Insolite Ignote. La rivoluzionaria Louise Michel

Insolite Ignote. La rivoluzionaria Louise Michel

Loui­se Michel è sta­ta una inse­gnan­te e rivo­lu­zio­na­ria fran­ce­se di gran­de impor­tan­za per il suo ruo­lo duran­te la Comu­ne di Pari­gi e per il suo impe­gno a favo­re del­l’eman­ci­pa­zio­ne femminile. 

Loui­se Michel nac­que nel 1830 a Vron­court-la-Côte, un pic­co­lo vil­lag­gio del­l’Al­ta Mar­na nel­l’e­st del­la Fran­cia. Suo padre era sco­no­sciu­to, ma è pro­ba­bi­le che fos­se Etien­ne Dema­his, sin­da­co di Vron­court, o il figlio di que­st’ul­ti­mo, Lau­rent. La madre di Loui­se, Marian­ne Michel (da cui pre­se il cogno­me), era la ser­va del­la fami­glia Demahis. 

L’in­fluen­za del­la fami­glia Dema­his, in par­ti­co­la­re di Etien­ne, fu cru­cia­le per la cre­sci­ta di Loui­se. Gra­zie a loro, creb­be in un ambien­te col­to e illu­mi­ni­sta, che le per­mi­se di avvi­ci­nar­si alla let­te­ra­tu­ra e all’i­stru­zio­ne. Nono­stan­te le restri­zio­ni del­l’e­po­ca, Loui­se riu­scì a diplo­mar­si come mae­stra e a otte­ne­re l’a­bi­li­ta­zio­ne all’in­se­gna­men­to nel 1852. Tut­ta­via, non le fu per­mes­so di iscri­ver­si all’u­ni­ver­si­tà, poi­ché l’ac­ces­so alle don­ne era anco­ra vie­ta­to. Infat­ti, solo nel 1868 fu con­sen­ti­to ad una pri­ma stu­den­tes­sa, Mary Put­nam, di iscri­ver­si rego­lar­men­te in una uni­ver­si­tà in Francia.

Per insegnare nelle scuole, Louise Michel avrebbe dovuto giurare fedeltà all’Imperatore Napoleone III, cosa che, in quanto già rivoluzionaria, rifiutò categoricamente. 

Così, a soli 22 anni, deci­se di apri­re una scuo­la pri­va­ta, da lei stes­sa defi­ni­ta «libe­ra» dal­l’au­to­ri­tà impe­ria­le e dal­le sue restri­zio­ni. Nei suc­ces­si­vi tre anni, aprì altre due scuo­le nel­l’Al­ta Mar­na pri­ma di tra­sfe­rir­si a Pari­gi nel 1856.

Nel­la capi­ta­le fran­ce­se, oltre a con­ti­nua­re la sua inten­sa atti­vi­tà nel cam­po del­l’i­stru­zio­ne, Loui­se ini­ziò ad avvi­ci­nar­si al mon­do del­la let­te­ra­tu­ra e del­la poli­ti­ca. Impor­tan­ti furo­no i con­tat­ti con auto­ri e poe­ti repub­bli­ca­ni e libe­ra­li, tra cui anche Vic­tor Hugo, con il qua­le intrat­ten­ne una lun­ga cor­ri­spon­den­za e uno scam­bio di poesie.

Il suo inte­res­se per la poli­ti­ca, già evi­den­te in gio­va­ne età, diven­ne sem­pre più for­te, por­tan­do­la a fre­quen­ta­re ambien­ti rivo­lu­zio­na­ri pari­gi­ni. Loui­se ade­rì al movi­men­to blan­qui­sta, ispi­ra­to da Louis Augu­ste Blan­qui, che mira­va a rea­liz­za­re una rivo­lu­zio­ne socialista.

Il suo impegno a favore delle donne era altrettanto forte. 

Nel 1869, entrò nel­la Ligue du Droit des fem­mes, soste­nen­do in un mani­fe­sto l’ac­ces­so del­le don­ne all’i­stru­zio­ne secon­da­ria, il dirit­to al lavo­ro e la pari­tà di retri­bu­zio­ne. Nel­lo stes­so anno, diven­ne anche segre­ta­ria del­la Socié­té démo­cra­ti­que de mora­li­sa­tion, un’or­ga­niz­za­zio­ne che mira­va ad aiu­ta­re le don­ne a gua­da­gnar­si da vive­re con il lavo­ro, sen­za ricor­re­re alla prostituzione. 

