Del: 28 Marzo 2024 Di: Cristina Bianchi Commenti: 0
Il Dottor Stranamore. Ridere della paura

In occasione del 60esimo anniversario dall’uscita de Il Dottor Stranamore – ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba.


Nel 1962 il film Lolita forma una nuova coppia regista-attore, che ha fatto la storia del cinema. Stanley Kubrick e Peter Sellers consolidano questa unione lavorativa due anni dopo, nel 1964, con la pellicola cult per eccellenza Il Dottor Stranamore – ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, liberamente ispirato dal romanzo di Peter George Il dottor Stranamore

Kubrick tratta argomenti tabù, in una commedia che fa del black humor il suo punto di svolta e il suo centro, ridendo della paura. A partire dalla frase che predomina nel corso della pellicola: «Peace is our profession».

La trama e il genio di Peter Sellers

Durante la Guerra Fredda, il generale americano Jack D. Ripper, comandante di una base aerea statunitense, «perde il boccino» trasmettendo ai suoi bombardieri strategici in volo l’ordine esecutivo “R”, cioè il piano di attacco per disintegrare l’Unione Sovietica. 

Il film è diviso in tre parti, in cui l’attore Peter Sellers interpreta i tre protagonisti: il primo che si fa conoscere dal pubblico è il colonnello Mandrake, un ufficiale britannico della Royal Air Force, coadiutore del generale Ripper che scopre le azioni sconsiderate di quest’ultimo e cerca di farlo rinsavire dall’ossessione per la minaccia comunista che lo perseguita. 

Il secondo personaggio, che entra in scena, è il Presidente statunitense Merkin Muffley, che si ritrova a dover ristabilire l’ordine perso con la decisione di Ripper. Così convoca l’ambasciatore sovietico Alexei De Sadeski per mettersi in contatto con il Presidente sovietico Dmitrij Kisov, instaurando un dialogo surreale, cercando di spiegargli che si sono realizzate le loro paure su «l’ordigno fine di mondo»: un dispositivo progettato per far esplodere, senza possibilità di disinnesco, una serie di ordigni nucleari rivestiti da Cobalto Torio G, causando una pioggia radioattiva. Ispirato dalle teorie belliche di Herman Kahn, che ipotizzò un sistema informatico in grado di collegare l’arsenale di Bombe H e di distruggere così l’intero pianeta. 

Infine, l’ultimo personaggio, da cui viene tratto il titolo del film, è il Dottor Stranamore, all’anagrafe uno scienziato nazista che, dal secondo dopo guerra, collabora con il governo USA. 

Questo personaggio è quello più impegnato e difficile: con lui il nazismo,  seppur teoricamente sconfitto, diviene in pratica base fondante di una parte della politica americana durante la Guerra Fredda. Tanto che, preso da deliri di onnipotenza dopo l’uso dell’ordigno, riuscendo ad alzarsi dalla sedia a rotelle e a camminare, rivolto al Presidente urla «Mein Führer, io cammino!». 

Per la sua costruzione, Stanley Kubrick si è liberamente ispirato allo scienziato Wernher von Braun, una delle figure principali nello sviluppo della missilistica della Germania nazista e capostipite del programma spaziale USA.

Peter Sellers è riuscito, grazie alla sua straordinaria bravura e al  grande talento trasformista che lo hanno contraddistinto in ogni suo film, come ne La pantera rosa o in Hollywood Party di Blake Edwards, a donare al pubblico tre interpretazioni magistrali completamente diverse tra loro. L’attore, lasciato dal regista libero di improvvisare, gioca in modo magistrale, grazie a un lavoro oculato, sulle diverse sfumature dell’inglese: da quello britannico di Mandrake, all’americano del Presidente fino a  quello tedesco dello scienziato, così da rendere più veri i suoi personaggi. 

Il cast comprende, anche, attori di spicco della scena Hollywoodiana del periodo: 

George C. Scott, che interpreta il generale Turgidson: primo critico dell’azione troppo pacifista del Presidente, Turgidson gli consiglia  di utilizzare questa situazione per vincere. 

Il personaggio di Scott è quello più euforico in merito alla  situazione e per la possibilità che hanno gli USA di uscirne vincitori assoluti dalla Guerra Fredda, pur provando a nascondere questa sua emozione continuando a masticare  chewing gum. 

