Steamboat Willie: Topolino perde i diritti

STEAMBOAT WILLIE: TOPOLINO PERDE I DIRITTI DI COPYRIGHT

Steam­boat Wil­lie. Basta un nome per rie­vo­ca­re alla memo­ria la pel­li­co­la, uno dei pri­mi car­to­ni ani­ma­ti sono­ri, con­si­de­ra­ta il vero debut­to di Topo­li­no. È cele­ber­ri­mo il cor­to in cui l’emblema del­la Disney fischiet­ta alla gui­da di un bat­tel­lo, con anche l’apparizione di Putrid Pete (Pie­tro Gam­ba­di­le­gno). In real­tà que­sto è il ter­zo film cen­tra­to sul per­so­nag­gio: la pri­ma appa­ri­zio­ne in asso­lu­to risa­le al 15 mag­gio del 1928 con il cor­to “Pla­ne Cra­zy”. Il debut­to di Steam­boat Wil­lie avven­ne pochi mesi dopo, a novem­bre, ma è sta­to il pri­mo a esse­re distri­bui­to al gran­de pub­bli­co da Colum­bia Pictures. 

E par­lan­do di Topo­li­no, il 2024 por­ta con sè una gran­de novi­tà per Disney: dal 1 gen­na­io sono sca­du­ti i dirit­ti di pro­prie­tà intel­let­tua­le del sim­bo­lo del­la stes­sa azien­da, chia­ma­ta fre­quen­te­men­te “Hou­se of Mou­se” (“Casa del topo”). La sua pri­ma ver­sio­ne ora entre­rà nel pub­bli­co domi­nio e con lui tan­te altre ico­ne lan­cia­te dal­la Disney nel­lo stes­so anno. Inol­tre, tra le  ope­re che quest’anno per­de­ran­no i dirit­ti d’autore ci sono la ver­sio­ne tea­tra­le di Peter Pan di Bar­rie, i roman­zi L’amante di Lady Chat­ter­ley di Law­ren­ce e Orlan­do di Vir­gi­nia Woolf, l’o­ri­gi­na­le in tede­sco di Nien­te di nuo­vo sul Fron­te Occi­den­ta­le e L’opera da Tre Sol­di di Ber­told Brecht.

Per quanto riguarda il diritto in questione, nelle leggi statunitensi è prevista la protezione delle opere registrate dopo il 1923 per un massimo di 95 anni. 

Il prin­ci­pio, sta­bi­li­to nel 1998 con l’entrata in vigo­re del Copy­right Term Exten­sion Act (CTEA), ave­va per­mes­so la pro­ro­ga di vent’anni del ter­mi­ne pre­vi­sto pre­ce­den­te­men­te (75 anni). Pro­prio la Disney ave­va spin­to per l’approvazione del­la leg­ge, ribat­tez­za­ta dai detrat­to­ri “Mic­key Mou­se Pro­tec­tion Act”.

A gen­na­io di quest’anno, quin­di, è sca­du­to il copy­right sul­la pri­mis­si­ma ver­sio­ne del topo, quel­la con il naso a pun­ta da rat­to, gli occhi sen­za pupil­le e una lun­ga coda. Sarà pos­si­bi­le, ad esem­pio, crea­re una magliet­ta con un’immagine del film, usa­re alcu­ne clip per rea­liz­za­re un pro­get­to arti­sti­co oppu­re sfrut­ta­re il per­so­nag­gio in rac­con­ti ine­di­ti e car­to­ni ani­ma­ti. Que­sto sen­za chie­de­re il per­mes­so a Disney e paga­re i dirit­ti d’autore. Ma il copy­right non sca­de sul­le ver­sio­ni più “clas­si­che” di Topo­li­no, la più rino­ma­ta quel­la con i pan­ta­lon­ci­ni ros­si e i guan­ti bian­chi. Tut­to ciò, quin­di, non vale per il Mic­key Mou­se di «Fan­ta­sia» del 1940 o per quel­lo di «Mic­key Mou­se Clu­b­hou­se», il pro­gram­ma tra­smes­so da Disney nel 2006.

La novi­tà com­por­ta anche la pos­si­bi­li­tà di crea­re nuo­ve ver­sio­ni con pro­ta­go­ni­sta il topo più famo­so, come d’altronde è avve­nu­to con Win­nie The Pooh nel 2021, quan­do sono sca­du­ti i suoi dirit­ti. In real­tà, la Disney li ave­va acqui­sta­ti nel 1961 per man­te­ne­re l’esclusiva sul­le ver­sio­ni dei per­so­nag­gi ori­gi­na­li, ma dal 2022 era sta­to pos­si­bi­le usa­re quell’universo nar­ra­ti­vo con lo sco­po di pro­por­re al pub­bli­co nuo­ve ope­re con l’orsetto e i suoi ami­ci. La più famo­sa è “Win­nie-the-Pooh – San­gue e mie­le”diret­ta dal regi­sta bri­tan­ni­co Rhys Fra­ke-Water­field in cui Win­nie, Chri­sto­pher Robin e gli altri ani­ma­let­ti sono cala­ti in un con­te­sto horror. 

