BookAdvisor, consigli di lettura di giugno

BookAdvisor, consigli di lettura di giugno

Il 5 di ogni mese, 5 libri per tutti i gusti: BookAdvisor è la rubrica dove vi consigliamo ciò che ci è piaciuto di recente, tra novità e qualche riscoperta.


Can­zo­ni per il mio ute­ro per Bach e per l’op­po­sto al mio Zenit, Maria Cefa­là (Il ramo e la foglia Edi­zio­ni) — recen­sio­ne di Matil­de Eli­sa Sala

Canzoni per il mio utero per Bach e per l’opposto al mio Zenit

«Que­ste poe­sie sono le con­fes­sio­ni di un abor­to». Così ini­zia il rac­con­to in ver­si di un pez­zo di vita di Maria Cefa­là. Ci vuo­le tan­to corag­gio per guar­dar­si den­tro e con­se­gna­re nel­le mani dei pro­pri let­to­ri, un qual­co­sa di così per­so­na­le e pro­fon­do, ma Maria di corag­gio ne ha da ven­de­re: ne ha avu­to tan­to quan­do ha scel­to di sot­to­por­si a un abor­to volon­ta­rio, ma non volu­to; quan­do ha fir­ma­to sola quel foglio e si è tro­va­ta di fron­te a un’o­biet­tri­ce di coscien­za; quan­do ha affron­ta­to il dolo­re e c’e­ra Bach con lei a dar­le con­for­to. Non è faci­le pren­de­re una scel­ta del gene­re, non è faci­le non sen­tir­si in col­pa immer­si in un mon­do in cui i giu­di­zi, non richie­sti, sono pro­prio lì che bus­sa­no alla por­ta, quan­do ti guar­da­no male per­ché dovre­sti ver­go­gnar­ti di ciò che hai fat­to, sen­za nem­me­no pen­sa­re ai moti­vi per cui si è giun­ti a una deci­sio­ne del gene­re. Un tema aspro, sco­mo­do e fin trop­po attua­le, media­to dal­la gran­de dol­cez­za e musi­ca­li­tà dei ver­si poe­ti­ci di Cefa­là, poe­sie che ci spin­go­no a inter­ro­gar­ci su come il mon­do e la socie­tà costrin­go­no le per­so­ne a vive­re la pro­pria mater­ni­tà, oppres­se dal­la fret­ta che spes­so pro­vie­ne dall’esterno. 

Can­zo­ni per il mio ute­ro si aggiun­ge alle let­tu­re neces­sa­rie che trat­ta­no la tema­ti­ca del­l’a­bor­to. Un per­cor­so sco­sce­so, un viag­gio in nave in mez­zo al mare mos­so: l’ap­pro­do però è sere­no. Maria è viva, si sen­te viva ed è qui a rac­con­tar­ci la sua sto­ria, sem­pre accom­pa­gna­ta dal­la musi­ca di Bach.


La sto­ria se ne fre­ga dell’onore, Gian Artu­ro Fer­ra­ri (Mar­si­lio) – Recen­sio­ne di Nina Fresia

La storia se ne frega dell'onore - Marsilio Editori

Mila­no, 1936. Il fasci­smo pene­tra ogni aspet­to del­la vita socia­le e per far­lo ha biso­gno di qual­che emis­sa­rio: il com­mis­sa­rio rice­ve infat­ti ogni gior­no i pro­pri infor­ma­to­ri e tie­ne d’occhio per con­to del­la poli­zia poli­ti­ca, e quin­di diret­ta­men­te per il Duce, pos­si­bi­li sen­ti­men­ti anti­fa­sci­sti che ser­peg­gia­no sia ai pia­ni alti che tra la gen­te comu­ne. Ma il com­mis­sa­rio è mor­to e la sua dipar­ti­ta sem­bra esse­re col­le­ga­ta con uno stra­no inci­den­te in cui ha per­so la vita Lui­gi Bas­set­ti, diret­to­re edi­to­ria­le di un’importante casa edi­tri­ce. La sua aman­te segre­ta, Dona­tel­la Modia­no, non cre­de nel­la fata­li­tà e, col­ma di sen­so di col­pa nel cuo­re, inda­ga sugli ulti­mi gior­ni del suo gran­de amo­re e sul con­te­nu­to del­la bor­sa da cui tan­to fati­ca­va a separarsi.

