len­ta­ti da nume­ro­si ritar­di) non basta. Que­ste le pro­po­ste di Legam­bien­te: pas­sag­gio dal­le Ztl (zone a traf­fi­co limi­ta­to) alle ZEZ (Zone a zero emis­sio­ni); pia­no di riqua­li­fi­ca­zio­ne ener­ge­ti­ca dell’edilizia pub­bli­ca e pri­va­ta; poten­zia­men­to del Tra­spor­to Pub­bli­co e Tra­spor­to Rapi­do di Mas­sa; incen­ti­va­re la mobi­li­tà elet­tri­ca con­di­vi­sa (micro, bici, auto, van e car­go bike); ridi­se­gna­re lo spa­zio pub­bli­co urba­no a misu­ra d’uomo; tut­to elet­tri­co in cit­tà, anche pri­ma del 2035. 

L’inquinamento atmo­sfe­ri­co decre­sce trop­po len­ta­men­te per poter par­la­re di risa­na­men­to dell’ambiente e dell’aria che ci cir­con­da. Se non saran­no pre­si tem­pe­sti­vi prov­ve­di­men­ti in meri­to, non sarà pos­si­bi­le rien­tra­re nei limi­ti pre­fis­sa­ti per il 2030. È neces­sa­rio un cam­bia­men­to repen­ti­no, per la nostra salu­te e per quel­la del nostro pianeta. 

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Laura Cecchetto
Sco­pro il mon­do e me stes­sa con il naso den­tro a un libro, riflet­to su ciò che mi cir­con­da e pren­do appun­ti. Nar­ro ciò che leg­go, e di con­se­guen­za ciò che pro­vo, per rela­zio­nar­mi con ciò che mi sta attor­no, pos­si­bil­men­te con una taz­za di tè sul­la scrivania.
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Scopro il mondo e me stessa con il naso dentro a un libro, rifletto su ciò che mi circonda e prendo appunti. Narro ciò che leggo, e di conseguenza ciò che provo, per relazionarmi con ciò che mi sta attorno, possibilmente con una tazza di tè sulla scrivania.

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