The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

Ogni due mesi, il giorno 27, 5 serie TV per tutti i gusti: The Sofa Chronicles è la rubrica dove recensiamo le novità più popolari del momento, consigliandovi quali valga la pena guardare comodamente sul divano e quali no. 


Que­sto mon­do non mi ren­de­rà cat­ti­vo, Sta­gio­ne 1, Net­flix (Zero­cal­ca­re) - recen­sio­ne di Danie­le Di Bella

Questo mondo non mi renderà cattivo, la serie di Zerocalcare su Netflix è  un pugno nello stomaco - Multiplayer.it

Il 9 giu­gno è usci­ta su Net­flix la nuo­va serie di Zero­cal­ca­re, noto fumet­ti­sta roma­no, dal tito­lo Que­sto mon­do non mi ren­de­rà cat­ti­vo. Seb­be­ne l’autore sosten­ga che que­sto tito­lo, trat­to da una can­zo­ne dei Path, sia trop­po lun­go per esse­re “hash­tag­ga­bi­le”, esso rias­su­me per­fet­ta­men­te il con­te­nu­to dei sei epi­so­di in cui la serie si articola. 

Anco­ra una vol­ta ci tro­via­mo a Rebib­bia, quar­tie­re in cui si radi­ca tut­to il “cal­ca­re­ver­se”: Zero e Sec­co, suo ami­co di sem­pre, si ren­do­no con­to che l’arrivo di 30 migran­ti in quar­tie­re non è gra­di­to dai neo­fa­sci­sti del­la zona, che pro­va­no in tut­ti i modi ad allon­ta­nar­li. Men­tre è impe­gna­to nel ten­ta­ti­vo di impe­di­re quest’ingiustizia, la vita di Zero vie­ne ulte­rior­men­te scon­vol­ta dal ritor­no a Rebib­bia di un vec­chio ami­co d’infanzia che lo por­ta a inter­ro­gar­si sui limi­ti del pro­prio siste­ma di valo­ri, e sul­la capa­ci­tà del Mon­do di mostri­fi­ca­re l’Uomo.

Que­sta nuo­va serie che, come ha spes­so sot­to­li­nea­to Zero­cal­ca­re, non è la secon­da sta­gio­ne di Strap­pa­re lun­go i bor­di, si rive­la esse­re un’ottima secon­da tap­pa nel per­cor­so che Miche­le Rech sta con­du­cen­do con Net­flix. Al di là di alcu­ne miglio­rie tec­ni­che appor­ta­te gra­zie al suc­ces­so di Strap­pa­re lun­go i bor­di (come la pre­sen­za di mol­tis­si­me trac­ce famo­se all’interno del­la colon­na sono­ra), Que­sto mon­do non mi ren­de­rà cat­ti­vo è una serie con­ti­nua di spun­ti di riflessione. 


Queen Char­lot­te. A Brid­ger­ton sto­ry, Sta­gio­ne 1, Net­flix (Shon­da Rimes) - recen­sio­ne di Giu­lia Scolari

Bridgerton' Spinoff Series About Queen Charlotte — Everything We Know About  the 'Bridgerton' Prequel

Quan­do a Char­lot­te (India Amar­tei­fio) vie­ne impo­sto il matri­mo­nio con lo sco­no­sciu­to ere­de del tro­no d’In­ghil­ter­ra, la ragaz­za cer­ca in ogni modo di fug­gi­re. Nes­su­no sem­bra voler­le dire la veri­tà sul­l’uo­mo miste­rio­so: non un accen­no al carat­te­re, non un com­men­to sul­l’a­spet­to o sui suoi inte­res­si. Ne dedu­ce che il re non pos­sa esse­re altro che un mostro.
A con­vin­cer­la del con­tra­rio basta il pri­mo sguar­do: Geor­ge (Corey Myl­chree­st) é sim­pa­ti­co, col­to, bel­lis­si­mo. Il matri­mo­nio si fa, il tro­no ha una regi­na… Ma il miste­ro lega­to a Geor­ge non accen­na a dimi­nui­re e il re é sem­pre più schi­vo. Cosa avrà mai fat­to di male Char­lot­te per non meri­ta­re l’a­mo­re del­lo spo­so?
Lo spin-off di Brid­ger­ton non delu­de i fan del­la serie e si rive­la di un’in­ten­si­tà supe­rio­re per­si­no alle sta­gio­ni ori­gi­na­li. Il tema del­la dispa­ri­tà di clas­se e raz­za e quel­lo del­la salu­te men­ta­le sono trat­ta­ti con la leg­ge­rez­za non super­fi­cia­le tipi­ca dei miglio­ri pro­dot­ti Net­flix.
C’è gran­de inte­res­se per il rac­con­to di Vio­let ora che ne sono sta­ti rive­la­ti gli intrec­ci con quel­lo di Lady Dan­bu­ry.. Chis­sà se ci saran­no
sor­pre­se!

