Picasso. La metamorfosi della figura in mostra al Mudec

Dal 22 feb­bra­io al 30 giu­gno 2024 il Mudec di Mila­no ospi­ta la mostra Picas­so. La meta­mor­fo­si del­la figu­ra, pri­ma del­le due mostre dedi­ca­te all’artista Pablo Picas­so (1881–1973), la secon­da in arri­vo a Palaz­zo Rea­le a set­tem­bre, in occa­sio­ne del cin­quan­te­si­mo anni­ver­sa­rio del­la sua mor­te.
L’esposizione, cura­ta da Malén Gual, con­ser­va­tri­ce ono­ra­ria del Museo Picas­so di Bar­cel­lo­na, e Ricar­do Osta­lé Roma­no, con­tie­ne oltre qua­ran­ta ope­re dell’artista, dipin­ti, scul­tu­re e per­si­no i boz­zet­ti preparatori. 

Pablo Picas­so
Qua­der­no “Les Demoi­sel­les d’Avignon”
:
coper­ti­na
1907
Museo Casa Natal Picas­so, Málaga 

Orga­niz­za­ta in cin­que sezio­ni, la mostra cer­ca di segui­re il per­cor­so di for­ma­zio­ne dell’artista e la meta­mor­fo­si del­le figu­re all’interno del­le sue ope­re. Emer­ge fin da subi­to la gran­de dina­mi­ci­tà e la pro­pen­sio­ne al cam­bia­men­to di Picas­so: for­te­men­te influen­za­to da tan­ti altri tipi di arte, pri­ma fra tut­te l’arte afri­ca­na, pret­ta­men­te tri­ba­le, segui­ta dall’arte egi­zia e da quel­la ibe­ri­ca, l’artista arri­va a ripen­sa­re total­men­te le for­me, deci­den­do di ini­zia­re a rap­pre­sen­ta­re il cor­po uma­no secon­do cano­ni total­men­te distan­ti da quel­li occidentali. 

Pablo Picas­so
Nudo acco­vac­cia­to
Nu accou­dé
1961, Olio su tela
col­le­zio­ne pri­va­ta
© Suc­ces­sion Picas­so, by SIAE 2024 

«Al pit­to­re che arri­va a Pari­gi man­ca qual­co­sa, qual­co­sa che gli per­met­ta di vola­re con le pro­prie ali e di esplo­ra­re quel­le stra­de che lo por­te­ran­no a por­si alla gui­da dell’arte pari­gi­na e, per esten­sio­ne, euro­pea. A diven­ta­re il cam­pio­ne del­le Avan­guar­die» scri­vo­no Gual e Osta­lé Roma­no nel­la pre­fa­zio­ne al cata­lo­go dedi­ca­to alla mostra. Sarà pro­prio l’incontro con le for­me d’arte cita­te sopra a far­gli sco­pri­re la sua arte, a por­tar­lo alla ricer­ca del­la sua bel­lez­za e del suo modo di espri­mer­si.

Anche quando, nel 1906, Picasso entra ufficialmente a far parte del movimento cubista, dove prevale una totale geometria della forma e della figura, l’arte tribale farà sempre da sfondo. 

E così sarà anche quan­do Picas­so abban­do­na il cubi­smo, alla fine del­la Pri­ma Guer­ra Mon­dia­le, per tor­na­re a rap­pre­sen­ta­zio­ni più clas­si­che, fino ad arri­va­re all’ultima fase dell’artista, quel­la che gli esper­ti chia­ma­no per l’appunto di tota­le “meta­mor­fo­si” del­la figu­ra nei sog­get­ti rap­pre­sen­ta­ti dall’artista.

Pablo Picas­so
Don­na che gio­ca in spiag­gia
Fem­me jouant sur la pla­ge
1928, Olio su tela
Col­le­zio­ne pri­va­ta
© Suc­ces­sion Picas­so, by SIAE 2024 

Pas­sa­re di sezio­ne in sezio­ne per­met­te ai visi­ta­to­ri di adden­trar­si com­ple­ta­men­te nel genio crea­ti­vo di Picas­so, in tut­te le sue for­me e sfac­cet­ta­tu­re. La mostra con­sen­te di ammi­ra­re ope­re con­clu­se e boz­zet­ti: è a dir poco affa­sci­nan­te osser­var­li e cer­ca­re di capi­re lo stu­dio e gli innu­me­re­vo­li ten­ta­ti­vi dell’artista di arri­va­re a crea­re quel­lo che per lui era il sog­get­to per­fet­to per quell’opera.

Pablo Picasso era indubbiamente un genio, un artista attento, grande osservatore e sperimentatore, fondatore di un’arte completamente nuova e decisamente all’avanguardia.

È dav­ve­ro emble­ma­ti­co il ter­mi­ne “meta­mor­fo­si” per descri­ve­re que­sta mostra: la meta­mor­fo­si è tra­sfor­ma­zio­ne in qual­co­sa di nuo­vo, è un cam­bia­men­to, non sem­pre radi­ca­le, in gra­do di immet­te­re un tas­sel­lo in più, pri­ma mancante. 

La mostra per­met­te di immer­ger­si in que­sto mon­do, di osser­va­re e di ren­der­si con­to, una vol­ta usci­ti, che di fron­te all’arte e a ope­re di que­sto gene­re, anche noi abbia­mo intra­pre­so un per­cor­so di meta­mor­fo­si. L’arte con­sen­te una libe­ra inter­pre­ta­zio­ne a chi la osser­va e, anche se maga­ri non ce ne si ren­de con­to, farà sem­pre sca­tu­ri­re un cam­bia­men­to, in noi e in tut­ta la cul­tu­ra che ci circonda.

Cre­di­ti imma­gi­ne di coper­ti­na: Car­lot­ta Coppo

Con­di­vi­di:
Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.

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