Mense più vegetali, una lotta per tutte e tutti

Mense più vegetali, una lotta di tutte e tutti. Intervista a Ester Grassano

Da qual­che gior­no gira una rac­col­ta fir­me per ave­re una mag­gior quan­ti­tà di opzio­ni vege­ta­li nel­le men­se dell’Università di Mila­no. Per saper­ne di più, abbia­mo inter­vi­sta­to Ester Gras­sa­no, che stu­dia Filo­so­fia e fa par­te di Anti­spe­ci­sti Uni­mi, il grup­po stu­den­te­sco che ha pro­mos­so la petizione.

L’intervista è sta­ta edi­ta­ta per moti­vi di bre­vi­tà e chiarezza.


Par­tia­mo dal­l’i­ni­zio: cos’è Anti­spe­ci­sti Unimi?

Anti­spe­ci­sti Uni­mi è un’associazione uni­ver­si­ta­ria che esi­ste infor­mal­men­te da cir­ca due anni e uffi­cial­men­te da uno. È un grup­po di stu­den­tes­se e stu­den­ti del­la Sta­ta­le che han­no inte­res­se e che cre­do­no nel­l’an­ti­spe­ci­smo: una dot­tri­na filo­so­fi­ca secon­do la qua­le non c’è dif­fe­ren­za nel rispet­to che biso­gne­reb­be dare a esse­ri uma­ni e ani­ma­li non umani.

Que­sta posi­zio­ne filo­so­fi­ca ha con­se­guen­ze pra­ti­che, tra cui l’es­se­re vega­ni. Se cre­dia­mo che uti­liz­za­re gli ani­ma­li per fini uma­ni sia sba­glia­to, infat­ti, non li uti­liz­ze­re­mo per nutrir­ce­ne o per far­ne vesti­ti e scarpe.

Ave­te avvia­to una peti­zio­ne per ave­re men­se più vege­ta­li all’U­ni­ver­si­tà di Mila­no. Come nasce e come si col­le­ga alla vostra posi­zio­ne antispecista?

Noi fino­ra ci sia­mo occu­pa­ti solo di even­ti cul­tu­ra­li. Abbia­mo invi­ta­to per­so­ne esper­te di varie tema­ti­che lega­te all’an­ti­spe­ci­smo a fare con­fe­ren­ze e orga­niz­za­to dibat­ti­ti stu­den­te­schi. Non abbia­mo mai fat­to nul­la di pra­ti­co. Ma mol­te per­so­ne ci han­no fat­to nota­re che la men­sa del­la nostra uni­ver­si­tà è pro­ble­ma­ti­ca dal pun­to di vista del­l’of­fer­ta vega­na e vege­ta­ria­na. C’è una for­te pre­sen­za di pro­dot­ti ani­ma­li e una gran­dis­si­ma scar­si­tà – se non, in alcu­ni casi, qua­si tota­le assen­za – di pro­dot­ti com­ple­ta­men­te vegetali.

Ci sia­mo resi con­to che per tut­te le per­so­ne come noi, anti­spe­ci­ste e quin­di vega­ne, che fre­quen­ta­no la men­sa – o che vor­reb­be­ro fre­quen­tar­la – è mol­to dif­fi­ci­le tro­va­re una solu­zio­ne pra­ti­ca­bi­le. Anche por­tar­si il pran­zo da casa è pro­ble­ma­ti­co in quan­to la nostra uni­ver­si­tà offre pochis­si­mi spa­zi dove poter man­gia­re: i tavo­li del­la men­sa sono acces­si­bi­li solo ed esclu­si­va­men­te a chi com­pra cibo nel­la men­sa stessa.

Ave­re mag­gio­ri opzio­ni vege­ta­li sareb­be quin­di posi­ti­vo per tut­te le stu­den­tes­se e gli stu­den­ti vega­ni, ma non solo. Lo sareb­be anche per per­so­ne vege­ta­ria­ne, con intol­le­ran­ze ali­men­ta­ri, di par­ti­co­la­ri reli­gio­ni, o che voglio­no sem­pli­ce­men­te limi­ta­re il loro con­su­mo di pro­dot­ti animali.

