The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

The Sofa Chronicles, le serie TV del momento

Ogni due mesi, il giorno 27, 5 serie TV per tutti i gusti: The Sofa Chronicles è la rubrica dove recensiamo le novità più popolari del momento, consigliandovi quali valga la pena guardare comodamente sul divano e quali no. 


The Bear, Sta­gio­ne 2, Disney+ (Chri­sto­pher Sto­rer) — Recen­sio­ne di Nina Fresia

The Bear 2: la recensione della serie | Vanity Fair Italia

La secon­da sta­gio­ne di The Bear man­tie­ne intat­ti gli ele­men­ti che ne han­no fat­to un suc­ces­so, ma arric­chen­do­li con nuo­vi pun­ti di vista e spun­ti di rifles­sio­ne. Lo chef Car­men Ber­zat­to ha deci­so con l’aiuto del­la sua sgan­ghe­ra­ta bri­ga­ta di tra­sfor­ma­re il loca­le del fra­tel­lo in un risto­ran­te di alto livel­lo. Il per­cor­so non sarà affat­to sem­pli­ce: l’onnipresenza di timer ed oro­lo­gi, le con­ti­nue sovrap­po­si­zio­ni di voci e le rapi­de sequen­ze di imma­gi­ni sono modi per far vive­re allo spet­ta­to­re la fre­ne­sia vis­su­ta dai per­so­nag­gi duran­te il restauro.

Impa­ria­mo anche a cono­sce­re più da vici­no la tra­va­glia­ta fami­glia Ber­zat­to e, in gene­ra­le, la vita al di fuo­ri del­la cuci­na dei sog­get­ti più ama­ti dal pub­bli­co duran­te la pri­ma sta­gio­ne. Attra­ver­so le loro sto­rie, “The Bear” affron­ta temi deli­ca­tis­si­mi, come il lavo­ro pre­ca­rio e la pau­ra di fal­li­re, sia pro­fes­sio­nal­men­te che nei rap­por­ti sen­ti­men­ta­li, e lo fa in modo schiet­to e con­vin­cen­te. Più che rea­li­sti­ca, que­sta serie è rea­le: non ha pau­ra di mostra­re imper­fe­zio­ni e fal­li­men­ti. I dia­lo­ghi sono sì ben scrit­ti, ma sono anche sin­ce­ri e auten­ti­ci. E rie­sco­no tut­ta­via ad esse­re sor­pren­den­te­men­te diver­ten­ti, attra­ver­so una comi­ci­tà un po’ dura e un’ironia essen­zia­le per ela­bo­ra­re le difficoltà.

Que­sta è la serie dei con­tra­sti: alle con­ti­nue urla si oppo­ne un pro­fon­do rispet­to reci­pro­co di sot­to­fon­do, così come al caos che carat­te­riz­za le rela­zio­ni inter­per­so­na­li tra per­so­nag­gi si con­trap­po­ne una disci­pli­na fer­rea in cuci­na. Per quan­to tut­to sia sul pun­to di esplo­de­re, ecco che la com­po­si­zio­ne di un piat­to o l’assaggio di una nuo­va por­ta­ta ripri­sti­na l’ordine. Non a caso, uno dei mes­sag­gi più impor­tan­ti che pun­ta­ta dopo pun­ta­ta vie­ne tra­smes­so è pro­prio un elo­gio alla curio­si­tà e alla spe­ri­men­ta­zio­ne, capa­ci di arric­chi­re ognu­no a qual­sia­si età.


Sex Edu­ca­tion, Sta­gio­ne 4, Net­flix (Lau­rie Nunn) — Recen­sio­ne di Nina Fre­sia e Matil­de Eli­sa Sala

Sex Education: la quarta e ultima eccitante stagione è finalmente su  Netflix! - AdL Mag

Nel­la quar­ta e con­clu­si­va sta­gio­ne di uno dei mag­gio­ri suc­ces­si tar­ga­ti Net­flix degli ulti­mi anni, gli ormai ex stu­den­ti del liceo Moor­da­le appro­da­no al col­le­ge: Caven­dish è una real­tà nuo­va e, alme­no all’apparenza, un po’ uto­pi­ca, gesti­ta dagli stu­den­ti e dove ognu­no è libe­ro di espri­mer­si a suo piacimento.

Il mar­chio di fab­bri­ca del­la serie è sem­pre sta­ta la sua capa­ci­tà di rac­con­ta­re sen­za fil­tri e in modo sem­pli­ce come gli ado­le­scen­ti vivo­no la ses­sua­li­tà. In quest’ultima sta­gio­ne, tut­ta­via, vie­ne lascia­to mol­to più spa­zio alla cre­sci­ta per­so­na­le dei pro­ta­go­ni­sti, esplo­ran­do­ne sen­ti­men­ti, pau­re ed ambi­zio­ni. Vi è spes­so una ten­den­za a nascon­de­re le pro­prie insi­cu­rez­ze o pro­ble­ma­ti­che die­tro una sta­bi­li­tà di fac­cia­ta, ma comu­ni­ca­re con gli altri ed esse­re pron­ti ad affron­ta­re anche situa­zio­ni spia­ce­vo­li risul­ta sem­pre esse­re la scel­ta migliore.