Un bre­ve, ma vera­men­te capa­ce di incol­lar­ti alla pagi­na, gial­lo sul mon­do dell’editoria ai tem­pi del fasci­smo, un pun­to di vista ina­spet­ta­to sul regi­me di Mus­so­li­ni. Men­tre si cer­ca di arri­va­re alla solu­zio­ne del miste­ro, l’autore dà modo di sco­pri­re che cosa signi­fi­ca pub­bli­ca­re libri in un regi­me di cen­su­ra e come il fasci­smo pre­ten­des­se, vana­men­te, di con­trol­la­re un’intricata rete di ambi­gui­tà e doppiogiochismo.


Fra­tel­li­no, Ame­ts Arzal­lus Antia e Ibra­hi­ma Bal­de (Fel­tri­nel­li) – Recen­sio­ne di Nina Fresia

Fratellino": il libro che il Papa ha regalato ai vescovi italiani -  Feltrinelli Editore

Si fa fati­ca a cre­der­lo, ma la sto­ria di Ibra­hi­ma Bal­de rac­con­ta­ta dal poe­ta basco Ame­ts Arzal­lus Antia è vera e acco­mu­na mol­te del­le per­so­ne migran­ti che perio­di­ca­men­te sbar­ca­no sul­le nostre coste o per­do­no la vita nel mar Medi­ter­ra­neo. Ibra­hi­ma intra­pren­de un viag­gio dif­fi­ci­le e dagli esi­ti incer­ti per ritro­va­re il fra­tel­lo mino­re, par­ti­to alla vol­ta dell’Europa sognan­do un futu­ro miglio­re. Quest’odissea par­te dal­la sua casa, la Gui­nea, e attra­ver­sa Libe­ria, Mali, Alge­ria, Libia e Maroc­co. E i mostri che Ibra­hi­ma affron­ta non sono i ciclo­pi o le sire­ne fron­teg­gia­ti da Ulis­se, ma il deser­to, il mer­ca­to di esse­ri uma­ni di Taa­lan­da, il raz­zi­smo, la fame, le debi­li­ta­zio­ni fisi­che e la depres­sio­ne. Ma, a dif­fe­ren­za dell’eroe ome­ri­co, Ibra­hi­ma è rea­le così come ciò che ha vis­su­to e il dolo­re che lo accompagna.

Fra­tel­li­no è un rac­con­to fon­da­men­ta­le per­ché ci per­met­te di veni­re in con­tat­to con un mon­do che non cono­scia­mo e di cui for­se, vista la sua cru­del­tà, nem­me­no ci inte­res­sia­mo per non dover met­te­re in discus­sio­ne le nostre posi­zio­ni. Leg­ge­re que­sto libro è un eser­ci­zio per alle­na­re la nostra uma­ni­tà: ogni vol­ta che sui gior­na­li o in tele­vi­sio­ne si leg­ge­rà di cen­ti­na­ia di per­so­ne appro­da­te nel nostro pae­se o affon­da­te con il gom­mo­ne su cui era­no sali­te, l’impegno sarà quel­lo di non fer­mar­si ai nume­ri, ma pen­sa­re a quan­to sono anda­te incon­tro pri­ma di ritro­var­si, come Ibra­hi­ma, sedu­te sopra al mare davan­ti a un bivio con «da una par­te la vita, dall’altra la mor­te. Lì non ci sono altre uscite».


Tut­to ciò che pote­va rom­per­si, David Valen­ti­ni (ACCENTO) - recen­sio­ne di Miche­la De Marchi

Tutto ciò che poteva rompersi

Una rac­col­ta di cin­que lun­ghi rac­con­ti tenu­ti insie­me da un filo ros­so. In Tut­to ciò che pote­va rom­per­si, David Valen­ti­ni dipin­ge la disar­ti­co­la­zio­ne del­la real­tà con­tem­po­ra­nea intrec­cian­do sogni, incer­tez­ze e pro­ble­mi di due generazioni. 