Nel frat­tem­po, nel luglio 1870, l’Im­pe­ro fran­ce­se dichia­rò guer­ra alla Prus­sia di Gugliel­mo I e Bismarck. La pesan­te scon­fit­ta nel­la bat­ta­glia di Sedan e la suc­ces­si­va cat­tu­ra del­l’Im­pe­ra­to­re Napo­leo­ne III da par­te dei prus­sia­ni por­ta­ro­no alla cadu­ta del­l’Im­pe­ro e all’in­stau­ra­zio­ne, il 4 set­tem­bre 1870, del­la Ter­za Repub­bli­ca francese.

Pari­gi fu asse­dia­ta per diver­si mesi, dal set­tem­bre 1870 al gen­na­io 1871, quan­do ven­ne fir­ma­to l’ar­mi­sti­zio tra il gover­no fran­ce­se e il neo­na­to Impe­ro tede­sco. Duran­te que­sto perio­do di asse­dio, Loui­se Michel con­ti­nuò il suo ruo­lo di inse­gnan­te e aprì anche un asi­lo per i bam­bi­ni pro­ve­nien­ti dal­le cam­pa­gne cir­co­stan­ti Pari­gi. Oltre all’as­si­sten­za alla popo­la­zio­ne, con­ti­nuò a par­te­ci­pa­re atti­va­men­te agli incon­tri e alle mani­fe­sta­zio­ni rivo­lu­zio­na­rie, tan­to da venir incar­ce­ra­ta per alcu­ni gior­ni nel dicem­bre 1870.

Nel gennaio 1871, si unì alla Guardia Nazionale, indossando la loro uniforme maschile, e cercò di convincere il governo a resistere alle pressioni tedesche e a non firmare l’armistizio.


Nono­stan­te i suoi sfor­zi, la Fran­cia fir­mò l’ar­mi­sti­zio e ciò sca­te­nò un’on­da­ta rivo­lu­zio­na­ria in tut­ta la capi­ta­le, costrin­gen­do il gover­no a tra­sfe­rir­si a Ver­sail­les. Poco dopo, il 28 mar­zo 1871, nac­que la Comu­ne di Pari­gi, una for­ma di auto­go­ver­no di matri­ce anar­chi­ca e socialista.

La Comu­ne di Pari­gi pro­po­ne­va uno Sta­to con misu­re socia­li avan­za­te, idea­li che Loui­se Michel ha sem­pre soste­nu­to. Tra que­sti, spic­ca­va­no l’i­stru­zio­ne gra­tui­ta, lai­ca e obbli­ga­to­ria, con la crea­zio­ne di isti­tu­ti tec­ni­ci anche per ragaz­ze, la pari­tà di retri­bu­zio­ne tra uomi­ni e don­ne e il divie­to del­la pro­sti­tu­zio­ne. Que­sti era­no mol­ti degli idea­li per cui Michel si era già impe­gna­ta pri­ma del­l’e­spe­rien­za rivo­lu­zio­na­ria. Come inse­gnan­te, fu atti­va­men­te coin­vol­ta nel­la rifor­ma sco­la­sti­ca, pre­sen­tan­do al gover­no comu­nar­do un nuo­vo meto­do edu­ca­ti­vo frut­to del­la sua esperienza.

Il suo impe­gno duran­te l’e­spe­rien­za del­la Comu­ne non si limi­tò a que­ste idee di rifor­ma. Infat­ti, par­te­ci­pò ai com­bat­ti­men­ti tra i comu­nar­di e il gover­no di Ver­sail­les, facen­do par­te del 61° bat­ta­glio­ne di Mont­mar­tre e aiu­tan­do i feri­ti nel ruo­lo di auti­sta di ambu­lan­za. Duran­te la Semai­ne san­glan­te, il perio­do che va dal 21 al 28 mag­gio 1871, quan­do l’e­ser­ci­to del gover­no entrò a Pari­gi cau­san­do distru­zio­ni, stra­gi e la fine del­la Comu­ne, Michel ven­ne arrestata.

Dopo la tragica conclusione della Comune, che vide l’esecuzione sommaria da parte dell’esercito di circa 30.000 insorti, iniziarono i processi contro Louise Michel e altri circa 50.000 prigionieri. 

