Salone del Libro 2023. La casa disordinata e rumorosa di tutti lettori

Salone del Libro 2023. La casa disordinata e rumorosa di tutti lettori

Si chiu­de con il nume­ro record di oltre 215.000 visi­ta­to­ri la tren­ta­cin­que­si­ma edi­zio­ne del Salo­ne del Libro di Tori­no, l’appuntamento più atte­so da tut­to il mon­do dell’editoria.

Isti­tui­to nel 1988, per mol­to tem­po si è trat­ta­to di un even­to sem­pre sul pun­to di chiu­de­re. Eppu­re, nel cor­so degli ulti­mi anni, l’affluenza non ha mai smes­so di cre­sce­re fino a far­lo diven­ta­re uno degli even­ti più impor­tan­ti per la cit­tà di Tori­no e per l’intera Italia. 

Lo scor­so anno noi di Vul­ca­no abbia­mo avu­to occa­sio­ne di par­te­ci­pa­re alla pri­ma edi­zio­ne post-pan­de­mi­ca dell’evento, a modo suo anco­ra un’edizione “da record” per il nume­ro di gio­va­ni e per l’affluenza nono­stan­te anco­ra il Covid19 non fos­se un ricordo. 

Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di vivere un Salone molto diverso e in più momenti, così da poter raccontare tutte le facce dell’evento.

Come annun­cia­to diver­si mesi fa, que­sto appun­ta­men­to con l’editoria è l’ultimo che avvie­ne sot­to la dire­zio­ne di Nico­la Lagio­ia, diret­to­re dal 2017, con­dut­to­re radio­fo­ni­co e auto­re di La cit­tà dei vivi (libro per cui ha rice­vu­to diver­si pre­mi, anche a livel­lo inter­na­zio­na­le). Mol­ti attri­bui­sco­no pro­prio a lui la capa­ci­tà di aver sal­va­to l’evento e difat­ti la sua dipar­ti­ta è mol­to sof­fer­ta, ma il pros­si­mo even­to sarà diret­to da un’altra autri­ce e gior­na­li­sta assai pro­met­ten­te – Anna­le­na Beni­ni – che ne ha affer­ra­to il testi­mo­ne con entusiasmo. 

Nono­stan­te l’affluenza già incre­di­bi­le regi­stra­ta lo scor­so anno, que­sta vol­ta l’impressione è che lo staff non sia asso­lu­ta­men­te pre­pa­ra­to e orga­niz­za­to. Gli auto­ri ospi­ti – come sem­pre – sono le pun­te di dia­man­te del­la let­te­ra­tu­ra, non solo ita­lia­na, ma mon­dia­le. Il più atte­so sicu­ra­men­te è Emma­nuel Car­rè­re, che pre­sen­ta il suo ulti­mo libro V13 (poi dichia­ra­to vin­ci­to­re del Pre­mio Stre­ga Euro­peo), ma anche espo­nen­ti dell’intellighenzia ita­lia­na come Savia­noMur­gia ovvia­men­te attrag­go­no un pub­bli­co immenso. 

I posti dispo­ni­bi­li per qua­si tut­te le sale si aggi­ra­no attor­no ai 200 (mas­si­mo 300) – nume­ri che ovvia­men­te per nomi del gene­re sono irri­so­ri. Per cer­ca­re di ovvia­re al pro­ble­ma, nei gior­ni pre­ce­den­ti gli orga­niz­za­to­ri han­no dato la pos­si­bi­li­tà di pre­no­ta­re. Le pre­no­ta­zio­ni sono sta­te rese dispo­ni­bi­li sul sito sen­za avvi­si di alcun tipo, sono appar­se in manie­ra cao­ti­ca e sono sta­te gesti­te in manie­ra altret­tan­to cao­ti­ca: duran­te il festi­val, infat­ti, in mol­ti casi anche le per­so­ne con la pre­no­ta­zio­ne sono dovu­te rima­ne­re fuo­ri per­ché le sale era­no sta­te riem­pi­te da per­so­ne entra­te sen­za alcun tipo di controllo. 

Questa poca organizzazione ha reso il Salone un’esperienza davvero faticosa, soprattutto perché a fare da contorno vi era il meteo angusto e lo spazio completamente invivibile a causa del numero di persone.

Giro­va­ga­re guar­dan­do i ban­chet­ti del­le case edi­tri­ci e goder­si le nuo­ve orga­niz­za­zio­ni dei padi­glio­ni più famo­si era pres­so­ché impos­si­bi­le; arri­va­re da un pun­to all’altro per poter par­te­ci­pa­re a più panel richie­de­va attra­ver­sa­re un traf­fi­co di per­so­ne spaventoso. 