A noi il pro­dot­to dal­le uova d’o­ro di Shon­da­land pia­ce anco­ra e atten­dia­mo con tre­pi­da­zio­ne la ter­za sta­gio­ne di Brid­ger­ton, incen­tra­ta su Colin e Penelope.


Never Have I Ever, Sta­gio­ne 4, Net­flix (Min­dy Kaling, Lang Fisher) — recen­sio­ne di Nina Fresia

Quando esce Non ho mai 4: in arrivo le nuove puntate in streaming su Netflix

La quar­ta sta­gio­ne di Never Have I Ever con­clu­de il per­cor­so di cre­sci­ta, tutt’altro che linea­re, dell’esuberante ado­le­scen­te Devi Vish­wa­ku­mar (Mai­treyi Rama­kri­sh­nan). L’ultimo capi­to­lo del­la serie scrit­ta da Lang Fisher e Min­dy Kaling man­tie­ne il suo trat­to distin­ti­vo: la capa­ci­tà di affron­ta­re tema­ti­che serie con la cura richie­sta, unen­do­le alla giu­sta dose di comi­ci­tà. Il supe­ra­men­to di un trau­ma, la per­di­ta di una per­so­na cara, la gestio­ne del­la rab­bia, il rap­por­to con la fami­glia: fil rou­ge dell’intera pro­du­zio­ne, que­ste pro­ble­ma­ti­che giun­go­no alla loro matu­ra­zio­ne nel cor­so dell’ultima sta­gio­ne. Attra­ver­so i fla­sh­back degli anni pre­ce­den­ti, ci si ren­de effet­ti­va­men­te con­to dell’evoluzione vis­su­ta dai diver­si per­so­nag­gi, Devi in pri­mis. L’impulsività e le scel­te del­la pro­ta­go­ni­sta, che spes­so face­va­no stor­ce­re il naso allo spet­ta­to­re, sono ora sot­to il suo con­trol­lo e, salu­tan­do­la nel­le ulti­me sce­ne, è ine­vi­ta­bi­le esser­ne fieri.

È infat­ti for­te il coin­vol­gi­men­to che si ha con le vicen­de nar­ra­te, effet­to gene­ra­to dal­la pre­sen­za di una voce nar­ran­te ester­na ed onni­scien­te: nien­te­me­no che la leg­gen­da del ten­nis John McEn­roe, che con­du­ce il rac­con­to con sar­ca­smo, ma anche con un cer­to affet­to nei con­fron­ti di Devi. Non a caso, negli epi­so­di incen­tra­ti su altri per­so­nag­gi cam­bia la voce fuo­ri cam­po, rimar­can­do il lega­me che uni­sce nar­ra­to­re e pro­ta­go­ni­sta del­la storia.

Un esem­pio in que­sta sta­gio­ne è la cop­pia Gigi Hadid e Pax­ton Hall Yoshi­da, per­so­nag­gio chia­ve per trat­ta­re il tema cen­tra­le degli ulti­mi epi­so­di: la defi­ni­zio­ne del pro­prio futu­ro. Se da un lato Devi ed i suoi ami­ci sono alle pre­se con la dif­fi­ci­le scel­ta del col­le­ge e devo­no scon­trar­si con le loro ambi­zio­ni acca­de­mi­che e lavo­ra­ti­ve, Pax­ton rap­pre­sen­ta una real­tà diver­sa. Il ragaz­zo più popo­la­re del liceo ha già fat­to i con­ti col mon­do uni­ver­si­ta­rio, uscen­do­ne pie­no di dub­bi e incer­to su qua­le sia il suo posto nel mondo.


Dai­sy Jones & The Six, Sta­gio­ne 1, Pri­me Video (Scott Neu­stad­ter, Michael H. Weber) – recen­sio­ne di Giu­lia Scolari

Daisy Jones & the Six: all the biggest changes from the book to TV series |  British GQ

L’attesissima serie ispi­ra­ta all’omonimo bestsel­ler di Tay­lor Jen­kins Reid è arri­va­ta a mar­zo, a pic­co­le ma inten­sis­si­me dosi, accom­pa­gna­ta da una colon­na sono­ra che vede tra i col­la­bo­ra­to­ri Phoe­be Brid­gers e Mar­cus Mum­ford. Inu­ti­le dire che è diven­ta­ta fin da subi­to il must watch del mese e che gli anni Set­tan­ta non sono mai sta­ti così in. 

