Le storie horror su Topolino sono vere?

Topo­li­no che cam­mi­na con un sor­ri­so sem­pre più inquie­tan­te, Squid­di che fis­sa lo spet­ta­to­re con gli occhi iniet­ta­ti di san­gue, Tom e Jer­ry depres­si che atten­do­no la mor­te sui bina­ri del tre­no… Di che cosa stia­mo par­lan­do? Sono esem­pi di cosid­det­ti lost epi­so­des, pun­ta­te dei clas­si­ci car­to­ni ani­ma­ti per bam­bi­ni che si postu­la­no per­du­te a cau­sa del loro con­te­nu­to splat­ter o distur­ban­te, che le case pro­dut­tri­ci avreb­be­ro censurato.

Ma chi ne parla? Quanto c’è di vero? E perché sono così virali?

Dete­stia­mo infran­ge­re sin da subi­to la sospen­sio­ne dell’incre­du­li­tà, ma di vero c’è ben poco: qua­si tut­te que­ste sto­rie appar­ten­go­no all’universo del­le cree­py­pa­sta, rac­con­ti hor­ror affi­ni alle leg­gen­de metro­po­li­ta­ne che dagli anni Novan­ta e Due­mi­la tro­va­no dif­fu­sio­ne su forum e social net­work tra­mi­te il mec­ca­ni­smo del copia-e-incol­la (copy­pa­sta).

La Pou­pée — H. Bell­mer (1935/36)

Alcu­ne sono espli­ci­ta­men­te fit­ti­zie men­tre altre aspi­ra­no ad una mag­gio­re vero­si­mi­glian­za, ma le cree­py­pa­sta sono tut­te ope­re di fin­zio­ne let­te­ra­ria di cui i frui­to­ri abi­tua­li sono con­sa­pe­vo­li. Quel­lo che vie­ne gene­ral­men­te con­si­de­ra­to il capo­sti­pi­te del sot­to­ge­ne­re dei lost epi­so­des è Suicidemouse.avi. Il tito­lo fa rife­ri­men­to a un file audio­vi­si­vo: secon­do il rac­con­to, com­pi­lan­do un’antologia di vec­chi cor­ti degli anni ’30 (la serie Disney Trea­su­res, real­men­te pub­bli­ca­ta entro il 2009) il cri­ti­co L. Mal­tin si sareb­be imbat­tu­to in un fil­ma­to crea­to da Walt Disney in per­so­na, fino ad allo­ra cre­du­to limi­tar­si alla cam­mi­na­ta di Topo­li­no per pochi minuti.

Mal­tin avreb­be inve­ce sco­per­to che il cor­to con­ti­nua­va in modo sem­pre più distur­ban­te: l’espressione di Topo­li­no muta­va in un ghi­gno fol­le per poi per­de­re i bul­bi ocu­la­ri, men­tre l’audio dive­ni­va pri­ma un mor­mo­rio incom­pren­si­bi­le e poi un gri­do disu­ma­no. L’ultimo foto­gram­ma sareb­be sta­to una scrit­ta in rus­so riguar­dan­te visio­ni infer­na­li: stan­do alla cree­py­pa­sta, il dipen­den­te inca­ri­ca­to da Mal­tin di ulti­ma­re l’esame del cor­to si sareb­be spa­ra­to sedu­ta stante.

Nel 2020 uno You­Tu­ber addu­ce­va a fon­te d’ispirazione del­la cree­py­pa­sta un sup­po­sto fumet­to di Walt in cui il topo ten­ta inva­no di toglier­si la vita per amo­re: il rife­ri­men­to è a una sto­ria del 1930, che però non è sta­ta scrit­ta da Disney in per­so­na. È per­si­no pos­si­bi­le tro­va­re il pre­sun­to video di que­sto cor­to (inti­to­la­to Mic­key Mou­se goes to hell), che Inter­net Archi­ve data al 1929 e una wiki al 1931 – secon­do quest’ultima, la cree­py­pa­sta sareb­be sta­ta crea­ta sul forum 4chan nel 2008 o 2009, cosa con­fer­ma­ta dall’unico fact-chec­king com­ple­to sul­la sto­ria, com­piu­to nel 2017 dall’autrice Lucia Peters (che sot­to­li­nea anche la non cor­ri­spon­den­za del­lo sti­le di dise­gno a quel­lo dei pri­mi anni Trenta).

