Radici. Tolkien e l’estrema destra

Radici. Tolkien e l'estrema destra

Radici racconta fatti, personaggi e umori della storia della Prima Repubblica italiana, dal 1946 al 1994. A questo link è possibile trovare gli articoli precedenti della rubrica.


J. R. R. Tol­kien è uno degli auto­ri più rino­ma­ti del ’900, con­si­de­ra­to il padre del fan­ta­sy: il mon­do fan­ta­sti­co da lui imma­gi­na­to, la Ter­ra di Mez­zo, è sta­to ed è tut­to­ra rifu­gio per milio­ni di appas­sio­na­ti al suo lavoro. 

Il Signo­re degli Anel­li, la sua ope­ra più cele­bre, è anco­ra oggi un pun­to di rife­ri­men­to per gli auto­ri del gene­re fan­ta­sy e, in gene­ra­le, il suo lavo­ro con­ti­nua ad esse­re di ispi­ra­zio­ne per le nuo­ve gene­ra­zio­ni, non solo sot­to il pun­to di vista let­te­ra­rio. In Ita­lia, fin dagli anni ’70, i roman­zi di J. R. R. Tol­kien e i loro pro­ta­go­ni­sti sono sta­ti infat­ti adot­ta­ti dai par­ti­ti di destra; la stes­sa Pre­si­den­te del Con­si­glio Gior­gia Melo­ni ha spes­so rimar­ca­to il suo apprez­za­men­to per le ope­re tolkeniane. 

Addi­rit­tu­ra, nel 1976, il Movi­men­to Socia­le Ita­lia­no fon­dò la rivi­sta «Eow­yn», dal nome del per­so­nag­gio del roman­zo che per amo­re, e per sacri­fi­cio, sce­glie di anda­re in guer­ra a combattere.

Il successo di Tolkien tra i partiti di destra italiana non è una casualità: tuttavia, è un fenomeno principalmente italiano. 

All’estero, come negli Sta­ti Uni­ti e in Gran Bre­ta­gna, Il Signo­re degli Anel­li fu adot­ta­to dal­la cul­tu­ra hip­pie, che aspi­ra­va a un ritor­no alla natu­ra; dagli “hip­pies”, il roman­zo era con­si­de­ra­to qua­si un «testo sacro». L’appro­pria­zio­ne da par­te del­la destra ita­lia­na, comun­que, ven­ne ripe­tu­ta­men­te con­te­sta­ta da vari grup­pi anti­fa­sci­sti, tra cui il col­let­ti­vo Wu Ming.

Gli anni del dopo­guer­ra furo­no un momen­to deci­sa­men­te bur­ra­sco­so per la destra ita­lia­na, e fu que­sto perio­do a sca­te­na­re la sua pas­sio­ne per Tol­kien. Nel­la pri­ma tra­du­zio­ne de Il Signo­re degli Anel­li, era com­pre­sa una pre­fa­zio­ne di Elé­mi­re Zol­la foca­liz­za­ta su un’interpretazione del­la sto­ria che con­trap­po­ne moder­ni­tà, carat­te­riz­za­ta da un rifiu­to dei valo­ri cri­stia­ni, e tra­di­zio­ne, rac­con­ta­ta da Tol­kien nel­la sua epi­ca moder­na, ispi­ra­ta alla mito­lo­gia nor­re­na. Fu così che l’estrema destra e soprat­tut­to i grup­pi gio­va­ni­li extra­par­la­men­ta­ri vici­ni al pen­sie­ro di Julius Evo­la, a pro­pria vol­ta fau­to­re di un recu­pe­ro del­la Tra­di­zio­ne inte­sa in chia­ve mito­lo­gi­ca e paga­na, si avvi­ci­na­ro­no alla Ter­ra di Mezzo. 

L’estrema destra italiana era stata marginalizzata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del fascismo di Salò: 

l’eredità di quest’ultimo era sta­ta rac­col­ta dal Movi­men­to Socia­le Ita­lia­no (MSI), fon­da­to da Pino Romual­di, Gior­gio Almi­ran­te ed altri ex fasci­sti nel dicem­bre 1946. Più tar­di, nel 1956, dal MSI si scis­se il grup­po gio­va­ni­le di Ordi­ne Nuo­vo, in pole­mi­ca con il MSI e lega­to alla filo­so­fia di Julius Evo­la e al pen­sie­ro neo­na­zi­sta. Il Movi­men­to Socia­le respin­se allo­ra le mani­fe­sta­zio­ni di dis­sen­so dei pro­pri gio­va­ni e alla fine degli anni ’60 si schie­rò con­tro le pro­te­ste stu­den­te­sche, tra­sver­sa­li agli schie­ra­men­ti par­ti­ti­ci, che in que­gli anni imper­ver­sa­va­no nel­le scuo­le e nel­le uni­ver­si­tà; in più occa­sio­ni i gio­va­ni mili­tan­ti di estre­ma destra e di sini­stra coo­pe­ra­ro­no duran­te pro­te­ste stu­den­te­sche. L’ultima di que­ste fu l’occupazione del­la facol­tà di archi­tet­tu­ra, con sede a Val­le Giu­lia, dell’università La Sapien­za di Roma l’1 mar­zo 1968. 

Per i giovani militanti serviva un cambiamento: fu negli anni ‘70 che Marco Tarchi fondò il movimento della Nuova Destra, ispirato anche dal mondo privo di partiti di Tolkien, che sembrò soddisfare a pieno le loro necessità. 