Ora anche il Topo­li­no di Steam­boat Wil­lie  potreb­be diven­ta­re il per­so­nag­gio di nuo­vi car­to­ni ani­ma­ti ambien­ta­ti in sce­na­ri diver­si da quel­li abi­tua­li. Anzi, è già acca­du­to. A metà dicem­bre, infat­ti, la socie­tà Fumi Games ha crea­to il trai­ler di un video­gio­co con­te­nen­ti rap­pre­sen­ta­zio­ni ori­gi­na­li di Topo­li­no, ma inse­ri­to in un uni­ver­so di gang­ster e cri­mi­na­li con echi all’atmosfera degli anni Tren­ta negli Sta­ti Uniti. 

«Si può usa­re Topo­li­no, nel­la ver­sio­ne ori­gi­na­ria, per crea­re del­le pro­prie sto­rie – affer­ma  in un’intervista al Guar­dian, Daniel Maye­da, avvo­ca­to sta­tu­ni­ten­se spe­cia­liz­za­to nel­la pro­te­zio­ne del dirit­to d’autore — Ma biso­gna evi­ta­re di spac­cia­re la pro­pria ope­ra per una pro­du­zio­ne Disney». In quel caso infat­ti l’azienda potreb­be rite­ner­la una vio­la­zio­ne del copyright. 

Il caso di Topolino è peculiare. Da un lato c’è la legge sui marchi, dall’altro i diritti d’autore o copyright. 

Innan­zi­tut­to, i pri­mi han­no lo sco­po di pro­teg­ge­re paro­le, fra­si o segni che iden­ti­fi­ca­no i pro­dot­ti di un’azienda, imme­dia­ta­men­te distin­gui­bi­le rispet­to a una pos­si­bi­le riva­le,  e a dif­fe­ren­za del copy­right, non han­no sca­den­za. La fun­zio­ne prin­ci­pa­le del mar­chio, quin­di, è di con­sen­ti­re alle impre­se l’utilizzo in esclu­si­va del loro segno distin­ti­vo: in que­sto modo si dif­fe­ren­zia­no agli occhi dei con­su­ma­to­ri rispet­to ad una miria­de di altri for­ni­to­ri di pro­dot­ti o ser­vi­zi simili.


Il copy­right, inve­ce, tute­la le ope­re dell’ingegno uma­no in ambi­to let­te­ra­rio, musi­ca­le, arti­sti­co, tea­tra­le e qual­sia­si for­ma di espres­sio­ne. Ciò a con­di­zio­ne che sia­no carat­te­riz­za­te dall’elemento di crea­ti­vi­tà. Quin­di con la leg­ge sui mar­chi è vie­ta­to l’uso di Topo­li­no se il fine è indur­re i con­su­ma­to­ri a pen­sa­re che il lavo­ro in que­stio­ne sia pro­dot­to o spon­so­riz­za­to da Disney. L’azienda pos­sie­de 19 mar­chi asso­cia­ti diret­ta­men­te a Mic­key Mou­se, com­pre­sa la sua pri­ma ver­sio­ne del 1928. Di con­se­guen­za, uti­liz­zan­do­la per com­mer­cia­liz­za­re un deter­mi­na­to pro­dot­to, come un gio­cat­to­lo, si potreb­be risul­ta­re respon­sa­bi­li di vio­la­zio­ne del mar­chio. La leg­ge sui dirit­ti d’autore, inve­ce, impli­ca l’impedimento di uti­liz­za­re le ver­sio­ni di Topo­li­no sog­get­te a copy­right fino alla sca­den­za di tali diritti. 

Spie­ga­no gli esper­ti a Busi­ness Insi­der:  «Disney pos­sie­de anche i mar­chi del­l’in­car­na­zio­ne moder­na di Topo­li­no, che non ver­rà influen­za­ta dal­la sca­den­za del dirit­to d’au­to­re di Steam­boat Wil­lie». Per la Walt Disney Com­pa­ny Topo­li­no rimar­rà sem­pre una colon­na por­tan­te nel­la nar­ra­zio­ne, nel­le attra­zio­ni dei par­chi a tema e nel mer­chan­di­se.

Secon­do alcu­ni esper­ti, l’entrata nel pub­bli­co domi­nio del­la ver­sio­ne ori­gi­na­le di Topo­li­no non pro­vo­che­rà mol­te riper­cus­sio­ni, dato che è una rap­pre­sen­ta­zio­ne data­ta del per­so­nag­gio, con cui i bam­bi­ni han­no poca fami­glia­ri­tà. Comun­que la Disney, in un comu­ni­ca­to, ha affer­ma­to che le ver­sioni moder­ne di Topo­li­no e Min­nie rimar­ran­no cen­tra­li nei suoi pro­dot­ti e par­chi diver­ti­men­ti, inol­tre lavo­re­rà per «evi­ta­re con­fu­sio­ne nei con­su­ma­to­ri a cau­sa dell’uso non auto­riz­za­to di Topo­li­no e di altri per­so­nag­gi iconici».

Michela De Marchi
Stu­den­tes­sa di Scien­ze uma­ni­sti­che per la comu­ni­ca­zio­ne che aspi­ra a diven­ta­re una gior­na­li­sta. Sono mol­to ambi­zio­sa e ten­do a dare il meglio di me in ogni situa­zio­ne. Dan­za, libri e viag­gi sono solo alcu­ne del­le cose che mi caratterizzano.
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Studentessa di Scienze umanistiche per la comunicazione che aspira a diventare una giornalista. Sono molto ambiziosa e tendo a dare il meglio di me in ogni situazione. Danza, libri e viaggi sono solo alcune delle cose che mi caratterizzano.

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