Il tema del sui­ci­dio è sfrut­ta­to piut­to­sto fre­quen­te­men­te (e in modo inde­li­ca­to, come sot­to­li­nea Peters) da que­ste cree­py­pa­sta: emble­ma­ti­co è Squidward’s Sui­ci­de, la testi­mo­nian­za di un sedi­cen­te tiro­ci­nan­te del­la Nic­ke­lo­deon che nel 2005 avreb­be visio­na­to un epi­so­dio di Spon­ge­bob in cui Squid­di, a segui­to di un fal­li­men­to musi­ca­le, si dispe­ra fino a spa­rar­si con un fucile.

Ricorrono elementi inquietanti: audio che sovrappone pianto e risata, video intervallato da fotografie splatter di cadaveri sventrati…

In que­sto caso non si tro­va­no fact-chec­king del­la sto­ria, ma noi stes­si abbia­mo potu­to veri­fi­ca­re che si trat­ta con ogni pro­ba­bi­li­tà di fin­zio­ne: nel 2013 un uten­te di Red­dit asse­ri­va di esse­re l’inventore del­la sto­ria e alle­ga­va lo screen del forum 7chan su cui l’avrebbe dif­fu­sa nel 2007 (a dire il vero ano­ni­ma­men­te). Anche di que­sta cree­py­pa­sta esi­ste un video da alme­no due anni, ma abbia­mo accer­ta­to che si trat­ta di un raf­faz­zo­na­to col­la­ge del­le pun­ta­te Squid­bob Ten­ta­cle­pan­ts (2005) e Dying for pie (2001).

Un caso un po’ diver­so è quel­lo di Mickey’s best friend, ipo­te­ti­co cor­to Disney che sareb­be per­si­no sta­to pro­iet­ta­to al cine­ma nel 1929, in cui Topo­li­no fa ami­ci­zia con un cer­to Eusta­ce per poi rapir­lo e tra­sfor­mar­lo chi­rur­gi­ca­men­te in un cane, a cui dà il nome Plu­to. L’autore scri­ve anche che Eusta­ce potreb­be aver ispi­ra­to la figu­ra di Pip­po. Se non bastas­se l’imma­gi­ne mala­men­te pho­to­shop­pa­ta a dimo­stra­re la fal­si­tà del­la sto­ria, c’è anche un ana­cro­ni­smo: Plu­to ven­ne crea­to nel 1930 e qua­si sicu­ra­men­te rice­vet­te il nome dal pia­ne­ta Plu­to­ne, anco­ra igno­to nel 1929; quan­to a Pip­po, tra il 1932 e il 1934 il suo aspet­to subì del­le modi­fi­che che inde­bo­li­sco­no l’ipotetico lega­me con Eustace.

Inte­res­san­te l’esempio di Dead Bart, epi­so­dio segre­to dei Simp­son il cui file sareb­be sta­to for­ni­to all’autore da nien­te­po­po­di­me­no che Matt Groe­ning, in cui Bart vie­ne coin­vol­to in un mor­ta­le inci­den­te aereo. Di que­sta cree­py­pa­sta (nata sul forum Game­FA­Qs nel 2010) esi­sto­no più video, ma abbia­mo veri­fi­ca­to che impie­ga­no spez­zo­ni di pun­ta­te data­te fra il 1990 e il 2000. In que­sto caso però la sto­ria è fuo­riu­sci­ta dal cir­cui­to taci­ta­men­te fit­ti­zio del­le cree­py­pa­sta per appro­da­re sui social net­work nel­le fal­se vesti di epi­so­dio reale.

