The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

Ogni due mesi, il giorno 27, 5 serie TV per tutti i gusti: The Sofa Chronicles è la rubrica dove recensiamo le novità più popolari del momento, consigliandovi quali valga la pena guardare comodamente sul divano e quali no. Questo mese, in onore del primo compleanno di The Sofa, una speciale italian edition con tutti i nostri programmi preferiti. 


Mare Fuo­ri, Sta­gio­ne 3, Rai Fic­tion (Cri­stia­na Fari­na, Mau­ri­zio Cared­du) – recen­sio­ne di Giu­lia Scolari 

L’ultima sta­gio­ne di Mare Fuo­ri ha con­sa­cra­to la serie come una del­le pre­fe­ri­te del pub­bli­co GenZ: gli sca­pe­stra­ti dete­nu­ti dell’IPM di Napo­li e gli intri­ca­ti intrec­ci che li uni­sco­no e divi­do­no si fan­no sem­pre più inte­res­san­ti. Di set­ti­ma­na in set­ti­ma­na sia­mo sta­ti in atte­sa di sco­pri­re le sto­rie die­tro i per­so­nag­gi più ama­ti – come Sil­via (Clo­til­de Espo­si­to) e Gae­ta­no (Nico­lò Galas­so) – e qua­li nuo­vi vol­ti avre­mo incontrato. 

Nono­stan­te il pro­dot­to con­ti­nui a fon­dar­si sul melo­dram­ma con poco fon­da­men­to e pic­chi di trash, è impos­si­bi­le rima­ne­re immu­ni alla sin­dro­me Mare Fuori. 

È impos­si­bi­le non ritro­var­si a can­ta­re la sigla (Mat­teo Pao­lil­lo è già in lista d’attesa per San­re­mo 2024, “sen­ti a me”) o non aspet­ta­re il per­so­nag­gio con la sto­ria che ci fa sen­ti­re par­te del­la serie. 

Soprat­tut­to, è impos­si­bi­le non ama­re i due veri pro­ta­go­ni­sti che ruba­no la sce­na a tut­ti: Car­mi­ne (Mas­si­mi­lia­no Caiaz­zo) e Rosa (Maria Espo­si­to). C’è un moti­vo se Sha­ke­spea­re è anco­ra con­si­de­ra­to tra i miglio­ri dram­ma­tur­ghi mai esi­sti­ti: non ci si stu­fa mai di spe­ra­re che Romeo e Giu­liet­ta per una vol­ta vada a fini­re bene. Non ci si stu­fa mai di spe­ra­re che per una vol­ta l’odio e la leg­ge del­la ven­det­ta pos­sa­no esse­re scon­fit­ti dall’unica cosa che con­ta: l’amore. 

Tan­ti mem­bri del cast dan­no l’addio alla serie con que­sta sta­gio­ne, si voci­fe­ra­no altri due capi­to­li e un musi­cal in arri­vo… Il rischio di pec­ca­re di ubris e rovi­na­re tut­to come è capi­ta­to a Skam è die­tro l’angolo, ma sce­glia­mo di aspet­ta­re «sen­za ave­re pau­ra, domani». 


Tut­to chie­de sal­vez­za, Sta­gio­ne 1, Net­flix (Fran­ce­sco Bru­ni) – recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala 

Dopo un crol­lo psi­chi­co, del qua­le però non ricor­da nul­la, Danie­le (Fede­ri­co Cesa­ri) si ritro­va sot­to­po­sto a un TSO (Trat­ta­men­to Sani­ta­rio Obbli­ga­to­rio) con­tro la sua volon­tà. Nono­stan­te all’inizio si com­por­ti sem­pre in modo mol­to scon­tro­so, sia con­tro i medi­ci che con­tro i suoi com­pa­gni di stan­za, con­vin­to di tro­var­si lì per le ragio­ni sba­glia­te, Danie­le comin­ce­rà ad aprir­si sem­pre di più, strin­gen­do mera­vi­glio­si lega­mi di ami­ci­zia e accet­tan­do l’aiuto che gli stan­no offrendo. 

Trat­ta dall’omonimo roman­zo auto­bio­gra­fi­co scrit­to da Danie­le Men­ca­rel­li, Tut­to chie­de sal­vez­za rac­con­ta una sto­ria di ami­ci­zia, con­di­vi­sio­ne, ma soprat­tut­to real­tà: il libro, così come la serie, rie­sco­no a susci­ta­re gran­de empa­tia nel lettore/spettatore nei con­fron­ti di que­ste per­so­ne, quo­ti­dia­na­men­te addi­ta­te come “paz­ze”, cer­can­do di nor­ma­liz­za­re il tema dei disa­gi psi­chi­ci, anco­ra trop­po spes­so giu­di­ca­to come qual­co­sa di assur­do. Tra momen­ti toc­can­ti e bel­lis­si­me sce­ne di gran­de uma­ni­tà, la serie rima­ne impres­sa e lascia il segno. 

