Manzoni in Braidense: “Peste orribile flagello tra vivere e scrivere”

In Braidense: "Peste orribile flagello tra vivere e scrivere"

In occa­sio­ne del 150º anni­ver­sa­rio dal­la mor­te di Ales­san­dro Man­zo­ni, la Biblio­te­ca Nazio­na­le Brai­den­se ospi­te­rà, fino all’8 luglio, la mostra “Man­zo­ni, 1873–2023. La peste orri­bi­le fla­gel­lo tra vive­re e scri­ve­re”. Ful­cro dell’esposizione, alle­sti­ta in Sala Maria Tere­sa e inau­gu­ra­ta il 4 mag­gio, è il con­ta­gio pesti­len­zia­le che, insie­me alla care­stia e alla guer­ra, ha costi­tui­to un trit­ti­co tema­ti­co cru­cia­le nel­la pro­du­zio­ne let­te­ra­ria man­zo­nia­na: i Pro­mes­si Spo­si, così come lo scrit­to gio­va­ni­le (incom­piu­to) de La Vac­ci­na e l’appendice roman­ze­sca la Sto­ria del­la Colon­na Infa­me, ne sono la più com­piu­ta esemplificazione.

La mostra, come ha affer­ma­to Mar­zia Pon­to­ne, diret­tri­ce scien­ti­fi­ca del­la Biblio­te­ca Nazio­na­le Brai­den­se, si pro­po­ne di entra­re in sin­to­nia con il lato emo­zio­na­le dei visi­ta­to­ri che, median­te un per­cor­so espo­si­ti­vo for­ma­to da 17 sezio­ni, si tro­ve­ran­no ad ammi­ra­re sia i pre­ge­vo­li mate­ria­li libra­ri mes­si a dispo­si­zio­ne dal­la Biblio­te­ca che le note­vo­li inci­sio­ni su car­ta pro­ve­nien­ti dal Gabi­net­to dei Dise­gno e del­le Stam­pe del­la Pina­co­te­ca di Bre­ra, che ha mes­so a dispo­si­zio­ne anche alcu­ni dise­gni mai espo­sti in teca fino ad oggi. La sele­zio­ne del­le ope­re in mostra ha per­mes­so dun­que di valo­riz­za­re il patri­mo­nio del­la Brai­den­se e, al con­tem­po, di sti­mo­la­re un dia­lo­go tra let­te­ra­tu­ra e arte, due disci­pli­ne inter­con­nes­se che sono sem­pre sta­te in gra­do di fare brec­cia nel cuo­re dei pro­pri fruitori. 

Il percorso espositivo copre un arco temporale millenario e si propone di mostrare come il dramma pestilenziale, che da sempre ha accompagnato il cammino dell’uomo sulla terra, sia stato elaborato nel corso dei secoli sia a livello letterario che iconografico. 

Sono sta­te mol­te­pli­ci, infat­ti, le ope­re che han­no foto­gra­fa­to dif­fe­ren­ti pesti­len­ze (sia miti­che che sto­ri­che) e che han­no con­tri­bui­to a crea­re un pre­ci­so imma­gi­na­rio lega­to al feno­me­no, oltre che a influen­za­re la sen­si­bi­li­tà dei poste­ri a riguar­do. Per­si­no quel­la man­zo­nia­na. La pecu­lia­ri­tà del­la mostra con­si­ste, infat­ti, nel pro­por­re un’immagine ine­di­ta del cele­bre scrit­to­re mila­ne­se che, pri­ma anco­ra di esse­re scrit­to­re, è sta­to un atten­to e instan­ca­bi­le ricer­ca­to­re. Di fat­to, per riu­sci­re a descri­ve­re in modo vero­si­mi­le il fla­gel­lo pesti­len­zia­le bor­ro­mai­co, rac­chiu­so nel­le pagi­ne sem­pre eter­ne dei Pro­mes­si spo­si, per l’autore è sta­to ine­vi­ta­bi­le con­fron­tar­si con que­gli auto­ri che, pri­ma di lui, han­no cri­stal­liz­za­to, su pagi­ne inchio­stra­te o illu­stra­te, epi­de­mie distrut­ti­ve e catastrofiche. 

