Elezioni parlamentari in Sud Corea, quali conseguenze

Elezioni parlamentari in Sud Corea, quali conseguenze

Il 10 apri­le si sono tenu­te le ele­zio­ni par­la­men­ta­ri in Corea del Sud, e il loro esi­to è sta­to net­to: la vit­to­ria dell’opposizione. Infat­ti, i libe­ra­li del Par­ti­to Demo­cra­ti­co di Corea – par­ti­to dell’ancora piut­to­sto apprez­za­to ex-Pre­si­den­te Moon Jae-in, oggi gui­da­to da Lee Jae-myung – han­no por­ta­to la coa­li­zio­ne del cen­tro­si­ni­stra a una schiac­cian­te vit­to­ria, con l’otte­ni­men­to di ben 189 dei 300 seg­gi dell’Assemblea Nazio­na­le, il par­la­men­to mono­ca­me­ra­le sudcoreano. 

I con­ser­va­to­ri del Par­ti­to del Pote­re Popo­la­re del Pre­si­den­te Yoon Suk-yeol han­no inve­ce regi­stra­to una ridu­zio­ne dei voti, al pun­to che spet­te­ran­no loro solo 109 seggi.

Curio­so è anche il piaz­za­men­to di Rico­strui­re la Corea, par­ti­to fon­da­to sol­tan­to un mese fa dal pro­met­ten­te poli­ti­co Cho Kuk che, ponen­do­si l’ambizioso obiet­ti­vo di rom­pe­re il bipar­ti­ti­smo in Corea, è riu­sci­to a otte­ne­re ben 12 seg­gi. Un risul­ta­to come que­sto non era sta­to pre­vi­sto, dato che fino a un mese pri­ma del­le ele­zio­ni i son­dag­gi sug­ge­ri­va­no una com­pe­ti­zio­ne ad armi pari e una dif­fe­ren­za mini­ma tra i due gran­di partiti.

Essendo la Corea del Sud una Repubblica Presidenziale, non si incrina la posizione di capo dell’esecutivo di Yoon. 

A tal riguar­do, va evi­den­zia­to come l’u­ni­co moti­vo di sol­lie­vo che può ave­re il Pre­si­den­te è lega­to al man­ca­to rag­giun­gi­men­to del­la soglia dei 200 seg­gi da par­te dell’opposizione, che sareb­be sta­ta suf­fi­cien­te per supe­ra­re i veti pre­si­den­zia­li e, even­tual­men­te, met­te­re sot­to impea­ch­ment il Presidente. 

Però, è evi­den­te che un’accentuata situa­zio­ne di divi­ded govern­ment, già pre­sen­te pri­ma del­le ele­zio­ni ma in for­ma meno mar­ca­ta, ral­len­te­rà i pro­ces­si gover­na­ti­vi e, soprat­tut­to, ren­de­rà dif­fi­ci­le per il Pre­si­den­te e per il gover­no rea­liz­za­re gli obiet­ti­vi del­la pro­pria agen­da. Tra que­sti ulti­mi, le pro­po­ste sull’istruzione, sull’abolizione del Mini­ste­ro per l’Uguaglianza di gene­re – che in un Pae­se come la Corea del Sud, in cui sus­si­sto­no for­ti disu­gua­glian­ze di gene­re, rap­pre­sen­ta un estre­mo pre­si­dio per la tute­la dei dirit­ti fem­mi­ni­li –, sul siste­ma pen­sio­ni­sti­co e sul lavoro.

Gli effetti internazionali

In que­sti gior­ni, gli occhi degli osser­va­to­ri poli­ti­ci di tut­to il mon­do sono rima­sti pun­ta­ti  sul­le par­la­men­ta­ri sud­co­rea­ne in pri­mis per l’importanza del Pae­se nel suo con­te­sto regio­na­le: que­ste ele­zio­ni non sono infat­ti deci­si­ve solo per la poli­ti­ca inter­na di Seoul, ma anche per le rela­zio­ni internazionali. 