Nel pri­mo rac­con­to, Ludo­vi­ca si tra­sfe­ri­sce a Shef­field per il dot­to­ra­to, spin­ta dal desi­de­rio di eman­ci­par­si da una fami­glia iper­pro­tet­ti­va, ma nei quat­tro anni che tra­scor­re in Inghil­ter­ra la sua quo­ti­dia­ni­tà ver­rà stra­vol­ta. Ci imbat­tia­mo poi nel­la vita appa­ren­te­men­te per­fet­ta di Nico­la, mes­sa in dub­bio solo dall’incontro con la nuo­va vici­na di casa, Ali­ce. La ter­za sto­ria pro­po­ne i rac­con­ti in pri­ma per­so­na di Lau­ra, Mar­co, Ste­fa­no, Anna e Miche­le: cin­que ragaz­zi di Roma che devo­no affron­ta­re espe­rien­ze all’estero, amo­ri sen­za lie­to fine, ami­ci­zie e tra­di­men­ti. Si pas­sa poi al capi­to­lo dedi­ca­to a Ric­car­do, il qua­le allo scop­pio del­la pan­de­mia è obbli­ga­to a resta­re nel casa­le di fami­glia, da tem­po abban­do­na­to, dove sco­pri­rà un segre­to sul suo pas­sa­to. Infi­ne, il quin­to rac­con­to è la nar­ra­zio­ne di una sedu­ta psi­co­lo­gi­ca di Sara, nel­la qua­le ven­go­no riper­cor­si gli epi­so­di più dolo­ro­si che ha vis­su­to. Con il capi­to­lo con­clu­si­vo, Ciò che si è rot­to, vie­ne pre­sen­ta­ta una bre­ve sin­te­si del­le sto­rie di tut­ti i per­so­nag­gi, spie­gan­do ciò che è suc­ces­so loro negli anni a segui­re. Que­sta par­te resti­tui­sce una visio­ne d’insieme, per­met­ten­do di inten­de­re anche i riman­di inter­ni del libro.

I per­so­nag­gi sono nati e cre­sciu­ti in due epo­che diver­se, tra gli anni Ottan­ta e l’inizio del 2000, ma ciò che li acco­mu­na è il modo con cui affron­ta­no i mede­si­mi pro­ble­mi. Nono­stan­te le dif­fe­ren­ze di età, infat­ti, i pro­ta­go­ni­sti sono tor­men­ta­ti dal­le stes­se que­stio­ni: espe­rien­ze all’estero, amo­re, ses­so, pos­si­bi­li­tà lavo­ra­ti­ve, delu­sio­ni, tra­di­men­ti, un pas­sa­to dif­fi­ci­le da dige­ri­re e per­ples­si­tà sul futuro. 

David Valen­ti­ni, con una pro­sa sem­pli­ce carat­te­riz­za­ta da dia­lo­ghi e rife­ri­men­ti alla cul­tu­ra pop, resti­tui­sce al let­to­re la fram­men­ta­rie­tà del­la nostra esi­sten­za. Facen­do par­la­re in pri­ma o in ter­za per­so­na i vari pro­ta­go­ni­sti, con­sen­te di immer­ger­si nel­la loro sto­ria, di com­pren­de­re le loro emo­zio­ni e di tro­va­re somi­glian­ze con la pro­pria vita. Chi si approc­cia al libro si ritro­ve­rà a doman­dar­si cosa avrei fat­to io in quel­la situa­zio­ne? e com­pren­de­rà come, alla fine, tut­ti noi sia­mo acco­mu­na­ti da gio­ie, sof­fe­ren­ze e inquietudini.


Il vaso di Pan­do­ro. Asce­sa e cadu­ta dei Fer­ra­gnez, Sel­vag­gia Luca­rel­li (Paper­FIR­ST) — recen­sio­ne di Vio­la Vismara

Il vaso di Pandoro. Ascesa e caduta dei Ferragnez

Il vaso di Pan­do­ro di Sel­vag­gia Luca­rel­li è un libro-inchie­sta che sve­la i retro­sce­na del­lo scan­da­lo che ha col­pi­to la cop­pia più poten­te d’Italia negli anni 2016–2023. Luca­rel­li rac­con­ta come un’operazione di mar­ke­ting masche­ra­ta da bene­fi­cen­za abbia por­ta­to alla mul­ta dell’Antitrust e alla cri­si dell’impero Fer­ra­gni, rico­no­sciu­ta come la prin­ci­pa­le influen­cer del Pae­se. Con uno sti­le inci­si­vo e det­ta­glia­to, l’autrice esplo­ra non solo le vicen­de per­so­na­li dei pro­ta­go­ni­sti, ma anche le dina­mi­che del mon­do degli influen­cer e l’impatto dei social media sul­la nostra società.

