Musiracconti. Musica per quando sei in ansia

Musiracconti. Musica per quando sei in ansia

Il 10 di ogni mese, la prima rubrica di racconti che suggerisce musica per ogni situazione. Oggi quattro consigli per superare l’ansia.


La musi­ca può cura­re qual­sia­si cosa, lo sap­pia­mo, e può anche curar­ci da quel­la sen­sa­zio­ne di ansia che accom­pa­gna le nostre ses­sio­ni esti­ve nel pani­co più tota­le. Ma qui ci tro­via­mo sem­pre ad un bivio, per seda­re l’ansia è meglio usa­re un disco che ci capi­sca e che ci accom­pa­gni in que­sti nostri moti inter­ni o un qual­co­sa che vada in tota­le con­tro­ten­den­za e ci fac­cia sen­ti­re rilas­sa­ti? Cer­chia­mo di capi­re insie­me qual è la solu­zio­ne migliore.


Drive Like Jehu, Yank Crime

Gene­re: Post-hardcore

L’ansia che tro­via­mo in que­sta bot­ta soni­ca di qua­si un’ora che è Yank Cri­me è qual­co­sa di qua­si incom­men­su­ra­bi­le. L’ansia ci fa fare su e giù come un’altalena, con­ti­nuia­mo a muo­ver­ci den­tro soprat­tut­to quan­do sia­mo fer­mi, se a que­sto nostro sta­re fer­mi aggiun­gia­mo que­sto schiac­cia­sas­si avre­mo un qual­co­sa che si sovrap­por­rà ad ogni nostro timo­re, ad ogni nostro sbal­zo, e che sarà ine­vi­ta­bil­men­te più for­te, più duro, più coria­ceo e for­se potrà sedar­ci l’ansia a col­pi di chi­tar­re e distor­sio­ni che fen­de­ran­no la nostra ani­ma men­tre ascol­tia­mo e vedia­mo pas­sar­ci den­tro le orec­chie il nostro sta­to inte­rio­re tra­spo­sto a musi­ca. Men­tre l’ansia gareg­gia con un nemi­co alla sua por­ta­ta noi aspet­tia­mo la fine del­la cor­sa quan­do essa sarà stre­ma­ta e l’ansia mori­rà con cal­ma all’interno del nostro corpo

Dedi­ca­to a chi com­bat­te l’ansia con l’ansia. 

Inol­tre lascia­mo un dedi­ca anche per lo stes­so chi­tar­ri­sta dei Dri­ve Like Jehu scom­par­so di recen­te. Ripo­sa in pace Rick e gra­zie per tut­te le emozioni.


Keith Jarett, The Köln Concert

Gene­ri: Ecm Jazz, Musi­ca classica

Potrem­mo inve­ce seda­re l’ansia col pia­no di Keith Jar­rett, con la tran­quil­li­tà dell’animo. Cer­can­do di bloc­ca­re quei moti con dol­ci note di pia­no, cer­can­do di pla­ca­re il dolo­re ansio­ge­no con l’euthy­mia per­se­guen­do la tran­quil­li­tà. I tuoi moti inter­ni ini­zia­no a rilas­sar­si andan­do a tem­po con la musi­ca che gua­ri­sce le pro­fon­de feri­te che i movi­men­ti ansio­ge­ni pro­du­co­no, e ora sen­ti quel maci­gno sul pet­to che si dis­sol­ve, e ora il ven­tre sem­bra final­men­te più libe­ro, la testa non pul­sa e for­se per una not­te dor­mi­rai decentemente

Con­si­glia­to per chi vuo­le la pace quan­do è agitato.


The Feelies, Crazy Rhytmhs

Gene­ri: Post-punk, Art Punk

Le nevro­si che ven­go­no con­cen­tra­te nel rit­mo del disco in que­stio­ne sapran­no toc­ca­re le più pro­fon­de rap­pre­sen­ta­zio­ni visce­ro­mo­to­rie evo­ca­te dal sen­ti­men­to ansio­so. Il ner­vo­si­smo del­le chi­tar­re che avan­za­no toc­che­rà i vostri movi­men­ti inter­ni e vi tra­sci­ne­rà nel suo disor­di­ne, sem­pre però con una cer­te deli­ca­tez­za, sen­za con­fon­de­re tut­te le cose, ma tra­sci­nan­do­vi luci­da­men­te nel suo inter­no. Lascian­do­vi chia­ra l’idea ansio­ge­na nel­la vostra men­te che scor­re. Ma que­sta sca­ri­ca di ten­sio­ne saprà por­tar­vi via l’ansia, far­la sci­vo­la­re via bra­no dopo bra­no, lascian­do fare il lavo­ro ai vostri movi­men­ti ner­vo­si men­tre il disco risuo­na nel­le orec­chie. Un disco ansio­so per scac­cia­re l’ansia, meglio di uno psi­co­lo­go (non è vero ma ser­vi­va una fase ad effetto).

Con­si­glia­to a chi l’ansia pia­ce viver­la in modo dinamico.


Hiroshi Yoshimura, Wave Notation 1: Music for Nine Post Cards

Gene­re: Ambient

Ma la tran­quil­li­tà dell’animo si può otte­ne­re anche annul­lan­do qual­sia­si movi­men­to, qual­sia­si moto nel­la musi­ca, per far cor­ri­spon­de­re al nostro inter­no la cal­ma piat­ta che si dif­fon­de da que­sto disco con tut­ta la sua bel­lez­za. La cal­ma che dis­sol­ve l’ansia, il nul­la, il vuo­to, la deli­ca­tez­za di pochis­si­me sem­pli­ci note. Che for­se sia que­sto il modo di annul­la­re la volon­tà che è in noi per libe­rar­ci da que­sta con­ti­nua sof­fe­ren­za che ci spin­ge a vole­re a vole­re a vole­re e a intro­iet­tar­ci ansie su ansie per ciò che non riu­scia­mo ad otte­ne­re? Pro­ba­bil­men­te Scho­pe­n­hauer se aves­se ascol­ta­to que­sto suo disco avreb­be espo­sto in manie­ra più chia­ra l’ultimo capi­to­lo de Il mon­do come volon­tà e rappresentazione.

Con­si­glia­to a chi cer­ca la cal­ma piat­ta per seda­re l’ansia.

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Gabriele Benizio Scotti
Stu­den­te di filo­so­fia, appas­sio­na­to di musi­ca, cine­ma, video­gio­chi e let­te­ra­tu­ra. Mi pia­ce scri­ve­re di que­ste tema­ti­che e appro­fon­dir­le il più possibile.

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