Si trat­ta del­le stes­se pagi­ne Insta­gram che pre­sen­ta­no come vero un epi­so­dio di Tom e Jer­ry in cui il topo vie­ne deca­pi­ta­to con del­le ceso­ie, in real­tà ver­sio­ne modi­fi­ca­ta del cor­to Fine fea­the­red friend (1942). A dire il vero esi­ste una pun­ta­ta, ben più nota e real­men­te anda­ta in onda nel 1956, in cui Tom e Jer­ry sie­do­no depres­si sui bina­ri del tre­no, per una delu­sio­ne amo­ro­sa. Si inti­to­la Blue cat blues e vie­ne defi­ni­to l’ultimo epi­so­dio del­la serie, in cui i pro­ta­go­ni­sti muo­io­no sul serio, a dif­fe­ren­za degli innu­me­re­vo­li inci­den­ti da cui di nor­ma esco­no ille­si o degli epi­so­di in cui il deces­so è solo il pre­te­sto per una gag.

Al net­to del­le voci su una suc­ces­si­va inter­vi­sta in cui il crea­to­re W. Han­na spie­ghe­reb­be come i due si sia­no sal­va­ti all’ultimo dal tre­no, que­sto non è affat­to il fina­le di Tom e Jer­ry : la pri­ma serie di cor­ti con­ti­nuò per altri 11 epi­so­di, finen­do nel 1958 con Tot wat­chers.

Come mai dun­que que­ste sto­rie cir­co­la­no in modo vira­le? Per­ché affa­sci­na­no quan­to­me­no gli appas­sio­na­ti di hor­ror? Ci sono sicu­ra­men­te ele­men­ti nar­ra­ti­vi per­ti­nen­ti alle cree­py­pa­sta che inscri­vo­no que­sti epi­so­di in un ter­re­no al limi­te fra sovran­na­tu­ra­le e rea­li­sti­co, quel­lo che Todo­rov chia­ma­va fan­ta­sti­que-mer­veil­leux: video che pro­vo­ca­no la mor­te come in The ring, cor­ni­ci testi­mo­nia­li che dona­no vero­si­mi­glian­za (si pen­si alla tec­ni­ca del found foo­ta­ge in The Blair Witch Pro­ject o Para­nor­mal Acti­vi­ty), il richia­mo enig­ma­ti­co al più ampio insie­me dei real­men­te esi­sten­ti lost media.

C’è però qualcosa di più, anche perché non tutti questi racconti nascono o rimangono creepypasta: l’elemento fondamentale è il contrasto fra le tematiche disturbanti e i cartoni animati della nostra infanzia. 

Que­sto è vero anche a livel­lo visi­vo, lad­do­ve la defor­ma­zio­ne splat­ter si com­bi­na con sti­le­mi gra­fi­ci diver­si da quel­li attua­li (non a caso le sto­rie pre­sen­ta­no Topo­li­no, Bart, Tom e Jer­ry agli albo­ri del­la loro ani­ma­zio­ne) gene­ran­do un disa­gio affi­ne a quel­lo del­la uncan­ny val­ley, la rea­zio­ne di inquie­tu­di­ne fami­lia­re ed ata­vi­ca a per­so­nag­gi imper­fet­ta­men­te umanoidi.

Il con­tra­sto è però soprat­tut­to a livel­lo con­cet­tua­le: che cosa spin­ge nel 2023 a fare un hor­ror con Win­nie Pooh? Per­ché nel 2020 cir­co­lò tan­to la cree­py­pa­sta sul pip­pi­de Jona­than Galin­do, otti­ma­men­te ana­liz­za­ta da A. A. Veglian­te? Vede­re i clas­si­ci e inno­cen­ti per­so­nag­gi ani­ma­ti ucci­de­re, ucci­der­si o veni­re ucci­si, depri­mer­si o anche ave­re rap­por­ti ses­sua­li pro­vo­ca in noi la per­tur­ban­te e diso­rien­tan­te com­pre­sen­za di fami­lia­ri­tà ed estra­nei­tà – per dir­la con Freud, unheim­lich.

Con­di­vi­di:
Michele Cacciapuoti
Lau­rea­to in Let­te­re e Sto­ria. Quan­do non sto osser­van­do cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie o even­ti poli­ti­ci, scri­vo di cul­tu­ra pop, lin­guag­gio, film, serie ed even­ti politici.

2 Trackback & Pingback

  1. Autism-coding e comicità, nuove forme di cyberbullismo?
  2. Da rivedere per la prima volta ad Halloween - Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.