Il primo suicidio assistito a carico del SSN

Il primo suicidio assistito a carico del SSN

Sol­tan­to qual­che mese fa il sui­ci­dio assi­sti­to, insie­me all’eutanasia e al tema del fine vita, è tor­na­to al cen­tro del dibat­ti­to poli­ti­co ita­lia­no. Il 28 novem­bre 2023, “Anna”, (nome di fan­ta­sia) ha deci­so di por­re fine alle pro­prie sof­fe­ren­ze som­mi­ni­stran­do­si un far­ma­co leta­le. Come ripor­ta­to dal­l’as­so­cia­zio­ne Luca Coscio­ni, atti­va da anni su que­sto fron­te, è sta­ta la pri­ma vol­ta che tale pra­ti­ca è avve­nu­ta inte­ra­men­te a cari­co del Ser­vi­zio Sani­ta­rio Nazio­na­le

Tut­ta­via, la pos­si­bi­li­tà di acce­de­re al sui­ci­dio assi­sti­to, per quan­to lega­le in Ita­lia, non avvie­ne gra­zie a una leg­ge par­la­men­ta­re, ma per mez­zo di una sen­ten­za ema­na­ta  dal­la Cor­te Costi­tu­zio­na­le nel 2019. 

Secondo tale deliberazione, si può ottenere il via libera solo dopo aver accertato alcuni requisiti specifici: 

impre­scin­di­bi­li sono la con­sa­pe­vo­lez­za del richie­den­te riguar­do tale scel­ta, la dipen­den­za da trat­ta­men­ti di soste­gno vita­le e le con­di­zio­ni fisi­che, che devo­no risul­ta­re neces­sa­ria­men­te irre­ver­si­bi­li. Se que­sti requi­si­ti sus­si­sto­no, il ser­vi­zio sani­ta­rio nazio­na­le può met­te­re a dispo­si­zio­ne un medi­co, il qua­le pre­di­spo­ne gli stru­men­ti neces­sa­ri affin­ché la per­so­na richie­den­te pos­sa agi­re auto­no­ma­men­te, com­pien­do la pro­pria scel­ta sen­za alcun impedimento. 

Seb­be­ne la teo­ria sia chia­ra, la pra­ti­ca incon­tra però osta­co­li insor­mon­ta­bi­li, che ren­do­no que­sto iter lun­ghis­si­mo e com­ples­so. Nono­stan­te una nor­ma sul fine vita risul­ti dun­que quan­to mai indi­spen­sa­bi­le, il Par­la­men­to ita­lia­no non sem­bra fare pas­si avan­ti sul­la que­stio­ne: nel­la scor­sa legi­sla­tu­ra una pro­po­sta di leg­ge sul sui­ci­dio assi­sti­to era pas­sa­ta alla Came­ra nel mar­zo 2022,  per  poi are­nar­si in Sena­to.

Nulla di strano, se non fosse che la rappresentanza politica, quando si parla di bioetica, sembra non esprimere mai l’opinione popolare. 

Lo stes­so vale per l’eutanasia, che pur ope­ran­do diver­sa­men­te rispet­to al sui­ci­dio medi­cal­men­te assi­sti­to (è il medi­co in que­sto caso a som­mi­ni­stra­re il far­ma­co leta­le anzi­ché il pazien­te stes­so), può con­ta­re sul sosten­go di milio­ni di ita­lia­ni. 

Sol­tan­to l’anno scor­so sono sta­te rac­col­te 1.239.423 fir­me per indi­re un refe­ren­dum abro­ga­ti­vo sul­la nor­ma che vie­ta tale pro­ce­di­men­to, poi boc­cia­to dal­la Cor­te Costi­tu­zio­na­le per l’inammissibilità del que­si­to. Anche i son­dag­gi del resto par­la­no chia­ro: secon­do una ricer­ca con­dot­ta da SWG nel 2019, cir­ca il 92% degli ita­lia­ni è favo­re­vo­le a una leg­ge che con­sen­ta l’accesso all’eutanasia (il 45% espri­me un “Sì” net­to, men­tre il 47% si dichia­ra­va favo­re­vo­le a deter­mi­na­te condizioni). 

