Musiracconti. Musica per quando è primavera

Musiracconti. Musica per quando è primavera

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi quattro consigli per quando è primavera.


Quan­do Per­se­fo­ne tor­na dal regno degli infe­ri ecco che tor­na a sboc­cia­re la pri­ma­ve­ra. Il mese più bel­lo, più vita­le, che signi­fi­ca esse­re vici­no alla fine quan­do sei uno sco­la­ro, e signi­fi­ca l’inizio del­la fine quan­do sei uni­ver­si­ta­rio. E lo so che men­tre tut­to fuo­ri rina­sce, del resto “quan­te foglie e fio­ri nasco­no a pri­ma­ve­ra” dice Ome­ro, tu stai ini­zian­do a sen­ti­re i bri­vi­di die­tro la schie­na per ciò che sta per arri­va­re. Dun­que pro­via­mo a dar­ti un pic­co­lo lot­to di album per pas­sa­re al meglio que­sto perio­do che è il pre­lu­dio di quel­la infer­na­le cor­sa che sarà la ses­sio­ne estiva.


Jawbreaker, Bivouac

Gene­ri: Post-har­d­co­re/E­mo­co­re

È una gior­na­ta di pri­ma­ve­ra qual­sia­si, giri in bici fino a tar­di, tan­to ora c’è il sole, però non li fai con quel rilas­sa­men­to del­le gior­na­te esti­ve, il gior­no dopo hai lezio­ne, devi stu­dia­re, devi sve­gliar­ti pre­sto. Però in quei momen­ti che sei fuo­ri te ne dimen­ti­chi a trat­ti, pri­ma di ripiom­ba­re nell’ansia e nell’angoscia del da fare. Bivouac è un po’ così: vita­le, poten­te, ma che ti ripor­ta sem­pre con quel­la sua ango­scia coi pie­di per ter­ra. Ti por­ta a vive­re una vita pie­na ma con respon­sa­bi­li­tà, con dove­ri, con cose da fare, con esa­mi da pre­pa­ra­re e con 20 da accet­ta­re per­ché sen­nò vai fuo­ri cor­so di due anni. Ma è que­sto il bel­lo di que­sto disco fan­ta­sti­co, e che lo ren­de per­fet­to per una pri­ma­ve­ra da uni­ver­si­ta­rio, per­ché la vita non sarà mai una lun­ga esta­te da licea­le pro­mos­so sen­za debi­ti, ma mol­to più vero­si­mil­men­te sarà la pri­ma­ve­ra di un fuo­ri­cor­so in inge­gne­ria con ana­li­si II da dare per la ter­za vol­ta. Con­si­glia­to a chi la pri­ma­ve­ra la vive con fatica


Eberhard Weber, The colours of Chloe

Gene­ri: Cham­ber Jazz/Third stream 

Abbia­mo già accen­na­to a chi pia­ce sta­re fuo­ri fino a tar­di in pri­ma­ve­ra. Sta­re fuo­ri fino al cre­pu­sco­lo e goder­si quel poco di luce rima­sta nel­le vie del­la nostra cit­tà. La pri­ma­ve­ra è anche, anzi soprat­tut­to que­sto, quel­le luci che solo lei ti può dare, e solo in lavo­ri come que­sta gem­ma del jazz da came­ra pos­sia­mo tro­va­re. È bel­lo star­se­ne così, a guar­da­re il sole scen­de­re, men­tre tut­ti van­no a man­gia­re, tor­na­no a casa da lavo­ro, e tu, da nul­la­fa­cen­te che fa l’università un po’ quan­do gli capi­ta­no puoi anco­ra goder­ti que­sti scor­ci al fian­co di un ami­co nul­la­fa­cen­te tan­to quan­to te. Il ros­so del­le foglie, la brez­za fre­schis­si­ma e tut­to il resto è ciò che ritro­va nel­le deli­ca­te armo­nie di que­sto lavo­ro. È sicu­ra­men­te bel­lis­si­mo, ma sic­co­me tu non hai nien­te da fare for­se è meglio che tor­ni a casa a cuci­na­re per tua mam­ma che lei sì che lavo­ra, maga­ri sai, una vol­ta, far­le tro­va­re già pron­to…Con­si­glia­to a chi in pri­ma­ve­ra pia­ce rima­ne­re in giro fino a tardi


Cleaners From Venus, Blow away your troubles

Gene­ri: post-punk, Jan­gle pop

La pri­ma­ve­ra è anche gio­co­si­tà, fri­vo­lez­za, è la fine di un qual­co­sa di un pro­ces­so sner­van­te e lun­go, si può vive­re anche con la testa leg­ge­ra, o per lo meno pesan­te ma che si sta alleg­ge­ren­do sem­pre più. Que­sta è la pri­ma­ve­ra dei Clea­ner From Venus, que­sto è il modo di viver­la con que­sto disco. Cam­mi­na­re pre­gu­stan­do come sarà cam­mi­na­re sen­za quel­la fasti­dio­sa car­tel­la die­tro le spal­le, cor­re­re leg­ge­ri, libe­ri con l’autunno che è uno spet­tro trop­po lon­ta­no per esse­re anche solo lon­ta­na­men­te vero. È ora di fare i pre­pa­ra­ti­vi per le vacan­ze, deci­de­re le mete da visi­ta­re, lamen­tar­si per­ché nel­la tua pro­vin­cia non ci sarà sicu­ra­men­te nien­te e di sce­glier­si il video­gio­co lun­ghis­si­mo che final­men­te potrem­mo gio­ca­re con costan­za, il qua­le ci accom­pa­gne­rà per i pros­si­mi 5 mesi, e a set­tem­bre sarà l’argomento prin­ci­pa­le di cui par­le­rai al tuo com­pa­gno nerd di uni­ver­si­tà che non vedi da mag­gio. Per­ché la pri­ma­ve­ra è anche que­sto; solo che poi rico­min­cia­re è una fatica…


GAS, Pop

Gene­ri: ambient, ambient techno

La pri­ma­ve­ra però è anche tran­quil­li­tà, per­der­si nel­la cal­ma di posti sper­du­ti. La pri­ma­ve­ra è anche cam­mi­na­te meta­fi­si­che sui sen­tie­ri di mon­ta­gna a non pen­sa­re a nien­te, col rumo­re dei ruscel­li e il sole che riscal­da il tuo cam­mi­no. La pri­ma­ve­ra ha un fasci­no in tut­te le sue sfac­cet­ta­tu­re, del resto. E puoi deci­de­re di per­der­ti assie­me a Gas scrol­lan­do­ti dal­le spal­le tut­to il ner­vo­so che cor­rom­pe i tuoi sen­si, e pren­der­ti una pau­sa, alme­no ades­so, alme­no in pri­ma­ve­ra, dopo che l’incubo inver­na­le è pas­sa­to. È ora di tor­na­re a respi­ra­re, pri­ma che Per­se­pho­ne ritor­ni negli infe­ri, pri­ma che tu tor­ni negli infe­ri, e con­vie­ne goder­se­la tut­ta quest’aria che dure­rà per l’ennesimo anno solo un bat­ti­to di ciglia. Con­si­glia­to a chi vuo­le una pri­ma­ve­ra rilas­san­te

Con­di­vi­di:
Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.