Se l’anno scor­so sia­mo riu­sci­ti a rac­con­ta­re più di tre panel a cui abbia­mo par­te­ci­pa­to, quest’anno non pos­sia­mo fare altro che rac­con­ta­re del­le file inter­mi­na­bi­li (che, anzi, ter­mi­na­va­no con mem­bri del­lo staff che si scu­sa­va­no e ci inti­ma­va­no di anda­re via per­ché la sala era pie­na) e dei sal­ti mor­ta­li fat­ti per cer­ca­re di cat­tu­ra­re i nostri auto­ri pre­fe­ri­ti tra la fol­la alme­no al momen­to del­la loro entrata. 

Solo nel­la gior­na­ta di saba­to si sono con­cen­tra­te oltre 60.000 per­so­ne: un risul­ta­to indub­bia­men­te sor­pren­den­te e posi­ti­vo per un even­to cul­tu­ra­le in Ita­lia, che non può fare a meno di ren­de­re tut­ti fie­ri, ma che pur­trop­po impat­ta non poco l’esperienza dei sin­go­li par­te­ci­pan­ti. Per for­tu­na, il comu­ne di Tori­no e gli orga­niz­za­to­ri han­no già annun­cia­to, insie­me alle date in cui si ter­rà l’evento nel 2024, anche un pro­ba­bi­le cam­bio di loca­tion visto che Lin­got­to è ormai trop­po piccolo.

Nel bel mez­zo del deli­rio del­la gior­na­ta più fre­quen­ta­ta, si sareb­be dovu­ta tene­re la pre­sen­ta­zio­ne del nuo­vo libro del­la mini­stra Euge­nia Roc­cel­la, già atti­va mili­tan­te radi­ca­le e oggi mini­stro per la fami­glia, la nata­li­tà e le pari oppor­tu­ni­tà, nota per le pro­prie posi­zio­ni anti­a­bor­ti­ste (“L’a­bor­to è un dirit­to del­le don­ne? Pur­trop­po sì”). Pas­san­do per il padi­glio­ne dove dove­va avve­ni­re la pre­sen­ta­zio­ne, era impos­si­bi­le non ritro­var­si par­te del­la fol­la nel momen­to in cui diver­se voci si alza­va­no per gri­da­re slo­gan fem­mi­ni­sti e anti­fa­sci­sti impe­den­do di fat­to alla mini­stra di svol­ge­re la sua presentazione. 

La pro­te­sta, media­ta per così dire dal­lo stes­so Lagio­ia, non è sta­ta in alcun modo vio­len­ta né peri­co­lo­sa. Cer­to, è sta­ta un’ulteriore fon­te di distur­bo all’interno di quel­lo che già era un con­te­sto cao­ti­co e fasti­dio­so, ma era evi­den­te che si trat­tas­se solo di una mani­fe­sta­zio­ne di dis­sen­so com­ple­ta­men­te legit­ti­ma.

Il Salo­ne è il cuo­re pul­san­te del mon­do dell’editoria – e, com­pren­den­do deter­mi­na­te per­so­na­li­tà invi­ta­te a pre­sen­ta­re pub­bli­ca­zio­ni o orga­niz­za­re panel infor­ma­ti­vi, dell’intero mon­do del­la cul­tu­ra – ita­lia­na: se da una par­te è oppor­tu­no che sia per­mes­so a tut­ti di par­te­ci­pa­re e di pre­sen­ta­re il frut­to del pro­prio lavo­ro, dall’altra è anche com­pren­si­bi­le che cer­ti per­so­nag­gi non sia­no con­ce­pi­ti come fau­to­ri di cul­tu­ra e dun­que ven­ga­no osteggiati. 

Il Salo­ne non si schie­ra; i let­to­ri sì: in un perio­do sto­ri­co in cui si diven­ta sem­pre più con­sa­pe­vo­li di aver otte­nu­to dirit­ti gra­zie anche alla pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le, chi pro­prio uti­liz­zan­do gli stes­si mez­zi cer­ca di peg­gio­ra­re la qua­li­tà di vita e por­ta­re avan­ti idee che era­no già pol­ve­ro­se ai tem­pi del­la con­tro­cul­tu­ra non può che risul­ta­re un per­so­nag­gio sco­mo­do, fuo­ri luo­go. La pole­mi­ca riguar­do alla demo­cra­ti­ci­tà del gesto è da gior­ni svi­sce­ra­ta in tut­ti i gior­na­li e Lagio­ia – media­to­re poco con­vin­to – è pre­sen­ta­to come san­to o pec­ca­to­re a secon­da del­le linee editoriali. 

Comunque sia, concentrarsi su un polverone del genere rifiutandosi di vedere tutte le cose positive di un evento che è tra quelli di maggiore successo, è scegliere di non fare informazione, ma propaganda. 

La pro­ta­go­ni­sta indi­scus­sa – va det­to – è Miche­la Mur­gia. Gior­ni pri­ma dell’evento ha annun­cia­to di esse­re sta­ta col­pi­ta dal più gra­ve dei mali e di non voler lot­ta­re con­tro la sua fini­tez­za, ma anzi di star­vi andan­do incon­tro sere­na­men­te. Le sue paro­le, pub­bli­ca­te in esclu­si­va dal Cor­rie­re del­la Sera, han­no fat­to riflet­te­re per­si­no le teste più cal­de e la sua pre­sen­za al Salo­ne era una del­le più attese. 