Se guar­dia­mo ai dati rela­ti­vi al 2023, il Cen­sis (Cen­tro Stu­di Inve­sti­men­ti Socia­li) atte­sta que­sta per­cen­tua­le attor­no al 74% con un pic­co dell’82,8% fra i gio­va­ni e del 79,2% tra i lau­rea­ti. Rima­ne dun­que incom­pren­si­bi­le la len­tez­za del Par­la­men­to nell’affrontare tale questione. 

Sarebbe interessante conoscere i motivi che spingono la classe politica ad essere così silenziosa e disallineata rispetto al volere popolare:

con­si­de­ra­to l’orientamento espres­so dal­la stra­gran­de mag­gio­ran­za del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na, un mag­gio­re impe­gno sul tema da par­te dei par­ti­ti che espri­mo­no una posi­zio­ne con­tra­ria non fareb­be altro che gio­va­re loro in ter­mi­ni di consenso.

Le mag­gio­ri per­ples­si­tà sono d’altro can­to avan­za­te dal mon­do epi­sco­pa­le, in par­ti­co­la­re dal­la Cei (Con­fe­ren­za Epi­sco­pa­le Ita­lia­na), da sem­pre avver­sa a ogni for­ma di fine vita indotto. 

Nel 2019, all’indomani del­la sen­ten­za n.242 con cui la Cor­te Costi­tu­zio­na­le si espres­se per la pri­ma vol­ta in mate­ria di sui­ci­dio assi­sti­to, l’allora Segre­ta­rio gene­ra­le del­la con­fe­ren­za Ste­fa­no Rus­so dichia­rò: «Non com­pren­do come si pos­sa par­la­re di liber­tà, qui si crea­no i pre­sup­po­sti per una cul­tu­ra del­la mor­te in cui la socie­tà per­de il lume del­la ragio­ne […]. Il medi­co esi­ste per cura­re le vite, non per interromperle». 

Al di là delle opinioni personali, non resta che attendere nuovi sviluppi per continuare a raccontare una lotta di civiltà che, come evidenziato, raccoglie in Italia un ampio consenso sociale.

Lau­ra San­ti, con­si­glie­ra gene­ra­le dell’associazione Luca Coscio­ni, col­pi­ta da una for­ma pro­gres­si­va di scle­ro­si mul­ti­pla, potreb­be ben rias­su­me­re e con­clu­de­re il discor­so con uno dei suoi mes­sag­gi: «Non sto chie­den­do di vin­ce­re alla lot­te­ria, ma di poter esse­re libe­ra di deci­de­re del­la mia vita. Voglio vive­re i gior­ni che mi resta­no con meno pesan­tez­za e con una por­ta aperta». 

Se la vicen­da di “Anna” può dun­que esse­re con­si­de­ra­ta una vit­to­ria per lei e per chiun­que abbia a cuo­re la liber­tà indi­vi­dua­le, la bat­ta­glia per il dirit­to di ognu­no a deci­de­re per sé si pro­fi­la anco­ra lunga. 

Arti­co­lo di Leo­nar­do Donatiello

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Leonardo Donatiello
Lau­rea­to in sto­ria, attual­men­te fre­quen­to la facol­tà di scien­ze sto­ri­che. Mi repu­to una per­so­na paca­ta e tran­quil­la, ma stra­na­men­te mi attrae il disor­di­ne. Non è dun­que un caso che io sia un gran­de fan del­la Pri­ma repub­bli­ca. Nel tem­po libe­ro mi occu­po di poli­ti­ca e sport prin­ci­pal­men­te, ma ho anche un debo­le per la musi­ca hip hop.

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