Tra di loro c’e­ra anche il suo caro ami­co Théo­phi­le Fer­ré, pro­ta­go­ni­sta del­la Comu­ne e con­dan­na­to a mor­te, a cui Michel dedi­cò la poe­sia Les Œil­le­ts rou­ges

Il pro­ces­so rese Loui­se Michel una figu­ra cele­bre in tut­ta la Fran­cia. Si pre­sen­tò vesti­ta di nero, rifiu­tò l’av­vo­ca­to d’uf­fi­cio e si assun­se la respon­sa­bi­li­tà di quan­to acca­du­to. Ammi­se di aver avu­to un ruo­lo poli­ti­co, di aver com­bat­tu­to in diver­se bat­ta­glie e di aver par­te­ci­pa­to agli incen­di appic­ca­ti dai comu­nar­di in tut­ta la cit­tà, che por­ta­ro­no alla distru­zio­ne di diver­si palaz­zi sto­ri­ci, tra cui il palaz­zo del­le Tui­le­ries. Con­fes­sò anche di esse­re mem­bro del­l’In­ter­na­zio­na­le socialista. 

Chie­se per sé la pena di mor­te, dichia­ran­do: «Poi­ché mi sem­bra che ogni cuo­re che bat­te per la liber­tà abbia dirit­to solo a un po’ di piom­bo, esi­go la mia par­te! Se mi lascia­te vive­re, non smet­te­rò mai di pian­ge­re ven­det­ta…» (Loui­se Michel, Histoi­re de ma vie, 1904). Tut­ta­via, fu con­dan­na­ta alla depor­ta­zio­ne a vita.

Vic­tor Hugo, col­pi­to dal suo corag­gio, le dedi­cò la poe­sia Viro Major, esal­tan­do il suo corag­gio e l’e­roi­smo. Que­sta poe­sia e nume­ro­si arti­co­li di stam­pa che elo­gia­ro­no le sue vir­tù rivo­lu­zio­na­rie con­tri­bui­ro­no a far­ne l’in­car­na­zio­ne e insie­me una mar­ti­re del­la Comune.

Nel 1873, insieme a migliaia di altri comunardi, fu deportata in Nuova Caledonia, una colonia francese nell’Oceania. 

Qui rima­se per set­te anni, sen­za mai per­de­re la sua deter­mi­na­zio­ne. Fon­dò il gior­na­le Peti­tes Affi­ches de la Nou­vel­le-Calé­do­nie, desti­na­to ai comu­nar­di depor­ta­ti. La sua vici­nan­za agli indi­ge­ni Cana­chi, abi­tan­ti autoc­to­ni mela­ne­sia­ni e poli­ne­sia­ni del­la Nuo­va Cale­do­nia, fu fondamentale. 

Impa­rò la lin­gua cana­ca e tra­dus­se mol­ti dei loro miti in fran­ce­se. Ten­tò di apri­re una scuo­la con l’intenzione di edu­ca­re gli indi­ge­ni affin­ché potes­se­ro oppor­si alla colo­niz­za­zio­ne, ma le auto­ri­tà fran­ce­si lo impe­di­ro­no. Nel 1878, sosten­ne la rivol­ta cana­ca e sug­ge­rì tat­ti­che di sabo­tag­gio con­tro i francesi.

Nel 1880, Loui­se Michel fu libe­ra­ta. Il suo ritor­no a Pari­gi fu trion­fa­le, con cir­ca 10.000 per­so­ne ad acco­glier­la, tra cui il lea­der socia­li­sta Geor­ges Cle­men­ceau. Nono­stan­te l’en­tu­sia­sman­te acco­glien­za, fu costan­te­men­te sor­ve­glia­ta dal­la poli­zia e una par­te del­la popo­la­zio­ne e del­la stam­pa la cri­ti­ca­va per le sue idee anar­chi­che e femministe.

Negli anni suc­ces­si­vi, Loui­se Michel par­te­ci­pò a diver­si comi­zi e mani­fe­sta­zio­ni poli­ti­che non solo in Fran­cia, ma anche nei Pae­si Bas­si e in Inghil­ter­ra. Nel 1883, fu nuo­va­men­te arre­sta­ta per aver pre­so par­te a una mani­fe­sta­zio­ne ope­ra­ia che cul­mi­nò nel sac­cheg­gio di alcu­ni pani­fi­ci. Con­dan­na­ta a sei anni di reclu­sio­ne, tra­scor­se il suo tem­po in pri­gio­ne impa­ran­do il rus­so e l’in­gle­se, oltre a scri­ve­re le sue memo­rie. Una vol­ta libe­ra­ta, con­ti­nuò la sua lot­ta politica. 