Tut­ta­via, l’interpretazione dell’opera di Tol­kien adat­ta­ta ai valo­ri del­la destra, non rispec­chiò le inten­zio­ni dell’autore: Tol­kien, infat­ti, più vol­te espres­se la pro­pria osti­li­tà nei con­fron­ti del fasci­smo. L’autore ingle­se fu un appas­sio­na­to di fol­klo­re nor­di­co, dal qua­le pre­se spun­to per l’ideazione del­le crea­tu­re che si incon­tra­no nei suoi lavo­ri; vol­le inol­tre rea­liz­za­re un mon­do in cui potes­se svol­ger­si il fina­le scon­tro tra Bene e Male, aspet­to quest’ultimo che con­tri­buì ad atti­ra­re let­to­ri appar­te­nen­ti all’estrema destra. Tut­ta­via, l’inserimento di diver­se “raz­ze” è usa­to nei testi tol­kie­nia­ni come sim­bo­lo di unio­ne, e non di divi­sio­ne: tut­te le crea­tu­re si uni­sco­no per com­bat­te­re una cau­sa comu­ne. Si può nota­re, per­ciò, una cer­ta distan­za dal con­cet­to di raz­za nel pen­sie­ro fascista.

Nono­stan­te ciò, i gio­va­ni appar­te­nen­ti all’estrema destra extra­par­la­men­ta­re, spe­cial­men­te duran­te gli Anni di Piom­bo, ave­va­no biso­gno di aggrap­par­si a qual­co­sa che li ispi­ras­se e ali­men­tas­se la fede nel­la loro cau­sa; così, tro­va­ro­no rifu­gio nel­la let­te­ra­tu­ra dell’autore. In Ita­lia non tro­va­ro­no osta­co­li nell’appropriazione dei roman­zi Tol­kie­nia­ni: la sini­stra li con­si­de­rò super­fi­cia­li anche per­ché, in quan­to tra­di­zio­na­li­sta cat­to­li­co, Tol­kien stes­so non era affi­ne alla loro ideo­lo­gia. Il suo con­ser­va­to­ri­smo, però, non fer­mò l’avversione dell’autore ingle­se nei con­fron­ti di Hitler. 

I Campi Hobbit presero piede proprio durante questa riscoperta della saga da parte della destra italiana. 

Il pri­mo ebbe luo­go a Mon­te­sar­chio, in pro­vin­cia di Bene­ven­to, l’11 e 12 giu­gno 1977. Al pri­mo Cam­po Hob­bit par­te­ci­pa­ro­no cir­ca 1500 per­so­ne. In tale occa­sio­ne, il Fron­te del­la Gio­ven­tù, orga­niz­za­zio­ne gio­va­ni­le del Movi­men­to Socia­le Ita­lia­no, pre­pa­rò un riti­ro per gio­va­ni di destra all’insegna di musi­ca, radio e dibat­ti­ti. Addi­rit­tu­ra, il Fron­te del­la Gio­ven­tù deno­mi­nò la pro­pria festa annua­le “Il radu­no del­la Contea”. 

Il Movi­men­to Socia­le Ita­lia­no cer­cò di dare un taglio all’esperienza dei Cam­pi Hob­bit ren­den­do il secon­do ritro­vo del 1978 un bana­lis­si­mo comi­zio poli­ti­co; il ter­zo radu­no del 1980, però, recu­pe­rò lo spi­ri­to ori­gi­na­le dei Cam­pi Hob­bit e ven­ne mes­so in pie­di da un’organizzazione autonoma. 

Suc­ces­si­va­men­te, negli anni ’80 e ’90, ven­ne­ro orga­niz­za­ti altri Cam­pi Hob­bit, i qua­li per­se­ro però pro­gres­si­va­men­te lo spi­ri­to poli­ti­co e pre­se­ro più la pie­ga di un’occasione per con­so­li­da­re il rap­por­to dei mili­tan­ti; l’ultimo si ten­ne a San­ta Seve­ra nel 1991. Que­sti radu­ni furo­no uti­li anche per distan­ziar­si dal­la vio­len­za che carat­te­riz­za­va gli Anni di Piom­bo; era­no una festa che con­tra­sta­va la ten­sio­ne di quel periodo. 

La stessa Giorgia Meloni, a 21 anni, faceva già parte di Fronte della Gioventù, e partecipava ai Campi Hobbit. 

La pre­mier non ha mai nasco­sto la sua ammi­ra­zio­ne per il roman­zo fan­ta­sy di Tol­kien, e si è spes­so para­go­na­ta a un hob­bit tra i pro­ta­go­ni­sti del roman­zo, Sam­wi­se Gam­gee. Nel­la sua auto­bio­gra­fia, inol­tre, ha rac­con­ta­to di esser­si tra­ve­sti­ta da Hob­bit, e ha cita­to una bat­tu­ta del libro pro­nun­cia­ta pro­prio dal brac­cio destro di Fro­do: «Sono le mani pic­co­le a cam­bia­re il mondo». 

«Le radi­ci pro­fon­de non gela­no», scri­ve­va Tol­kien nel suo capo­la­vo­ro. Que­sta cita­zio­ne è tut­to­ra il mot­to di mol­ti grup­pi di destra ita­lia­ni. La loro ten­den­za ad abbrac­cia­re il fan­ta­sy con­ti­nua tutt’ora: la mag­gio­re orga­niz­za­zio­ne gio­va­ni­le di Fra­tel­li d’Italia si chia­ma pro­prio Atre­ju, l’eroe pro­ta­go­ni­sta del­la Sto­ria Infi­ni­ta; oggi, la sto­ria si ripe­te, e come 50 anni fa, i gio­va­ni mili­tan­ti di destra con­ti­nua­no ad esse­re ispi­ra­ti da mon­di uto­pi­ci e fan­ta­sti­ci, e si ritro­va­no a com­bat­te­re le stes­se bat­ta­glie con­tro «il Nul­la che avan­za», come scri­ve­va Michael Ende nel suo romanzo.

Arti­co­lo di Emma Pierri.

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