Suggestioni spettinate di film

Spia­re, osser­va­re, guar­da­re da uno spion­ci­no, da guar­do­ne, da voyeur, una real­tà, una situa­zio­ne, una comu­ni­tà, un cor­po con pro­po­si­ti ero­ti­ci, di ricer­ca, di cono­scen­za, di bra­mo­sa curio­si­tà, sapen­do che non si può esser visti. Una capa­ci­tà inti­ma che il cine­ma ha e che non può non ave­re: mostra­re qual­co­sa ad uno spet­ta­to­re che osser­va, che entra nel­le vite di per­so­nag­gi che non san­no di esser scru­ta­ti e giu­di­ca­ti, un pia­ce­re pec­ca­mi­no­so simi­le all’adolescente che sco­pre la ses­sua­li­tà con timo­re e sma­nia, sce­glien­do quan­to vede­re di nasco­sto e quan­to palesarsi. 

Il cine­ma si immer­ge in que­sto sta­to, per­met­ten­do d’espan­der­lo ad ogni desi­de­rio: con il tor­na­re indie­tro nel tem­po di pel­li­co­le come Il Delit­to Mat­teotti, diret­to da Van­ci­ni, in cui con filo­lo­gi­ca fedel­tà si vede un’Italia che sta per affon­da­re nel bara­tro fasci­sta; oppu­re con fred­de disto­pie alter­na­ti­ve in cui l’umanità esplo­de pro­rom­pen­do in manie­ra subli­me (Agen­te Lem­my Cau­tion: Mis­sio­ne Alpha­vil­le di Godard); con la fusio­ne di rea­le e impos­si­bi­le che sca­te­na una risa­ta no sen­se ma col­ta in mon­di con e sen­za logi­ca (Mon­ty Python e il Sacro Graal); col­pi­re l’occhio con rit­mi sin­co­pa­ti e per­ver­sio­ni alie­nan­ti come in Tetsuo: the Iron Man di Tsu­ka­mo­to; con visi­te di mon­di grot­te­schi e fata­ti come nell’Ali­ce di Svank­mayer; con l’esplorazioni di tabù che scan­da­liz­za­no come una pas­sio­ne ero­ti­ca sca­bro­sa e osteg­gia­ta da for­ze plu­ri­me ne Il Por­tie­re di Not­te di Lilia­na Cava­ni, o costrin­gen­do lo spet­ta­to­re a guar­da­re, facen­do­gli pesa­re il suo ruo­lo di pub­bli­co iner­me che non può agi­re di fron­te alla vio­len­za in Fun­ny Games di Haneke. 

L’osservazione qui è fenomeno passivo che permette l’impossibile, ma l’essere spettatore ha componenti attive che vanno oltre lo scegliere cosa guardare e cosa no, oltre ciò di cui si ha voglia. 

Un ragio­na­men­to eti­co pri­ma che este­ti­co, da fare se si vuo­le esse­re spet­ta­to­ri vivi, col­ti, non solo con i film di gran­de impe­gno ma anche con l’intrattenimento che vuo­le esse­re spen­sie­ra­to e che vuo­le far spe­gne­re il cer­vel­lo; si può pre­ten­de­re di far­lo in manie­ra rispet­to­sa o meno, assu­men­do tut­to in manie­ra iner­me, oppu­re si può voler spe­gne­re il cer­vel­lo e lasciar­si anda­re total­men­te all’intrattenimento sen­za venir trat­ta­ti da stu­pi­di. Tut­to, quin­di, per­met­te di esse­re voyeur che non ven­go­no visti ma che pos­so­no pre­ten­de­re, spet­ta­to­ri, che non vuol dire indi­vi­dui non pen­san­ti. For­se con­trad­di­zio­ni ma che non si annul­la­no tra di loro, for­se que­stio­ni un po’ bana­li, scon­ta­te, ma che maga­ri per que­sto si ten­de a dimen­ti­ca­re; lo si rimem­bra citan­do ope­re dal­le for­ze non banali. 

Ogni film cita­to è sta­to ana­liz­za­to in Da Rive­de­re Per La Pri­ma Vol­ta, rubri­ca di risco­per­ta di film di nic­chia che esce il 28 di ogni mese. 

Luca Pacchiarini
Sono appas­sio­na­to di cine­ma e video­gio­chi, sem­pre di più anche di tea­tro e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce sco­pri­re musi­ca nuo­va e in par­ti­co­la­re ado­ro il post rock, ma esplo­ro tan­ti gene­ri. Cer­co sem­pre di tro­va­re il lato inte­res­san­te in ogni cosa e bevo suc­co all’ace.
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Sono appassionato di cinema e videogiochi, sempre di più anche di teatro e letteratura. Mi piace scoprire musica nuova e in particolare adoro il post rock, ma esploro tanti generi. Cerco sempre di trovare il lato interessante in ogni cosa e bevo succo all’ace.

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