La sezio­ne ini­zia­le del libro si con­cen­tra sul­le ori­gi­ni dei Fer­ra­gnez, nar­ran­do come si sono cono­sciu­ti e come è nata la loro rela­zio­ne, sia sen­ti­men­tal­men­te sia media­ti­ca­men­te. Si par­la del­la cre­sci­ta dell’impero Fer­ra­gni, del ruo­lo dell’ex com­pa­gno Ric­car­do Poz­zo­li, dell’introduzione del fida­to mana­ger Fabio Maria Dama­to e di come sia sta­to pos­si­bi­le crea­re un’impresa digi­ta­le milio­na­ria. Vie­ne esa­mi­na­to anche il ruo­lo dei figli nel­la sto­ria del­la cop­pia social e spie­ga­to come una cop­pia di mul­ti­mi­lio­na­ri abbia riscos­so tan­ta empa­tia nel pub­bli­co. La fase suc­ces­si­va del libro affron­ta il decli­no: dall’Antitrust che impo­ne una san­zio­ne di oltre un milio­ne di euro alle socie­tà ricon­du­ci­bi­li a Chia­ra Fer­ra­gni e di 420 mila euro a Baloc­co per pra­ti­ca com­mer­cia­le scor­ret­ta, fino alle accu­se di pub­bli­ci­tà ingan­ne­vo­le e con­su­ma­to­ri ingan­na­ti. Qui si svi­lup­pa la nar­ra­zio­ne con le dure paro­le del­la Melo­ni dal pal­co di Atre­ju, le sto­rie di Fedez in rispo­sta alla pre­mier (che segna­no la vera rot­tu­ra dei Fer­ra­gnez) e il video dell’influencer con la tuta del pen­ti­men­to e mol­to altro.

Un aspet­to cru­cia­le del libro sono le inter­vi­ste a due ex dipen­den­ti del­le socie­tà del­la Fer­ra­gni: Vale­rio e Giu­lia (nomi fit­ti­zi per tute­la­re la pri­va­cy) rac­con­ta­no espe­rien­ze carat­te­riz­za­te da nepo­ti­smo, buste paghe mise­re e trat­ta­men­ti ina­de­gua­ti ver­so una dipen­den­te incin­ta. Attra­ver­so i rac­con­ti dei due ex dipen­den­ti si rie­sce a deli­nea­re i ruo­li di Fer­ra­gni e Dama­to nell’azienda. La con­clu­sio­ne di Luca­rel­li è che le vere vit­ti­me del “pan­do­ro-gate” sono gli enti filan­tro­pi­ci e uma­ni­ta­ri, che subi­ran­no un dan­no repu­ta­zio­na­le a cau­sa di que­sta bene­fi­cen­za mal indi­riz­za­ta, crean­do un cir­co­lo vizio­so di spre­chi e abba­gli. La doman­da con cui ci lascia l’autrice è mol­to sem­pli­ce: si risol­le­ve­rà mai Chia­ra Ferragni?

Il libro è con­si­glia­to a chi è curio­so e vuo­le saper­ne di più su que­sta vicen­da, e anche a chi è già ben infor­ma­to sul­le vicen­de dei Fer­ra­gnez, poi­ché la secon­da metà aggiun­ge mol­ti nuo­vi ele­men­ti alla sto­ria. Seb­be­ne alcu­ni pos­sa­no rite­ne­re l’autrice pre­ve­nu­ta, Luca­rel­li (oltre a dare del­le opi­nio­ni per­so­na­li) ripor­ta fat­ti e testi­mo­nian­ze docu­men­ta­te, offren­do un’analisi det­ta­glia­ta del­le vicende.

Matilde Elisa Sala
Stu­dio Let­te­re, men­tre aspet­to anco­ra la mia let­te­ra per Hog­warts. Osser­vo il mon­do con occhi curio­si e un piz­zi­co di iro­nia, per­den­do­mi spes­so tra le pagi­ne di un buon libro o le sce­ne di un film. Scri­vo, per­ché cre­do che le paro­le sia­no lo stru­men­to più poten­te che abbiamo.
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Studio Lettere, mentre aspetto ancora la mia lettera per Hogwarts. Osservo il mondo con occhi curiosi e un pizzico di ironia, perdendomi spesso tra le pagine di un buon libro o le scene di un film. Scrivo, perché credo che le parole siano lo strumento più potente che abbiamo.

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