I The Six sono una band di ragaz­zi nata a Pitt­sbur­gh, con tan­ta ambi­zio­ne ma poche can­zo­ni dav­ve­ro ori­gi­na­li. Dai­sy Jones è nata per esse­re una stel­la, ma fati­ca a tro­va­re il suo posto nel mon­do e, di con­se­guen­za, a bril­la­re. Quan­do un pro­dut­to­re ha l’illuminazione e deci­de di met­te­re insie­me que­sti due mon­di, la sto­ria del­la musi­ca cam­bia per sem­pre e così anche le vite di tut­ti i coinvolti. 

Nono­stan­te alcu­ni cam­bia­men­ti poco sen­sa­ti, la serie è tut­to som­ma­to abba­stan­za fede­le al libro… Che a sua vol­ta è mol­to fede­le alla sto­ria dei Fleet­wood Mac! Anche per i più cri­ti­ci è sta­to impos­si­bi­le non ver­sa­re qual­che lacri­ma sul fina­le. Sia nel libro che nel­la serie, il modo in cui la sto­ria vie­ne costrui­ta è mol­to par­ti­co­la­re: si pro­ce­de come se si stes­se guar­dan­do un’intervista, con la qua­le vie­ne più vol­te rot­ta la quar­ta pare­te, coin­vol­gen­do lo spet­ta­to­re in manie­ra anco­ra più inten­sa. Si voci­fe­ra un tour l’anno pros­si­mo… Noi sare­mo in pri­ma fila! 


XO, Kit­ty, Sta­gio­ne 1, Net­flix (Jen­ny Han) - recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

XO Kitty, la recensione | CinemaSerieTV.it

La gio­va­ne Kit­ty Song Covey (Anna Cath­cart) deci­de, all’in­sa­pu­ta di suo padre, deci­de di iscri­ver­si alla K.I.S.S., Korean Indi­pen­dent School of Seoul, dal­la qua­le ha rice­vu­to una bor­sa di stu­dio. L’o­biet­ti­vo è cer­ca­re di avvi­ci­nar­si il più pos­si­bi­le al suo ragaz­zo Dae, che fre­quen­ta pro­prio quel­la scuo­la e con il qua­le ha una rela­zio­ne a distan­za, ma allo stes­so tem­po segui­re le orme di sua madre, scom­par­sa quan­do era pic­co­la, per sco­pri­re qual­co­sa in più di lei. Ovvia­men­te, come acca­de nei clas­si­ci teen dra­ma, qua­si nul­la va per il ver­so giu­sto. Kit­ty si ritro­ve­rà per­mea­ta da trian­go­li amo­ro­si, rela­zio­ni fin­te e pro­fes­so­ri antipatici. 

La serie spin-off del bestsel­ler di Jen­ny Han, Tut­te le vol­te che ho scrit­to ti amo, ha crea­to diver­se aspet­ta­ti­ve tra i fan. Kit­ty è infat­ti uno dei per­so­nag­gi più inte­res­san­ti del­la tri­lo­gia e il pub­bli­co non vede­va l’o­ra di cono­sce­re qual­co­sa in più su di lei. Pur­trop­po però, mol­te scel­te sono cadu­te in diver­si cli­ché che sono spes­so risul­ta­ti parec­chio crin­ge. Nono­stan­te ciò, la serie cer­ca di por­ta­re al suo pub­bli­co alcu­ni temi impor­tan­ti, come la sco­per­ta e la cono­scen­za di sé, il valo­re dei rap­por­ti di ami­ci­zia e amo­re, e qual­che curio­si­tà mol­to inte­res­san­te sul­la cul­tu­ra coreana! 

Di cer­to non uno dei miglio­ri spin-off che Net­flix abbia pro­dot­to, ma rima­ne comun­que un pro­dot­to mol­to godi­bi­le e diver­ten­te e, infat­ti, la serie è sta­ta rin­no­va­ta per la secon­da stagione!

Con­di­vi­di:
Giulia Scolari
Scien­zia­ta del­le meren­di­ne, chi ha det­to che la mate­ma­ti­ca non è un’opinione non mi ha mai cono­sciu­ta. Scri­vo di quel­lo che mi pia­ce per­ché resti così e di quel­lo che odio spe­ran­do che cambi.
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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