Dopo l’annuncio uffi­cia­le del rin­no­vo per una secon­da sta­gio­ne, aspet­tia­mo ora il ritor­no di tut­ti i personaggi.


Call My Agent — Ita­lia, Sta­gio­ne 2, Sky Serie (Fan­ny Her­re­ro) – recen­sio­ne di Nina Fresia 

Rema­ke ita­lia­no del fran­ce­se Dix pour cent, Call My Agent — Ita­lia è la serie che pren­de in giro chi le serie le fa. Sia­mo a Roma, pres­so la CMA, agen­zia di spet­ta­co­lo pro­fon­da­men­te scos­sa dal riti­ro del suo fon­da­to­re Clau­dio Maio­ra­na. I quat­tro agen­ti si ritro­va­no quin­di a dover gesti­re clien­ti stel­la­ri mol­to esi­gen­ti e a risol­ve­re nume­ro­si incon­ve­nien­ti e grattacapi. 

Ogni pun­ta­ta è dedi­ca­ta ad un vol­to cele­bre che, inter­pre­te di se stes­so, fa un gran­de eser­ci­zio autoi­ro­nia: Pao­la Cor­tel­le­si, Pao­lo Sor­ren­ti­no, Pier­fran­ce­sco Favi­no, Ste­fa­no Accor­si e Cor­ra­do Guz­zan­ti rido­no di loro stes­si, estre­miz­zan­do i trat­ti che li han­no resi noti al gran­de pub­bli­co o mostran­do una ver­sio­ne mac­chiet­ti­sti­ca di sé.

Duran­te tut­ta la serie si sco­pro­no le dina­mi­che inter­ne al grup­po di agen­ti chia­ma­to a gesti­re i comi­ci pro­ble­mi del­le star. Il miste­rio­so Vit­to­rio (Miche­le Di Mau­ro), la vete­ra­na Elvi­ra (Mar­zia Ubal­di), l’esuberante Lea (Sara Dra­go) e il deli­ca­to Gabrie­le (Mau­ri­zio Lastri­co). È otti­mo il bilan­cia­men­to tra la giu­sta atten­zio­ne da dare alle cele­bri­tà pro­ta­go­ni­ste degli epi­so­di e lo svi­lup­po del­le vicen­de per­so­na­li degli altri per­so­nag­gi. Se si ini­zia a guar­da­re la serie per­ché attrat­ti dai gran­di nomi, si fini­sce la visio­ne affe­zio­nan­do­si agli agenti.

È indub­bia l’italianità dell’intera pro­du­zio­ne: la regia di Luca Ribuo­li e la sce­neg­gia­tu­ra di Lisa Nur Sul­tan rap­pre­sen­ta­no lo sho­w­biz susci­tan­do a chi lo guar­da un sano “amor di patria”. Per­si­no le per­so­na­li­tà più auto­re­vo­li nel pano­ra­ma cine­ma­to­gra­fi­co si avvi­ci­na­no al pub­bli­co, anche met­ten­do­si in ridi­co­lo. Ma pro­prio per­ché si trat­ta di pro­fes­sio­ni­sti, nono­stan­te l’evidente esa­ge­ra­zio­ne, ne sca­tu­ri­sco­no eccel­len­ti per­for­man­ce: basti cita­re il Che Gue­va­ra di Favi­no o l’esilarante mono­lo­go di Sorrentino.


Il com­mis­sa­rio Ric­ciar­di, Sta­gio­ne 2, Rai Fic­tion (Mau­ri­zio De Gio­van­ni, Sal­va­to­re Basi­le, Vio­la Rispo­li) – recen­sio­ne di Nina Fresia 

L’attesa secon­da sta­gio­ne de “Il com­mis­sa­rio Ric­ciar­di” vede il ritor­no di Lino Guan­cia­le nei pan­ni di un per­so­nag­gio tan­to ama­to dal pub­bli­co quan­to pro­fon­da­men­te tor­men­ta­to. E se pos­si­bi­le, le sue ango­sce ed affli­zio­ni aumen­ta­no nei nuo­vi epi­so­di: oltre a dover lot­ta­re inces­san­te­men­te con la sua logo­ran­te comu­ni­ca­zio­ne con il mon­do dei mor­ti, Ric­ciar­di è invi­schia­to in tut­ta una serie di intri­ghi amo­ro­si che, all’apparenza, han­no poco a che fare con la sua atti­tu­di­ne solitaria. 