Biblio­te­ca Nazio­na­le Brai­den­se
sala Maria Tere­sa
Ph. James O’Mar

La mostra, quin­di, for­ni­sce ai suoi visi­ta­to­ri un per­cor­so idea­le che, par­ten­do dall’Ilia­de, il cui esor­dio rac­con­ta pro­prio del­la dif­fu­sio­ne di un ter­ri­bi­le mor­bo nell’accampamento acheo, pas­sa poi in ras­se­gna una serie di testi­mo­nian­ze let­te­ra­rie e ico­no­gra­fi­che– tra i qua­li si cita­no le ope­re di Ovi­dio, Vir­gi­lio, Tuci­di­de, i ver­si di Boc­cac­cio e Petrar­ca, le ope­re di Val­la e di Pao­lo Dia­co­no, oltre che le sto­rio­gra­fie quat­tro­cen­te­sche di Corio e Simonetta e le illu­stra­zio­ni di Gal­li­na e Saba­tel­li, mae­stro di Hayez- che, per via più o meno diret­ta, han­no fini­to per influen­za­re il reso­con­to man­zo­nia­no sull’ “orri­bi­le fla­gel­lo” e, di con­se­guen­za, anche i boz­zet­ti del Gonin.

Ma non è fini­ta qui: il per­cor­so espo­si­ti­vo offre per­si­no la pos­si­bi­li­tà di inter­fac­ciar­si con una serie di tra­spo­si­zio­ni e adat­ta­men­ti suc­ces­si­vi del­la tria­de peste-guer­ra-care­stia pro­po­sta dal Man­zo­ni che, per la sua poten­za espres­si­va, ha sol­le­ci­ta­to la ste­su­ra di ope­re dal con­te­nu­to più o meno affi­ne. Di par­ti­co­la­re rile­van­za, sot­to que­sto pun­to di vista, sono le par­ti­tu­re e boz­zet­ti, ammi­ra­bi­li in mostra, dell’Archivio sto­ri­co Ricor­di, non­ché adat­ta­men­ti otto­cen­te­schi del­la vicen­da man­zo­nia­na per il gene­re tea­tra­le melodrammatico.

Si può affer­ma­re inol­tre che, in que­sto viag­gio a ritro­so nel tem­po, che san­ci­sce un maca­bro trion­fo del­la morte e che sim­bo­leg­gia, per cer­ti ver­si, un deca­di­men­to inces­san­te del­la soli­da­rie­tà uma­na, non si potrà fare a meno di riflet­te­re su un altro tema, stret­ta­men­te con­nes­so all’irrompere del mor­bo: la pau­ra del­la mor­te. Non a caso, la mostra lascia sot­tin­ten­de­re come la recen­te epi­de­mia da Covid-19, da con­si­de­rar­si una vera e pro­pria pesti­len­za, ci abbia fat­to con­vi­ve­re, nel quo­ti­dia­no, con sen­sa­zio­ni di incer­tez­za e di dif­fi­den­za reci­pro­ca (le stes­se descrit­te da Man­zo­ni nei capi­to­li sul­la peste del suo romanzo)che ci han­no reso del tut­to equi­pa­ra­bi­li a quel­le vit­ti­me inno­cen­ti che, nel cor­so dei seco­li, sono sta­te col­pi­te dall’orribile morbo. 

Si può affer­ma­re quin­di che il per­cor­so espo­si­ti­vo si pro­pon­ga, in ulti­ma istan­za, di riac­cen­de­re la nostra empa­tia, un poten­te mez­zo di cui sia­mo dota­ti (ma di cui usu­fruia­mo solo quan­do spe­ria­mo di “uscir­ne miglio­ri”) e che, come rite­ne­va sag­gia­men­te Ales­san­dro Man­zo­ni, può esser­ci sal­vi­fi­co per supe­ra­re quel­le fra­gi­li­tà mora­li, socia­li e poli­ti­che che, da sem­pre, con­tras­se­gna­no e inde­bo­li­sco­no l’umanità.

Con­di­vi­di:
Camilla Restelli
Let­te­ra­ta, scri­vo e com­pon­go ver­si per nutri­re la men­te e cura­re l’anima. Viag­gio, sor­ri­do e mi inna­mo­ro spes­so. Per gli ami­ci: Camille.

1 Trackback & Pingback

  1. Manzoni nell'anniversario della morte - Vulcano Statale

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.