Le spes­so ori­gi­na­li tema­ti­che affron­ta­te sono tan­te e da trat­ta­re con cura, al pun­to che si teme non pos­sa­no esse­re scan­da­glia­te a dove­re nell’arco di otto epi­so­di: il rap­por­to tra mon­do queer e reli­gio­ne, la depres­sio­ne post par­tum, il per­cor­so di tran­si­zio­ne di gene­re e l’abuso. Eppu­re, rie­sce sem­pre a pas­sa­re il mes­sag­gio fon­da­men­ta­le su cui è fon­da­ta l’intera serie: nes­su­no è mai da solo. Nono­stan­te spes­so ci si pos­sa sen­ti­re così, si tro­ve­rà sem­pre qual­cu­no dispo­sto ad ascol­ta­re, dare una mano e parlare. 

Quel­la di Sex Edu­ca­tion è una splen­di­da comu­ni­tà, for­ma­ta da per­so­ne simi­li ma anche mol­to diver­se tra loro, dal­le qua­li però, nel cor­so di que­ste quat­tro sta­gio­ni, tra sor­ri­si e qual­che lacri­ma, è sem­pre sta­to pos­si­bi­le trar­re spun­ti di rifles­sio­ne importanti.


The Sum­mer I Tur­ned Pret­ty, Sta­gio­ne 2, Pri­me Video (Jen­ny Han) — Recen­sio­ne di Nina Fre­sia e Matil­de Eli­sa Sala

The Summer I Turned Pretty Stagione 2: Una scena chiave spiega la scelta di  Belly tra Conrad e Jeremiah, rivelata da Jenny Han. - Asiatica Film Mediale

Dopo l’ultima esta­te tra­scor­sa a Cou­sins Beach, nien­te è più come pri­ma nel­la vita di Bel­ly (Lola Tung): Susan­nah è sta­ta por­ta­ta via dal­la sua malat­tia, i fra­tel­li Fisher, Con­rad (Chri­sto­pher Bri­ney) e Jere­miah (Gavin Casa­le­gno), sono deva­sta­ti dal­la per­di­ta del­la madre, e Bel­ly, ormai, non è più in con­tat­to nem­me­no con loro. Poco pri­ma dell’arrivo di una nuo­va esta­te, ina­spet­ta­ta­men­te Jere­miah chia­ma Bel­ly: Con­rad è spa­ri­to e non sa dove si tro­va. Dopo alcu­ne ricer­che, sco­pro­no che Con­rad è cor­so a Cou­sins per cer­ca­re di sal­va­re la casa al mare del­la madre, mes­sa in ven­di­ta dal­la zia. Sarà que­sta l’opportunità per rimet­te­re a posto le cose?

The Sum­mer I Tur­ned Pret­ty si ricon­fer­ma la serie tv esti­va per eccel­len­za, par­ti­co­lar­men­te fede­le al roman­zo da cui è sta­ta trat­ta, nono­stan­te qual­che ria­dat­ta­men­to nel­la sce­neg­gia­tu­ra. La scel­ta di Pri­me Video di rila­scia­re solo un epi­so­dio a set­ti­ma­na è sta­ta for­te­men­te con­te­sta­ta dagli aman­ti del bin­ge-wat­ching, ma, nono­stan­te ciò, è sta­to bel­lo tor­na­re a vive­re l’atmosfera di atte­sa che noi figli del­le piat­ta­for­me strea­ming abbia­mo sicu­ra­men­te per­so. Con­rad è sicu­ra­men­te il per­so­nag­gio cen­tra­le del­la sta­gio­ne, ben affian­ca­to però da Ste­ven e Tay­lor, ico­ni­ci in ogni episodio. 

È, insom­ma, una serie da guar­da­re sen­za pre­te­se se non quel­la di esse­re per­va­si da una deli­ca­ta nostal­gia esti­va. Ma se nel­la pri­ma sta­gio­ne ci si ritro­va­va com­ple­ta­men­te cala­ti nei sen­ti­men­ti che l’estate può susci­ta­re, in que­sta secon­da par­te del­la serie si fa di tut­to pur di non reci­de­re quel lega­me con la magia che que­sto perio­do dell’anno sa creare.


Hearts­top­per, Sta­gio­ne 2, Net­flix (Euros Lyn) — Recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Heartstopper, il trailer ufficiale e cosa sapere sulla seconda stagione  della serie tv

Al ter­mi­ne del­la scor­sa sta­gio­ne, ave­va­mo lascia­to Char­lie (Joe Loc­ke) e Nick (Kit Con­nor) final­men­te insie­me, pron­ti a vive­re il loro amo­re sen­za pau­ra, accet­tan­do­si com­ple­ta­men­te l’un l’altro. Nick non è però anco­ra pron­to a un coming out, e quin­di cer­ca­no di esse­re più discre­ti pos­si­bi­le. Per Nick non sarà faci­le destreg­giar­si tra com­men­ti inde­si­de­ra­ti e pres­sio­ni ester­ne, ma, un po’ come Char­lie nel­la pri­ma sta­gio­ne, potrà con­ta­re sull’aiuto di alcu­ni amici. 