Sterling Hayden, invece, interpreta il generale che «perde il boccino» e fa iniziare la sequenza di eventi del film, incarnando la volontà  dell’opinione pubblica di  comandare e vincere sui nemici esterni: i sovietici. 

Questi ultimi non sono presenti sullo schermo, tranne che nel personaggio interpretato da Peter Bull, ovvero l’ambasciatore sovietico che fa da mediatore tra i presidenti

La desacralizzazione delle istituzioni e l’inutilità delle masse

I personaggi che Kubrick scrive e regala agli spettatori, portati sul grande schermo da un cast d’eccezione, sono il vero espediente con cui perseguire una totale desacralizzazione delle istituzioni e dei vertici, sia di quelle statunitense che di quelle sovietiche. Una pellicola che non è solo figlia del suo tempo, ma anzi è quanto di più attuale potrebbe generare il cinema nel quadro geopolitico odierno. 

L’obiettivo di Kubrick è proprio quello di criticare in primo luogo gli USA, che seguendo il pensiero contenuto ne Il Principe di Niccolò Macchiavelli, sarebbero disposti a usare qualsiasi metodo pur di sconfiggere il nemico. In secondo luogo, non cerca neanche di elogiare la controparte sovietica, facendola , invece, apparire ingenua ed ignorante  attraverso  la telefonata tra i due presidenti e pericolosa  nelle idee e nelle parole di Ripper e di Turgidson. 

Il Dottor Stranamore è un film comico e politico: dimostra la visione alterata che il blocco Ovest aveva nei confronti del  blocco Est e viceversa e in esso traspare un’enorme sfiducia nelle masse, grazie alla tecnica usata dal regista di non farle mai apparire in scena. L’idea che traspare è quella di completa inutilità della massa, che nel 1964 vede la bomba atomica come unica forma di sicurezza senza comprenderne l’effettivo pericolo, così come aveva predetto Robert Oppenheimer.

Kubrick e la sessualità

La sessualità per Kubrick è un tema che si ripresenta spesso e nei modi più diversi nella sua cinematografia, basti pensare a tre film determinanti per la sua carriera di Kubrick: Lolita del 1962 e Eyes Wide Shut del 1999, entrambi tratti dai romanzi, rispettivamente, di Vladimir Nabokov e Arthur Schnitzler, in cui questo tema è affrontato a livello psicologico, dove la sessualità diventa ossessione; e Arancia meccanica, che al contrario racconta una sessualità fisica ed estremamente violenta, fatta di stupri e torture, i quali si cercano di curare attraverso modi poco convenzionali. Anche ne Il Dottor Stranamore è presente il tema della sessualità trasportato in una dimensione di depravazione e maschilismo: la mascolinità tossica dei militari è ridicola in Turgidson e frustata in Ripper. La voglia di guerra e la sete di violenza sono gli effetti di una sessualità repressa

Perché Il Dottor Stranamore è fondamentale per il cinema?

Il Dottor Stranamore ha rappresentato, quindi, la prima critica alla politica statunitense  e all’uso della scienza in ambito bellico. Con questa pellicola, Kubrick ha aperto e tracciato una nuova strada per la maggior parte della filmografia anni Ottanta che trattava di temi come la guerra e il dominio delle macchine sull’umanità, come Wargame e Terminator.

La coppia Kubrick – Sellers ha fatto la storia e il registra ha realizzato un film che fa ridere della paura collettiva e allo stesso tempo mira all’analisi sulla società per capire il suo futuro. Sellers, invece, ha consegnato dei personaggi straordinari che lo hanno reso di diritto uno degli attori comici più importanti, fino alla sua prematura morte nel 1980. Un capolavoro della Settima Arte.Un film che parla del passato, del presente e forse del futuro.

Il mondo bipolare che sarebbe dovuto scomparire con il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e della disgregazione dell’URSS nel 1991 è ancora fortemente presente, non sono cambiati gli attori ma solo il loro nome: se prima si combatteva contro l’URSS adesso si combatte contro la Russia, se prima il nemico era il sovietico adesso è il russo e se prima si aveva paura del comunismo adesso sia ha paura del putinismo.

Cristina Bianchi
Giurista pentita che si è convertita a scienze politiche. Mi interessa molto trovare una connessione tra attualità e cinema, che permetta alle menti creative di viaggiare attraverso le epoche e sviluppare un pensiero critico.

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