Oltre que­sto pun­to di vista più pra­ti­co, dagli stu­den­ti per gli stu­den­ti, c’è anche un pun­to di vista più ideo­lo­gi­co, più lega­to in gran­de al mon­do. L’u­ni­ver­si­tà è un luo­go di ela­bo­ra­zio­ne cul­tu­ra­le, dove i gio­va­ni si for­ma­no per costrui­re un futu­ro miglio­re. E cer­ta­men­te vedia­mo che dal pun­to di vista teo­ri­co ci sono degli spa­zi. Per esem­pio, c’e­ra una cat­te­dra di human-ani­mal stu­dies che si occu­pa­va pro­prio di anti­spe­ci­smo; oppu­re ci sono vari grup­pi anti­spe­ci­sti, eco­lo­gi­sti o ambien­ta­li­sti che han­no la pos­si­bi­li­tà di usa­re gli spa­zi dell’università.

Però que­sto rima­ne sola­men­te teo­ri­co, men­tre dal pun­to di vista pra­ti­co c’è un for­te scar­to. Rima­ne infat­ti dif­fi­ci­le met­te­re in cam­po una scel­ta eti­ca – che sia moti­va­ta da ragio­ni anti­spe­ci­ste, ambien­ta­li­ste o di altra natu­ra – come quel­la di ridur­re il pro­prio con­su­mo di pro­dot­ti animali.

Qua­li sono le vostre richie­ste spe­ci­fi­che all’U­ni­ver­si­tà di Milano?

La richie­sta prin­ci­pa­le è quel­la di aumen­ta­re le alter­na­ti­ve vege­ta­li e di con­se­guen­za ridur­re quel­le ani­ma­li. L’i­dea­le sareb­be ave­re, ogni gior­no, alme­no il 50% di pasti com­ple­ta­men­te vege­ta­li. In que­sto modo anche le per­so­ne onni­vo­re che non voglio­no rinun­cia­re ai pro­dot­ti ani­ma­li rimar­ran­no libe­re di sce­glie­re, ma avre­mo comun­que abba­stan­za scel­ta vege­ta­le e tut­ti i van­tag­gi deri­van­ti dal­la ridu­zio­ne del con­su­mo di pro­dot­ti animali.

Abbia­mo fat­to que­sta richie­sta anche alli­nean­do­ci al pro­get­to di men­se per il cli­ma (di cui ave­va­mo già par­la­to in que­sto arti­co­lo, NdA), che ha già soste­nu­to ana­lo­ghe cam­pa­gne in altre uni­ver­si­tà italiane. 

Un’al­tra richie­sta che fac­cia­mo è quel­la di ave­re più spa­zi libe­ri per poter man­gia­re, acces­si­bi­li sia a chi si por­ta il pran­zo da casa che a chi lo pren­de in men­sa. In que­sto modo, chi si por­ta il pran­zo da casa può ave­re uno spa­zio dove man­gia­re, sen­za dover cer­ca­re uno spa­zio in giar­di­no dove maga­ri fa trop­po fred­do, fa trop­po cal­do, o pio­ve. In più, evi­tan­do la sepa­ra­zio­ne tra chi man­gia in men­sa e chi no, pos­sia­mo favo­ri­re la comu­ni­tà all’in­ter­no dell’università.

Lo hai già accen­na­to, ma pen­so pos­sa valer la pena appro­fon­di­re: per­ché del­le stu­den­tes­se e degli stu­den­ti che maga­ri non con­di­vi­do­no la vostra posi­zio­ne anti­spe­ci­sta dovreb­be­ro fir­ma­re que­sta petizione?

L’an­ti­spe­ci­smo è una del­le ragio­ni per cui vole­re una men­sa più vege­ta­le, ma sen­z’al­tro non è l’u­ni­ca. Oltre a ridur­re la sof­fe­ren­za degli ani­ma­li non uma­ni, un’a­li­men­ta­zio­ne vege­ta­le con­tri­bui­sce a risol­ve­re anche altri pro­ble­mi, come per esem­pio quel­lo del cam­bia­men­to climatico. 

