Del: 17 Aprile 2024 Di: Edoardo Fazzini Commenti: 0
Elezioni parlamentari in Sud Corea, quali conseguenze

Il 10 aprile si sono tenute le elezioni parlamentari in Corea del Sud, e il loro esito è stato netto: la vittoria dell’opposizione. Infatti, i liberali del Partito Democratico di Corea – partito dell’ancora piuttosto apprezzato ex-Presidente Moon Jae-in, oggi guidato da Lee Jae-myung – hanno portato la coalizione del centrosinistra a una schiacciante vittoria, con l’ottenimento di ben 189 dei 300 seggi dell’Assemblea Nazionale, il parlamento monocamerale sudcoreano.

I conservatori del Partito del Potere Popolare del Presidente Yoon Suk-yeol hanno invece registrato una riduzione dei voti, al punto che spetteranno loro solo 109 seggi.

Curioso è anche il piazzamento di Ricostruire la Corea, partito fondato soltanto un mese fa dal promettente politico Cho Kuk che, ponendosi l’ambizioso obiettivo di rompere il bipartitismo in Corea, è riuscito a ottenere ben 12 seggi. Un risultato come questo non era stato previsto, dato che fino a un mese prima delle elezioni i sondaggi suggerivano una competizione ad armi pari e una differenza minima tra i due grandi partiti.

Essendo la Corea del Sud una Repubblica Presidenziale, non si incrina la posizione di capo dell’esecutivo di Yoon. 

A tal riguardo, va evidenziato come l’unico motivo di sollievo che può avere il Presidente è legato al mancato raggiungimento della soglia dei 200 seggi da parte dell’opposizione, che sarebbe stata sufficiente per superare i veti presidenziali e, eventualmente, mettere sotto impeachment il Presidente. 

Però, è evidente che un’accentuata situazione di divided government, già presente prima delle elezioni ma in forma meno marcata, rallenterà i processi governativi e, soprattutto, renderà difficile per il Presidente e per il governo realizzare gli obiettivi della propria agenda. Tra questi ultimi, le proposte sull’istruzione, sull’abolizione del Ministero per l’Uguaglianza di genere – che in un Paese come la Corea del Sud, in cui sussistono forti disuguaglianze di genere, rappresenta un estremo presidio per la tutela dei diritti femminili –, sul sistema pensionistico e sul lavoro.

Gli effetti internazionali

In questi giorni, gli occhi degli osservatori politici di tutto il mondo sono rimasti puntati  sulle parlamentari sudcoreane in primis per l’importanza del Paese nel suo contesto regionale: queste elezioni non sono infatti decisive solo per la politica interna di Seoul, ma anche per le relazioni internazionali. 

A questo riguardo, è estremamente accurato un recente report del Bush Center che, in modo schematico, analizza come il controllo dell’Assemblea Nazionale da parte del Partito Democratico sudcoreano favorirà una maggiore spinta diplomatica nelle relazioni con la Corea del Nord, ponendo il dialogo col Paese confinante al primo posto tra gli obiettivi parlamentari.

Nel contempo, è evidente che questo importante obiettivo richiederà sforzi enormi e una cooperazione tra governo e legislatore che sarà di difficile realizzazione, soprattutto su tematiche delicate come quelle legate ai diritti umani.

Dunque, ci si può aspettare una Corea del Sud che, nei tre anni che rimangono all’attuale esecutivo, sarà fortemente divisa sul piano politico, con un Presidente che fronteggerà non pochi ostacoli alle sue proposte; egli, seppur non senza sforzi, potrebbe tuttavia riuscire a trovare il sufficiente appoggio del Parlamento su proposte riguardanti la politica estera e in particolare i rapporti con la Corea del Nord. 

Le differenze ideologiche presenti tra i due partiti sul tema del rapporto col vicino nordcoreano sono cruciali:

Yoon e il PPP hanno attuato una politica rigida nei confronti di Pyongyang, osservando le aperture diplomatiche della controparte democratica verso Kim Jong Un come un fattore inconciliabile con la necessità di condannare le violazioni dei diritti umani operate dal regime e favorendo il rafforzamento delle relazioni con gli Stati Uniti. 

Il Partito Democratico sostiene invece una politica di dialogo e cooperazione che gode di un minor appoggio della Casa Bianca. Tuttavia, il ricongiungimento verso una linea comune resta possibile. A tal riguardo, va evidenziato che entrambi i partiti restano favorevoli alla continuità della collaborazione strategica tra Corea del Sud e Stati Uniti.

A fronte dell’aumento delle tensioni nella Penisola, una cooperazione tra Partito Popolare e Partito Democratico riguardo ai rapporti con la Corea del Nord costituirebbe di per sé un risultato di primaria importanza.

Edoardo Fazzini
Sono uno studente al secondo anno di Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, amante delle tematiche geopolitiche internazionali e dell’informazione scientifico-politica.
Penso che concretizzare la mia passione sia qualcosa di bello, perché di fronte a crescenti sfide l’informazione deve progredire, e solo conoscendo la realtà e diffondendo quanto si apprende si può immaginare un futuro migliore.

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