Con una serie di even­ti in pro­gram­ma per diver­si gior­ni, Mur­gia è riu­sci­ta a esse­re pre­sen­te al più pos­si­bi­le di essi nono­stan­te i pro­ble­mi dovu­ti alle con­di­zio­ni di salu­te. Noi abbia­mo avu­to la for­tu­na di esse­re pre­sen­ti alla regi­stra­zio­ne del­la pun­ta­ta di Mor­ga­na, il cele­ber­ri­mo pod­ca­st che vede la col­la­bo­ra­zio­ne sua e di Chia­ra Taglia­fer­ri, pres­so l’auditorium.

Dopo aver scher­za­to sul­la gra­ve malat­tia che col­pi­va pro­prio una di loro – la farin­gi­te di Taglia­fer­ri – le due autri­ci han­no rac­con­ta­to al pub­bli­co nel loro soli­to modo, calo­ro­so e con­for­te­vo­le per­fi­no nel toc­ca­re gli argo­men­ti più cru­di, la sto­ria del­le madri del­le balls new­yor­ke­si degli anni ‘80/’90. Han­no sot­to­li­nea­to la loro inten­zio­ne di rac­con­ta­re nar­ra­zio­ni espe­rien­zia­li di madri nel cor­so del­la pros­si­ma sta­gio­ne del pod­ca­st, che è il solo modo per rac­con­ta­re que­sto ruo­lo per­met­ten­do a tut­ti di coglier­ne le complessità. 

Mol­to più tran­quil­la, e vivi­bi­le, inve­ce la gior­na­ta di lune­dì, ma pur­trop­po con qual­che riser­va: la mag­gior par­te dei panel era­no inte­ra­men­te dedi­ca­ti alle scuo­le, come quel­lo con Rober­to Savia­no, e non acces­si­bi­li a tut­to il resto dei visi­ta­to­ri pre­sen­ti. D’altro can­to, però è sta­to mol­to più pos­si­bi­le gira­re tra i vari stand, andan­do alla sco­per­ta di libri e case editrici. 

Nel cor­so del­la con­fe­ren­za stam­pa di chiu­su­ra del Salo­ne, tenu­ta­si pro­prio lune­dì pome­rig­gio, sono sta­ti comu­ni­ca­ti i dati record di quest’edizione:

215.000 visitatori, di cui quelli provenienti dalla Lombardia sono aumentati del 96%, quelli dall’Emilia Romagna del 93%, dalla Liguria del 92%, il 120% di toscani e il 130% di veneti in più rispetto al 2022, mentre dalle isole Sicilia e Sardegna sono arrivati circa 3.000 lettori e lettrici.

Tan­tis­si­mi sono sta­ti i tito­li ven­du­ti in ognu­no degli stand del­le case edi­tri­ci, sia più affer­ma­te, come Mon­da­do­ri, Giun­ti e New­ton­Comp­ton, che case appe­na nate come ACCENTO che, al suo pri­mo Salo­ne, ha esau­ri­to tre degli otto tito­li presenti.

Anche sui social, in par­ti­co­lar modo Insta­gramTik­Tok, quest’ultimo Offi­cial Enter­tain­ment Part­ner del Salo­ne, il Salo­ne è sta­to l’assoluto pro­ta­go­ni­sta in que­sti gior­ni. Tan­tis­si­me per­so­ne han­no deci­so di rac­con­ta­re la loro espe­rien­za su que­ste piat­ta­for­me, anche per chi non è riu­sci­to a par­te­ci­pa­re. Gran­de è sta­to anche l’entusiasmo per il pri­mo Boo­k­Club uffi­cia­le del Salo­ne, che ha visto come pro­ta­go­ni­sta asso­lu­to Attra­ver­so lo spec­chio di Lewis Car­roll, per ripren­de­re il tema di quest’anno.

Insom­ma, ne è val­sa la pena affron­ta­re tut­to quel caos per arri­va­re nei padi­glio­ni, tor­nan­do a casa era già chia­ro come mai. Nono­stan­te la con­fu­sio­ne e nono­stan­te il fasti­dio, il Salo­ne rimar­rà sem­pre un luo­go di con­for­to per tut­ti colo­ro che han­no nel­la cul­tu­ra la pro­pria casa e cer­ca­no in un buon libro, uno spec­chio da attra­ver­sa­re per tro­va­re leg­ge­rez­za o nuo­vi spun­ti di riflessione. 

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Giulia Scolari
Scien­zia­ta del­le meren­di­ne, chi ha det­to che la mate­ma­ti­ca non è un’opinione non mi ha mai cono­sciu­ta. Scri­vo di quel­lo che mi pia­ce per­ché resti così e di quel­lo che odio spe­ran­do che cambi.
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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