A que­sto riguar­do, è estre­ma­men­te accu­ra­to un recen­te report del Bush Cen­ter che, in modo sche­ma­ti­co, ana­liz­za come il con­trol­lo dell’Assemblea Nazio­na­le da par­te del Par­ti­to Demo­cra­ti­co sud­co­rea­no favo­ri­rà una mag­gio­re spin­ta diplo­ma­ti­ca nel­le rela­zio­ni con la Corea del Nord, ponen­do il dia­lo­go col Pae­se con­fi­nan­te al pri­mo posto tra gli obiet­ti­vi parlamentari.

Nel con­tem­po, è evi­den­te che que­sto impor­tan­te obiet­ti­vo richie­de­rà sfor­zi enor­mi e una coo­pe­ra­zio­ne tra gover­no e legi­sla­to­re che sarà di dif­fi­ci­le rea­liz­za­zio­ne, soprat­tut­to su tema­ti­che deli­ca­te come quel­le lega­te ai dirit­ti umani.

Dun­que, ci si può aspet­ta­re una Corea del Sud che, nei tre anni che riman­go­no all’attuale ese­cu­ti­vo, sarà for­te­men­te divi­sa sul pia­no poli­ti­co, con un Pre­si­den­te che fron­teg­ge­rà non pochi osta­co­li alle sue pro­po­ste; egli, sep­pur non sen­za sfor­zi, potreb­be tut­ta­via riu­sci­re a tro­va­re il suf­fi­cien­te appog­gio del Par­la­men­to su pro­po­ste riguar­dan­ti la poli­ti­ca este­ra e in par­ti­co­la­re i rap­por­ti con la Corea del Nord. 

Le differenze ideologiche presenti tra i due partiti sul tema del rapporto col vicino nordcoreano sono cruciali:

Yoon e il PPP han­no attua­to una poli­ti­ca rigi­da nei con­fron­ti di Pyon­gyang, osser­van­do le aper­tu­re diplo­ma­ti­che del­la con­tro­par­te demo­cra­ti­ca ver­so Kim Jong Un come un fat­to­re incon­ci­lia­bi­le con la neces­si­tà di con­dan­na­re le vio­la­zio­ni dei dirit­ti uma­ni ope­ra­te dal regi­me e favo­ren­do il raf­for­za­men­to del­le rela­zio­ni con gli Sta­ti Uniti. 

Il Par­ti­to Demo­cra­ti­co sostie­ne inve­ce una poli­ti­ca di dia­lo­go e coo­pe­ra­zio­ne che gode di un minor appog­gio del­la Casa Bian­ca. Tut­ta­via, il ricon­giun­gi­men­to ver­so una linea comu­ne resta pos­si­bi­le. A tal riguar­do, va evi­den­zia­to che entram­bi i par­ti­ti resta­no favo­re­vo­li alla con­ti­nui­tà del­la col­la­bo­ra­zio­ne stra­te­gi­ca tra Corea del Sud e Sta­ti Uni­ti.

A fron­te dell’aumen­to del­le ten­sio­ni nel­la Peni­so­la, una coo­pe­ra­zio­ne tra Par­ti­to Popo­la­re e Par­ti­to Demo­cra­ti­co riguar­do ai rap­por­ti con la Corea del Nord costi­tui­reb­be di per sé un risul­ta­to di pri­ma­ria importanza.

Con­di­vi­di:
Edoardo Fazzini
Sono uno stu­den­te di Scien­ze Inter­na­zio­na­li e Isti­tu­zio­ni Euro­pee pres­so l’Università degli Stu­di di Mila­no, aman­te del­le tema­ti­che geo­po­li­ti­che inter­na­zio­na­li e dell’informazione scientifico-politica.
Pen­so che con­cre­tiz­za­re la mia pas­sio­ne sia qual­co­sa di bel­lo, per­ché di fron­te a cre­scen­ti sfi­de l’informazione deve pro­gre­di­re, e solo cono­scen­do la real­tà e dif­fon­den­do quan­to si appren­de si può imma­gi­na­re un futu­ro migliore.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.