Sono di nuo­vo nume­ro­se le tema­ti­che pre­sen­ta­te in que­sta nuo­va sta­gio­ne di Hearts­top­per: la dif­fi­col­tà di espri­mer­si, dun­que anche la man­ca­ta comu­ni­ca­zio­ne, la sen­sa­zio­ne di non sen­tir­si accet­ta­ti, spes­so anche dai pro­pri fami­lia­ri, l’asessualità, incar­na­ta dal per­so­nag­gio di Isaac, e il dolo­re, pron­to a far­si stra­da mol­to spes­so anche nei modi peggiori.

Nono­stan­te la len­tez­za dei pri­mi epi­so­di, la secon­da metà del­la sta­gio­ne si rive­la mol­to più pro­met­ten­te. Come sem­pre, la car­ta vin­cen­te di Hearts­top­per è la deli­ca­tez­za: come già fat­to nota­re per la pri­ma sta­gio­ne, la serie anco­ra una vol­ta si allon­ta­na da qual­sia­si tipi­co cli­ché dei teen dra­ma e rac­con­ta le sto­rie così come sono, nel­la loro pura sem­pli­ci­tà, come una dol­ce carez­za. I per­so­nag­gi matu­ra­no e, con loro, anche i temi che ognu­no incar­na, por­ta­to­ri di mes­sag­gi, ogni gior­no sem­pre più attuali.


Un affa­re pri­va­to, Sta­gio­ne 1, Pri­me Video (Ramón Cam­pos, Tere­sa Fer­nán­dez-Val­dés e Gema R. Nei­ra) — recen­sio­ne di Miche­la De Marchi

Un affare privato": trama, cast e trailer della nuova serie con Jean Reno |  TV Sorrisi e Canzoni

Ambien­ta­to nel­la Gali­zia del 1940, Un Affa­re pri­va­to rac­con­ta in otto epi­so­di l’indagine in cui vie­ne cata­pul­ta­ta la pro­ta­go­ni­sta Mari­na Qui­ro­ga, figlia di uno sti­ma­to com­mis­sa­rio di poli­zia. Mari­na fin da bam­bi­na sogna di segui­re le orme del padre, ma vie­ne discri­mi­na­ta e osta­co­la­ta nel rag­giun­ge­re il suo obiet­ti­vo dal­la socie­tà spa­gno­la e dall’idea che una don­na non pos­sa adem­pie­re al lavo­ro. La vicen­da si apre con la nostra pro­ta­go­ni­sta che fug­ge dal­la ceri­mo­nia rea­liz­za­ta per cele­bra­re il fra­tel­lo e la sua bril­lan­te car­rie­ra da poli­ziot­to: aiu­ta­ta dal mag­gior­do­mo Hec­tor, Mari­na si diri­ge ver­so il por­to per riti­ra­re un pac­co, ma si imbat­te casual­men­te in una don­na in fin di vita e il suo assas­si­no. Il caso, ini­zial­men­te, sem­bra esse­re un’aggressione come tan­te altre, ma la vit­ti­ma pre­sen­ta sul pet­to il segno di un giglio trat­teg­gia­to dal col­pe­vo­le dell’omicidio. Mari­na, gra­zie alle sue doti inve­sti­ga­ti­ve e la com­pli­ci­tà del mag­gior­do­mo Hec­tor, intra­pren­de così la pri­ma vera inda­gi­ne del­la sua vita: sco­pri­ran­no che il delit­to rien­tra in un dise­gno più ampio archi­tet­ta­to dal serial kil­ler, sma­sche­ra­to dopo varie peri­pe­zie pro­prio dai due.

Con Un affa­re pri­va­to lo spet­ta­to­re ha a che fare con una serie di omi­ci­di inspie­ga­bi­li, ma rac­con­ta­ti qua­si come un gio­co e immer­si in un’atmosfera più leg­ge­ra che mostra diver­si aspet­ti del­la Gali­zia di que­gli anni e i rap­por­ti che si intrec­cia­no tra i per­so­nag­gi. Ogni epi­so­dio sve­la un det­ta­glio dell’indagine e sti­mo­la la curio­si­tà nel­lo sco­pri­re gli svi­lup­pi, i col­pi di sce­na e l’esito fina­le del­la vicen­da: non resta quin­di che capi­re chi sia il col­pe­vo­le del­la storia!

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Nina Fresia
Stu­den­tes­sa di scien­ze poli­ti­che, curio­sa per natu­ra, aspi­ran­te gira­mon­do e avi­da let­tri­ce con un debo­le per la sto­ria e la filo­so­fia. Scri­vo per rea­liz­za­re il sogno del­la me bam­bi­na e rac­con­ta­re attra­ver­so i miei occhi quel­lo che scopro.
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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