Al mani­fe­sto ideo­lo­gi­co, in cui sono espo­ste le richie­ste e le moti­va­zio­ni ideo­lo­gi­che e filo­so­fi­che del­la richie­sta, abbia­mo anche alle­ga­to un mani­fe­sto scien­ti­fi­co in cui rac­co­glia­mo mol­ti dati su come un’alimentazione onni­vo­ra è dan­no­sa per il pia­ne­ta. Gli alle­va­men­ti da cui deri­va la car­ne e i deri­va­ti ani­ma­li sono for­te­men­te impat­tan­ti, quin­di eli­mi­na­re o per­lo­me­no ridur­re for­te­men­te la pre­sen­za di ali­men­ti ani­ma­li dal­la nostra die­ta con­tri­bui­reb­be in manie­ra mol­to impor­tan­te a ral­len­ta­re il riscal­da­men­to globale.

Si trat­ta anche di una que­stio­ne d’inclusività. Cre­do che chiun­que nel­l’e­po­ca attua­le cre­da nel biso­gno di accet­ta­re la diver­si­tà del­le per­so­ne, sep­pur maga­ri non con­di­vi­den­do­ne le scel­te di vita. E ave­re una mag­gio­re offer­ta vege­ta­le sareb­be sen­z’al­tro più inclu­si­vo: cam­bia poco o nul­la per chi non ha biso­gno di tale offer­ta, ma cam­bie­reb­be mol­to per chi inve­ce ne ha bisogno.

Qua­li saran­no i vostri pros­si­mi pas­si? Cosa fare­te per faci­li­ta­re effet­ti­va­men­te que­sto cambiamento?

Per il momen­to cer­che­re­mo di rac­co­glie­re più fir­me pos­si­bi­le. Ci tenia­mo anche a coin­vol­ge­re – oltre che stu­den­ti e stu­den­tes­se – pro­fes­so­ri, pro­fes­so­res­se e altre per­so­ne che lavo­ra­no nel­l’u­ni­ver­si­tà, anche se ovvia­men­te il cor­po stu­den­te­sco è quel­lo più numeroso.

Poi pro­ba­bil­men­te que­sto autun­no fare­mo un even­to più isti­tu­zio­na­le, invi­tan­do una serie di per­so­na­li­tà che sup­por­ta­no la nostra richie­sta, dove fare­mo uffi­cial­men­te le nostre richie­ste al Rettore.

Ci sono del­le ulti­me cose che vor­re­sti dire?

Se non ave­te anco­ra fir­ma­to, fir­ma­te! Che sia­te vega­ni o meno non impor­ta, per­ché que­sta peti­zio­ne è impor­tan­te per tan­ti moti­vi diversi. 

E con­di­vi­de­te­la il più pos­si­bi­le, con tut­ti quel­li che cono­sce­te. Dob­bia­mo cer­ca­re di esse­re il più nume­ro­si pos­si­bi­le per fare mas­sa critica.

Se vole­te pote­te anche leg­ge­re i nostri mani­fe­sti e seguir­ci sui social, dove met­te­re­mo tan­ti aggior­na­men­ti riguar­do que­sta rac­col­ta fir­me e anche infor­ma­zio­ni sui nostri pros­si­mi eventi.

Luca Stocco
Stu­den­te di Poli­tics, Phi­lo­so­phy and Public Affairs, bat­te­ri­sta, e pro­pu­gna­to­re del­l’u­so di ragio­ne ed evi­den­ze scien­ti­fi­che per ren­de­re il mon­do un posto miglio­re. Ho fon­da­to Effec­ti­ve Altrui­sm Uni­Mi per aiu­ta­re stu­den­tes­se e stu­den­ti che, come me, voglio­no fare la dif­fe­ren­za attra­ver­so la pro­pria car­rie­ra lavorativa.
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Studente di Politics, Philosophy and Public Affairs, batterista, e propugnatore dell'uso di ragione ed evidenze scientifiche per rendere il mondo un posto migliore. Ho fondato Effective Altruism UniMi per aiutare studentesse e studenti che, come me, vogliono fare la differenza attraverso la propria carriera lavorativa.

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