Tuttavia, nel 1888, fu gravemente ferita da due colpi di pistola sparati da un avversario politico. 

Uno dei col­pi la ferì all’o­rec­chio, men­tre l’al­tro si con­fic­cò nel cra­nio. Nono­stan­te le gra­vi feri­te, Loui­se Michel riu­scì a soprav­vi­ve­re e deci­se di non denun­cia­re l’ag­gres­so­re.
Nel 1890, a cau­sa del­le con­ti­nue ten­sio­ni con la poli­zia e le auto­ri­tà fran­ce­si, deci­se di tra­sfe­rir­si in Inghil­ter­ra, dove aprì una scuo­la per rifu­gia­ti poli­ti­ci e con­ti­nuò a scri­ve­re, sia ope­re poli­ti­che che poe­sie. Le sue con­fe­ren­ze e inter­ven­ti pub­bli­ci in vari Pae­si non ces­sa­ro­no mai. Par­te­ci­pò a discus­sio­ni con­tro la pena di mor­te, la pro­sti­tu­zio­ne e la religione.

Dopo una serie di con­fe­ren­ze in Alge­ria, duran­te il suo ritor­no, Loui­se Michel morì a Mar­si­glia a cau­sa di una pol­mo­ni­te il 9 gen­na­io 1905. Il suo fune­ra­le a Pari­gi fu segui­to da una fol­la immensa.

Loui­se Michel è anco­ra oggi ricor­da­ta in Fran­cia e nel mon­do per il suo impe­gno inces­san­te nel com­bat­te­re con­tro le ingiu­sti­zie, difen­den­do gli oppres­si e lavo­ran­do per un mon­do miglio­re. Dopo il pro­ces­so del 1871, diven­ne l’in­car­na­zio­ne del­la Comu­ne di Pari­gi, per­pe­tuan­do­ne il ricor­do attra­ver­so i suoi scrit­ti e le sue innu­me­re­vo­li conferenze.

Il suo ruolo nelle battaglie femministe è stato significativo, anche se lei non si definiva esplicitamente come tale. 

A dif­fe­ren­za dei movi­men­ti fem­mi­ni­sti con­tem­po­ra­nei, non lot­tò per otte­ne­re il dirit­to di voto, poi­ché, da anar­chi­ca, con­si­de­ra­va que­sti dirit­ti poli­ti­ci come mere illu­sio­ni. Secon­do la sua visio­ne, uomi­ni e don­ne dove­va­no supe­ra­re le dif­fe­ren­ze e unir­si in un movi­men­to rivo­lu­zio­na­rio uni­ta­rio. 

Per supe­ra­re le dif­fe­ren­ze, ser­vi­va inan­zi­tut­to il matri­mo­nio libe­ro, la pari­tà di istru­zio­ne, l’u­gua­glian­za del­le con­di­zio­ni di lavo­ro e l’e­li­mi­na­zio­ne del­la pro­sti­tu­zio­ne. Que­ste idee, soste­nu­te e dif­fu­se gra­zie anche al suo talen­to let­te­ra­rio, han­no carat­te­riz­za­to il suo impe­gno per tut­ta la vita.

Infi­ne, ma non meno impor­tan­te, è il ruo­lo che Loui­se Michel ha avu­to nel cam­po del­l’i­stru­zio­ne. Ha inse­gna­to con dedi­zio­ne, a bam­bi­ni e adul­ti, sia fran­ce­si che colo­niz­za­ti, uti­liz­zan­do meto­di inno­va­ti­vi vol­ti all’e­man­ci­pa­zio­ne.
«Il com­pi­to degli inse­gnan­ti, que­sti oscu­ri sol­da­ti del­la civil­tà, è quel­lo di dare al popo­lo i mez­zi intel­let­tua­li per ribel­lar­si» (Loui­se Michel, Mémoi­res, 1886).

Biblio­gra­fia: 

Syl­vie Boul­vain, Loui­se Michel (1830–1905) Une vie d’engagements, 2019
Xavier de La Four­niè­re, Loui­se Michel: matri­cu­le 2182, 1986

Con­di­vi­di:
Luca Gualazzi
Stu­den­te dell’ultimo anno di Scien­ze Sto­ri­che. Oltre che a sto­ria mi inte­res­so anche a film, attua­li­tà e sport.

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