A fare da sfon­do alle vicis­si­tu­di­ni del com­mis­sa­rio c’è sem­pre la Napo­li degli anni Tren­ta, bril­lan­te­men­te rap­pre­sen­ta­ta a tut­to ton­do: dal­la pover­tà dei quar­tie­ri più popo­la­ri fino ad arri­va­re alla son­tuo­sa nobil­tà cit­ta­di­na. Le ripre­se per­met­to­no allo spet­ta­to­re di immer­ger­si com­ple­ta­men­te nel con­te­sto, ric­co di par­ti­co­la­ri e cura­to al dettaglio. 

Ma il suc­ces­so del­la serie è dovu­to anche all’ottima carat­te­riz­za­zio­ne dei per­so­nag­gi e ai dia­lo­ghi ben scrit­ti: non si può che empa­tiz­za­re con il fede­le bri­ga­die­re Maio­ne (Anto­nio Milo) ed apprez­za­re i suoi viva­ci scam­bi con Bam­bi­nel­la (Adria­no Fali­ve­ne), non solo uti­li ad intro­dur­re un momen­to di disten­sio­ne comi­co, ma sono anche pre­sta­ti all’approfondimento psicologico.

Allo spet­ta­to­re sem­bra così di cono­sce­re da vici­no i per­so­nag­gi e di accom­pa­gnar­li duran­te le loro vicen­de, arri­van­do addi­rit­tu­ra ad esse­re pie­na­men­te con­qui­sta­to da loro.


Un pro­fes­so­re, Sta­gio­ne 1, Rai Fic­tion (Ales­san­dro D’A­la­tri) – recen­sio­ne di Giu­lia Scolari

Quan­do Dan­te (Ales­san­dro Gass­mann) ritor­na a casa per recu­pe­ra­re il rap­por­to con il figlio Simo­ne (Nico­las Mau­pas), nel­la vita del ragaz­zo tut­to vie­ne mes­so sot­to­so­pra. Dan­te si ritro­va ad inse­gna­re filo­so­fia pro­prio nel­la clas­se di Simo­ne e cer­ca fin da subi­to di instau­ra­re un rap­por­to con i ragaz­zi del­la clas­se che va aldi­là di quel­lo del­le sem­pli­ci lezio­ni: sep­pur all’inizio sco­stan­te, pia­no pia­no anche Simo­ne fini­sce per abi­tuar­si alle nuo­ve dinamiche. 

Attra­ver­so gli occhi dell’eclettico padre, riva­lu­ta tut­te le sue sicu­rez­ze: l’amore per la fidan­za­ta, la mora­le per quel che riguar­da l’impegno sco­la­sti­co, le sue dif­fe­ren­ze con il com­pa­gno che odia di più – Manuel (Damia­no Gavi­no). Manuel è l’anti-Simone: ripe­ten­te, alle pre­se con una madre che fati­ca a svol­ge­re il suo ruo­lo di auto­ri­tà e soste­gno (una magni­fi­ca Clau­dia Pan­dol­fi) e immi­schia­to in “giri loschi”. 

Il rap­por­to che nasce­rà tra i due ragaz­zi è il segre­to del­la loro evo­lu­zio­ne e del gran­de soste­gno che il pub­bli­co ha dato a que­sta serie. I toni che si man­ten­go­no sono sem­pre quel­li di una com­me­dia leg­ge­ra, ma tene­ra: è la pri­ma vol­ta che temi impor­tan­ti per la nostra gene­ra­zio­ne sono pre­sen­ta­ti in una serie Rai sen­za melo­dram­mi, cen­su­re e giu­di­zi impli­ci­ti. Spe­ria­mo che sia­no assi­cu­ra­te sta­gio­ni futu­re, anche se sem­bra si sia dovu­to lot­ta­re anche solo per la secon­da sta­gio­ne. Men­zio­ne spe­cia­le per la sigla e per la reci­ta­zio­ne di Pan­dol­fi, per cui vale sem­pre la pena. 

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Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.
Giulia Scolari
Scien­zia­ta del­le meren­di­ne, chi ha det­to che la mate­ma­ti­ca non è un’opinione non mi ha mai cono­sciu­ta. Scri­vo di quel­lo che mi pia­ce per­ché resti così e di quel­lo che odio spe­ran­do che cambi.

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